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4 maggio 2010

Non Esiste Alcun Ziggurat Su Marte !!


Circola su internet,sulla stampa e su diversi libri, la notizia che sia stata scoperto uno ziggurat su Marte.. Non fattevi ingannare, non esiste alcuna prova neanche lontanamente plausibile di una cosa del genere.E no, non sono tenute nascoste da malvagi astronomi in combutta con gli alieni, semplicemente non esistono.
Questo tipo di notizie sono un insulto a tutti gli astronomi e scienziati che si fanno in quattro per anni e anni cercando di capire davvero il nostro universo.
Se c'è una cospirazione a riguardo e quella dei editori che sanno che notizie del genere vendono tantissimo, e cosi scienziati improvvisati si mettono a scrivere libri su ipotesi fantascientifiche e cospirazioni oscure. Sono cose studiate apposta. Si tratta di un enorme mercato con grandissimi guadagni. C'è molta gente dietro che specula e crea notizie virali studiate apposta per anticipare un certo libro.

Il dottor Angelo Carannante, presidente del Centro Ufologico di Benevento afferma che da una foto scattata da Mars Express, nel 2004, si vedono strutture altamente artificiali. Ovviamente non da alcun collegamento ne alla provenienza della foto, nessun link agli archivi di provenienza ESA, o ufficiale dichiarazione di qualsiasi ente che si occupi anche indirettamente di Mars Express.

("Evidentemente Piccaluga non sa cosa sono gli artefatti di scansione. Non ci sono righe o scale su Marte: quello che si vede nelle immagini è l'effetto che si ottiene sempre quando si effettua un rilievo altimetrico scandendo (con laser o simili) la superficie. Siccome la scansione avviene per linee parallele, inevitabilmente quando si elaborano i dati si formano degli "scalini" in corrispondenza delle variazioni di altitudine. Semplice ed elementare. Basta informarsi prima di fantasticare." citazione di Paolo Attivissimo)

Al dottore andrebbe spiegato che il rigore scientifico è anche una questione morale importante quando si pubblica qualcosa a gente che si fida del titolo, per via della propria mancanza di conoscenze. Personalmente ogni volta che pubblico un articolo mi preoccupo e mi prendo le responsabilità che comporta informare persone che poi si fidano dei miei articoli. Mai e poi mai mi permetterei di postare articoli creati ad arte per avere più visite o notizie senza alcuna fonte.

Sia lui che un altro da lui citato, cioè, Patsy Nicholas Di Falco, sono famosi per le loro posizioni a dir poco ridicole sull'astronomia, e per il fatto che nelle loro pubblicazioni non si fa quasi mai un lavoro scientifico di ricerca bensì si parla soltanto di ipotesi imposte tramite l'uso di retoriche studiate per impressionare i più fragili di mente e cuore.
Non fidatevi mai di autori che non pubblicano mai niente su riviste scientifiche ma poi scrivono libri spacciando le loro idee per teorie.
Inoltre, ovviamente quando si parla della ESA o NASA che licenziano persone che volevano divulgare la verità, beh, forse se qualcuno viene licenziato da questi enti, riciclarsi in ufologo è un idea abbastanza redditizia, e comunque anche fossero stati licenziati per aver detto certe cose, non trovate plausibile che un istituto di ricerca,università o ente spaziale, possa avere dei problemi con qualcuno che lavora per loro, e usa questo fatto per rafforzare le proprie tesi sulla presenza di alieni o manufatti alieni? Ovviamente non si parla di censura, perché infondo chiunque e libero di pubblicare e dire quello che preferisce. Si tratta semplicemente di una presa di distanza da parte di certi enti, riguardo a persone che dicono cose, a cui l'ente in causa non desidera essere collegato direttamente. Tuttavia i casi simili sono davvero davvero pochi,e in realtà andrebbero trattati uno per uno in maniera singolare. Quello che cercavo di dire era riferito alla non assurdità di un eventuale presa di distanza da parte di alcuni enti scientifici da persone che di scientifico non hanno nulla.

Non è la prima volta che succede qualcosa del genere... Ecco una foto che sicuramente tutti voi conoscerete bene

Immagine dell'orbiter Viking che mostra un particolare mesa, che grazie a giochi di luce sembra un volto umano. Credit: NASA


suggestiva non c'è che dire..ma quando, qualche anno fa, il Mars Reconnaissance Orbiter ha osservato di nuovo la faccia ecco cosa è davvero:


(la foto è stata girata all'incontrario,come richiesto da Piccaluga in persona)

In quest'articolo si spiega esaustivamente il grande mistero della faccia con svariate foto in dettaglio dell'intera zona

Se proprio dobbiamo parlare di faccia su Marte, ecco una davvero suggestiva:


Mi piange il cuore ogni volta che vedo che tantissima gente a cui l'astronomia affascina, ogni volta che si gira si vede propinare queste enormi buffale, spacciate per scienza. Questo è anche uno dei motivi per cui ho messo su il mio sito. L'astronomia non è questa delle notizie di ziggurat su Marte, alieni che vengono a tagliarci i prati, o profezie apocalittiche fatte da gente che non aveva neanche scoperto la ruota. L'astronomia è molto molto molto più affascinante e interessante di questo.

Detto ciò, non posso che sperare che questa follia non abbia seguito, e ho fiducia che la gente sia più sveglia di quanto questi autori da strapazzo immaginino...

per chi fosse interessato ecco il comunicato stampa del Centro Ufologico di Benevento: http://simonebarcelli.org/2010/04/una-ziggurat-su-marte/

Update: In seguito all'arrivo nel blog degli autori stessi della sopracitata buf..ehm..cioè, importantissima e sensazionale scoperta, ho chiarito molto più in dettaglio la natura sia dello ziggurat, che della faccia, come di tanti altri casi che mi sono stati da loro e da altri presentati a sostegno,più o meno, della loro tesi. Tra queste ci sono alcune perle come una miniera a cielo aperto su Marte, sassi scambiati per panzer tedeschi, piramidi, e la mia preferita... una duna di sabbia scambiata per una trave di calcestruzzo.. Raccomando quindi a chiunque voglia commentare, di leggersi la discussione per intero se desidera dare giudizi complessivi.

NOTA BENE: commenti non attinenti alla discussione, o con offese gratuite, saranno considerati spam. Per qualsiasi chiarimento contattatemi via mail.

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  1. patsy nicholas di falco

    Auguri di buan anni.
    Patsy Nicholas Di Falco

  2. patsy nicholas di falco

    Scusate, non ci vedo bene è ho sbagliato a digitare.
    Rinnovo l'augurio di un buon anno nuovo.
    P.N. Di Falco

  3. lorenzo

    perbacco che forum. Grandi nomi ed interventi di gran classe. Non mi sento di aggiungere niente ma non posso non apprezzare la qualità dei tanti post. C'è tanta spazzatura in certi forum che questo brilla di prima grandezza. E Piccaluga....ha colpito ancora. Evidentemente è l'argomento a destare tanta attenzione. I miei complimenti vanno però ai moderatori del forum che hanno getito molto bene tanti nomi illustri

  4. emanuele

    ottimo forum davvero!credo che Marte sia stata abitata e che conservi ancora manufatti e costruzioni varie .le evidenze sono numerose ormai. probabilmente alcune stranezze sono spiegabili come pure e semplici coincidenze, giochi di luce, scalinature ecc. altre francamente mi sembrano clamorose.quando si vedono costruzioni perfettamente squadrate, muri rettilinei formanti angoli di 90 gradi e vegetazione, mi vengono i brividi.difficile credere all'erosione dovuta a tempeste di sabbia...c'è stato inoltre uno studioso che si è "divertito" a togliere i filtri nasa ed ha scoperto che il cielo marziano è azzurro , altro che rossastro! è ovvio che se pensiamo che tutte le foto siano false, che gli studiosi siano puri speculatori, che la sabbia "costruisca" i muri o che i ricci in amore provochino i cerchi nel grano andiamocene a casa e buonanotte...ps: a proposito di ziggurat(o ziqqurat) vada per le scalinature ma sopra esse si nota una costruzione vera e propria, di altezza e forma ben diversa dalle linee.foto falsa, scalinatura anche quella o forse...qualcos'altro? un saluto emanuele

