La "Fusione Fredda" di Rossi-Focardi Manca di Credibilità Scientifica


Test della macchina di fusione fredda sviluppata dai fisici Rossi e Focardi. Credit: Danielle Passerini

Diversi mesi fa, i fisici italiani Andrea Rossi e Sergio Focardi, hanno dimostrato pubblicamente il meccanismo di un dispositivo che hanno spiegato possa generare grandi quantità di calore in eccesso attraverso una reazione nucleare a bassa energia (low-energy nuclear reaction - LENR). In seguito fu spesso chiamata "fusione fredda" ma il termine non è corretto in quanto si pensa che il processo, anche se non completamente capito ancora, coinvolge una bassa interazione tra neutroni senza coinvolgere un processo di fusione. I fisici hanno chiamato questo dispositivo Energy Catalyzer o "E-Cat".
Grazie al impatto enorme che potrebbe avere un dispositivo che potesse generare tanta energia, gli scienziati hanno ricevuto visite e domande da fisici,chimici e giornalisti di tutto il pianeta, ma le risposte sono stato tutt'altro che soddisfacenti e l'E-Cat manca pesantemente di credibilità scientifica sotto molto aspetti.

Uno dei visitatori presenti alla prova in laboratorio del dispositivo, era Steven Krivit, editore della rivista online "New Energy Times". Krivit ha seguito le notizie riguardo a sistemi che fanno uso di tecnologie LENR da più di 10 anni, e recentemente ha rilasciato una pubblicazione di 200 pagine riservata esclusivamente all'esame della macchina di Rossi-Focardi. In base alla sua indagine, Krivit conclude che l'affermazione di Rossi, riguardo all'enorme quantità di calore in eccesso generato dal suo dispositivo, manca di supporto scientifico e c'è il forte dubbio che si tratti di una frode.
Di seguito ci sono alcuni estratti della pubblicazione di Krivit:

Vapore o Acqua ?

Rossi ha basato le sue asserzioni riguardo al calore in eccesso sulla quasi completa vaporizzazione di acqua a temperatura di ambiente (26.5°C) in vapore secco (100.1°C). Rossi assume che tutta l'acqua che entra nel dispositivo lascia il dispositivo sotto la forma di vapore. Se questo fosse vero, il dispositivo dovrebbe produrre molta energia, dato che una grande quantità di energia è richiesta per vaporizzare l'acqua in vapore secco. (Nella sua pubblicazione del 2010, Rossi aveva detto di poter produrre 213 volte più energia in uscita dal dispositivo rispetto all'energia in entrata. Ma da allora, la stima è stata abbassata diverse volte, e adesso afferma di poter ricavare massimo 6 volte l'energia in entrata.)

Uno schema del dispositivo di Andrea Rossi. Progetto rilasciato il 14 Giugno 2011. Credit: NewEnergyTimes

Tuttavia, se il vapore contiene delle gocce di acqua liquida, anche piccolissime, questo ridurrebbe considerevolmente la quantità di calore prodotto.
Durante la visita, Krivit ha scoperto che Rossi non ha verificato la completa vaporizzazione dell'acqua. Il tubo attraverso il quale il vapore fluisce era inserito in un lavandino di scarico e non c'era modo di sapere se l'acqua liquida finiva dall'altra parte, uscendo nel lavandino. Secondo Krivit, Rossi non ha usato alcun dispositivo valido che fosse in grado di misurare la qualità del vapore.

Ulteriormente, tre scienziati hanno calcolato che, in base al diametro del tubo, il vapore dovrebbe uscire a velocità di 108,122 o 220 km/ora. Quando Krivit ha visitato Rossi, ha ripreso il vapore in uscita dal tubo, che sembra stia viaggiando a circa 16 km/ora, cioè la velocità che ci si aspetta, in base alla quantità di energia elettrica immessa nel sistema, ma niente di più.

Metodo Non Scientifico

Oltre a non aver analizzato con attenzione il vapore in uscita, il gruppo di Rossi ha anche trascurato diverse altre pratiche necessarie per avere credibilità nella comunità scientifica. Per esempio, non hanno misurato direttamente il calore in uscita, ma hanno semplicemente misurato la temperatura all'interno del dispositivo stesso. Inoltre, non hanno fatto esperimenti di controllo, e hanno ignorato i suggerimenti che sono arrivati da altri esperti nel campo delle tecnologie LENR. Hanno anche spiegato che hanno perso parte dei dati e si sono rifiutati di mostrate a Krivit i dati che hanno ricavato. Quando Krivit ha chiesto a Giuseppe Levi, fisico e professore all'Università di Bologna, chi stava verificando il lavoro di Rossi per osservare i dati, ha dato una risposta sorprendente:

"Le persone inizierebbero a fare qualsiasi tipo di strane analisi del dispositivo, e poi sarei costretto a rispondere a queste strane analisi... Se non vi volete fidare di questi numeri, allora non vi fidate! E' molto semplice."

