Spazio all'Immaginazione 4° Edizione, Sezione Racconti Lunghi: "Valutazione" di Sunbeam

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Valutazione

Sunbeam

Gomer si era svegliato a notte fonda, dopo aver dormito tre ore. Aveva fatto di tutto, tutto il possibile per avere la certezza di arrivare in tempo per la Valutazione. Era ossessionato dal tempo e dagli orari, eppure un eterno ritardatario. Alla Valutazione, però, non si arrivava in ritardo, per cui stavolta si era preparato per bene: uscito di casa all'alba, preso il suo fido hoverboard a motore regalatogli due anni prima per il compleanno, arrivato a destinazione dopo tre ore (avendo fatto le relative pause, di cui naturalmente aveva tenuto conto con un arrotondamento per eccesso di almeno mezz'ora), con circa sette ore di anticipo. A qualcuno, o forse a molti, potrebbe sembrare un comportamento decisamente esagerato, ma per Gomer era meglio essere troppo sicuro piuttosto che solamente molto sicuro di non poter arrivare in ritardo neanche volendolo. Per una volta, era bello non essere di corsa. Poteva permettersi addirittura di guardare ciò che lo circondava. Continua a leggere...


Spazio all'Immaginazione 4° Edizione, Sezione Racconti Lunghi: "Figlia del tempo" di Maestro Wallace

Credit: Magda Boccadamo
Credit: Magda Boccadamo

Figlia del tempo

Maestro Wallace

Janis riaprì gli occhi all’improvviso in una capsula fredda e molto stretta. Il risveglio fu brusco e il respiro affannato fin da subito. Appena schiusa la cabina, una folla festante le si parò alla vista. Urlavano a ripetizione il suo nome lasciandolo riecheggiare sulle ampie vetrate dell’ambiente. Continua a leggere...


Spazio all'Immaginazione 4° Edizione, Sezione Racconti Lunghi: "Miraggio" di Manlio Greco

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Miraggio

Manlio Greco

Il sole sorse lento e placido, portando con sé il suo carico di calore e cominciò a illuminare il paesaggio desertico risvegliando, in ogni suo anfratto, le creature che faticavano ancora a scrollarsi di dosso il gelo della notte.
Un crotalo maculato annusò l'aria tiepida con la lingua biforcuta e fuoriuscì dalla sua tana sotto i sassi grigi, alla ricerca di calore con cui ritemprare il proprio corpo intirizzito.
Un arancione saturo e caldo ricolorò il paesaggio spento accendendo colori e tinte che apparivano grigie e fredde fino a pochi minuti prima. Il sole brillò sulle rocce giallo-arancio ricoperte di polvere rivelando, con riflessi bianchi e accecanti, formazioni di quarzo sulla loro superficie. All'inclinarsi dei raggi luminosi la luce fece brillare l'acciaio e il tungsteno dei lunghi cavi sospesi da tralicci che, eccitati dal calore, presero a produrre il sordo ronzìo tipico delle trasmissioni ad alta tensione.
Il cielo si tinse di giallo pallido facendo riverberare la luce solare nella polvere sospesa nell'aria, diventando via via sempre più arancione man mano che lo sguardo si spostava verso l'orizzonte.
Uno stridìo di grilli e altri insetti crebbe di intensità man mano che il deserto si riscaldava con il ritrovato astro diurno.
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Spazio all'Immaginazione 4° Edizione, Sezione Racconti Lunghi: "Becca" di Marzia Claudia Zanetti

Focus. Credit: Kryseis Art
Focus. Credit: Kryseis Art

Becca

Marzia Claudia Zanetti

Era avvenuto un omicidio ed era diventato presto un caso mondiale, a far parlare del fattaccio erano molte cose a partire dall’efferatezza con cui quel crimine era stato compiuto.
La vittima Kevin R. Ware era un uomo bianco sui 47 anni di età,  impiegato; non era sposato e non aveva figli e forse quella era l’unica consolazione che si potesse trovare in mezzo a tutta questa storia.
L’assassino era stato ritrovato insieme al corpo, sul luogo del delitto, immerso nella pozza di sangue dopo aver strappato a mani nude parte del cervelletto dell’uomo; aveva dovuto scavare a fondo ma alla fine ce l’aveva fatta.
Era difficile dare un’identità all’assassina ma alla fine, dopo lunghi ragionamenti, lei decise di utilizzare il nome di Becca.
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Spazio all'Immaginazione 4° Edizione, Sezione Racconti Lunghi: "Eterna Rivoluzione" di Gianluca Candiago

Credit:
Credit: Gianluca Candiago

Eterna Rivoluzione

Gianluca Candiago

Interdipendenza: L'interdipendenza è l'Insieme di legami e rapporti economici, sociali e politici, tali per cui i comportamenti di una comunità o di un intero paese hanno conseguenze su altri.

