Effettuato per la Prima Volta il Sequenziamento del DNA Nello Spazio

L'astronauta della NASA Kate Rubins al lavoro per testare il sequenziatore di DNA MinION nell'ambito dell'esperimento Biomolecule Sequencer. Credit: NASA
L'astronauta della NASA Kate Rubins al lavoro per testare il sequenziatore di DNA MinION nell'ambito dell'esperimento Biomolecule Sequencer. Credit: NASA

Nell’ambito dell’esperimento Biomolecule Sequencer condotto sulla Stazione Spaziale Internazionale dall’astronauta Kate Rubins, per la prima volta in assoluto il DNA di alcuni campioni è stato sequenziato con successo anche nell’ambiente di microgravità dello spazio.
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Nuova Luce sul Mistero Della Stella Contemporaneamente Vecchia e Giovane

La stella  IRAS 19312+1950 (indicata dalla freccia, ha delle caratteristiche che la fanno sembrare contemporaneamente estremamente vecchia ed estremamente giovane. Credit: NASA/JPL-Caltech
La stella IRAS 19312+1950 (indicata dalla freccia, ha delle caratteristiche che la fanno sembrare contemporaneamente estremamente vecchia ed estremamente giovane. Credit: NASA/JPL-Caltech

È un vero e proprio mistero quello che circonda l’età di IRAS 19312+1950, stella massiva collocata in profondità all’interno della Via Lattea: per anni gli studiosi hanno individuato segnali che identificavano la stella sia come estremamente vecchia che come estremamente giovane.
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Nuovo Record di Distanza Battuto per gli Ammassi di Galassie

Ammasso galattico CL J1001+0220. Credit: X-ray: NASA/CXC/CEA/T. Wang et al; Infrared: ESO/UltraVISTA; Radio: ESO/NAOJ/NRAO/ALMA
Ammasso galattico CL J1001+0220. Credit: X-ray: NASA/CXC/CEA/T. Wang et al; Infrared: ESO/UltraVISTA; Radio: ESO/NAOJ/NRAO/ALMA

Un nuovo record è stato battuto dal Chandra X-ray Observatory della NASA, che in collaborazione con altri osservatori spaziali (Hubble e Spitzer per la NASA, XMM-Newton e Herschel dell’ESA) e terrestri (il Karl G. Jansky Very Large Array dell’NSF, ALMA,IRAM NOEMA e il Very Large Telescope dell’ESO) ha individuato l’ammasso di galassie più lontano mai osservato.
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Estensione di Missione per Spitzer: il Telescopio Spaziale Entra nella Fase "Beyond"

Illustrazione d'artista che mostra come Spitzer si orienterà per le comunicazioni con le stazioni a terra nel corso della fase "Beyond". Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione d'artista che mostra come Spitzer si orienterà per le comunicazioni con le stazioni a terra nel corso della fase "Beyond". Credit: NASA/JPL-Caltech

Grazie ai meriti guadagnati nel corso del suo lavoro in orbita – superando tutti i limiti in tecnologia e risultati scientifici inizialmente previsti alla partenza – lo Spitzer Space Telescope sta per entrare in una nuova fase, denominata “Beyond”, “Oltre”: la NASA ha infatti concesso un’estensione della missione di ben due anni e mezzo, che permetterà al telescopio spaziale di studiare innumerevoli oggetti – come i corpi planetari interni ed esterni al Sistema Solare – spaziando inoltre sia in campo astronomico che cosmologico.
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Fermi e WISE Unite nel Rivelare una Nuova Caratteristica per Identificare Nuovi Blazar

Illustrazione artistica di un buco nero supermassivo in attività, con l'emissione di un blazar. Credits: M. Weiss/CfA
Illustrazione artistica di un buco nero supermassivo in attività, con l'emissione di un blazar. Credits: M. Weiss/CfA

Studiando galassie distanti, al cui centro sono collocati dei mostruosi buchi neri attivi, gli astronomi hanno da poco fatto una scoperta molto interessante: la radiazione emessa dal materiale che viene inghiottito mostra un collegamento inusuale tra due particolari regioni dello spettro, medio infrarosso e raggi gamma.
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Scoperto Nuovo Pianeta Roccioso Nella Fascia di Abitabilità Della Stella più Vicina al Sole

Illustrazione artistica che mostra come potrebbe apparire la superficie di Proxima b, pianeta roccioso simile alla Terra che orbita intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole. Credits: ESO/M. Kornmesser
Illustrazione artistica che mostra come potrebbe apparire la superficie di Proxima b, pianeta roccioso simile alla Terra che orbita intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole. Credits: ESO/M. Kornmesser

Un pianeta roccioso, di dimensioni simili a quelle della Terra, è stato identificato all’interno della fascia di abitabilità di Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole. La scoperta appartiene ad un team di astronomi che ha sfruttato le riprese del telescopio di 3.6 metri dello European Southern Observatory a La Silla (Cile), comparando le immagini con altri telescopi sparsi per il globo.
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NASA Recupera i Contatti con STEREO-B Dopo un Silenzio di Quasi Due Anni

Illustrazione artistica dell'osservatorio spaziale STEREO-B, in orbita intorno al Sole. Credit: NASA
Illustrazione artistica dell'osservatorio spaziale STEREO-B, in orbita intorno al Sole. Credit: NASA

Dal 1 ottobre 2014 tutte le comunicazioni con l’osservatorio spaziale STEREO-B della NASA si soo state bruscamente interrotte: dopo 22 mesi di duro lavoro da parte del team della missione STEREO – di cui un mese intero utilizzato per un’operazione di recupero tramite il Deep Space Network che traccia e comunica con le missioni in corso nello spazio – lo scorso 22 agosto uno dei Solar Terrestrial Relations Observatories è riuscito a riallacciare nuovamente i contatti con la sonda.

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Nuovo Studio Smentisce Parte dei Modelli sull'Evoluzione delle Molecole Organiche nello Spazio

Immagine della nebulosa NGC 7023 realizzata con la combinazione dei dati a tre diverse lunghezze d'onda. In rosso e verde sono evidenziati i dati di SOFIA, in blu quelli di Spitzer. Credit: NASA/DLR/SOFIA/B. Croiset, Leiden Observatory, and O. Berné, CNRS; NASA/JPL-Caltech/Spitzer
Immagine della nebulosa NGC 7023 realizzata con la combinazione dei dati a tre diverse lunghezze d'onda. In rosso e verde sono evidenziati i dati di SOFIA, in blu quelli di Spitzer. Credit: NASA/DLR/SOFIA/B. Croiset, Leiden Observatory, and O. Berné, CNRS; NASA/JPL-Caltech/Spitzer

Fino a pochissimo tempo fa alcuni modelli – utili a descrivere l’evoluzione dei materiali organici, i mattoncini base per la vita – si basavano sul fatto che la radiazione di una stella giovane e molto massiva spezza le grandi molecole organiche in altre più piccole, anziché aiutare la loro formazione: nuovi dati sperimentali mostrano invece che avviene l’esatto contrario.

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