Novità riguardo a vita su Marte dal meteorite ALH84001.1


immagine del Allen Hills Meteorite , trovato in Antartide nel 1984

Importanti nuovi dati, portano a nuove prove dal punto di vista chimico, a sostegno dell'ipotesi di presenza di tracce di vita microbica nel meteorite di Allan Hills, trovato nel 1984. Nuovi esperimenti vengono condotti per rianalizzare le vecchie prove, in funzione delle nuove scoperte, e monta l'entusiasmo sia di NASA che di altri team di astronomi e astrobiologi intorno al mondo.I nuovi risultati sono frutto del uso di un più avanzato microscopio elettronico ad alta risoluzione, che è riuscito a ricavare dati impossibili da trovare al epoca del annuncio iniziale della NASA nel 1996.

ALH 84001, fu recuperato da Roberta Score , che faceva parte di una squadra di ricercatori di meteoriti americani, al interno di un progetto chiamato ANSMET. Al momento della scoperta pesava 1931 grami, e come altri suoi simili fa parte della famiglia di meteoriti marziani (Shergottite,Nakhlite,Chassignite).

il team ANSMET al recupero in Antartide del meteorite di Allan Hill

E' uno dei frammenti più antichi di tutta la terra, è probabilmente del intero sistema solare, con la sua cristallizzazione che risale a 4.5 miliardi di anni fa. Per quanto riguarda le origini, le analisi chimiche portano a pensare che sia proveniente da Marte, e che si sia formato su Marte dopo un catastrofico impatto meteorico durante il periodo Archeano, 3.6 miliardi di anni fa.

cratere di striscio, marziano, che potrebbe aver mandato frammenti nello spazio, come nel caso del meteorite di Allan Hill

Un altro grosso impatto, circa 15 milioni di anni fa, l'ha portato nello spazio, per poi arrivare sulla Terra approssimativamente 13.000 anni fa. Le datazioni sono state individuate mediante una serie di tecniche di datazione radiometrica: samario-neodimio (Sm-Nd), rubidio-stronzio (Rb-Sr), potassio-argo e con il metodo del Carbonio 14
Ma la cosa per cui è famosissimo questo meteorite, è che il 6 agosto 1996, un articolo di David McKay della NASA, presentava le prove che c'erano tracce di vita sul meteorite. Usando un microscopio elettronico a scansione, vennero rivelati alcuni microrganismi, considerati batteri fossili per via della loro forma. Con un diametro tra i 20 e 100 nanometri, le loro dimensioni e caratteristiche sembravano simili a quelle dei nanobatteri terrestri, ma più piccoli comunque di qualsiasi altro tipo di forma di vita cellulare conosciuta. Escludendo la possibilità di un eventuale contaminazione, se tali organismi fossero veramente forme di vita fossilizzate, sarebbero la prima evidenza concreta dell'esistenza di una forma di vita extraterrestre.

foto al microscopio elettronico, della ricerca del 1996, che mostra la struttura in causa

L'annuncio fece cosi tanto clamore che fini sulle prime pagine di tutti i media del mondo, e l'annuncio ufficiale fu dato dal presidente statunitense Bill Clinton in diretta tv. I test eseguiti in seguito furono tantissimi, e trovarono prove di materiale organico : aminoacidi e idrocarburi policiclici aromatici.

Tuttavia, molti esperti dimostrarono con il passare degli anni , che non si trattava di autentica vita extraterrestre ma di contaminazioni biofilm terrestri. E dimostrarono come si poteva arrivare a strutture simili, partendo da basi non biologiche.
Molti obbiettarono che una forma di vita su Marte era altamente improbabile come ancor più improbabile era l'idea che una forma di vita potesse sopravvivere a due ambienti cosi diversi tra di loro come Marte e Terra. Comunque, dopo le scoperte nei ultimi anni grazie a Spirit, Opportunity, Phoenix e Mars Recconoissance Orbiter , ora sappiamo che molto probabilmente non solo l'acqua c'è ancora su Marte, ma c'era anche al tempo del impatto che porto questo frammento sulla Terra.

Tornando però alla nuova ricerca, i scienziati, hanno usato i nuovi microscopi per analizzare direttamente i dischi di carbonati, ed i piccoli cristalli magnetici associati ad essi , presenti al interno del meteorite. I nuovi più dettagliati dati riguardo a queste associazioni e strutture magnetiche cristalline, riescono a contraddire una buona parte delle vecchie teorie secondo cui non si poteva trattare di tracce di forme di vita.

