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5 novembre 2011

Probabilmente La Superficie di Marte non è Mai Restata Abbastanza Calda e Umida per la Vita

Impatti con asteroidi e l'erosione pesante hanno rilevato la composizione del sottosuolo marziano in alcune regioni, e queste sono mostrate qui, viste dallo strumento CRISM a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter. La luce infrarossa indica terreni di composizione diversa (i due in cima). Le immagini in basso invece indicano le linee di assorbimento corrispondenti a vari minerali presenti nella zona. Le argille di ferro-magnesio sono mostrate in blue, mentre i strati vulcanici contenenti olivina sono in verde. Inoltre ci sono anche tracce di argille contenenti alluminio, segnate qui in rosso. Credit: NASA/MRO/JPL


Un nuovo studio pubblicato recentemente su Nature, conclude che la superficie di Marte non è mai restata abbastanza calda e umida da permettere la nascita e lo sviluppo di forme di vita. Lo stesso studio però mostra come il sottosuolo potrebbe essere ben diverso. Guardando con attenzione ai dati raccolti negli ultimi anni da svariati orbiter, estendendo la ricerca a ben 350 siti di interesse su Marte, un team di ricercatori ha determinato che ambienti Marziani con grandi quantità di acqua liquida sulla superficie sono esistiti soltanto per brevi periodi episodici. Ma acqua liquida e probabilmente anche calda è rimasta per periodi più lunghi nel sottosuolo e questo avveniva più o meno nello stesso tempo in cui nasceva la vita sulla Terra.

"Se gli habitat in superficie erano di breve durata, questo non significa che dovremmo rassegnarci riguardo alla prospettiva di trovare vita su Marte, ma questo ci dice qualcosa di importante riguardo al tipo di ambiente che dovremmo andare a cercare" ha spiegato Bethany Ehlmann, del Caltech/JPL, autore principale di questo nuovo studio. "Gli habitat più stabili su Marte, nel corso delle ere geologiche, sono stati tutti sotto la superficie. Sulla Terra per esempio gli ambienti geotermici sotterranei hanno dei ecosistemi molto attivi.

E così, il posto migliore per cercare segni di vita passata su Marte è sicuramente nel sottosuolo.

Le scoperte di questi ricercatori sembrano indicare che la superficie di Marte è stata quasi sempre fredda e secca, e qualsiasi comparsa di acqua, ed i sali che ha lasciato dietro, è avvenuta durante periodi geologici molto brevi. Questa non è di certo la prima volta che i ricercatori suggeriscono che l'acqua su Marte è esistita solo per brevi periodi in superficie, o che i depositi acquatici sotto la superficie siano più probabili habitat dove cercare la vita, ma il nuovo studio è il più completo e dettagliato mai creato a livello planetario e aiuterà molto gli scienziati ad avere un panorama migliore della storia dell'acqua sull'intera superficie di Marte e anche per capire dove andare a cercare la vita un domani.

Le argille sono fondamentali per capire il passato umido di Marte, dato che si formano soltanto quando l'acqua resta in una zona abbastanza a lungo da cambiare la struttura chimica delle rocce, facendole diventare argille, e diversi tipi di minerali argillosi risultano da questi diversi tipi di interazioni con condizioni umide.

Segni di acqua nelle profondità? L'erosione ha portato alla luce diverse argille (in blue) che le acqua sotterranee hanno creato eoni fa nella Nilli Fossae, su Marte. Credit: NASA/JPL/JHUAPL/University of Arizona/Brown University

Nel 2005, lo spettrometro OMEGA a bordo dell'orbiter Mars Express della ESA, scoprì vasti depositi di argille. Questa scoperta sembrava indicare che il pianeta era una volta molto caldo e umido. Ma c'è un problema che riguarda l'atmosfera di Marte: non è abbastanza spessa adesso perché l'acqua venga ritenuta sulla superficie di Marte, e non c'è alcun consenso scientifico intorno a quando era spessa nel passato, e se è mai stata in grado di sostenere la presenza dell'acqua in superficie per molto tempo.

Ma questo nuovo studio supporta le ipotesi alternative, che l'acqua calda sia persistita su Marte ma sotto la superficie e molte strutture geologiche osservate dall'orbita sembra indicare che l'acqua c'è stata in superficie ma per brevi epoche molto tumultuose, senza rimanere abbastanza in superficie.

"Il tipo di minerali argillosi che si sono formati nel sottosuolo Marziano sono ovunque sul pianeta" ha spiegato John Mustard, professore alla Brown University, Provicende. Mustard è co-autore della pubblicazione. "I tipi che si sono formati sulla superficie si trovano invece soltanto in zone limitate e sono rari."

Negli ultimi 5 anni, i ricercatori hanno usato sia l'OMEGA a bordo di Mars Express che l'altro grande spettrometro, il CRISM (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer) a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter, e con questi sono riusciti a identificare molti minerali argillosi in migliaia di diverse posizioni di Marte. Questi minerali, quando si formano riescono a trattenere piccole quantità di acqua e ritengono la stessa impronta chimica delle rocce vulcaniche alterate in seguito dall'acqua.

Depositi di argille e materiali idrati all'interno della Sirenum Fossae su Marte. Credit: NASA/MRO/JPL

Lo studio ha mostrato che è questo il caso per la maggior parte dei terreni presenti su Marte dove ci sono argille ricche di ferro e magnesio. In contrasto a questo, gli ambienti dove ci sono superfici con più acqua all'interno delle rocce possono causare alterazioni maggiori. Per esempio possono essere portati via tutti gli elementi solubili, e si vengono a formare diversi tipi di argille ricche di alluminio.

Un'altro indizio è il rilevamento di un minerale chiamato prehnite. Si forma a temperature intorno a 200°C. Queste temperature sono tipiche di ambienti idrotermali sotterranei più che di acqua superficiali.

Due future missioni aiuteranno a decifrare meglio la storia dell'acqua su Marte. Il rover Curiosity, o Mars Science Laboratory, che partirà tra pochi giorni verso il Cratere Gale per investigare la presenza di alti contenuti di argille e minerali solfati, ed il MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution Mission), un orbiter che sarà lanciato nel 2013 e studierà in dettaglio l'atmosfera di Marte, tanto da fornire, insieme ai dati raccolti dagli altri orbiter e dai rover, un quadro molto più completo dell'interazione globale dei vari elementi che circolano su Marte e di come questo è collegato al passato di Marte.

http://www.jpl.nasa.gov/news/news.cfm?release=2011-337

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