Misterioso Oggetto Scuro Eclissa la stella Epsilon Aurigae



Per la prima volta,dei astronomi sono riusciti a osservare direttamente la leggendaria compagna oscura della Epsilon Aurigae, gettando cosi nuova luce su un sistema di stelle binarie che ha incuriosito scienziati di tutto il mondo da oltre due secoli.
Usando uno strumento sviluppato all'Università del Michigan, gli scienziati sono riusciti ad osservare da vicino Epsilon Aurigae durante una sua eclissi, che ha luogo ogni 27 anni. Ovviamente, "da vicino" è un termine relativo in questo caso, visto le distanze, ma le immagini sono di una risoluzione sufficiente a vedere le ombre e determinare la forma del oggetto oscuro.

"Vedere è credere", ha detto John Monnier, professore associato di astronomia, autore della ricerca in causa. Nel edizione di adesso di Nature, che è uscita oggi 8 aprile, sono esposti in dettaglio tutti i risultati.
Epsilon Aurigae è la quinta stella più brillante nella costellazione Auriga.Per oltre 175 anni, gli astronomi hanno saputo che è più pallida di quanto dovrebbe, data la sua massa. Hanno anche notato che la sua luminosità cala ancora di più per più di un anno, ogni qualche decennio. Hanno quindi supposto che si tratta di un sistema binario, in cui una delle compagne è invisibile. Ma che tipo di oggetto è la compagna invisibile ?

Dato che gli astronomi non riuscivano a osservare molta luce emessa da questa stella, la teoria prevalente l'aveva etichetta come una stella più piccola intorno a cui orbita un disco spesso di polvere. La teoria diceva che l'orbita del disco doveva essere precisamente sullo stesso piano su cui orbita l'oggetto oscuro intorno alla stella più brillante, in più tutto questo doveva avvenire nel momento giusto perché si possa vedere da questo punto dalla Terra. Sarebbe certo un allignamento molto improbabile ma spiegherebbe le osservazioni.

Le nuove immagini mostrano che è davvero questo che sta accadendo. Una nube geometricamente sottile,oscura e densa, ma parzialmente traslucida passa davanti a Epsilon Aurigae.

"Questo dimostra che il paradigma di base era giusto, nonostante le basse probabilità." spiega Monnier. "Sono davvero stupefatto del fatto che siamo riusciti ad osservare questo fenomeno. Non esiste nessun altro sistema simile tra tutti quelli che conosciamo. Inoltre, sembra essere in una fase della vita stellare molto rara. E come se non bastasse, è anche cosi vicina a noi, che possiamo osservarla bene. E' un caso estremamente fortuito."
Il disco sembra molto più piatto di quanto avevano previsto i recenti modelli costruiti con i dati del Spitzer Space Telescope.

Monnier ha condotto la creazione del Michigan Infra-Red Combiner (MIRC). Lo strumento usato per produrre queste immagini. Il MIRC usa un processo chiamato "interferometria" per combinare la luce che entra i telescopi del array CHARA alla Georgia State University, e amplificarla per rendere un immagine che sarebbe l'equivalente di cento volte il Telescopio Spaziale Hubble.

Il MIRC ha permesso agli astronomi di vedere la forma e le caratteristiche della superficie delle stelle, per la prima volta. Precedentemente le stelle erano soltanto punti di luce anche con i telescopi più grandi.
"L'interferometria ha fatto diventare realtà l'osservazione in alta risoluzione di oggetti molto distanti." spiega Fabien Baron, un ricercatore del Dipartimento di Astronomia, che ha aiutato con la creazione delle immagini in questo studio. "Probabilmente risolverà molti misteri, ma sono sicuro che ne solleverà anche alcuni nuovi."

http://www.ns.umich.edu/htdocs/releases/story.php?id=7621
http://www.nature.com/nature/journal/v464/n7290/full/nature08968.html

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