Onde Gravitazionali da una Nuova Collisione di Buchi Neri Individuate da LIGO

Onde gravitazionali dall'evento GW151226 individuate dagli strumenti di LIGO di Hanford (a sinistra) e di Livingstone (a destra). Le immagini mostrano l'ultimo secondo di riprese prima della fusione definitiva tra i due buchi neri, che aumenta man mano che questi si avvicinavano l'uno all'altro. Credit: B. P. Abbott et al. (LIGO Scientific Collaboration and Virgo Collaboration)
Onde gravitazionali dall'evento GW151226 individuate dagli strumenti di LIGO di Hanford (a sinistra) e di Livingstone (a destra). Le immagini mostrano l'ultimo secondo di riprese prima della fusione definitiva tra i due buchi neri, che aumenta man mano che questi si avvicinavano l'uno all'altro. Credit: B. P. Abbott et al. (LIGO Scientific Collaboration and Virgo Collaboration)

Dopo il grandioso successo del 14 settembre 2015, quando per la prima volta le onde gravitazionali generate dalla fusione di due buchi neri sono state osservate, un altro sistema binario di buchi neri si è fatto vivo attraverso l'impianto dell'Advanced Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (LIGO), che ha potuto osservare la loro collisione il 26 dicembre 2015, alle ore 03:38:53 UTC.
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Nuova Mappa in Radio Svela il Lato Nascosto di Giove

Immagine radio, media di 10 ore di lavoro del VLA, composta da tre diverse lunghezze d'onda: 2 cm in blu, 3 cm in oro e 6 cm in rosso. La regione rosata intorno al pianeta è generata dalla radiazione di sincrotone, dovuta agli elettroni che spiraleggiano intrappolati dal campo magnetico di Giove. Credit: Imke de Pater, Michael H. Wong (UC Berkeley), Robert J. Sault (Univ. Melbourne)
Immagine radio, media di 10 ore di lavoro del VLA, composta da tre diverse lunghezze d'onda: 2 cm in blu, 3 cm in oro e 6 cm in rosso. La regione rosata intorno al pianeta è generata dalla radiazione di sincrotone, dovuta agli elettroni che spiraleggiano intrappolati dal campo magnetico di Giove. La risoluzione permette di valutare i dettagli delle nubi tra i 30 ed i 90 km di profondità. Credit: Imke de Pater, Michael H. Wong (UC Berkeley), Robert J. Sault (Univ. Melbourne)

Al di là della superficie coperta da nubi colorate, l'atmosfera di Giove è stata sondata nella banda radio rivelando il movimento delle correnti di grandi masse di gas di ammoniaca in quella che a tutti gli effetti si è classificata come la mappa più dettagliata mai prodotta per il pianeta.
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La Stazione Spaziale Internazionale Inaugura il suo Primo Modulo Espandibile

Sequenza di momenti dell'espansione del Bigelow Expandable Module (BEAM) riprese dalle videocamere esterne alla Stazione Spaziale Internazionale. Credit: NASA TV/Spaceflight101
Sequenza di momenti dell'espansione del Bigelow Expandable Module (BEAM) riprese dalle videocamere esterne alla Stazione Spaziale Internazionale. Credit: NASA TV/Spaceflight101

Con l'espansione avvenuta ieri con successo del Bigelow Expandable Module (BEAM) la Stazione Spaziale Internazionale festeggia l'aggiunta del suo primo modulo espandibile dopo un lavoro di ricerca durato un ventennio per testare la tecnologia di questi habitat nello spazio e che diventerà una parte fondamentale dei futuri sistemi di volo spaziali.
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Interazione Innovativa di Plutone con il Vento Solare

Mosaico di quattro immagini riprese dallo strumento LORRI (Long Range Reconnaissance Imager) a 2.2 km dalla superficie di Plutone. Credits: NASA/JHUAPL/SwRI
Mosaico di quattro immagini riprese dallo strumento LORRI (Long Range Reconnaissance Imager) a 2.2 km dalla superficie di Plutone. Credits: NASA/JHUAPL/SwRI

