22 dicembre 2011
L'Osservatorio SOFIA Scruta Il Cuore della Nebulosa di Orione

La rappresentazione grafia sopra mostra le due nuove immagini dettagliate ottenute dall'osservatorio SOFIA, con sullo sfondo un'immagine ad infrarossi ottenuta dal telescopio spaziale Spitzer. Credit: James De Bulzer/NASA/DLR/USRA/DSI/FORCAST/JPL
Una nuova immagine da parte dell'Osservatorio SOFIA (Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy), della NASA, mostra i dettagli della complessa distribuzione di polvere e stelle all'interno della nebulosa di Orione. La polvere interstellare è composta principalmente da silicio, carbone e altri elementi pesanti che gli astronomi chiamano complessivamente come "metalli", con un'aggiunta di particelle di ghiaccio e molecole organiche. Questi sono gli ingredienti principali da cui si formano stelle e pianeti e la Nebulosa di Orione è letteralmente una fornace di nuove stelle!
I due riquadri nell'immagine mostrano porzioni della nebulosa Orione osservate in dettaglio con gli occhi infrarossi di SOFIA. Le immagini sono state elaborate da James De Buizer ed i suoi collaboratori in base ai dati raccolti tra Maggio e Giugno 2011, durante il programma Basic Science. Le osservazioni sono state fatte usando la camera FORCAST (Faint Object Infrared Camera for the SOFIA Telescope), ed i dati raccolti sono stati pubblicati sul giornale scientifico "The Astrophysical Journal".
Il grande telescopio di SOFIA riesce a mostrare tante protostelle individuali! Le protostelle sono cumuli di gas e polvere che non hanno ancora raggiunto la massa per dar via alla fusione nucleare, ma già per massa e dimensioni si riescono a far notare. Il telescopio è riuscito a trovare anche alcune giovanissime stelle che, appena nate, sono nell'atto di liberarsi dalla polvere ed il gas che le circonda. Oltre a queste, SOFIA ha osservato anche cumuli di polvere e gas che stanno soltanto ora iniziando il processo di contrazione gravitazionale che li porterà a diventare abbastanza massicci da dar vita a stelle. Una massiccia protostella chiamata Oggetto BN (Becklin-Neugebauer), domina il panorama nel riquadro rosso. Si tratta della sorgente molto blu che potete vedere vicino al centro. La regione BN/KL nella nebulosa di Orione prende il nome dalle iniziali di astronomi che sono stati pionieri dell'astronomia ad infrarossi: Eric Becklin, Gerry Neugebauer, Doug Kleinmann e Frank Low, che l'hanno mappata negli anni '60/'70, usando alcuni dei primissimi rilevatori astronomici ad infrarossi.
In quest'immagine, la luce infrarossa alle lunghezze d'onda di 20, 31 e 37 nanometri viene rappresentata con i colori blu, verde e rosso rispettivamente ed è vista sullo sfondo della polvere interstellare molto più fredda (con temperature tra -173°C e 73°C).
L'inserto blu invece mostra la Nebulosa Ney-Allen, una regione di fortissime emissioni infrarosse che fu scoperta intorno alle stelle luminosissime del Trapezio, dagli astronomi Ed Ney e David Allen. ALcune delle strutture compatte mostrate qui sono dischi di polvere e gas intorno ad alcune giovanissime stelle di massa solare che potrebbero ospitare sistemi planetari in via di formazione! In quest'immagine i coloro blu, verde e rosso rappresentano rispettivamente la luce infrarossa alle lunghezze d'onda di 8, 20 e 37 nanometri, proveniente da materiale che arriva fino a ben 226°C di temperatura.
La grande immagine sullo sfondo invece è composta grazie ai dati dello Spitzer Space Telescope, in cui la luce alle lunghezze d'onda di 7.9, 4.5 e 3.6 nanometri, è rappresentata con i colori rosso, verde e blu, ed è emessa dalla polvere ed il gas caldo che avvolge le stelle in formazione. La regione BN/KL è così brillante che nell'immagine dello Spitzer risulta tropo esposta e poco chiara.
Le due immagini ottenute da SOFIA sono ottenute a combinazioni diverse di lunghezze d'onda e risoluzioni angolari non ottenibili da alcun altro osservatorio terrestre o spaziale. Le immagini di SOFIA e Spitzer mostrano Orione come mai visto prima e finalmente possiamo studiare in pieno dettaglio alcune delle più spettacolari protostelle in questa regione.
L'Osservatorio aereo SOFIA è fatto da un telescopio di 17 tonnellate con un diametro di 2.5 metri montato all'interno di un aereo Boeing 747SP, modificato a dovere. L'aereo porta SOFIA fino a ben 14 km di altezza, sopra 99% del vapore acqueo presente nell'atmosfera terrestre, che altrimenti bloccherebbe la maggior parte della radiazione infrarossa proveniente dalle fonti celesti. Questo sistema di fare osservazioni con un telescopio montato su un aereo è un'ottima soluzione che rappresenta una via di mezzo tra i bassi costi di un telescopio non spaziale e la risoluzione ad infrarossi di un telescopio spaziale.
http://www.physorg.com/news/2011-12-sofia-peers-heart-orion-nebula.html