  5. Anonimo

    Adrian, Francesco e tutti gli scientisti.
    Premessa.
    Sin dal primo momento mi ha colpito la vostra sicurezza, forti di un sapere incontrovertibile. Il bello è che quelli che Francesco definisce concetti ‘snocciolati’ “senza un particolare filo logico”, riferendosi alla mia ultima comunicazione, non sono miei, ma di autori (Popper, Lakatos, Hempel, ecc.), alcuni da voi stessi citati, che nel definire scienza e metodo, pongono domande, riflettono ed esprimono dubbi sul proprio operato, com’è giusto che sia quando si è di fronte allo scibile umano. Invece, in voi regnano sovrane le certezze e continuate a perdere le occasioni per fare esercizio d’umiltà, atteggiamento irrinunciabile quando il tema è lo ‘scire’ che la scienza ha impresso nel nome. Al di là delle buone dichiarazioni d’intenti, questa è l’ennesima dimostrazione di come, in ambienti come questo, aleggi una sorta di fanatismo che vanifica ogni tentativo di confronto. Provo lo stesso ad abbattere qualche vostro caposaldo.
    Gli scientisti, cioè quanti attribuiscono alla scienza naturale e al suo metodo un valore inoppugnabile, muovono critiche e accuse veementi nei confronti dei ricercatori disallineati rispetto il loro credo. Valgano a esempio gli attacchi scriteriati mossi nei confronti di Giuseppe Sermonti. Biologo, collaboratore di Guido Pontecorvo, responsabile del dipartimento di genetica dell’Università di Glasgow, docente di genetica a Camerino, Palermo e Perugia, direttore della rivista “Biology Forum” e pubblicista, è stato messo alla berlina (anche dal CICAP), con l’accusa di assumere atteggiamenti antiscientifici per aver espresso idee antievoluzionistiche e critiche al darwinismo. Serafini ha avuto modo di stigmatizzare queste posizioni di “totalitarismo della scienza ideologizzata”, così presente nel ‘grande fratello’ collettivo d’internet, diffusamente praticata da parte di ‘attivissimi’ “graffitari di provincia dello scientismo che amano riempirsi la bocca di titoli di riviste stimate e accreditate dalla ‘comunità scientifica’ (della quale per la maggior parte non fanno parte, neanche come gregari)(…) Altri graffitari rivestono la medesima avversione di un candido amore per la purezza e il metodo, lamentando presunti ‘errori’ ai quali danno la caccia con tendenziosa acribia” (Serafini Stefano, Giuseppe Sermonti: forme vive per una libera scienza, http://www.nexusedizioni.it, 2009). Sembra scritto apposta per voi.
    Escludendo gli accessi alla home page, il forum “Non esiste alcuna ziggurat su Marte” è di gran lunga il più letto di tutto il blog (oggi sito) dell’attore di teatro per l’infanzia Adrian Fartade (dati gennaio 2011). Così il blog (oggi sito), con pretese di divulgazione scientifica, è diventato un blog (oggi sito) di graffitari e di bufale. Bella prodezza questa transustanziazione dei contenuti! Data la vasta platea, sono costretto a mostrarmi logorroico, perché la vostra concezione di scienza e di metodo costituisce una logopatia o una logolatria, cioè una patologica adorazione del linguaggio scientifico, che va ben oltre la logomachia o la logopaidia, cioè un normale confronto o gioco di parole, cosicchè “diventano necessarie una logopedia o una logotomia, una ‘rieducazione’ o una ‘asportazione del logos’, che solo la logica ha dimostrato di saper effettuare” (Odifreddi!). Se è vero quello che scrive Francesco: “… immagino che Adrian abbia messo questi articoli per ridere…”, vi offro l’opportunità di scompisciarvi dalle risate con lo scritto che segue. Senza ‘abundat’, mi raccomando.
    Ritengo sia possibile mettere in discussione il costrutto della scienza naturale e il suo metodo. Lo sviluppo di questa tesi, che di primo acchito potrebbe sembrare quanto meno temeraria, è l’oggetto dello scritto che segue di critica al modello scientifico.
    A. L’oggettività ipoteticamente costruita dalla scienza.
    Ha scritto Galimberti: “…il limite della scienza risiede nella natura del suo procedimento metodologico, che prevede l’oggettivazione di tutto il reale mediante ipotesi di natura matematica. Circoscritta nel suo metodo, che impone di attenersi alle oggettività ipoteticamente costruite, la scienza non pensa se il volto del reale sia proprio quello che risulta dalla sua matematica oggettivazione. Questo ‘non pensato’ è ciò che resta da pensare, ma anche ciò che la scienza, per la sua struttura metodologica, non può pensare (…) E’ necessario…‘pensare oltre’…ossia al di là di ciò che è oggettivo…” (Galimberti Umberto, Psiche e techne: l’uomo nell’età della tecnica, Feltrinelli, Milano, 1999, p. 144). La prassi dell’oggettività ipoteticamente costruita operata dalla scienza soffoca nella materia quel ‘pensare oltre’ invocato da Galimberti. E’ evidente che ogni conoscenza è il prodotto e l’espressione di una realtà cui è parte integrale inalienabile l’osservatore. Il soggetto entra a pieno titolo nella realtà che si vorrebbe esclusivamente oggettiva. Scrive Luis J. Prieto: “…l’attività cognitiva dell’uomo, producendo conoscenze della realtà materiale, crea a fianco di questa realtà, prima e naturale, un’altra realtà, seconda e storica, costituita da queste conoscenze stesse. Si ha evidentemente in ciò una conseguenza del fatto che una conoscenza della realtà materiale non è mai ‘naturale’: una conoscenza della realtà materiale che lo fosse, che cioè derivasse in modo necessario dal suo oggetto, non potrebbe in effetti costituire se non una sorta di prolungamento di quella realtà. Siccome dunque una conoscenza della realtà materiale costituisce una realtà che non si confonde mai con quella del suo oggetto, essa è suscettibile di diventare a sua volta l’oggetto di una conoscenza.(…) Le scienze dell’uomo sono appunto, a nostro parere, le conoscenze (scientifiche) il cui oggetto appartiene non a quella realtà naturale che è la realtà materiale, ma alla realtà storica costituita dalle conoscenze della realtà materiale. In base a questa definizione le epistemologie delle scienze della natura, il cui oggetto è costituito dai diversi modi di concepire e di conoscere scientificamente la realtà materiale, vanno a stretto rigore collocate tra le scienze dell’uomo” (Luis J. Prieto, Pertinenza e pratica, Feltrinelli, Milano, 1976, pp. 127-128). L’oggettività ipoteticamente costruita fa sì che molti ritengono che la scienza “… non è tanto un particolare metodo e modo della conoscenza umana … con un suo preciso ambito di competenze formali che ne delimita e in gran parte preforma l’oggetto; ma è l’unica ammissibile forma vera e certa di conoscenza” (Serafini S., ibid). Così, tutto ciò che non è indagabile con il metodo scientifico, come nel caso degli ‘oggetti’ dell’esperienza umana, è escluso da ogni gnoseologia e, nel migliore dei casi, costituisce una questione ontologica. Questi assunti aprioristici portano una scienziata come Margherita Hack ad affermare: “… io sono materialista, credo che c’è la materia e forse l’universo è sempre esistito, nel tempo e nello spazio è infinito. Il perché è così non lo so e la scienza può dare risposta a questo, ma io non credo assolutamente né a Dio e né all’aldilà: l’anima è nel nostro cervello” (“L’anima e il cervello”, Intervista a Margherita Hack di Walter La Gatta, http://www.psicolinea.it, 2003). L’oggettività ipoteticamente costruita è idolatria dell’oggetto e fideismo nel dio scienza. Ha sviluppi illogici e paradossali caratteri di preveggenza. Parimenti si può affermare: Dio c’è, perché non lo so, un giorno mi apparirà. “Sembra incredibile, ma un pensiero talmente limitato da ritenere che la realtà possa essere spiegata unicamente nei termini di una scienza congelata nei suoi traguardi oggettuali odierni, incapace di rendersi conto che gli occhiali scientifici, con il quale guarda il mondo e se stesso sono anch’essi parte del mondo … ha assunto al giorno d’oggi, per diffusione, un ruolo di dominio totalizzante” (Serafini S., ibid). La scienza ci espropria del nostro vissuto. E’ totalitaria perché vuole che il suo mondo sia l’unica realtà vera. Lo vuole a tal punto da negare ogni prova contraria, anche la più evidente, come avviene nel caso dell’esistenza della psiche.
    B. La scienza fa a meno del sé.
    Francesco scrive di me: “… un filosofo che ignora la componente ‘umana’ non me lo sarei mai aspettato”. Non sono un filosofo e fa bene a meravigliarsi. E’ l’esatto contrario.
    Esiste una ‘entità’ che si pone ‘legibus solutus’ del paradigmatico scientifico. L’uomo nel suo agire, non fa altro che manifestare la sua componente psichica. Ognuno di noi ha conoscenza, forse la maggiore tra le conoscenze possedute, della realtà della vita psichica, intesa come capacità di percepire noi stessi e gli altri e, in subordine, provare emozioni e sentimenti. La realtà psichica è direttamente osservabile da parte di ognuno e ciò è un dato ampiamente sperimentato e continuamente riprodotto, anzi, è la condizione preliminare necessaria all’osservazione di ogni fenomeno, inclusi quelli del mondo fisico. Allo stesso modo tutti vivono se stessi anche come qualcosa di strettamente legato al proprio corpo.
    Al fine di non instaurare metonimie e fraintendimenti, definisco preliminarmente l’uso dei termini. Il 'cervello' è l’oggetto che ha sede nel soma ed è la massa di tessuto nervoso racchiuso nella cavità cranica, da cui dipendono le funzioni sensitive, motorie e di regolazione della vita vegetativa. E’ l’organo preposto al controllo e alla coordinazione delle funzioni organiche, elabora le informazioni provenienti dall’organismo e dall’ambiente e produce risposte comportamentali, funzionali e adattative. Utilizzo il termine ‘coscienza’ per designare l’incipit responsabile del formarsi dell’esperienza di sé. Alcuni utilizzano allo stesso modo i termini ‘mente’ e altri espandono il significato fino a considerarlo ‘spirito’ e ‘anima’. Intendo per psiche l’interfaccia tra la coscienza e il mondo materiale. Non parlerò dell’origine della coscienza di sé poiché sarei costretto a ricorrere ad affermazioni dogmatiche senza base empirica, cosa che invece fanno costantemente i teorici della computazione e del connettivismo che danno per scontato il dogma dell’oggettività ipoteticamente costruita dalla scienza.
    Oggigiorno sono prepotentemente affermate posizioni d’ingenuo materialismo di stampo positivista secondo cui il cervello secerne il pensiero come il rene l’urina. Secondo questa visione, il frutto ha sempre la stessa sostanza dell’albero. Ora, mentre così è per il rene e l’urina, ciò non avviene tra cervello materiale e pensiero immateriale. Ogni tentativo di spiegare la vita psichica per mezzo del materialismo scientifico, riduce necessariamente il pensiero a oggetto. Nonostante questo processo di significazione forzata, dovuta alle ipotesi anticipanti della scienza, gli oggetti continuano a non avere vita psichica, a non soffrire, a non gioire, ecc. La miopia degenerativa della scienza è talmente evidente da avvilire. A chi obietta che la psiche è una metafora, ricordo che tutte le costruzioni intorno alla realtà lo sono, incluse quelle della scienza.
    Lo stato psichico e quello fisico, pur se differenti, interagiscono. La psiche svolge una relazione con l’ambiente materiale esterno, incluso il proprio corpo. Il cervello è il referente somatico che organizza i rapporti con la psiche. Le neuroscienze riconoscono questa referenza, ma la confondono con la psiche. Il referente somatico e la personalità ricompongono l’unità dell’esperienza con l’ambiente e con se stessi. In questa ricomposizione risiede l’unicità dell’uomo. Se così non fosse, “Se i due mondi - corporeo e incorporeo – potessero essere completi in sé, avremmo quasi due modi diversi di essere umani” (Laing Roland David, L’io diviso, Einaudi, Torino, 9^ ed. 1978, p. 76).
    Le risposte comportamentali, funzionali e adattative del cervello hanno base organica e ambientale. Nulla hanno a che vedere con la consapevolezza di sé che resta un dato psichico non organico. La questione riguarda la sostanza della psiche e quella del soma. La ricerca neurofisiologica non è in grado di andare oltre gli aspetti meccanici del pensare e rispetto il campo dell’individualità non sa dire nulla. La psiche trascende la fisica oggettivante all’interno della quale è compreso il soma e il suo elemento cervello. Non è il prodotto di processi cerebrali biologici, elettromagnetici, ecc. E’ la parte non fisica dell’uomo, immateriale e pur sempre reale, responsabile della nostra vita in coscienza. Popper ha introdotto una tripartizione della realtà in ‘sottomondi’: fisico e oggettuale; dell’esperienza soggettiva e degli stati mentali; dei ‘contenuti oggettivi dei pensieri’, cioè i prodotti e le realizzazioni in forma fisica oggettuale dei pensieri (Popper Karl Raimund, La logica della ricerca e società aperta, La Scuola, Brescia, 1998, p. 189). Il suo sotto Mondo 2, quello degli stati mentali, è distinto dagli altri mondi degli oggetti e degli stati fisici (Mondo 1) e del contenuto oggettivo del pensiero (Mondo 3). Per Popper i mondi esistono oggettivamente nel senso che essi rappresentano tutte proprietà dell’uomo. Popper affronta l’esistenza di un mondo degli stati mentali differente dagli oggetti del pensiero e, soprattutto, e dal mondo fisico. Il ricercatore avveduto è cosciente di avere a che fare con più piani che suggeriscono la presenza di un quid che la scienza oggettivante non riconosce. Ha scritto Eccles: “Confesso che io sono un realista; e suggerisco da realista ingenuo, che esistono un ‘mondo fisico’, ed un ‘mondo degli stati di coscienza’; e che i due mondi interagiscono” (Eccles John Carew, Affrontare la realtà. Le avventure filosofiche di uno scienziato del cervello, Armando, Roma, 1978, p.152).
    Secondo Francesco: “Le leggi della scienza valgono ovunque fino a prova contraria”. Già, tranne che in noi stessi! Battuta per l’attore Adrian Fartade: quella tra psiche e cervello è una “Compagnia Nata” male; la prima è “Cenerentola”, la seconda è la matrigna cattiva. Se critichi Piccaluga (v. “Notizie fresche”) perché non ha titoli scientifici, sii coerente. Immagina che sgorbio un planetologo o un astrofisico che recitano “Lorenzaccio” di Carmelo Bene. Ora, immagina il contrario, un attore di teatro per ragazzi che s’improvvisa planetologo e astrofisico. Non è meglio lasciar perdere le questioni personali e discutere di contenuti? A proposito di Piccaluga, che fine hanno fatto le accuse di operazioni commerciali ora che il sito è ‘sostenuto’ da proventi pubblicitari e donazioni (!) a fronte dei costi sostenuti? Pubblicare un libro a proprie spese non ha costi? Scusami se torno a citare Serafini, ma la frase è troppo bella: “graffitari di provincia dello scientismo che amano riempirsi la bocca di titoli di riviste stimate e accreditate dalla ‘comunità scientifica’ - della quale per la maggior parte non fanno parte, neanche come gregari. ) (…) Altri graffitari rivestono la medesima avversione di un candido amore per la purezza e il metodo, lamentando presunti ‘errori’ ai quali danno la caccia con tendenziosa acribia”. Non sono uno scienziato e non ho nessun titolo scientifico ma, se ci riesci, smonta le mie tesi. In alternativa possiamo discutere di teatro (ed è ancora peggio).
    P.N. Di Falco (CONTINUA).

