Scoperta la composizione degli aloni nei cerchi di Saturno


foto di Cassini, che mostra gli aloni presenti nel anello B di Saturno

L'origine degli aloni presenti nell'anello B di Saturno,è uno dei più enigmatici misteri che circondano Saturno. Ma forse abbiamo un importante indizio per cercare di capire la loro formazione. Le nuove misurazioni arrivate dal spettrometro a infrarossi di Cassini, suggeriscono che questi aloni che avvolte si vedono, sono interamente composto di ghiaccio di acqua.

L'esistenza di questi aloni, non era prevista, e le osservazioni fatte dalla sonda Voyager nel 1980 sorpresero molti. Quando la sonda Cassini arrivò a Saturno nel 2004, gli aloni non c'erano, ma sono poi riapparsi nel 2005,tuttavia lo spettrometro a infrarossi di Cassini,(VIMS) non riuscì ad analizzarli fino al 2008.
Anche con queste nuove informazioni, rimangono molto misteriosi, visto che sembrano essere fenomeni stagionali, e che diventano visibili soltanto per poche ore prima di sparire.
Il processo che provoca la loro comparsa e sparizione, è ancora sconosciuto.

Le prime ipotesi a riguardo erano che le forze gravitazionali,e/o la repulsione elettrostatica tra varie particele degli anelli, stava creando questi aloni. Uno dei indizi a favore fu che gli aloni comunemente osservati nel sistema di anelli di Saturno, compaiono vicino al margine, verso il Sole. Altri scienziati invece hanno suggerito il ghiaccio, ma credevano che gli aloni erano maggiormente composti da piccoli granelli di ghiaccio. Comunque i nuovi dati mostrano che una buona parte dei granelli sono molto più grandi di quanto ci si aspettava, un micrometro o più di raggio.

altro esempio dei aloni visibili nei anelli di Saturno

E. D'Aversa e il suo team dell'Istituto di Fisica Interplanetaria, di Roma, hanno usato lo strumento VIMS a bordo della sonda Cassini, per osservare lo spettro a infrarossi emesso da questi aloni. Queste(9 luglio, 2008) erano le prime misurazioni del intero spettro riflettore dei aloni in un ampio raggio spettrale (0.35-0.51 micron). Il team ha dichiarato che i risultati mostrano che la composizione dei granelli è di ghiaccio di acqua pura, ma la loro dimensione si è dimostrata più variabile di quanto si pensasse.

I risultati preliminari, hanno mostrato un valore di quasi 1.90 micron (reff=3.5micron, veff=0.3) a una densità tra 0.01 e 0.1 granelli/cm^3. I ricercatori dicono che l'abbondanza di granelli di grandezza di un micron e dintorni, nei aloni, potrebbe avere implicazioni importanti per pensare i modelli di formazioni di questi aloni, visto che i requisiti di energia aumentano di almeno un grado di magnitudo.
Osservazioni future potrebbero aiutare a capire meglio le dinamiche in cui si formano e spariscono.

fonte : http://www.agu.org/pubs/crossref/2010/2009GL041427.shtml

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