Hubble e Chandra Osservano Nubi che Possono Aiutare ad Identificare la Materia Oscura

Mosaico di sei differenti clusters galattici ripresi da Hubble Space Telescope (blu) e Chandra X-ray Observatory (rosa), in uno studio sull'interazione della materia oscura durante le collisioni delle nubi. In totale sono state studiate ben 72 collisioni. Credit: NASA/ESA
Mosaico di sei differenti clusters galattici ripresi da Hubble Space Telescope (blu) e Chandra X-ray Observatory (rosa), in uno studio sull'interazione della materia oscura durante le collisioni delle nubi. In totale sono state studiate ben 72 collisioni. Credit: NASA/ESA

La materia oscura è un tipo di materia “invisibile” che costituisce la gran parte della massa dell'universo. Poiché non assorbe, emette o riflette la luce, essa può essere tracciata solo indirettamente, come nel caso del gravitational lensing in cui è possibile misurare la deformazione dello spazio – messa in mostra dalla distorsione e diffusione della luce proveniente da una sorgente distante – a causa della gravità stessa della materia oscura. Ma per capire di più su di essa e testare la veridicità di alcune teorie, i ricercatori la studiano in una maniera simile rispetto a come sono condotti gli esperimenti sulla materia visibile, ed in particolare cosa accade quando questa urta contro altri oggetti. Nel caso analizzato, si tratta di nubi (clusters)galattiche.
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Curiosity Scopre Azoto – Biologicamente Utile – sulla Superficie di Marte

Il rover Curiosity in un auto-ritratto al deposito Rocknest, su Marte, dove aveva fatto una delle analisi principali per la scoperta dell'azoto fissato. Credit: NASA/JPL/MSSS
Il rover Curiosity in un auto-ritratto al deposito Rocknest, su Marte, dove aveva fatto una delle analisi principali per la scoperta dell'azoto fissato. Credit: NASA/JPL/MSSS

Attraverso il Sample Analysis at Mars (SAM), strumento per l'analisi chimica dei campioni di roccia a bordo del rover Curiosity della NASA, un team di ricercatori ha effettuato la prima rilevazione di azoto sulla superficie del pianeta rosso, in seguito al rilascio di questo elemento durante il riscaldamento dei sedimenti marziani.
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Suzaku ed Heschel Collegano il "Vento" generato da un Buco Nero con un Flusso di Gas Adatto alla Formazione Stellare

Immagine a filtro rosso della galassia IRAS F11119+3257 ripresa dallo stromento di 2,2 metri di diametro dell'Università delle Hawaii. E' possibile vedere sulla sinistra una debole struttura da ricondursi ad un flusso di gas espulso dal centro galattico. Sullo sfondo, campo ripreso dallo Sloan Digital Sky Survey. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/SDSS/S. Veilleux
Immagine a filtro rosso della galassia IRAS F11119+3257 ripresa dallo stromento di 2,2 metri di diametro dell'Università delle Hawaii. E' possibile vedere sulla sinistra una debole struttura da ricondursi ad un flusso di gas espulso dal centro galattico. Sullo sfondo, campo ripreso dallo Sloan Digital Sky Survey. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/SDSS/S. Veilleux

Dalla combinazione delle osservazioni del satellite a raggi X giapponese Suzaku e l'Heschel Space Observatory dell'ESA nell'infrarosso, gli scienziati hanno riconnesso un violento “vento” prodotto nei pressi di un buco nero al centro di una galassia ad un torrente esterno di gas freddo largo circa un migliao di anni-luce. I risultati trovati convalidano in tutto e per tutto un meccanismo di feedback a lungo sospettato, che permetterebbe ad un buco nero di influenzare l'evoluzione della sua galassia ospite.
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Razzo H-IIA Pronto al Lancio con Satellite di Raccolta Informazione

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Credit: JAXA

Un razzo giapponese H-IIA è pronto per il lancio di un satellite di ricognizione: la JAXA (Japan Arospace Exploration Agency) lo ha confermato per giovedì 26 marzo 2015. Sfortunatamente, come da procedura standard per il programma spaziale primario, non ci saranno informazioni in merito alla preparazione al lancio, né un webcast ufficiale, e quelle riguardanti l'esito del lancio saranno limitate.
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Collisione tra Stelle Spiega Esplosione Stellare vista nel '600