    • Ero convinto che non ci fosse altro da commentare dopo 225 commenti, e probabilmente è così, ma visto che si è così tanto impegnato a resuscitare questa discussione, ecco la mia risposta:

      "Sin dal primo momento mi ha colpito la vostra sicurezza, forti di un sapere incontrovertibile."

      sicurezza si, ma non in un sapere incontrovertibile. Sia io che gli altri abbiamo più volte spiegato come per il progresso stesso della conoscenza scientifica è fondamentale rimettere sempre in discussione ciò che si sa, integrandolo man mano a tutte le nuove scoperte che si fanno. Basta leggere anche le notizie che posto, moltissime scoperte portano a cambiare i modelli teorici che abbiamo. Detto questo, se ci sono le prove, se il modello funziona, se non ci sono ancora dati che dimostrano il contrario, ma anzi le nuove scoperte vanno nella direzione del modello teorico usato, allora si può parlare con sicurezza di una detterminata cosa.

      " Al di là delle buone dichiarazioni d’intenti, questa è l’ennesima dimostrazione di come, in ambienti come questo, aleggi una sorta di fanatismo che vanifica ogni tentativo di confronto. Provo lo stesso ad abbattere qualche vostro caposaldo."
      Lei parte da una premessa sbagliata riguardo alla comunità scientifica, pensando che non viene discusso il metodo o la scienza stessa. Temo che glielo dovrò ripetere molte volte, ma la discussione epistemologica intorno alla ricerca scientifica fa parte integrante della scienza dalla notte dei tempi, anche se questo, accettati alcuni postulati iniziali, non pregiudica la conoscenza scientifica. Si può poi mettere in discussione la validità dei postulati, ma si mette in discussione l'intera conoscenza umana. E' ovvio che tutte le scoperte di cui parliamo, come qualsiasi conoscenza che abbiamo, ha senso soltanto partendo da una serie di presuposti, come il fatto che l'universo esista, e che noi possiamo dire qualcosa sulla sua natura.
      Non c'è alcun fanatismo "nella scienza". Ci può essere fanatismo nelle posizioni di alcune persone in particolare, ma è un'altra storia. C'è moltissimo fanatismo anche in tante persone religiose, ma non mi sembra giusto parlare per questo di religioni fanatiche. Anche una mia vicina di casa e fanatica del giardinismo, non per questo il giardinismo è caratterizzato da una posizione fanatica.

      "Gli scientisti, cioè quanti attribuiscono alla scienza naturale e al suo metodo un valore inoppugnabile, muovono critiche e accuse veementi nei confronti dei ricercatori disallineati rispetto il loro credo. "

      Come già detto, non viene attribuito in assoluto un valore inoppugnabile alla scienza, perché c'è da sempre anche una grossa discussione sulla natura e la possibilità di una conoscenza da parte di noi umani. Detto questo, come ho spiegato, accettate le premesse per la possibilità di conoscere, allora è ovvio che ci possono essere posizioni giuste e sbagliate, ma in base ai dati a disposizione. Non c'è alcun credo, ci sono i laboratori.
      Se qualcuno dice che il Sole è in realtà una melanzana, verra criticato dalla comunità scientifica, ma non certo perché non rispetta il loro credo, ma perché l'idea che il Sole sia una melanzana è in completo disacordo con i dati che abbiamo.

      "Valgano a esempio gli attacchi scriteriati mossi nei confronti di Giuseppe Sermonti. Biologo, collaboratore di Guido Pontecorvo, responsabile del dipartimento di genetica dell’Università di Glasgow, docente di genetica a Camerino, Palermo e Perugia, direttore della rivista “Biology Forum” e pubblicista, è stato messo alla berlina (anche dal CICAP), con l’accusa di assumere atteggiamenti antiscientifici per aver espresso idee antievoluzionistiche e critiche al darwinismo."

      Giuseppe Sermonti è uno scrittore. Semmai EX docente di genetica. Ed è stato ampiamente criticato non perché non fosse in accordo con la comunità scientifica, ma perché diceva che "il Sole è una melanzana". Riuscire a dire, oggi alla luce dei dati che abbiamo, che la teoria evoluzionista della sintesi moderna (Darwin+genetica), è falsa, è palesemente una cosa insensata. Non voglio dilungarmi troppo, ma le prove per l'evoluzione darwiniana sono talmente grandi, talmente ampie e dettagliate, che nulla in biologia avrebbe senso senza Darwin. Sermonti per di più, non ha mai neanche tentato di pubblicare per una revisione paritaria qualche sua tesi a riguardo, e questo la dice lunga su quanti dati ci siano dietro le sue tesi.

      " Se critichi Piccaluga (v. “Notizie fresche”) perché non ha titoli scientifici, sii coerente. Immagina che sgorbio un planetologo o un astrofisico che recitano “Lorenzaccio” di Carmelo Bene. Ora, immagina il contrario, un attore di teatro per ragazzi che s’improvvisa planetologo e astrofisico. Non è meglio lasciar perdere le questioni personali e discutere di contenuti? A proposito di Piccaluga, che fine hanno fatto le accuse di operazioni commerciali ora che il sito è ‘sostenuto’ da proventi pubblicitari e donazioni (!) a fronte dei costi sostenuti? Pubblicare un libro a proprie spese non ha costi? Scusami se torno a citare Serafini, ma la frase è troppo bella: “graffitari di provincia dello scientismo che amano riempirsi la bocca di titoli di riviste stimate e accreditate dalla ‘comunità scientifica’ - della quale per la maggior parte non fanno parte, neanche come gregari. ) (…) Altri graffitari rivestono la medesima avversione di un candido amore per la purezza e il metodo, lamentando presunti ‘errori’ ai quali danno la caccia con tendenziosa acribia”. Non sono uno scienziato e non ho nessun titolo scientifico ma, se ci riesci, smonta le mie tesi. In alternativa possiamo discutere di teatro (ed è ancora peggio)."

      Critico Piccaluga per la mancanza di titoli scientifici perché si propone come scienziato e propone una propria tesi con delle presunte prove. La mancanza di titoli scientifici non è di per se il problema, ma lo diventa nel momento in cui ci si fa promotori di una determinata tesi per la quale servono delle competenze e conoscenze. La mancanza di queste è palese nel caso del nostro ingegnere elettronico.
      Se uno scienziato vuole fare il "Lorenzaccio" ben venga, ma se prova a farlo senza ricordarsi il testo e senza sapere neanche chi è Carmelo Bene, allora no. Capisce il senso della mia critica? Ne Carannante ne Piccaluga sanno di cosa parlano, ed è palese dalle loro straordinarie castronerie come "alberi alti centinaia di metri" "travi d'acciaio su Marte" o le famose scritte, che poi sono solo dune in movimento, spostate dal vento...

      Non sono affatto questioni personali, ho sempre parlato dei contenuti. Semmai qua la critica personale viene da tutt'altra direzione.
      Riguardo alle accuse di operazioni commerciali, valgono benissimo tutt'ora. Il cambiamento al nuovo sito, ha comportato spese che non intendo affatto far pesare sulle spalle degli utenti. Infatti è rimasto gratuito, aperto e totalmente libero. Le donazioni sono volontarie, non ho chiesto obbligatoriamente dei soldi per avere accesso al sito, e le pubblicità diventano invisibili con un semplice e banale adblock.
      Questo sito NON é UN'OPERAZIONE COMMERCIALE!! Comporta delle spese, ma la priorità è mettere a disposizione le notizie di astronomia, non guadagnarci. Pubblicare un libro ha costi, e non ho mai detto che dovrebbe donarlo gratuitamente, ma la mia critica riguardava il fatto che mi veniva continuamente chiesto di leggere libro e riviste per poter avere accesso alle famose "prove", che a quanto pare non potevano essere spiegate su internet, o neanche nominate. Inoltre, trovo che le varie conferenze sparse per l'Italia, in cui si chiedono tanti soldi alle persone per avere qualcuno che discute di tesi per cui non accetta mai un contrario, è palesemente un'operazione commerciale. Ne Piccaluga, ne Carannante hanno mai smesso di sostenere le loro tesi, nonostante sono facilmente dimostrabili false, tanto che persino loro se ne dovrebbero accorgere.. questo non le sembra strano? o anche lei pensa che le dune viste dal Sojourner siano travi d'acciaio e che ci siano miniere artificiali a cielo aperto e alberi alti centinaia di metri su Marte?

      Io non mi sono mai improvvisato planetologo o astrofisica. Non ne ho le competenze e non mi permetterei mai di farlo. Ma per smontare le tesi di Piccaluga basta sapere usare internet o una biblioteca e avere le conoscenze scientifiche delle scuole medie.

      Non l'ho criticato inventando una mia tesi, come lui ha fatto riguardo a Marte, ma ho semplicemente fatto notare a lor signori dove stanno gli errori nelle loro tesi, in base alla conoscenza scientifica attuale.

      Le sue non sono tesi di alcun tipo, e francamente dubito che sia in grado di formularle seriamente anche volendo, visto che sta continuando a divagare in una discussione epistemologica che non ha più nulla a che vedere con l'articolo che sta commentando.

      Magari ci fossero più "grafittari di provincia" con un senso critico abbastanza alto da sentire quanto puzzano le ipotesi di civiltà intelligenti su Marte, in base ai dati che abbiamo, specie se una tesi così straordinaria viene esposta da qualcuno che non ha alcun titolo in geologia, o planetologia o alcuno studio che centri con la tesi che espone.