Il geco si spinse lento nell'aria. Roteò leggero e lento, agitando le zampine, come un bambino che sguazza nell'acqua per la prima volta. Ruotò la coda, si stabilizzò, e prese a galleggiare verso il vetro della vasca, adocchiando la fila di formiche. Abel lo guardava pensoso, affascinato. Aveva sciolto la treccia ed ora i capelli gli incoronavano il capo come un' aureola. Il geco raggiunse le formiche, atterrando leggiadro sul vetro. Gli insetti subito abbandonarono la formazione, alcuni corsero, altri si afferrarono in piccole catene e spiccarono il volo. Il geco muoveva ancora la testa a destra e a sinistra, mentre il suo pranzo si disperdeva in tutte le direzioni. Abel sorrise, divertito. Gettò le lunghe braccia all'indietro e spinse le gambette in avanti. Ruotò piano su se stesso, come un tuffatore. Appoggiò con delicatezza i piedi sul vetro infrangibile del vivaio, dove ormai il geco aveva preso a inseguire fluttuando le formiche tra i licheni, si diede una leggera spinta e si diresse fuori dalla Stanza della Biosfera, diretto verso la Stanza di Navigazione.
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Spazio all'Immaginazione 4° Edizione, Sezione Racconti Brevi: "Nuovo Mondo" di Lucy Feltrin Jackson

Lucy Feltrin Jackson, Parte di "Filamenti armonici cosmici"
Lucy Feltrin Jackson, Filamenti armonici cosmici

NUOVO MONDO

Lucy Feltrin Jackson

- Eccoli che arrivano.  Vengono da soli, senza un motivo apparente. Immagini che passano nella  mente. Sensazioni, a volte belle, a volte molto dolorose. Come un venticello caldo o come uragani violenti. Che trascinano con loro le foglie degli alberi: a volte secche, a  volte verdi. Sono i ricordi. Continua a leggere...


Spazio all'Immaginazione 4° Edizione, Sezione Racconti Brevi: "Filosofia di un pilota spaziale" di Dario Lo Cascio

Credit: The Royal Observatory's 2012 Astronomy Photographer of the Year competition - Highly Commended entry in the Deep Space category. (An exhibition of all the winning images opens at the Royal Observatory on 20 September.) Image: Part of the Veil Nebula, the ‘Witch’s Broom’ is the glowing debris from a supernova explosion – the violent death of a massive star. Although the supernova occurred several thousand years ago, the gaseous debris is still expanding outwards, producing this vast cloud-like structure. In this image narrowband filters have been used to greatly increase detail while giving a reasonable representation of the nebula's colour.
Regione della Nebulosa Velo, conosciuta come 'Scopa della Strega'. Credit: The Royal Observatory's 2012 Astronomy Photographer of the Year competition

Filosofia di un pilota spaziale

Dario Lo Cascio

Devon Porter guardava passivamente le stelle che scorrevano negli oblò della plancia di comando della “Bismark”. Lui era il terzo pilota, ed era il suo turno alla guida. Ben trentasei ore a guardare gli strumenti, poi gli avrebbero dato il cambio e sarebbe tornato a dormire artificialmente nel suo alloggio.
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Spazio all'Immaginazione 4° Edizione, Sezione Racconti Brevi: "E fu così che si risvegliò il drago" di Stefania Serrami

Credit: M. C. Escher, Dragon
Credit: M. C. Escher, Dragon

E fu così che si risvegliò il drago

Stefania Serrami

<< C’era una volta un drago. Viveva in una profonda caverna sotto terra e nessun animale aveva mai osato disturbarlo. Sopra la sua tana c’era un’enorme montagna, che celava immense miniere di oro, argento e rubini. Vennero così degli umani, attratti da tanta ricchezza, e costruirono un villaggio lì vicino. Per millenni scavarono e scavarono, spogliando la terra di tutti i suoi splendori. Adornarono le proprie case di preziosi e non condivisero niente con i paesi vicini, poiché li ritenevano inferiori. La loro avidità non aveva eguali e ben presto furono costretti a picconare sempre più in profondità per estrarre l’oro, l’argento ed i rubini.

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Spazio all'Immaginazione 4° Edizione, Sezione Racconti Brevi: "L'ultimo uomo è sulla Luna" di Stefano P. Haere

Credit: NASA
Credit: NASA

L'ultimo uomo è sulla Luna

Stefano P. Haere

«E’ servito a qualcosa andare sulla Luna?»

«No».
«Eppure siamo qui…».
«Esatto».
Le serate che i due vecchi astronauti passavano assieme ormai erano tutte uguali. Non esisteva più un dialogo interessante fra di loro. Non c’era più volontà di affrontare grandi questioni e argomenti importanti. Non era più come una volta. Erano rimasti da soli, vivendo ai capi opposti della base Lunare.
Ormai si riunivano solo ogni tanto per farsi compagnia, per aspettare insieme la fine che sarebbe potuta giungere da un momento all’altro.
«Ormai sono 15 o 16 anni che abbiamo perso i contatti con la Terra?».
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