Adesso, 13 anni dopo che il team che presento nel 1996, la prima ricerca, comincia a sentire il sapore della vendetta. I loro dati mostrano che anche se non si trattasse di vita marziana nel meteorite, ci sono evidenti prove a supporto dell'esistenza di vita sulla superficie di Marte, o nel acqua sotto la superficie, nella prima parte della storia marziana.

altra immagine delle tracce di ipotetici nanobatteri magnetici

La loro ricerca è incentrata sui cosi detti batteri magnetici, che sulla Terra, e cosi apparentemente anche su Marte, lasciano tracce distintive, nelle pietre. Inoltre, le strutture hanno una purità chimica molto più simile a quella biologica che quella geologica.
Dr Dennis Bazylinski , lavora preso il laboratorio del Università di Nevada, studiando proprio questi tipi di forme di vita qui sulla Terra, è si e detto molto entusiasta della nuova ricerca riguardo al meteorite perché secondo lui le prove che si tratti di tracce di nanobatteri magnetici sono molto forti.

Bazylinski dichiara : "Lavoro con batteri magnetici e in questo caso sul indicazione della presenza di questi ultimi sull'antica superficie di Marte, ed i cristalli magnetici presenti nel ALH84001.1 , sono davvero incredibilmente somiglianti a quelli dei batteri magnetici terrestri. Quando nel 1996 avevano presentato questi dati, pensavo che facilmente si potesse trattare di un errore, invece adesso, grazie ai nuovi microscopi e le nuove analisi, non ho alcun dubbio, non c'è nessun errore. "

nuove analisi presentano altre prove della presenza di strutture cristalline magnetiche

La grande domanda ancora da avere una risposta certa è se questi cristalli magnetici possono essere associati ai fossili magnetici, ma come dichiara lo stesso Bazylinski, ci sono studi di batteri magnetici terrestri che producono forme identiche a quelle presenti nel meteorite.

Un altro studio importante arriverà presto da Dr Joseph L. Kirschvink di CalTech . Appena tornerà dalla regione tra il passo di Drake e Cape Horn, in Antartide, dove sta conducendo nuovi studi. Comunque, sul suo sito web, ha scritto un messaggio riguardo alle nuove scoperte sul meteorite di Allen Hill :
" Uno dei usi più interessanti dei fossili di batteri magnetici, riguarda il caso del meteorite ALH84001.1 , dove si potrebbe considera la loro presenza come bio-marcatori della presenza di vita su Marte. E molto interessante pensare che potremmo usare la presenza di questi cristalli, come marcatore della presenza di vita del posto che stiamo studiando ."

Per tanti anni, gli oppositori della teoria secondo cui ci sono tracce di vita nel meteorite hanno obbiettato dicendo che quelle forme sono causate dal shock chimico-termico in seguito al impatto meteorico, che ha spedito il frammento nello spazio. Ma adesso sembra invece molto più probabile che invece si tratti di tracce di nanobatteri magnetici .

Anche se, non sono da considerare forme di vita, quelle nel meteorite, sono prove molto forti che su Marte ci sia almeno stata vita, e questi nuovi studi aumentano tantissimo l'entusiasmo per la ricerca della vita, come Sacro Graal della scienza .
I dati della ricerca verranno pubblicati a breve con un nuovo comunicato ufficiale da parte di NASA, e potrebbero giocare un ruolo molto importante nella scelta e programmazione delle futuri missioni spaziali . Inoltre in questi mesi stanno facendo il giro del mondo scientificom, tanto pubblciazioni, anche su renomate testate come nel giornale : Geochimica et Cosmochimica Acta, giornale ufficiale della Geochimica and Meteorical Society (società che si occupa della catalogazione e pubblicazione mondiale di dati riguardanti i meteoriti)

Gli autori principali della ricerca sono : Kathie Thomas-Keprta (autore principale), Simon Clement, David McKay (che guido il team di ricerca originale),Everett Gibson e Susan Wentworth , tutti del Johnson Space Center.

fonti : http://www.astrobiology.com/adastra/its.dead.jim.html
http://www.spaceflightnow.com/news/n0911/24marslife/

6 risposte a “Novità riguardo a vita su Marte dal meteorite ALH84001.1”

  1. Valerio

    anche se sembra ormai evidente l'esistenza (almeno passata se non anche presente) di vita su marte, è comunque una rivelazione importante e come tutte le dichiarazioni scientifiche, prima di essere approvate devono essere messe in discussione e "torturate" da altri scienziati..
    quando lo dichiareranno quindi.. possiamo essere sicuri che sia vero.
    e non vedo l'ora!!! :)

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  2. luigi

    questa notizia mi fa molto piacere spero che la vita sia davvero comune nell 'universo

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