  6. Anonimo

    (SEGUE da messaggio precedente)
    C. La scienza alla ricerca del sé.
    Nonostante i considerevoli progressi compiuti dalla scienza naturale in diversi campi, nessun passo avanti ha compiuto nel verso della soluzione del problema ‘coscienza’. E’ evidente a tutti come il tipo di progresso proposto dall’attuale oligarchia scientifica, ci conduce sempre più lontano da una possibile spiegazione della vita psichica. “Gli scienziati si sono spinti così avanti su tale via che sono giunti a risultati a dir poco grotteschi, finendo col violare uno dei canoni fondamentali dell’epistemologia galileiana: il riconoscimento di fatti empirici” (Starace Sergio, Scienza, etica e psiche, http://www.campoantimperialista.it, 2009).
    In precedenza ho posto l’accento sull’aspetto deleterio delle ipotesi oggettivanti costruite dalla scienza. Secondo quest’assunto, la spiegazione dell’esistenza della vita psichica su base fisiologica è rimandata a un futuro indefinito, che probabilmente non ci sarà mai. E’ ciò che Guerritore ha chiamato significativamente ‘profezia fisicalista’ (Guerritore Andrea, Il mistero dell’interazione fra mente e cervello, in Eccles, John Carew, Dizionario interdisciplinare, http://www.disf.org, s.d.) della scienza, atteggiamento definito da Popoper ed Eccles ‘promissory materialism’ (Popper K.R. e Eccles J.C., L’io e il suo cervello, Armando, Roma, 1981, p. 96).
    Mi dice Francesco: “Ragioni come se la scienza dovesse scoprire tutto in un tempo limitato”. A parte il piccolo inconveniente che, nel migliore dei casi, ci resta da vivere solo qualche decennio, piuttosto che avvalermi dell’improduttiva fede materialistica, preferisco cercare di risolvere la questione ora, partendo da altri presupposti. In primo luogo riconosco la capacità predittiva della scienza. La fisica è scienza dei principi primi. Poichè tale presenta risultati definitivi. Le leggi della fisica hanno prodotto innumerevoli soluzioni correlate tra loro e confermate sperimentalmente. Così è per l’elettrodinamica, la meccanica quantistica, ecc., e così è per le leggi che regolano i processi molecolari, che determinano quelli biologici, che a loro volta contemplano quelli cerebrali. Per tanto, non occorre aspettare che sia scoperto tutto, basta aver presente che alcuni aspetti di ciò che sappiamo sono espressi in forma definitiva, come i processi molecolari e biologici, per affermare con certezza che il cervello è diverso dalla psiche in termini sostanziali. E’ la scienza stessa ad affermare questa diversità. Così, paradossalmente, mentre mi avvalgo della capacità predittiva della scienza a giustificazione della mia tesi, voi fate continuo ricorso a modelli, ipotesi, promesse e profezie, preformate, oggettivanti, materialistiche e fisicalistiche, col solo scopo di mantenere inviolata la verginità paradigmatica della scienza.
    Il tema della coscienza è stato per millenni dominio della filosofia. Dalla nascita nel XVII sec., la scienza moderna ha escluso dal suo mondo oggettivato la coscienza. La vita psichica, trascendendo la logica oggettivante della scienza, ha sempre reso vani gli ordini di misurazione e gli strumenti di misura. Così, la vita psichica, pur se da sempre nota a ciascun essere umano, non è esistita per la scienza poiché non oggetto e non misurabile. Così operando la scienza rinunciava a uno dei suoi principi basilari: dove c’è prova c’è esperimento. Il recente sviluppo delle neuroscienze ha inquadrato il problema della coscienza nel campo delle attività cerebrali, attribuendole una base fisiologica come assunto preliminare. La speculazione sulla coscienza cessa di essere prettamente metafisica ed entra, in parte, nell’aureo mondo della ricerca scientifica.
    A proposito di questa nuova manifestazione d’interesse della scienza rispetto la coscienza, in primo luogo dobbiamo svelare l’illusionismo messo in atto da quasi tutta la neuroscienza. Per necessità opera la sostituzione dell’oggetto d’analisi. Anziché verso l’esperienza soggettiva della coscienza, lo sguardo è rivolto alle funzioni cognitive del cervello. Ciò è in ogni caso utile poiché ne risulta un’ancor maggiore chiarezza sulla differenza sussistente tra psiche e aree cerebrali: gli eventi neuronali, che seguono le leggi generali della fisica, non conducono in nessun modo alla soggettività dell’individuo. “La coscienza non può essere spiegata in termini fisici noti. E’ un’esperienza interiore inaccessibile alle ricerche esterne. La coscienza non può essere registrata. Tutto quello che si può fare, è registrare le manifestazioni biochimiche sottostanti, osservare i comportamenti a essi associati e cercare di stabilire correlazioni tra quelle manifestazioni, i comportamenti e i fenomeni coscienti” (De Duve Christian, Come evolve la mente. Dalle molecole alla mente simbolica, Cortina R. ed., Milano, 2003, p. 288). E’ conclamato da innumerevoli dati sperimentali che nessun processo biologico, neuronale, elettrico, ecc., che avviene nella sfera cerebrale, genera vita psichica. I progressi scientifici potranno portare alla scoperta di nuovi processi, mai alla vita psichica. La coscienza è la peculiarità della psiche umana che ci distingue dalle altre specie animali superiori. Si tratta di un’esperienza irriducibile a fenomeni fisici. “Anche dopo aver spiegato il funzionamento fisico e computazionale di un sistema cosciente, resta da spiegare il perché il sistema ha esperienza conscia” (Chalmers David, La mente cosciente, MG-H, Milano, 1999, p. 29). La psicologia, non considerata scienza dagli scientisti materialisti, al momento è l’unica disciplina che si pone come osservatore dell’interiorità del soggetto.
    D. Contro il riduzionismo. La centralità dell’esperienza cosciente.
    Le proposte esplicative della coscienza, emerse in seguito all’affermarsi delle neuroscienze, sono molteplici. Ovviamente, restando aderenti all’oggettività ipoteticamente costruita e ai criteri predeterminati del metodo scientifico, riducono la coscienza a frutto dell’attività cerebrale. Trattare tutte le tesi in modo esaustivo richiederebbe un’esposizione di argomentazioni tali da andare ben oltre le dimensioni di questo scritto (anche se presumo che proprio su questo paragrafo accentrerete le vostre argomentazioni, avendo difficoltà a contestare gli altri).
    In grandi linee possiamo distinguere tra quanti ritengono la coscienza frutto della complessità degli oggetti e del funzionamento del cervello (connessionismo), quanti assimilano il pensiero a un meccanismo analogo a quello di un computer (computazionismo) e quanti considerano la coscienza una semplice elaborazione del cervello, priva di caratteri distintivi propri.
    Come detto, nel connessionismo è sostenuto che la vita psichica è il prodotto della complessità delle funzioni cerebrali, causata da miliardi di neuroni, cellule gliali e di connessioni sinapsi. Così non è poiché “ … nelle leggi della fisica non esiste alcuna legge della complessità, tantomeno alcuna legge che stabilisca che la complessità generi vita psichica (…) il solo fenomeno osservabile che non è riconducibile alle leggi della fisica è la vita psichica” (Biagini Marco, Contraddizioni scientifiche del materialismo, ecc., xoomer.virgilio.it, s.d.).
    Secondo il modello computazionale, Dannet D., Minsky M., Fodor J., ecc., propongono un sistema analogo a quello d’intelligenza artificiale. Per Dannett, “Se il sé … e tutti i fenomeni della coscienza umana rappresentano soltanto i prodotti dell’attività di una macchina virtuale realizzata con connessioni variamente modificabili del cervello umano, allora, in linea di principio, un robot opportunamente programmato con un cervello costituito da un calcolatore al silicio, sarebbe un cosciente, avrebbe un sé” (Dannett Daniel, Coscienza. Che cos’è?, Rizzoli, 1993, p. 51), e ancora, “In linea di principio potremmo rimpiazzare il nostro umido cervello organico con un mucchio di chips di silicio e di fili, e continuare a pensare a essere coscienti, e così via” (Dannett Daniel, Illusioni filosofiche sulla coscienza, Cortina R. ed., Milano, 2006, pp. 146-147). Quest’assunto non tiene conto del fatto che la psiche, essendo condizione preliminare all’esistenza del software, non potrà mai essere software a sua volta. Searle critica il modello in quanto la computazione è di tipo sintattico e simbolico, mentre la coscienza, nel momento in cui utilizza termini e concetti, non elabora soltanto simboli, ma produce anche contenuti e significati semantici.
    Damasio sostiene che esistono esperienze che lasciano tracce, che chiama ‘marcatori somatici’, in grado di produrre emozioni e di instaurare risposte fisiologiche. Propone anche un modello gerarchico di coscienza: proto sé > core-consciousness > extended consciousness. Le specie animali superiori sono dotate di proto sé. In base all’interazione organismo-mondo oggettuale il proto sé fa sì che si sviluppino emozioni come a esempio la paura. La coscienza nucleare fornisce all’organismo il ‘sense of the self’. La coscienza estesa chiama in causa il linguaggio con cui designiamo gli oggetti e noi stessi. Nella tesi è evidente che l’emozione dipende sempre da un’istanza proveniente dall’ambientale esterno (le esperienze). Per tanto, essa non è rappresentativa della coscienza, ma della capacità psichica di interfacciarsi con il mondo materiale. D’altro canto, non spiega è come possibile passare da uno schema neurale di per sé non significativo a un’immagine mentale qualitativa ( si vedano di Damasio Antonio R., Emozione e coscienza, Adelphi, 2000 e L’errore di Cartesio. Emozione, ragione e cervello umano, Adelpi, 2003).
    Secondo Edelmann e Tonoli la coscienza, distinta tra primaria e autoriflessiva, è una proprietà del cervello (si veda: Edelman Gerald Maurice e Tononi Giulio, Un universo di coscienza, Einaudi, Torino, 2000). La coscienza primaria associa la percezione del qui e ora con la memoria, mentre quella autoriflessiva coincide con l’elaborazione linguistica del pensiero. Mentre quest’ultimo piano della coscienza è chiaro, che la percezione del qui e ora sia una proprietà cerebrale, non è provato sperimentalmente. Edelman in particolare elabora la cosiddetta teoria della selezione neuronale, altrimenti detta del darwinismo neuronale (si veda: Edelman Gerald Maurice Edelman, Darwinismo neurale. La teoria della selezione dei gruppi neuronali, Einaudi, Torino, 1995), secondo la quale le funzioni cerebrali superiori, inclusi gli stati di coscienza, sono il risultato della selezione e dello sviluppo filogenetico. Secondo questa tesi, tratta dal concetto di popolazione di Darwin, il mondo esterno dà al corpo istruzioni non perché si modelli in un certo modo, ma perché se ne differenzi. In primo luogo occorre porre in evidenza che il modello evoluzionistico di Edelman si pone in antitesi sia rispetto quello computazionale e sia quello del connessionismo. Senza voler entrare in merito a tesi anti darwiniane, è evidente che non si potrà mai avere prova che la vita psichica ha base evolutiva, da non confondere con lo sviluppo intellettivo, non essendo possibile recuperare nessun ‘fossile’ di pensiero.
    Per non dilungarmi oltre misura, forse già superata, in questo scritto tralascio le tesi di Gree, Schwartz, Hobbson, Levi, Libet, Penrose, ecc., conscio che non incidono in nessun modo sul mio impianto teorico. Se volete possiamo affrontarle lo stesso.
    Come visto, le tesi riduzionistiche si basano in gran parte su ‘esperimenti immaginari’ e non su prove sperimentali e pare vogliano far prevalere l’idea che “… se si riesce ad immaginare … un dato fenomeno o una data situazione, senza che emergano contraddizioni di rilievo, allora tale fenomeno o situazione può essere assunto come potenzialmente realizzabile nel concreto mondo dei fatti” (Calisi Astro, Gli zombi di David Chalmers, http://www.ildiogene.it., s.d.). Il paradosso che si crea è che la scienza, postulata l’oggettività ipoteticamente costruita, non riuscendo a fare della coscienza un oggetto, rinuncia al metodo e inizia a produrre immaginazione.
    E. La scienza fa a meno del significato.
    ‘Scoprire’ è sinonimo di ‘svelare’, cioè porre in luce ciò che è celato dal manto illusorio delle cose. “Non è difficile capire che siamo distinti dai nostri abiti, come da tutti gli oggetti che adoperiamo; così non c’è bisogno di andare molto lontano per capire che siamo distinti anche dal corpo di cui siamo rivestiti” (A.C. Baktivedanta Swami Prabhupaada, La Bhagavad-Gita così com’è, The Baktivedanta Book Trust, s.l., 1990, p. 533). Di questi panni è fatta la realtà immediata. Dico questo non in termini filosofici, ma di ‘segno’. “Non c’è nulla di reale che non sia intelligibile” (Barthes Roland, Elementi di semiologia, Einaudi, Torini, 9^ ed., 1976, p. 39) e dunque non c’è nulla di reale che non possa essere percepito dai sensi e, soprattutto, compreso dall’intelletto.
    La scienza definisce gli oggetti e i fenomeni secondo processi di quantificazione. Nelle sue formulazioni dell’oggetto (fase significante, rappresentante o della forma), agisce sempre nella prospettiva esterna all’oggetto, nulla sapendo di cosa esso sia in termini di significato, di rappresentato, di contenuto e di sostanza. Come giustamente fa rilevare Sermonti, la scienza è una disciplina che impone a ogni cosa di rinunciare a un significato (si veda: Sernonti Giuseppe, Una scienza senz’anima, Lindau, Torino, 2008). Analogamente dovrebbero poter esistere parole senza linguaggio.
    L’uomo possiede aree cerebrali specializzate nel linguaggio che consentono una sviluppata capacità comunicativa. Se rinunciamo al linguaggio, le aree cerebrali specializzate a tale scopo non sono attivate, ma la coscienza di sé permane prescindendo da queste. La coscienza di sé può manifestarsi come muta consapevolezza non linguistica, mentre l’oggetto può manifestarsi solo se è designato.
    Nelle precedenti discussioni abbiamo trattato il concetto di pertinenza. Per restare nell’ambito della scienza, è necessario accettare che tale principio è limitativo: “… si decide di non descrivere i fatti raccolti se non da un unico punto di vista, e perciò di prendere in considerazione, nella massa eterogenea di questi fatti, solo i fatti che interessano questo punto di vista, escludendo ogni altro (tali tratti sono detti pertinenti)” (Barthes R., op. cit., p. 84). Ora, mentre la pertinenza semiotica concerne la significazione di tutti gli oggetti, la sola pertinenza della scienza è l’oggetto, e le sue proprietà, senza significazione. “Il principio di pertinenza determina evidentemente nell’analista una situazione d’immanenza; si osserva un dato sistema dall’interno. Tuttavia, dal momento che il sistema ricercato non è conosciuto anticipatamente nei suoi limiti (in quanto si tratta appunto di ricostruirlo), l’immanenza può essere, all’inizio, solo un sistema eteroclito di fatti che sarà necessario ‘trattare’ per conoscere la struttura; questo insieme va definito dal ricercatore anteriormente alla ricerca: è il corpus. Il corpus è la collezione di materiali, predeterminata dall’analista secondo una certa arbitrarietà (inevitabile) e sulla quale lavorerà” (Barthes R., op. cit., p. 85). Il corpus deve quindi ritrovarsi nel suo sistema, paradigmatico o campo associativo che dir si voglia. Nel caso della psiche, la scienza non la riconosce per la sua disomogeneità della sostanza rispetto l’oggetto. In alternativa, cerca di creare un’omogeneità artificiosa e forzata facendo della psiche un oggetto, come avviene nel caso delle neuroscienze.
    I “… segni possono riferirsi a oggetti e eventi solo perché la mente ha imposto intenzionalità su di essi. Il significato del linguaggio è intenzionalità derivata, e necessariamente deriva dall’intenzionalità originaria della mente” (Searle John Rogers, La Mente, Cortina R. ed., Milano 2005, p. 146). In quest’assunto risiede il nocciolo della svolta cognitiva degli ultimi decenni che ha capovolto l’assunto per il quale non c’è pensiero senza linguaggio, inteso quest’ultimo come ‘abito’ sensibile del quale si riveste il pensiero. In effetti, esiste il pensiero antecedente e indipendente dal linguaggio. Non c’è linguaggio, anche scientifico, senza pensiero. “Tutto ciò che possiamo sapere sulle menti degli altri, lo apprendiamo dalle loro parole e per analogia con la nostra esperienza personale” (De Duve Christian, Come evolve la vita. Dalle molecole alla mente simbolica, Cortina R. ed., Milano, 2003, p. 288).
    Le leggi della fisica, che governano l’universo materiale, sono rappresentazioni astratte create dall’uomo. Il linguaggio è utilizzato dalla scienza per la sua incapacità di descrivere i principi naturali come entità non concettuali. La scienza oggettiva tutto, ma nel farlo ricorre continuamente a formule e definizioni che sono solo figure retoriche.
    In linguistica si ha neutralizzazione quando due significati si stabiliscono sotto la sanzione di uno solo. E’ ciò che avviene nel caso della psiche neutralizzata dall’ipotesi oggettivante costruita dalla scienza.
    Conclusioni.
    Abbiamo visto come l’ipotesi oggettivante costruita dalla scienza conduce a una visione materialistica del mondo che non contempla la componente immateriale dell’uomo. La coscienza del sé, di cui ognuno di noi ha esperienza diretta e che per ognuno costituisce un dato ampiamente sperimentato e continuamente riprodotto, in conformità all’assunto aprioristico della scienza, secondo il quale tutto ciò che non è indagabile con il metodo scientifico è escluso da ogni forma di gnoseologia, è relegata nell’ambito della metafisica.
    Il recente sviluppo delle neuroscienze ha inquadrato il problema ‘coscienza’ nel campo delle attività cerebrali a base fisiologica. La spiegazione dell’esistenza della vita psichica è rimandata a un futuro indefinito, che probabilmente non ci sarà mai, secondo una ‘profezia fisicalista’ e un ‘promissory materialism’. Ho fatto notare come questo fideismo nell’oggetto, forma d’idolatria contemporanea, contrasta con la capacità predittiva della scienza. Infatti, essendo la fisica scienza dei principi primi, è in grado di offrirci risultati definitivi tali da poter affermare, senza tema di smentita, che il cervello è diverso dalla psiche in termini di sostanza. La nuova manifestazione d’interesse della scienza rispetto la coscienza, opera una sorta d’illusionismo. Infatti, la neuroscienza sposta l’oggetto d’analisi dalla soggettività della coscienza alle funzioni cognitive del cervello. In effetti, ciò è servito solo ad avvalorare la differenza sostanziale sussistente tra la psiche e le aree cerebrali. Gli eventi neuronali, che seguono le leggi generali della fisica, non conducono in nessun modo alla soggettività dell’individuo. I progressi scientifici potranno portare alla scoperta di nuovi processi cerebrali, ma la coscienza resterà sempre un’esperienza irriducibile a fenomeno fisico oggettuale.
    La riprova si ha anche affrontando la questione in termini semiotici. La scienza definisce gli oggetti e i fenomeni secondo processi di quantificazione e, nelle sue formulazioni, agisce sempre nella prospettiva esterna all’oggetto, nulla sapendo di cosa esso sia in termini di significato.
    Ho voluto dimostrare che le basi sulle quali poggia la scienza naturale sono inadeguate a spiegare la coscienza, elemento essenziale e rappresentativo dell’unicità dell’essere umano. E’ necessario che la scienza instauri novi assunti paradigmatici in grado di contemplare anche la parte immateriale dell’uomo.
    “Nox mea obscurum non habet, omnia in luce clarescunt”.
    (Altre fonti consultate: Agazzi E., Banfi M., Miccoli E., Manganaro P., Galzigna L., ecc.).
    Cordiali saluti.
    Patsy Nicholas Di Falco.