Quando Krivit ha poi fatto domande sulla credibilità dei dati che Levi aveva precedentemente rilasciato al giornale svedese Ny Teknik, Levi ha spiegato:

"Non c'è alcuna credibilità come credibilità di una pubblicazione scientifica. Se vi fidate di me, questo è quello che ho osservato con i miei migliori sforzi. Inoltre, sono stato molto conservatore."

Il Futuro

Nonostante tutto, Rossi pensa che potrebbe esserci ancora un futuro per il suo sistema. Ha spiegato che ha diversi dispositivi operativi negli USA ed in Italia, ma non li ha mai mostrati ne a Krivit ne ad altri interessati ai suoi lavori. Ha detto di avere più di 300 dispositivi funzionanti nella sua fabbrica a Miami, in Florida, ma il posto registrato a suo nome a Miami è un semplice appartamento al quinto piano di un palazzo. Rossi ha poi detto di aver riscaldato una fabbrica in Bondeno, Italia, con uno dei suoi dispositivi, ma non l'ha mai mostrato a nessuno.

Nei scorsi mesi, Rossi ha promosso la futura dimostrazione del suo dispositivo da 1 MW, nel mese di Ottobre, in Grecia, presso la Defkalion Green Tecnologies. Tuttavia, il 7 Agosto il contratto con la compagnia greca è stato cancellato quando la Defkalion non ha fatto il suo primo pagamento a Rossi e Focardi, una settimana prima.

Anche se Rossi ha ripetutamente detto che non chiede soldi a nessuno finché i dispositivi non stanno operando perfettamente, secondo Krivit, Rossi sta chiedendo $15 milioni a chiunque vuol mettere alla prova indipendentemente il dispositivo. I soldi servirebbero come impegno contingente, in attesa della validazione del funzionamento.

Il 14 Luglio 2011, Rossi ha incontrato alcuni ricercatori della NASA, presso il Marshall Space Flight Center, a Huntsville, Alabama. L'organizzatore della riunione, Michael A. Nelson, è un ingegnere sistemista della NASA che ha lavorato per 30 anni ai sistemi di propulsione principali per i shuttle, oltre che ai sistemi di monitorizzandone del lancio. Nelson ha detto a Krivit che era interessato alla possibilità di una ricerca nel campo LENR presso la NASA, e che la NASA sarebbe disposta di effettuare i test di validazione per il dispositivo di Rossi, se Rossi pagasse per i test. La NASA è interessata in eventuali applicazioni delle tecnologie LENR a missioni spaziali.

"Le reazioni nucleari a basse energie (LENR) comprendono una grandissima varietà di ricerche. Non riguarda solo Rossi" ha dichiarato Nelson a Krivit. "Se il dispositivo di Rossi non funziona, magari funzionerà il dispositivo di qualcun'altro in futuro. Rossi ha senz'altro attirato molta attenzione su queste tecnologie e tutti gli scienziati con delle ricerche legittime, non possono che beneficiarne."

http://newenergytimes.com/v2/news/2011/37/NET37.pdf
http://blog.newenergytimes.com/2011/08/07/rossis-scientific-failure-in-seven-steps/
http://newenergytimes.com/v2/news/2011/37/3705report3.shtml

5 risposte a “La "Fusione Fredda" di Rossi-Focardi Manca di Credibilità Scientifica”

  1. le reazioni LENR sono molto interessanti sarebbe un peccato che per l'ennesimo tiro di Mr petroldragon"Rossi" si sputtanassero tante ricerche serie

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    • sisko212

      Senza considerare lo "sputtanamento" che riceverebbero in generale tutti i ricercatori italiani seri... già la reputazione italiana è seriamente compromessa per altri motivi, aggiungere anche questa non mi sembra proprio il caso.

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  2. Ottimo Adrian.. ti ringrazio per questo ulteriore approfondimento.. spero che qual'ora dovessero presentarsi sviluppi interessanti ce ne possa sintetizzare i contenuti :) grazie ancora!!

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