La prima analisi dell'interazione di Plutone con il vento solare effettuata dalla missione New Horizons ha dato esiti in parte inaspettati: rispetto a quanto si pensasse, l'atmosfera del pianeta nano si comporta meno come una cometa e più come i pianeti più grandi quali Marte e Venere.
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Sommario dei Pianeti di Star Wars che Esistono anche Nella Realtà

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In occasione della appena trascorsa Giornata di Star Wars l'universo noto continua a stupire: tra pianeti, lune ed asteroidi, molti dei mondi venuti alla ribalta con la serie di film di grandissimo successo si rispecchiano in corpi celesti reali e talvolta ben noti, sia all'interno dei confini del Sistema Solare che ben al di fuori. Ed ecco una carrellata di oggetti che potrebbero benissimo provenire dal passato della “galassia lontana” in cui la Forza regolava ogni cosa.
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Mappa di un Disco Protoplanetario a Partire dalla Luce della sua Stella

Illustrazione d'artista di una giovane stella circondata dal suo disco protoplanetario. Dal disco si diparte del materiale che, muovendosi lungo le linee di campo magnetico della stella, vengono attirati e ricadono sulla superficie. Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione d'artista di una giovane stella circondata dal suo disco protoplanetario. Dal disco si diparte del materiale che, muovendosi lungo le linee di campo magnetico della stella, vengono attirati e ricadono sulla superficie. Credit: NASA/JPL-Caltech

Il telescopio spaziale Spitzer, in sinergia con quattro osservatori terrestri – il Mayall presso il Kitt Peak National Observatory (Arizona), SOAR e SMARTS in Cile e l'Harold L. Johnson (Messico) – sta sondando un neonato sistema stellare in una maniera del tutto innovativa: tramite “l'eco” della sua luce.
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Spitzer Dà un'Occhiata ai Cambiamenti Climatici di un Pianeta Extrasolare

Animazione di un possibile scenario per la superterra 55 Cancri e, pianeta roccioso grossomodo pari a due volte la dimensione della Terra. Credit: NASA/JPL-Caltech
Animazione di un possibile scenario per la superterra 55 Cancri e, pianeta roccioso grossomodo pari a due volte la dimensione della Terra. Credit: NASA/JPL-Caltech

Il telescopio spaziale Spitzer della NASA ha completato con successo la prima mappa della temperatura di un pianeta extrasolare. Il candidato è una super-terra di nome 55 Cancri e, e si trova nel vicinato del Sistema Solare, ad appena 40 anni luce di distanza.
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Sguardo all'Interno di una Stella in Rotazione ad Altissima Velocità

Credit: Visualization: Greg Foss and Greg Abram, Texas Advanced Computing Center; science: Ben Brown, University of Wisconsin-Madison, and Mark Miesch, National Center for Atmospheric Research
Credit: Visualization: Greg Foss and Greg Abram, Texas Advanced Computing Center; science: Ben Brown, University of Wisconsin-Madison, and Mark Miesch, National Center for Atmospheric Research

Che cosa potremmo vedere se decidessimo di 'aprire' una stella e buttare un'occhiata dentro mentre sta ruotando su sé stessa a velocità vertiginose? La stessa domanda se la sono posti alla University of Texas, Austin, dove si trova il Texas Advanced Computing Center e dove è stato dato il via alla realizzazione di una nuova e più completa simulazione del comportamento di una stella.
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Scoperti Oggetti Simili a Pianeti Giganti che Viaggiano da Soli nello Spazio

Immagine d'artista di un giovane pianeta gassoso che viaggia da solo nello spazio.Credit: Credits: NASA/JPL-Caltech
Immagine d'artista di un giovane pianeta gassoso che viaggia da solo nello spazio.Credit: Credits: NASA/JPL-Caltech

A 95 anni luce da noi, all'interno di un gruppo composto da una ventina di giovani stelle e denominato associazione TW Hydrae, è stato scoperto viaggiare tutto solo un oggetto simile ad un pianeta. Il corpo in questione è stato ribattezzato 2MASS J11193254-1137466 (per accorciare il nome lo si può definire 2MASS J1119-1137), e la sua massa è compresa secondo le stime tra 4.3 e 7.6 volte quella di Giove, il che lo rende un oggetto al limite tra un pianeta gassoso molto massivo ed una piccola nana bruna.
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