    • "Escludendo gli accessi alla home page, il forum “Non esiste alcuna ziggurat su Marte” è di gran lunga il più letto di tutto il blog (oggi sito) dell’attore di teatro per l’infanzia Adrian Fartade (dati gennaio 2011). Così il blog (oggi sito), con pretese di divulgazione scientifica, è diventato un blog (oggi sito) di graffitari e di bufale. Bella prodezza questa transustanziazione dei contenuti!"

      Beh questo non è un forum, ma un semplice articolo, con tanti commenti. Quest'articolo non è il più letto, ne il più visualizzazato ad oggi, ma è semplicemente il più commentato. Comunque a prescindere, gli articoli contro le bufale sono molto, molto rari e li ho scritti non per dare la caccia alle bufale ma perché mi venivano segnalate da diversi lettori e volevo chiarirle. Se questo fosse un sito che si occupa di bufale, no ci sarebbero soltanto 9 articoli nella categoria Bufale, su più di 900 scritti.
      Bel tentativo quello di far sembrare il sito qualcosa di diverso, più comodo per la sua argomentazione... peccato (per lei) che è palesemente falso quanto dice.

      "Ho voluto dimostrare che le basi sulle quali poggia la scienza naturale sono inadeguate a spiegare la coscienza, elemento essenziale e rappresentativo dell’unicità dell’essere umano. E’ necessario che la scienza instauri novi assunti paradigmatici in grado di contemplare anche la parte immateriale dell’uomo. "

      Prima di tutto, le ricordo che siamo partiti dalla critica di una tesi, quella di Piccaluga e Carannante, che sosteneva di avere prove di vita intelligente su Marte. La critica è interna ad un contesto di analisi in cui si prendono in considerazione dei semplici dati.
      Mi premeva farglielo notare perché ha comentato a questo articolo, e sta andando in una direzione che non ha più nulla a che vedere con il motivo dell'intera discussione.
      Detto questo, riguardo alla sua trattazione, non ne capisco il senso in questo contesto. Come laureato in filosofia potrei parlarle per mesi delle sue tesi e della validità o meno della scienza e la conoscenza scientifica. Così come dei buchi enormi lasciati nella sua disquisizione, specialmente riguardo alla natura della psiche ed i modi in cui questa interagirebbe con "la realtà", ma il punto è questo: La discussione intorno a questi tempi, esiste da sempre, ed è parte integrante della scienza stessa perché l'attuale metodo scientifico si basa proprio su considerazioni fatte all'interno di questa discussione. I fatti e le teorie scientifiche non valgono in assoluto, ma soltanto in base a determinati postulati. Basta cambiare paradigma e cambia anche cosa si può sapere e non si può sapere, come il peso che hanno le prove empiriche.

      Il suo voler dimostrare l'infondatezza delle basi sulle quali poggia la scienza, è ammirevole, anche se fa parte di una corrente lunghissima, ma questa dialettica intorno alla coscienza e conoscenza non è affatto snobbata o sconsiderata dalla comunità di scienziati del mondo. Affatto, semmai il contrario!! Mai come nell'ultimo secolo c'è stata tanta discussione intorno alla scienza.

      Se vuole ancora commentare e discuterne, sono a disposizione, ma la invito a tornare sull'argomento trattato (le tesi di Piccaluga) e non divagare.

      • Anonimo

        Forse le mie 34.000 battute andavano approfondite maggiormente prima di rispondere in dieci minuti, tra l'altro evidenziando gli aspetti polemici e non entrando nel merito specifico delle questioni sollevate. Comunque apprezzo il contenuto della risposta e il tono pacato. Se l'argomento della discussione sono le tesi di Piccaluga, chiedo scusa e chiudo qui la questione perchè la tematica non mi interessa. In ogni caso, l'articolo da me proposto non vuole dimostrare l'infondatezza della base sulla quale poggia la scienza, ma la sua parzialità sostanziale. Da questo punto di vista mi sembra che l'argomento trattato abbia la sua valenza e sia meritevole di un'analisi più attenta. Non ho scritto in termini filosofici, ma ho criticato il paradigma scientifico così com'è. E' forse il caso di aprire una discussione in merito o siete tutti concordi sull’oggettività ipoteticamente costruita della scienza? Cordiali saluti, Patsy Nicholas Di Falco

        Subject: [link2universe] Re: Non Esiste Alcun Ziggurat Su Marte !!

  7. ennio piccaluga

    Giusto per tornare all'argomento di partenza, penso che si possa concludere con il capovolgimento dell'assunto di questo trhead. Su Marte, nella Vallis Marineris, "c'è" uno Ziggurat, alto circa 600 metri, con 7 gradoni e torretta sulla sommità. A poca distanza (poco più di un Km. a nord) c'è la cava da cui è stato tratto il materiale per costruirla, e poco più sotto, coperta dalla polvere, c'è la pianta di quella che sembra essere una città abbandonata alle tempeste di polvere. Le ziggurat sulla Terra furono edificate dagli Anunnaki, ma sulle tavolette di argilla del museo du Bagdad (ma anche in quelli di Ankara e Berlino) si parla anche di viaggi su Marte degli Anunnaki. Guarda caso, anche lì si intravede uno ziggurat, proprio nel posto migliore dove poterlo trovare, nei pressi dell'equatore marziano, dove di giorno le temperature arrivano anche a 25 gradi. Gli scientisti (la radice della parola scienza non tragga in inganno) si sono arrampicati sugli specchi per dimostrare come i gradoni fossero "artefatti di scansione", una tesi che nessuna persona seria avrebbe mai potuto dimostrare, così come nessuno lo ha fatto. Il fatto è che se lì c'è veramente una piramide a gradoni, e palesemente c'è, la faccenda diventa seria, e ciò che sta scritto sulle tavolette di argilla sumere diventa terribilmente vero. Forse è questo che fa veramente paura. Non avete idea di ciò che accadrebbe se fosse accettato questo assunto, ragione per cui non lo sarà. Ma ciò non vuol dire che non sia verosimile.

    • Prima di tutto, non vedo alcuna prova di quello che dice. Lei può dire che c'è anche un ristorante McDonalds su Marte, non è che questo di per se abbia qualche valore. Se vuole ipotizzare, faccia con comodo, si sbizzarrisca pure, ma non usi un tono di verità con simili sparate da chiacchiere al bar.

      Secondo, gli Anunnaki sono un'invenzione. Così come le tavolette sumere di cui lei parla, non descrivono niente di tutto questo. I sumeri erano bravi osservatori per la loro epoca, ma oggettivamente non c'è niente che possa far pensare che erano in qualche modo a conoscenza di cose date loro da extraterrestri. Non c'è nulla che non potevano imparare semplicemente guardando al cielo e inventandosi racconti.

      Forse la cosa che fa veramente paura, almeno a me, è che persone come lei possano racimolare soldi sparando simili idiozie ad un pubblico ignaro, senza alcuna prova e senza nessun contrario.

