Estensione di Missione per Spitzer: il Telescopio Spaziale Entra nella Fase "Beyond"

Illustrazione d'artista che mostra come Spitzer si orienterà per le comunicazioni con le stazioni a terra nel corso della fase "Beyond". Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione d'artista che mostra come Spitzer si orienterà per le comunicazioni con le stazioni a terra nel corso della fase "Beyond". Credit: NASA/JPL-Caltech

Grazie ai meriti guadagnati nel corso del suo lavoro in orbita – superando tutti i limiti in tecnologia e risultati scientifici inizialmente previsti alla partenza – lo Spitzer Space Telescope sta per entrare in una nuova fase, denominata “Beyond”, “Oltre”: la NASA ha infatti concesso un’estensione della missione di ben due anni e mezzo, che permetterà al telescopio spaziale di studiare innumerevoli oggetti – come i corpi planetari interni ed esterni al Sistema Solare – spaziando inoltre sia in campo astronomico che cosmologico.
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Fermi e WISE Unite nel Rivelare una Nuova Caratteristica per Identificare Nuovi Blazar

Illustrazione artistica di un buco nero supermassivo in attività, con l'emissione di un blazar. Credits: M. Weiss/CfA
Illustrazione artistica di un buco nero supermassivo in attività, con l'emissione di un blazar. Credits: M. Weiss/CfA

Studiando galassie distanti, al cui centro sono collocati dei mostruosi buchi neri attivi, gli astronomi hanno da poco fatto una scoperta molto interessante: la radiazione emessa dal materiale che viene inghiottito mostra un collegamento inusuale tra due particolari regioni dello spettro, medio infrarosso e raggi gamma.
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Scoperto Nuovo Pianeta Roccioso Nella Fascia di Abitabilità Della Stella più Vicina al Sole

Illustrazione artistica che mostra come potrebbe apparire la superficie di Proxima b, pianeta roccioso simile alla Terra che orbita intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole. Credits: ESO/M. Kornmesser
Illustrazione artistica che mostra come potrebbe apparire la superficie di Proxima b, pianeta roccioso simile alla Terra che orbita intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole. Credits: ESO/M. Kornmesser

Un pianeta roccioso, di dimensioni simili a quelle della Terra, è stato identificato all’interno della fascia di abitabilità di Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole. La scoperta appartiene ad un team di astronomi che ha sfruttato le riprese del telescopio di 3.6 metri dello European Southern Observatory a La Silla (Cile), comparando le immagini con altri telescopi sparsi per il globo.
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NASA Recupera i Contatti con STEREO-B Dopo un Silenzio di Quasi Due Anni

Illustrazione artistica dell'osservatorio spaziale STEREO-B, in orbita intorno al Sole. Credit: NASA
Illustrazione artistica dell'osservatorio spaziale STEREO-B, in orbita intorno al Sole. Credit: NASA

Dal 1 ottobre 2014 tutte le comunicazioni con l’osservatorio spaziale STEREO-B della NASA si soo state bruscamente interrotte: dopo 22 mesi di duro lavoro da parte del team della missione STEREO – di cui un mese intero utilizzato per un’operazione di recupero tramite il Deep Space Network che traccia e comunica con le missioni in corso nello spazio – lo scorso 22 agosto uno dei Solar Terrestrial Relations Observatories è riuscito a riallacciare nuovamente i contatti con la sonda.

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Nuovo Studio Smentisce Parte dei Modelli sull'Evoluzione delle Molecole Organiche nello Spazio

Immagine della nebulosa NGC 7023 realizzata con la combinazione dei dati a tre diverse lunghezze d'onda. In rosso e verde sono evidenziati i dati di SOFIA, in blu quelli di Spitzer. Credit: NASA/DLR/SOFIA/B. Croiset, Leiden Observatory, and O. Berné, CNRS; NASA/JPL-Caltech/Spitzer
Immagine della nebulosa NGC 7023 realizzata con la combinazione dei dati a tre diverse lunghezze d'onda. In rosso e verde sono evidenziati i dati di SOFIA, in blu quelli di Spitzer. Credit: NASA/DLR/SOFIA/B. Croiset, Leiden Observatory, and O. Berné, CNRS; NASA/JPL-Caltech/Spitzer

Fino a pochissimo tempo fa alcuni modelli – utili a descrivere l’evoluzione dei materiali organici, i mattoncini base per la vita – si basavano sul fatto che la radiazione di una stella giovane e molto massiva spezza le grandi molecole organiche in altre più piccole, anziché aiutare la loro formazione: nuovi dati sperimentali mostrano invece che avviene l’esatto contrario.

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Gli Astronauti della NASA Williams e Rubins si Preparano per l'Istallazione di un Nuovo Porto Spaziale

L'ingegnere di volo Kate Rubins e il comandante della Expedition 48 Jeff Williams in posa davanti alle tute spaziali che indosseranno per la lunga operazione di collegamento del nuovo porto spaziale sulla ISS. Credit: NASA
L'ingegnere di volo Kate Rubins e il comandante della Expedition 48 Jeff Williams in posa davanti alle tute spaziali che indosseranno per la lunga operazione di collegamento del nuovo porto spaziale sulla ISS. Credit: NASA

Il comandante della Expedition 48 Jeff Williams e l’ingeniere di bordo Kate Rubins, entrambi astronauti della NASA, si stanno ora preparando per uscire dalla Stazione Spaziale Internazionale, in una lunga passeggiata nello spazio che durerà ben sei ore.
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Nuove Ipotesi e Nuove Ricerche della Missione Fermi sulla Natura della Materia Oscura

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Immagine della Piccola Nube di Magellano sulla quale è stata sovrapposta (a destra) la probabile distribuzione di materia oscura al suo interno. Circa il 90% della materia oscura presente in totale è contenuta entro i limiti del semicerchio calcolato. Credits: Dark matter, R. Caputo et al. 2016; background, Axel Mellinger, Central Michigan University

La materia oscura – e l’energia oscura – sono attualmente annoverate tra i più grandi rompicapo della scienza. Tuttavia, esperimenti condotti sia a terra che nello spazio hanno permesso di decifrare nuovi indizi, portando gli scienziati a formulare delle teorie innovative, specialmente per quanto riguarda la materia oscura, che interagendo unicamente (o quasi) attraverso la gravità e non assorbendo né emettendo luce non fornisce alcuna indicazione su quale sia la sua natura (nonostante costituisca l’80% della materia presente nell’Universo).

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Sguardo al Sito di Atterraggio per il Modulo Schiaparelli

Sito di atterraggio del modulo Schiaparelli della missione ExoMars 2016 presso il Meridiani Planum, in un mosaico della High Resolution Stereo Camera, montato con riprese del 23, 26 e 29 agosto 2005 e 1 agosto 2010. Credit: ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO
Sito di atterraggio del modulo Schiaparelli della missione ExoMars 2016 presso il Meridiani Planum, in un mosaico della High Resolution Stereo Camera, montato con riprese del 23, 26 e 29 agosto 2005 e 1 agosto 2010. Credit: ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO

La missione ExoMars 2016, realizzata nell’ambito di una collaborazione tra l’ESA e la Roscosmos e partita da Baikonur il 14 marzo 2016, arriverà proprio questo ottobre al suo incontro con Marte. In previsione di questo evento, il modulo Schiaparelli ha tracciato i confini della regione sulla quale effettuerà il suo atterraggio.
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