Cassini Osserva Fulmini su Saturno



La sonda Cassini ha osservato dei fulmini nell'atmosfera di Saturno. Quest'immagine ha permesso agli scienziati di creare il primo filmato che mostra fulmini su un altro pianeta.

Dopo aver aspettato per anni che la luminosità di Saturno si abbassasse abbastanza perché le fotocamere della sonda potessero rilevare i lampi di luce, gli scienziati sono stati in grado di creare una sequenza video, completa di audio,che viene ricavato usando le onde radio emesse dal lampo elettrico , che mostra un fulmine nell'atmosfera.

"Questa è la prima volta che abbiamo la luce visibile di un fulmine insieme ai dati radio." ha spiegato Georg Fischer, ricercatore all'Istituto di Ricerca di Graz, in Austria, e che fa parte del team e lavora sui dati radio e plasma."Adesso che i dati della luce visibile e delle onde radio sono congrue, sappiamo che stiamo osservando enormi tempeste di fulmini."
La sequenza suggerisce la presenza di tempeste estremamente potenti con fulmini che sono più luminosi di quanto non lo sono quelli più grandi e luminosi sulla Terra, secondo Andrew Ingersoll, uno dei scienziati che lavora al montaggio immagini per la missione Cassini. "Quello che è interessante è che queste tempeste sono cosi potenti, insomma molto più di quanto lo sono mai sulla Terra." ha spiegato Ingersoll. "Ma accadono molto meno frequentemente, con normalmente un evento sul pianeta, ad ogni momento dato, anche se può durare per mesi.
Le prime immagini di fulmini furono catturate nel Agosto 2009, durante una tempesta che è durata da Gennaio a Ottobre ed è durata molto più di quanto qualsiasi altra tempesta simile nel sistema solare. I risultati della ricerca furono descritti nel giornale : "Geophysical Reserach Letters".

Per ottenere un video, gli scienziati avevano bisogno di più foto con fulmini più luminosi è segnali radio più forti. I dati furono raccolti durante una tempesta seguente,più corta, che ha avuto luogo da Novembre a metà Dicembre 2009. I frame nel video sono stati ottenuti lungo una durata di 16 minuti, il 30 Novembre 2009. I lampi sono durati meno di un secondo. Le immagini mostrano una nube lunga 3000 km e regioni illuminate da lampi di fulmini che sono circa 300 km in diametro. Gli scienziati hanno usato la larghezza dei lampi per determinare la profondità dei fulmini sotto le nuvole.

Quando i ci sono i lampi di fulmini sulla Terra come su Saturno, questi emettono onde radio. I suoni nel video sono approssimativamente quelli dei suoni statici emessi, basati sulle scariche elettrostatiche rilevate dai strumenti a bordo di Cassini, in onde radio e plasma.

Sia Cassini, lanciato nel 1997, che Voyager lanciato nel 1977, avevano precedentemente catturato emissioni radio da tempeste di Saturno. La cintura intorno al pianeta,dove Cassini ha rilevato le emissioni radio ed i lampi luminosi nell'atmosfera si è guadagnata il nome di "Storm Alley" Via delle Tempeste. Le fotocamere di Cassini comunque non erano state in grado di ottenere foto di lampi nell'atmosfera.

Da quando Cassini è arrivato nel 2004, è stato difficile vedere i lampi perché il pianeta è molto luminoso e riflette tutto. La luce del sole riflessa dai anelli di Saturno hanno fatto si che persino la notte Saturno fosse più luminoso della Luna piena sulla Terra. L'equinozio,il periodo intorno ad Agosto 2009, quando il sole è direttamente sul equatore del pianeta, finalmente ha portato il buio necessario. Durante l'equinozio, il Sole ha illuminato gli anelli sul bordo facendo si che questi diminuissero quindi di luminosità.


Vedere i fulmini è solo una delle grandi fortune che abbiamo dal poter passare li anche il periodo dell'equinozio, che ha già permesso agli scienziati per esempio di vedere rocce grandi come le Montagne Rocciose, nei anelli di Saturno.

Le immagini in luce visibile ci dicono molto sui fulmini", ha dichiarato Ulyana Dyudina, membro del team Cassini, che per prima ha visto i lampi. " Adesso possiamo iniziare a misurare quanto potenti sono le tempeste, dove si formano nei strati nuvolosi, e come l'intensità ottica si relaziona con l'energia totale rilasciata dalle tempeste."

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