      • ennio piccaluga

        Certo Adrian, in questo campo non posso addurre delle incontrovertibili prove, ma indizi e supposizioni motivate, gli strumenti cioè con cui partire per giungere a nuove conclusioni. Siamo in tanti a percorrere questa strada e a volte sono in buona compagnia. Gli Anunnaki non esistono? Quindi non esisterebbe anche Nibiru? Allora ti riporto ciò che imprudentemente si è lasciato sfuggire una rivista scientifica qualche anno fa.... http://www.bibliotecarezzo.it/opac/periodici_scheda.php?id=84
        Insomma, ti invito ad avere meno certezze e ad avere più rispetto di opinioni diverse dalla tua. Anch'io non credevo negli oroscopi, finché non ho scoperto che Galileo Galilei li faceva per i nobili di allora.....
        Mi contraddica pure sui miei argomenti. Ma, se ha l'aspirazione alla scienza e non allo scientismo, lo faccia lasciandosi permeare da qualche ragionevole dubbio e mettendo in conto anche di poter sbagliare clamorosamente. Io lo faccio.

      • Nibiru esiste eccome, ma lei fraintende i sumeri, e se invece di quel ciarlatano di Sitchin studiasse un vero libro di storia, saprebbe che Nibiru era il nome dato al pianeta Giove.

        Ora, il "pianeta x" è una cavolata, dato che non esiste alcun pianeta X. E' un vecchio modo di chiamare un ipotetico pianeta oltre Nettuno, che poi si è scoperto non debba esistere, dato che la speculazione si basava su anomalie nell'orbita di Nettuno che si è scoperto non esistono. La ricerca del "pianeta X" e morta già da molti decenni...
        L'articolo che lei posta è vecchio, sorpassato ed è pubblicato su una delle peggiori riviste di divulgazione scientifica che conosco.

        Lei mi posta una misera copertina, ecco l'articolo completo, ci dia un'occhiata: http://www.sabrinamugnos.com/Articoli/doc/PianetaX.pdf

        Al di là del fatto che è pieno di errori come articolo, e che quella tavoletta non rappresenta affatto quello che pensiamo sia il sistema solare, e che per esempio mancano del tutto le lune di giove, gli anelli di saturno, Ceres etc, ma ancor più importante e questo:

        stanno parlando di un oggetto trans-nettuniano scoperto nel 2004, che ancora oggi non è classificato neanche come pianeta nano.
        si tratta di 5000 Quauar, e ha le dimensioni di Caronte, la luna di Plutone!!
        E' cioè piccolisssssimo.

        E questo che lei intende come Nibiru?????? Un sasso di 1000 km in diametro che non è neanche in grado di avere un'atmosfera? E da qui che vengono gli Anunnaki??

      • DavideR

        Bravo Adrian Fartade.
        Ci sono troppi in rete che sparano cavolate pseudo-scientifiche, d'altra parte la TV (vedi Giacobbo e soci) non aiuta di certo.

      • Nibiru esiste eccome, ma lei fraintende i sumeri, e se invece di quel ciarlatano di Sitchin studiasse un vero libro di storia, saprebbe che Nibiru era il nome dato al pianeta Giove.

        Ora, il "pianeta x" è una cavolata, dato che non esiste alcun pianeta X. E' un vecchio modo di chiamare un ipotetico pianeta oltre Nettuno, che poi si è scoperto non debba esistere, dato che la speculazione si basava su anomalie nell'orbita di Nettuno che si è scoperto non esistono. La ricerca del "pianeta X" e morta già da molti decenni...
        L'articolo che lei posta è vecchio, sorpassato ed è pubblicato su una delle peggiori riviste di divulgazione scientifica che conosco.

        Lei mi posta una misera copertina, ecco l'articolo completo, ci dia un'occhiata: http://www.sabrinamugnos.com/Articoli/doc/PianetaX.pdf

        Al di là del fatto che è pieno di errori come articolo, e che quella tavoletta non rappresenta affatto quello che pensiamo sia il sistema solare, e che per esempio mancano del tutto le lune di giove, gli anelli di saturno, Ceres etc, ma ancor più importante e questo:

        stanno parlando di un oggetto trans-nettuniano scoperto nel 2004, che ancora oggi non è classificato neanche come pianeta nano.
        si tratta di 5000 Quauar, e ha le dimensioni di Caronte, la luna di Plutone!!
        E' cioè piccolisssssimo.

        E questo che lei intende come Nibiru?????? Un sasso di 1000 km in diametro che non è neanche in grado di avere un'atmosfera? E da qui che vengono gli Anunnaki??

      • Nibiru esiste eccome, ma lei fraintende i sumeri, e se invece di quel ciarlatano di Sitchin studiasse un vero libro di storia, saprebbe che Nibiru era il nome dato al pianeta Giove.

        Ora, il "pianeta x" è una cavolata, dato che non esiste alcun pianeta X. E' un vecchio modo di chiamare un ipotetico pianeta oltre Nettuno, che poi si è scoperto non debba esistere, dato che la speculazione si basava su anomalie nell'orbita di Nettuno che si è scoperto non esistono. La ricerca del "pianeta X" e morta già da molti decenni...
        L'articolo che lei posta è vecchio, sorpassato ed è pubblicato su una delle peggiori riviste di divulgazione scientifica che conosco.

        Lei mi posta una misera copertina, ecco l'articolo completo, ci dia un'occhiata: http://www.sabrinamugnos.com/Articoli/doc/PianetaX.pdf

        Al di là del fatto che è pieno di errori come articolo, e che quella tavoletta non rappresenta affatto quello che pensiamo sia il sistema solare, e che per esempio mancano del tutto le lune di giove, gli anelli di saturno, Ceres etc, ma ancor più importante e questo:

        stanno parlando di un oggetto trans-nettuniano scoperto nel 2004, che ancora oggi non è classificato neanche come pianeta nano.
        si tratta di 5000 Quauar, e ha le dimensioni di Caronte, la luna di Plutone!!
        E' cioè piccolisssssimo.

        E questo che lei intende come Nibiru?????? Un sasso di 1000 km in diametro che non è neanche in grado di avere un'atmosfera? E da qui che vengono gli Anunnaki??

  8. Alessio Ausilio

    Caro ing. mi può spiegare come mai nessuna persona seria potrebbe mai credere che tali gradoni siano artefatti di scansione?
    Se mi permette trovo molto più un'arrampicatura sugli specchi la sua soluzione che non quella ufficiale degli "scientisti" come li battezza lei.
    Perchè dovrebbe essere più semplice credere a lei che non ad una interpretazione oggettiva (e passata sotto la lente del peer review) dei dati informatici?

    Se poi vuole fornirci le sue prove sarò ben lieto di argomentare a riguardo, ma mi raccomando su un paio di punti: vuole darci delle foto? Bene, ma che siano in buona risoluzione (il che vuol dire > 2500px per lato, sa vorrei evitare di cadere nell'inganno degli artefatti come da lei definiti).
    Vuole darci la fonte di tali prove? Bene, ma per favore non ci lasci di nuovo con la sua famosa frase "comprate il mio libro e troverete tutte le risposte" o varianti sul tema.

    • ennio piccaluga

      Gentile Alessio Ausilio, al link http://www.esa.int/externals/images/ob_18_mesa_p.jpg può osservare la piramide a gradoni in oggetto. Si trova in alto, a sinistra. E' evidentissima già senza alcun ingrandimento, e ciò elimina ogni possibilità di errore sul pixel. La risoluzione dell'immagine è di circa 15mt./pixel. Non sarà la risoluzione della sonda MRO ma è niente male. Soprattutto perché non stiamo qui a studiare un sasso di 3-4 metri ma una apparente costruzione con dimensioni di alcune centinaia di metri. Nessun peer review ha mai dimostrato che questi gradoni siano artefatti di scansione. Affermarlo equivarrebbe a ritenere non valida tutta la foto in oggetto, nonchè tutte le foto della sonda europea mars express. Nè mi meraviglierei che qualcuno lo facesse: è stato fatto di tutto per dimostrare l'indimostrabile tesi degli artefatti.
      Fanno paura gli scientisti che, per dimostrare i loro assunti patetici, sono capaci di crearsi una scienza propria comportandosi più come tifosi allo stadio che come soggetti raziocinanti. Chiedono foto e immagini, nella sicumera della loro inesistenza. Dopo che le fornisci sono capaci anche di affermare che sono false (ho sentito anche questo), salvo ammutolire (senza scusarsi) quando le foto si manifestano come reali. Ripeto per l'ennesima volta che ossimoro Marte non ha bisogno del Vs. acquisto, essendo nel suo settore il libro più venduto di sempre. Ma, se pretendete di criticarlo, allora avete l'obbligo di acquistarlo, per non trovarvi nella ipocrita posizione di chi critica qualcosa che non conosce.
      Ad Adrian rispondo invece che, a prova, ho addotto sul mio libro centinaia di foto di particolari inediti, mentre "come contrari" c'è lui e tanti altri come lui, che io ritengo comunque gente sufficientemente valida, senza tuttavia essere d'accordo con le loro critiche.

      • Alessio Ausilio

        Alla sua foto ing. non dico che è falsa, ma nemmeno che è vera.
        Potremmo star qui ore a discutere sul fatto che quello che vediamo nella foto possa essere o meno una piramide od una semplice formazione rocciosa.
        Ho lavorato un bel po' con programmi di grafica 3D e ho scritto anche del codice mio, e a prima vista mi pare solo di vedere delle imprecisioni nella mesh che caratterizza la zona di terreno in questione (e come li vedo nel punto della piramide li vedo in moltissimi altri punti).
        15 mt per pixel sono tanti, considerando poi le interpolazioni applicate ai dati elaborati dal pc. In 15 mt ci può essere tutto e nulla purtroppo.

        Sta solo di fatto che purtroppo senza maggiori prove lei non può darci la certezza che quello che vediamo nella foto sia effettivamente una piramide.
        Quando e se ci saranno delle foto a livello del suolo allora ne avremmo la certezza. Fino ad allora le sue, come le mie, sono solo speculazioni, entrambe portate avanti con punti a sfavore o a favore.

        Notando sempre il suo tono acido contro i suoi scientisti: le ricordo che come ha detto lei poco sotto "...in questo campo non posso addurre delle incontrovertibili prove, ma indizi e supposizioni...". Quindi non vedo perchè dover dare per forza ascolto ad indizi e supposizioni...
        I dubbi ci sono sempre, permeano la vita di tutti. E sono alla base della scienza stessa. Ma non vedo perchè "contaminare" tali dubbi con qualcosa di così fuorviante come e favolesco come gli annunaki provenienti da un sassolino di circa 1000km e lontano lontano da noi...

      • ennio piccaluga

        Gentile A.Ausilio, sta praticamente invitando ad associarmi all'opinione corrente, rinunciando a cercare, seppur faticosamente, delle soluzioni diverse da quelle che ci vengono fatte credere come vere. Ricordo bene come, qualche anno fa, fossimo tutti convinti che Marte avesse la superficie rossa semplicemente perchè "qualcuno" colorava le foto che ci pervenivano dalle sonde marziane. Tutti ci credevano e guai a dubitare della Nasa. Il pregiudizio è così compenetrato nella nostra, ignorante società da aver creato delle false verità che nessuno osa più mettere in dubbio. E' comodo credere di far parte dell'apparato scientifico accettando semplicemente in toto ciò che pochi hanno deciso essere la verità. Lo fece l'intera umanità ai tempi di Tolomeo, e guai (ma guai veri) a chi diceva il contrario. Pensa davvero che da allora sia cambiato qualcosa? Quanto agli Anunnaki, (non glie ne faccio una colpa, per carità) è evidente che lei non ne sa assolutamente nulla (chi le ha detto che Nibiru avrebbe 1000 km. di diametro?), eppure si consente di esprimere un giudizio inappellabile. Ora, per rispetto di se stesso, faccia una cosa: si documenti in merito, ci sono in giro libri molto interessanti. Non le propongo titoli, altrimenti mi si accusa di fare pubblicità, ma le posso assicurare che se lo farà, un giorno mi ringrazierà. Ma, cosa più importante, comprenderà la relazione che c'è fra gli Anunnaki ( o meglio fra gli "Igigi") e il pianeta rosso.