Questa mappa mostra la posizione della nova (in rosso) che apparve nell'anno 1670, fu registrata dal famoso astronomo Hevelius e pubblicata dalla Royal Society in Inghilterra nella rivista Philosophical Transactions. Nuove osservazioni con APEX e altri telescopi hanno rivelato che la stella vista apparire in cielo dagli astronomi europei nel 1670 non era una nova, ma un tipo più raro e violento di collisione stellare, così spettacolare da essere visibile facilmente a occhio nudo durante il primo scoppio. Invece, le tracce lasciate sono così deboli che era necessaria un'analisi accurata con telescopi nella banda submillimetrica per poter risolvere l'enigma, svelato finalmente più di 340 anni dopo. Crediti: Royal Society
Questa mappa mostra la posizione della nova (in rosso) che apparve nell'anno 1670. Fu registrata dal famoso astronomo Hevelius e pubblicata dalla Royal Society in Inghilterra sulla rivista Philosophical Transactions.
Nuove osservazioni con APEX e altri telescopi hanno rivelato che la stella vista apparire in cielo dagli astronomi europei nel 1670 non era una nova, ma un tipo più raro e violento di collisione stellare, così spettacolare da essere visibile facilmente a occhio nudo durante il primo scoppio. Invece, le tracce lasciate furono così deboli da far rendere necessaria un'analisi accurata con telescopi nella banda submillimetrica. Il mistero è stato dunque svelato più di 340 anni più tardi.
Crediti:
Royal Society

Nuove osservazioni con APEX e altri telescopi rivelano che la stella vista comparire in cielo dagli astronomi europei nel 1670 non era una nova, ma un tipo più raro e violento di collisione stellare. È stato così spettacolare da essere visibile facilmente a occhio nudo durante il primo scoppio, ma le tracce lasciate furono così deboli da rendere necessaria un'analisi accurata con telescopi nella banda submillimetrica. L'enigma è stato dunque svelato, finalmente, più di 340 anni più tardi. I risultati appaiono online sulla rivista Nature del 23 marzo 2015.
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Rainworks: Arte Invisibile Attivata dall'Acqua

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Avete mai notato come durante una giornata piovosa, in cui tutto è bagnato dall'acqua, le cose e le atmosfere sembrino diverse? E se si potesse sfruttare questo effetto per qualcosa di artistico? L'idea è venuta ad un artista di Seattle, dal nome d'arte Peregrine Church, che ha creato delle stupende installazioni basate sulla composizione chimica di alcune sostanze, le quali in condizioni di bassa umidità sono virtualmente invisibili, ma che, repellendo fortemente l'acqua, si mostrano immediatamente non appena il resto dell'asfalto è bagnato.
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Nuove Foto di Marte dalla sonda Indiana MOM

Phobos sopra le nuvole di Marte, riprese dalla sonda MOM, dell'India. Credit: ISRO
Phobos sopra le nuvole di Marte, ripresa dalla sonda MOM, dell'India. Credit: ISRO

La sonda MOM (Mars Orbiter Mission), dell'India, sta continuando a mandare straordinarie foto della superficie di Marte, e funziona ancora perfettamente anche dopo aver passato il termine di 160 giorni che si era prefissato come obbiettivo minimo di vita intorno a Marte. Le foto potrebbero non sembrare molto più spettacolari di quelle di livello avanzato delle grandi sonde NASA o ESA, ma la missione indiana è la prima per questo Paese in ambito interplanetario, ed è anche un esperimento a basso costo per aumentare l'esperienza su missioni così complesse, e per ottenere dati scientifici dall'orbita di un altro pianeta. Servirà come base per future missioni, e nel frattempo ci mostra scorci meravigliosi del nostro pianeta vicino.
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Delta IV Pronto al Lancio con il Satellite GPS IIF-9 - Immagini e Streaming

Razzo Delta IV pronto al lancio con il satellite GPS IIF-9. Credit: ULA
Razzo Delta IV pronto al lancio con il satellite GPS IIF-9. Credit: ULA

Tra poche ore, alle 19:36 ore italiane, uno dei più potenti razzi sul pianeta, il Delta IV della United Launch Alliance, partirà verso lo spazio con un nuovo satellite GPS. Si tratta del GPS IIF-9, che inaugura l'ultimo anno di lanci della nuova serie di satelliti GPS, che servono per modernizzare la serie, e che ha avuto inizio nel 2010. La rete GPS esiste dal 1978, e da allora è cresciuta moltissimo arrivando a 30 satelliti operativi sincronizzati tra di loro. La Serie IIF è stata costruita dalla Boeing e si avvicina ora al suo completamento, proprio mentre iniziano i progetti per la costruzione del blocco di satelliti IIIF, che porteranno fino 32 nuovi satelliti nello spazio, a partire da un set di 12 satelliti IIIA che verranno costruiti dalla Lockheed Martin.
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