22 dicembre 2011
LRO: Nuove Immagini Del Cratere Lunare Shorty, Uno dei Più Significativi ed Esplorati
Il Cratere Shorty è davvero un posto straordinario sulla Luna. Dalle foto a risoluzione relativamente bassa ottenute dalla missione Apollo 15, gli scienziati dell'epoca avevano identificato la presenza di questo piccolo cratere che valeva la pena visitare da vicino. Anche se le immagini avevano una risoluzione limitata le analisi potevano comunque mostrare cheil cratere era circondato da un campo di materiale espulso, a bassa riflettività . Dato che le aree intorno sembravano di origine piroclastica (vulcanismo esplosivo), gli scienziati pensarono subito che forse avevano trovato i segni di un vulcano! e non un cratere d'impatto, anche se la teoria dell'impatto con un asteroide rimase molto probabile. Riuscire a capire la sua origine fu anche uno degli obbiettivi della missione umana Apollo che atterrò nella vale Taurus Littrow.

Due viste diverse della Taurus-Littrow Valley. Sulla sinistra una visione a colori WAC ottenuta con filtri rossi, verdi e blu, mentre sulla destra un mosaico WAC. Credit: NASA/GSFC/Arizona State University
L'11 Dicembre 1972, la missione Apollo 17 ha atterrato in mezzo a questa affascinante valle. Gli obbiettivi della missione includevano la raccolta di rocce e suolo che potevano rilevare l'età del distante cratere Tycho che ha sparso frammenti ovunque. Inoltre, gli astronauti dovevano raccogliere anche materiale di alcune zone più alte che potevano rilevare l'età di due grandi bacini, raccogliere una grande varietà di materiale piroclastico e raccogliere polvere dal cratere Shorty per stabilire se era di origine vulcanica. Il Cratere Shorty nell'immagine sopra si trova dove viene indicato dalla freccia bianca, poco a sud del South Massif, un massiccio cumulo di materia accanto al cratere, a circa 7 km a ovest dal sito di allunaggio della missione Apollo 17, dove si trova la freccia gialla.

Immagine ottenuta accanto al Cratere Shorty dall'astronauta Gene Cernan, a 40 metri est del sito di raccolta di rocce. Credit: NASA
Gli astronauti Harrion "Jack" Schmitt e Eugene "Gene" Cernan hanno passato tre lunghi giorni a esplorare la loro regione della Taurus-Littrwo Valley. Il secondo giorno sono andati con il Lunar Roving Vehicle (LRV) fino a ben 8.7 km WSW daL Modulo Lunare, verso il bordo del Cratere Nansen, ai piedi del South Massif. Sulla loro strada di ritorno verso il Modulo Lunare sono passati vicino alla scarpata Lee Lincoln, e vicino al Cratere Shorty. Ed è stato qui che Schmitt ha notato la presenza di un tipo di suolo particolare, perché di colore arancione! Sul momento sembrava che l'equipaggio avesse davvero trovato tracce di roccia ossidata, un segno sicuro della presenza passata di un vulcano.

Immagine del cratere Shorty e dintorni, ripresa dal Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA. Credit: NASA/GSFC/Arizona State University
Harrison Schmitt era un geologo di lunga data ed è ancora tra i più attivi della comunità scientifica, e dopo aver visto le nuove riprese da parte dell'orbiter LRO, del cratere Shorty, ha scritto alcune parole sul sito della NASA: "L'immagine mostra la posizione della piccola trincea che avevo scavato lungo il bordo del cratere per raccogliere campioni del vetro arancione e di quello nero parzialmente cristallizzato sotto di esso. Ho scavato la trincia in modo che fosse diretta verso il Sole per fornire delle buone immagini fotografiche. Usando gli strumenti che avevo dietro avevo scavato tra i detriti per liberare la zona intorno al masso che mi interessava. I detriti, di colore arancione invece che grigio, erano poco più leggeri della regolite intorno, e sono visibili come un pattern a spray nell'immagine."
"Il cratere Shorty è profondo circa 14 metri. In base alle nostre investigazioni sul sito e all'esame successivo delle immagini, sappiamo che l'impatto che l'ha formato ha penetrato, in ordine: la regolite sopra, il deposito rimasto dopo una valanga, la regolite sul flusso basaltico, un altro flusso basaltico sovrastante che proteggeva gli strati di vetro arancioni e neri, poi un'altro strato di regolite, poi un'altro strato di basalti ed infine, la porzione superiore del secondo flusso. Tutto intorno al cratere Shorty vediamo mucchi di frammenti di ghiaccio arancioni e neri oltre a massi di basalti." spiega Harrison H. Schmitt, pilota e geologo della missione Apollo 17.

Particolare dell'immagine panoramica scattata da Gene Cernan. Nel riquadro si può notare la zona di cui Schmitt parla, di colore più arancione. Credit: NASA
Dopo approfondite analisi però si è scoperto che il suolo arancione non è materiale vulcanico ossidato ma qualcosa di ugualmente molto eccitante: è vetro piroclastico ricco di titanio! Quando è avvenuto l'impatto che ha creato il cratere Shorty, il vetro piroclastico è stato tirato fuori da circa 10 metri sotto la superficie ed è stato buttato sul bordo. Il vetro arancione è stato depositato miliardi di anni fa, ma poco dopo è stato sepolto da uno strato di basalto liquido che ha inondato la zona, formando uno strato che ha protetto i depositi. Poi, non troppo tempo fa, il vetro è emerso di nuovo per via dell'impatto è gli astronauti umani della missione Apollo 17 ne hanno portato un po' sulla Terra!
Alla fine, questi depositi arancioni verranno sepolti di nuovo da futuri piccoli impatti di micrometeoriti, quindi Schmitt e Cernan sono arrivati al momento giusto!
I campioni riportati hanno mostrato che l'idea iniziale che tutta la vale fu coperta da fontane di lava era corretta. Infatti la lava è eruttata così velocemente che ha rilasciato materia fino a centinaia di metri e poi tutto intorno come una pioggia infernale. Perché così in alto? Perché c'erano grandi quantità di gas intrappolati nel magma , che si sono rapidamente dispersi una volta arrivati in superficie. Questo processo è simile a quello dell'aprire una bottiglia di coca-cola dopo averla agitata. Gli scienziati sono stati in grado di trovare anche tracce di componenti volatili nei frammenti di vetro, tra cui anche tracce di zinco e zolfo. Data la portata del deposito e la sua composizione, era chiaro che i materiali provenivano da una fonte nelle profondità del mantello Lunare. Quindi semplicemente camminando sul bordo di questo piccolo e all'apparenza insignificante cratere, siamo riusciti a ritrovare un campione che ci ha fatto capire moltissime cose fondamentali sulla storia della Luna e la sua composizione interna, grazie a campioni che provengono dalle profondità del suo mantello.
E questa non è la fine della storia!, il giorno dopo, Cernan e Schmitt hanno guidato con il rover fino a nord e poi fino a est del North Massif (NM) e alla Sculptured Hills (SH). Entrambe le destinazioni erano più antiche del mare in mezzo. Questi luoghi rappresentano due diversi momenti della storia della formazione della crosta lunare. Da queste rocce, gli scienziati sono riusciti a determinare le date della formazioni di questi antichi bacini. Tutto sommato, la missione Apollo 17 è stato un successo incredibile sia dal punto di vista scientifico che ingegneristico.
http://wms.lroc.asu.edu/lroc_browse/view/M175077349L
http://www.lroc.asu.edu/news/index.php?/archives/498-Just-Another-Crater.html