      • Alessio Ausilio

        Il mio riferimento al sasso da 1000km era riferito all'articolo da lei citato e sotto riportato, a cui ho dato una lettura veloce e poco approfondita.
        Se posso cercherò di documentarmi come lei ha detto.
        E comunque le ripeto che non accetto in toto quanto mi viene detto, da nessuna fonte. Questa è una cosa che dice lei, non io.
        Quello che dico è che ci sono solo supposizioni troppo deboli per affermare quello che dice lei.
        Io comunque non do giudizi inappellabili, mi chiedo solo perchè mai una civiltà del genere avrebbe dovuto lasciare segni così "deboli" della propria presenza invece di qualcosa di più "eclatante".
        Se veramente erano tanto progrediti da fare quanto detto (raggiungerci, farci "evolvere" come popolo) perchè limitarsi allora ad una semplice piramide?

      • Lei può cercare tutte le soluzioni diverse che vuole, così come io posso dire che il Sole non rilascia fotoni per la fusione nucleare ma perché c'è un unicorno magico al suo centro.. nessuno la ferma, ma visto che quello che dice non ha alcuna prova e anzi, molto spesso lei mente o nel migliore dei casi fraintende brutalmente dati molto precisi, non può fantasticare come vuole.

        La scienza non è una democrazia in cui tutte le voci hanno pari valore. Soltanto quelle che funzionano valgono qualcosa, il resto no.
        Lei può avere anche le ipotesi più belle ed eleganti del mondo, ma se non funzionano, non servono a nulla. La spiegazione dell'ordine nell'universo data da Ptolomeo era estremamente cara a tutti e molto elegante, ma non era per niente consistente con le prove e non funzionava neanche lontanamente bene come il nuovo modello Copernicano, o poi successivamente quello Newtoniano-Kepleriano.

        E visto che cita Ptolomeo, le ricordo che Galileo e gli altri portarono pesanti prove, mentre lei..beh, mi fa vedere un DTM e mi dice che è una foto... a sto punto e meglio se parliamo della fata turchina per quanto mi riguarda..

        Un'altro paio di cose veloci: 1) lei ha detto che Nibiru era il famoso Pianeta X e mi ha linkato l'articolo? ricorda? ecco, in quell'articolo si parla di un oggetto trans-nettuniano dal diametro di poco più di 1000 km. E per questo le stiamo dicendo che è questo che lei dice sia la casa degli Annunaki? Altrimentri mi dia anche una sola prova dell'esistenza di questo misterioso pianeta.

        2) Marte è rosso, la NASA colora le immagini in base a speciali algoritmi sviluppati con i dati ottenuti dai filtri delle camere ottiche calibrate su marte stesso, anche a bordo delle sonde Viking ma le trova anche su Phoenix e sui rover.
        Si informi.
        La superficie di Marte E' ROSSA! Questo perché ha più di 4 volte la quantità di ossido di ferro sulla superficie, rispetto a quanto c'è sulla Terra.
        SE lei dice che non è rossa, allora mi deve spiegare come fa a non esserlo con una quantità così grande di ferro. Senza buttare dalla finestra chimica e fisica eh..

        3) "Ora, per rispetto di se stesso, faccia una cosa: si documenti in merito, ci sono in giro libri molto interessanti."

        esatto.. lo faccia, perché per adesso sta facendo una figuraccia e basta.
        E si compri anche un telescopio e guardi Marte, magari lo vede color turchese o rosa.. si faccia vedere da un oculista in caso

      • Matteo

        Straquoto Adrian e il raziocinio!
        Penso che sostenere certe tesi senza una sola argomentazione valida e completamente in disaccordo con i dati scientifici sia assurdo.
        Nessuno rifiuta le idee alternative ma per poterle sostenere devono trovare riscontro nelle osservazioni non certo in grossolani fraintendimenti o mistificazioni di vario tipo.

        Buona giornata a tutti!

      • santa pazienza... per l'ennesima volta, QUELLA NON E' UNA FOTO DELLA SUPERFICIE DI MARTE!!!! E' UN DTM!!!!!!

        Cos'è un DTM? l'ho già detto, e ridetto e ridetto, se si ricorda, in questi oltre 240 commenti..

        Digital Terrain Model. Si tratta di ricostruzioni 3D basate su dati ottenuti dall'altimetro e dati ottici. Le elevazioni e la struttura è solo indicativa, la risoluzione dell'altimetro a bordo di Mars Express è di diverse decine di metri, e quindi se ci sono terreni particolarmente accidentati e variabili, vengono livellati ed è molto facile avere gradoni e artefatti simili. Lo stesso è visibile anche nei DTM di Venere con la sonda Magellan, o nei DTM basati sui dati dello strumento MOLA a bordo del MRO.

        Questi artefatti avvengono perché la scansione altimetrica del terreno avviene per linee parallele per cui le variazioni che ci sono tra una linea e l'altra, specialmente se queste sono distanti molti metri, vengono livellati come gradoni.

        E no, non è una spiegazione complotista per coprire qualcosa, è soltanto scienza di base che dovrebbe comprendere anche lei

  9. ennio piccaluga

    Faccio interventi brevi. In questo modo mi limito a dire solo ciò che è più importante. Di tutta questa interessante discussione ciò che a mio parere si evidenzia come necessità, è l'importanza di leggere gli antichi testi Sumeri. Non è per mera curiosità storica ma per la possibilità di giungere a scoprire veramente l'origine dell'uomo, delle sue religioni, delle guerre che si sono avvicendate nei secoli, fino alla scoperta di reperti "Sumeri" su Marte. A chi è realmente interessato posso suggerire cosa leggere e dove trovarlo. Concordo con i critici, non ci sono prove definitive, potrebbe essere un abbaglio, ma c'è una tale mole di indizi che, perlomeno, dico che vale la pena di continuare in questa ricerca. Io lo farò, e il mio secondo Ossimoro Marte sarà molto più dirompente del primo. Gli indizi saranno tali da far traballare il nostro esile apparato scientifico. Esile perché non trova di meglio che combattere strenuamente delle teorie nuove e inusuali senza chiedersi se siano sufficientemente supportate. Esile perché le combatte senza conoscerle realmente, e quindi....destinata a perdere. Ciò non mi esime dall'esprimere apprezzamenti per Alessio Ausilio, che almeno si pone con una certa apertura verso questo tema. Ma anche per Adrian, ostile, o meglio scettico inveterato ma pur bravo per aver creato un sito così professionale e completo e, tutto sommato, ospitale: non è poco aver occupato questo blog con oltre 245 commenti, un record Anche se in realtà ciò si ripete dappertutto, appena compare il magico binomio "Ossimoro Marte".

    • 1) le ho già risposto e mostrato che le cose che dice riguardo allo "ziggurat" o riguardo al "pianeta x e nibiru" o riguardo ai sumeri, sono errori, e lei non si degna di rispondere, ma non fa che schivare.
      2)lei come Sitchin non sa neanche chi siano i sumeri, e state a giocare su internet, con info vecchie mischiate a libri di fantascienza di decenni fa.
      3) lasci perdere un secondo libro, non ne vale la pena.. non ha già fregato abbastanza persone spacciando queste bugie da due soldi per prove?

      Se vuole ancora parlare, ok, ma risponda alle mie risposte. Altrimenti almeno abbia il coraggio di ammettere che ha torto.. perché le assicuro che è ormai evidente a chiunque sta leggendo questi commenti.

      • ennio piccaluga

        Certo Adrian ho avuto torto ad onorare il suo blog con la mia presenza. O pensa che sia merito suo se questo trehad ha avuto un numero record di interventi?
        Parte sconfitto, non perché lei abbia torto in partenza ma per il metodo sbagliato e assolutista con cui affronta l'argomento. Mi dispiace per lei, ma farò il secondo libro che, visto l'enorme numero di prenotazioni, avrà successo come e più del primo. Per fortuna c'è ancora tanta gente che ritiene affascinanti le mie teorie con le quali ho fatto tante amicizie nel mondo della scienza e con nomi che sicuramente fanno parte dei suoi (irraggiungibili) idoli. Un consiglio: resti pure come è, ognuno è fatto a modo suo, ma cambi l'approccio alle cose e alle persone o sarà il primo a pagarne penose conseguenze. Non le parlerei così se non avessi un amore di fondo per l'umanità, per quanto a volte immeritevole. Io andrò per la mia strada, ma lei una strada non se la sa creare, rischiando di non andare da nessuna parte. Si rende conto che dice delle ovvietà proprie di tutti quelli che sono cresciuti con il Quark di P.A.? E pensa di essere originale! Pensi un po' invece che la mia teoria non è solo originale,ma unica al mondo; da completare e dimostrare ma ben supportata e di grande interesse culturale, oltre che scientifico. Complimenti ancora per il blog, ma.....si svegli prima di andare troppo in là con gli anni.
        Con affetto.

      • A onorare il mio blog con la sua presenza?
        Scendi dal piedistallo immaginario che ti sei costruito.

        Sto cercando di essere quanto più diplomatico possibile, ma tutta questa farsa sta cominciando a diventare una presa per il sedere.
        Non mi hai risposto a nessuna delle domande e non fai che cambiare argomento per spostare le cose sul personale. Sono stanco francamente di questi giochi da quattro soldi. Se pensi di essere dalla parte del giusto, allora troviamoci, dove vuoi, in un incontro pubblico e discutiamo. Tu porti le tue prove e io le mie, e lasciamo decidere il pubblico.

        Se ti va bene, questa è l'unica cosa che posso fare.

    • Alessio Ausilio

      Lasciamo per un momento da parte i suoi auto complimenti...

      Ho avuto poco tempo per approfondire, ma ho dato una lettura veloce ai primi risultati che ho trovato a tema Annunaki, come da lei suggerito...
      Alieni dalla vita praticamente eterna che vengono sulla Terra e hanno bisogno dell'oro per salvare la loro atmosfera... è questo quello di cui parlava lei?
      Mi scusi ma pare più la trama di un film di serie C più che qualcosa di anche solo plausibile...
      Senza poi considerare gli interventi di genetica applicati all'essere umano, che lo avrebbero fatto poi progredire ed evolvere (in parole povere diamo un bel calcio in culo alla teoria dell'evoluzione?). Senza considerare che poi questi alieni si incrociano con la razza umana...
      E dove la mettiamo la compatibilità tra specie? Senza considerare il fatto che una razza che vive in un pianeta dove c'è bisogno di oro nell'atmosfera difficilmente è compatibile con la nostra... Anche le stesse basi chimiche della vita sarebbero diverse ed incopatibli cavolo!
      Qua si mescola religione e scienza in modo sbagliato! Cioè io posso anche avere tutta l'apertura mentale del mondo (e ho un'apertura mentale veramente ampia mi creda), ma non posso credere a queste cose SOLO perchè ci sono delle tavolette sumere che vengono interpretate a questo modo!
      Non posso razionalmente convincermi di tali eventi solo perchè c'è scritto in delle tavolette o sono state trovate delle incisioni che possono essere interpretate così. Non sono prove solide su cui costruire una dimostrazione. Proprio no! Non posso convincermi solo per delle supposizioni, delle ipotesi oltre il più pericoloso azzardo possibile!
      Mi può anche sta bene criticare le teorie altrui, degli scientisti come più volte li ha chiamati lei, ma almeno che si portino delle prove un po' più concrete di tavolette ed incisioni.

      Continuerò comunque ad informarmi, tanto per vedere se qualcuno dice qualcosa di diverso, e se da prove più concrete (diverse da DTM, possibili foto di giganteschi alberi su marte, da possibili piramidi, etc) , perchè sinceramente, da quanto letto fino ad ora, ne sono rimasto molto profondamente deluso...

      • ennio piccaluga

        Ok Alessio, apprezzo davvero tanto il fatto che ha cercato di documentarsi e di comprendere ciò di cui si è parlato. Purtroppo Internet in proposito è proprio insufficiente e fuorviante. Se vorrà veramente comprendere l'essenza di questa straordinaria problematica posso suggerirle quello che a mio parare è la vera Bibbia che tutti dovrebbero leggere, anzi conoscere a memoria. Si chiama "Il libro perduto del dio Enki". Sitchin, a pochi anni dalla sua morte ha voluto lasciarci questa enorme eredità. Non è facilmente reperibile e non potrà mai immaginare a quante istituzioni faccia ombra l'esistenza di un libro del genere, ma fino a poco fa era disponibile da Macrolibrarsi.
        Non le dice niente il fatto che la trama di un simile "film di serie c" di fantascenza sia stata scritta oltre 6000 anni fa? Se poi si preoccupa di dover dare (se il caso) un calcio alla teoria dell'evoluzione o alla compatibilità fra specie, allora lasci perdere: per andare oltre ci vuole mente aperta ma anche sgombra, altrimenti meglio stare al sicuro con le false sicurezze che ci siamo create intorno a noi. E non tema anche di affrontare qualche delusione, la via per la conoscenza è ardua e a volte anche scomoda.

      • Matteo

        Fa sorridere anche il fatto che questa fantomatica civiltà sia in ricerca guardacaso proprio dell'oro, un elemento che di per se non ha un posto più importante degli altri nella tavola periodica o nell'universo in generale ma solo nella morale contemporanea. Anche il fatto che abbiano dei problemi con l'atmosfera rimanda a qualcosa di molto attuale.
        Non credo che "Il libro perduto del dio Enki" sia difficilmente reperibile visto che è attualmente disponibile presso la sua stessa casa editrice.

        Anche sul forum di science c'era stato un po' un casino con una marea di post tipo quello che si sta venendo a creare qui, questo perchè ovviamente chi ha un minimo di buonsenso non può sempre tacere di fronte a tanta sbruffoneria.
        Anche chi era alla gogna aveva l'attenzione del popolo.. piccaluga lei dimentica che visibilità non è sinonimo di merito. Credo lei debba delle scuse ad una persona che si impegna con un blog come questo a divulgare gratuitamente tante meravigliose scoperte del mondo scientifico.. quello vero.

      • ennio piccaluga

        Credo , caro Matteo, che qualcuno torni ancora adesso a cercare l'oro sulla Terra. Avrà pur notato che, per quanto se ne estragga e per quanto ognuno di noi ne abbia sempre meno, la quantità di oro disponibile diminuisce costantemente? Avrà notato che ad intervalli di qualche decennio rispuntano negozietti con su scritto "compro oro"? Dove crede che vada a finire tanto metallo dorato, visto che i gioielli ormai si fanno con altri elementi (rame, leghe di alluminio, acciaio e...qualche grammo di oro)
        Il libro perduto del dio Enki è stato irreperibile e ricercatissimo per anni finché qualcuno non si è deciso a ristamparlo. Non credo però che resterà in giro per molto. Provi un po' a pensare perché.
        Ha ragione, sul forum di Science tanta gente con un minimo di buon senso non se l'è sentita di tacere ed ha espresso parere a me favorevole. Motivo per cui, udite udite, il forum è stato chiuso (bello questo metodo....scientifico) dal suo amministratore Claudia di Giorgio. Alla gogna quindi non sono finito io, ma la rivista scientifica per eccellenza. Invito lei e gli altri partecipanti a consultare quel forum davvero spettacolare, anche per verificare come Matteo sia del tutto fuori strada. Quanto ad Adrian, pur avendo io una posizione opposta alla sua, ho espresso più volte la mia considerazione ed ammirazione per il suo blog. Io invece aspetto ancora delle scuse da coloro che sono stati con me molto scortesi, come lei, per esempio.
        Questo è il link:
        http://digiorgio-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/09/09/ai-confini-della-decenza/
        Leggetelo tutto, è la capitolazione della saccenteria e dello scientismo. Grazie per averlo riproposto. Quanto alla mia presunta visibilità, essa è dovuta ad una mia ipotesi originale che potrebbe anche rivelarsi un abbaglio. Ma se fosse confermata, e ne ha molti di presupposti, cambierebbe la storia dell'umanità. L'ipotesi è talmente destabilizzante da essere importante anche se avesse una sola possibilità su mille di essere confermata.
        La visibilità di Ossimoro Marte è dunque motivata o infondata?

      • Matteo

        Voglio riportare solo qualche riga del suo post e poi chiuderò il mio intervento in quanto credo che sul thread ci sia già abbastanza materiale da far si che ognuno arrivi alle proprie conclusioni.

        >>Credo , caro Matteo, che qualcuno torni ancora adesso a cercare l'oro sulla Terra.

        Lei crede veramente che qualcuno dallo spazio venga fin sulla terra solo per un po di oro? Io anche sforzandomi con la più vivida immaginazione no.

        >> Avrà pur notato che, per quanto se ne estragga e per quanto ognuno di noi ne abbia sempre meno, la quantità di oro disponibile diminuisce costantemente?

        No non lo noto proprio.
        Nessuno conosce esattamente il quantitativo di oro che c'è in circolazione in quanto chi lo detiene anche in grossi quantitativi spesso non rende noto, per ovvie ragioni, alcun dato. La diminuzione a cui lei fa riferimento potrebbe essere l'effetto del rastrellamento sul mercato di grossi quantitativi di oro da parte di governi ed hedge found fenomeno che solitamente avviene quando il mercato è in crisi e l'oro vene visto come bene rifugio. Non c'è nulla di alieno.

        >> Avrà notato che ad intervalli di qualche decennio rispuntano negozietti con su scritto "compro oro"? Dove crede che vada a finire tanto metallo dorato, visto che i gioielli ormai si fanno con altri elementi (rame, leghe di alluminio, acciaio e...qualche grammo di oro)

        Lo spuntare di intermediari di questo tipo è dovuto al fatto che quando ciclicamente le quotazioni dei futures sull'oro superano certi livelli iniziare businness del genere è conveniente perchè con i prezzi alti e la domanda forte si possono avere margini di intermediazione migliori e l'oro finisce nei caveau dei soggetti sopracitati. Nulla che la finanza non possa spiegare.

        Francamente non credo ad una sola parola di quello che lei dice.

        Saluti.

      • ennio piccaluga

        Ok Matteo, non intendevo convincerla di niente, ma mi basta averle detto qualcosa che un giorno potrà richiamare alla mente per meditarci su. Se poi volesse anticipare questa data, si legga il libro che ho consigliato. Non si tratta però di un romanzo e va letto parola per parola, poi va riletto e quindi studiato. Non può immaginare quanto ne valga la pena. Forse lei non lo farà, la vedo molto sicuro, ma nella vita si cresce, prima o poi.

      • Matteo

        Piccaluga io mi ero promesso di non intervenire più perchè quando in una discussione una delle controparti schiva sistematicamente le dure obiezioni che le vengono mosse la questione diviene infinita, futile e improducente. Ma le sue illazioni in questo (spero ultimo) caso, non mi hanno consentito di desistere e quindi:

        Anche se fossi stato lontanamente incuriosito da quel libro, dopo tutte le premesse irrazionali e grottesche che lei ha fatto il mio interesse è scemato.
        Il volume che lei vanta come incredibile fonte di conoscenza è, a mio avviso, solo l'ennesima bufala mal costruita che un qualsiasi normodotato riconoscerebbe come tale a chilometri di distanza. Basta cercare il nome dell'autore "Zecharia Sitchin" su wikipedia per farsi un idea delle sue teorie che per quanto possano apparire a qualcheduno affascinanti e romantiche sono completamente prive di qualsiasi fondamento. Non mi stupisce affatto che abbia preso Sitchin come punto di riferimento.
        La triste verità è che lei ha portato innumerevoli "prove" a sostegno delle sue ipotesi, "prove" che si sono puntualmente dimostrate nel migliore dei casi non dimostrabili e nella restante maggioranza dei casi completamente false. E quando le è stato dimostrato che tali "prove" erano del tutto inconsistenti si è limitato a cambiare argomento.
        Lei parla di crescita morale, allora dia per primo il buon esempio: vuole stupire il pubblico? Allora parli, se ne ha le competenze, della realtà del nostro universo che di per se è già enormemente stupefacente e misteriosa, senza bisogno di alcun ridicolo artifizio aggiuntivo.

        Sia chiaro piccaluga che non è mia intenzione mancare di rispetto nei suoi confronti o nei confronti di chiunque altro, ma non posso che essere estremamente critico e scettico verso le infondate teorie che lei tanto fervidamente supporta.

      • ennio piccaluga

        Prendo atto della sua idiosincrasia per gli scritti di Sitchin e le consiglio invece un libro di un autore italiano, Mauro Biglino. Il testo si intitola "Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia". Vede l'argomento da un'altra angolazione, con traduzioni letterali dall'antico ebraico. Il significato però è lo stesso, gli Elohim (cambia il nome ma sono sempre gli Anunnaki) non avrebbero nulla a che fare con Dio ma sarebbero visitatori alieni. Dubito però che vorrà interessarsi anche a questo, ho visto troppi "scienziati" dare giudizi su cose di cui non sanno praticamente nulla. Capisce perché non posso avere stima per gli scientisti?

      • Beh, io la Bibbia l'ho studiata, e conosco anche le tesi di Biglino, che francamente non sono niente di nuovo o originale..

        Ad ogni modo, da laureato in storia e filosofia, le assicuro che non c'è traccia di "alieni" nella Bibbia. Ma non le chiedo di fidarsi perché lo dico io, si vada a leggere il commentario all'antico testamento rilasciato dalla Oxford University, si trova anche online se vuole. Così come, se va sul sito della Yale University, troverà corsi gratuiti di storia dell'antico testamento.

        Comunque sia, leggere la Bibbia letteralmente ed interpretarla fregandosene del constesto storico e il significato originale, è un insulto all'intelligenza.

        A questo punto Biglino e lei, non siete diversi da quelli in America che dicono che la Terra deve avere solo 6000 anni..

        Le consiglio di leggere dei libri di scienza piuttosto che questa spazzatura.

      • ennio piccaluga

        Lieto di risentirla, Adrian. Siamo su posizioni opposte, è fuori dubbio, ma almeno con lei c'è stato un dibattito civile, anche se a volte più aspro del necessario. Ho notato a volte, in alcuni scettici, un comportamento aggressivo a livello personale che non non è giustificabile in nessun modo e che, in ogni caso, toglie credibilità scientifica a chi ne è latore. Comunque, si legga qualcosa di Biglino, lui le antiche scritture le conosce molto bene. Peccato però, se ci fosse stato un dibattito più sereno le avrei volentieri inviato una copia di Ossimoro Marte. Ho più volte mostrato apprezzamenti per la sua preparazione e il suo blog, ma lei sembra un po' troppo monolitico. Glielo invierò appena mi sembrerà di leggere in lei una maggiore elasticità mentale.

  10. Alessio Ausilio

    Un conto è proporre delle ipotesi sulla vita aliena e segni di civiltà aliena su altri pianeti del sistema solare...
    Ma da che mondo è mondo, e da quello che possiamo anche sperimentare ogni giorno con le specie animali della Terra, già un gatto ed un cane non sono compatibili... come possono esserlo due specie cresciute e sviluppatesi su due pianeti differenti! Dove la chimica organica può aver intrapreso strade diverse!
    Qua non si tratta di conoscenza scomoda o tenuta nascosta, qua si parla di cose fondamentalmente sbagliate, ma proprio nel profondo.
    Mi spieghi dal punto di vista biologico come può essere possibile ciò. Proprio da punto di vista di come funziona il DNA, la replicazione degli esseri viventi, etc Sempre ammesso che questi alieni abbiano un DNA o un sistema biologico anche paragonabile al nostro...

    Sul fatto che 6000 anni fa scrivessero cose non vuol dire che sia necessariamente vero! I primitivi si pensa disegnassero sulle pareti le scene di caccia per avere più fortuna, ma non sempre tornavano con il cibo. Il fatto che ci siano rappresentazioni di divinità venute dal cielo non vuol dire che siano venuti gli alieni sulla Terra!

    Poi questa teoria complottistica nella quale gli alieni continuino a prenderci l'oro è veramente fuori da ogni schema.
    Anche perchè diciamocelo... degli esseri con una tecnologia tale da venire sulla Terra, alterarci geneticamente e farci evolvere, esseri capaci ti mantenersi in vita praticamente in eterno... non sarebbero in grado di sintetizzarsi da soli l'oro di cui hanno bisogno?
    Tanta fatica per arrivare su un pianeta per prendere l'oro? Ma andiamo dai...

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