Cerca:

23 dicembre 2011

Dawn Ottiene Le Prime Immagini Ravvicinatissime Della Superficie di Vesta

Le due immagini a sinistra mostrano la stessa area vista appena Dawn è arrivato (la prima) e quando ha iniziato la campagna di mappatura ad alta risoluzione HAMO (al centro). Questa è stata ottenuta da un'altitudine di 700 km a 70 metri per pixel. In fondo a destra abbiamo la nuova immagine ottenuta dall'altitudine finale di 199 km dalla superficie, con una risoluzione di ben 23 metri per pixel, e copre una piccola area di 19 km quadri della regione precedente. Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA


6 mesi dopo il suo arrivo in orbita intorno a Vesta, la navicella Dawn ha completato l'ultima fase di discesa per mappare la superficie del protopianeta con una risoluzione altissima. La sonda si trova attualmente a soli 199 km dalla superficie e può ottenere immagini a solo 23 metri per pixel, contro le precedenti che erano da 700 km e 70 metri per pixel. La missione intorno a Vesta è già arrivata a metà della sua durata e ora inizia la fase più intensa, in cui verrà mappata in dettaglio l'intera superficie, non solo in luce ottica ma anche con i spettrometri e con l'altimetro che servirà per creare mappe topografiche molto precise.

Immagine ripresa all'interno del bacino Rheasilvia su Vesta da Dawn. Creit: NASA/JPL/Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

L'immagine sopra è stata ottenuta alla nuova altitudine bassa e mostra una sezione del bacino dell'enorme che Vesta ha al polo sud, battezzata Rheasilvia. Nell'immagine si può notare una regione più scura, "sporca" di materiale espulso da un cratere, che copre del materiale più chiaro e più antico. Si possono notare anche delle linee nel materiale più chiaro e più antico. La loro esatta origine rimane ancora un mistero ma si pensa risalgano a contrazioni della crosta in seguito al grande impatto che ha causato il bacino al polo sud.

Immagine equatoriale di Vesta ottenuta da Dawn. Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Quest'immagine è stata ottenuta intorno all'equatore di Vesta e rappresenta una regione geologicamente diversa da quella che si vede al polo sud. Qui la superficie è più antica e ricca di depositi più luminosi. Si possono inoltre anche notare tanti crateri fantasma, che sono tracce di crateri ormai sepolti da altri crateri e dalla deformazione della crosta stessa. L'illuminazione favorevole mette in mostra anche la grande pendenza rilevata poi meglio con l'altimetro per creare la futura mappa topografica globale. L'immagine è stata scattata il 13 Dicembre 2011 ed è centrata intorno a circa -6° di latitudine e 60° longitudine. E stata ottenuta da circa 185 km di altezza e mostra un'area grande 18 km x 18 km.

L'immagine mostra un cratere fresco visto dalla sonda Dawn sulla superficie di Vesta. Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

L'immagine qui sopra invece mostra un cratere tutt'altro che vecchio, è anzi, molto imponente! Osservare crateri simili da vicino è un grande vantaggio perché permette di intravedere tracce di materiale scavato dall'asteroide dalle profondità della crosta e gettate sui bordi. Oltre a questo, i crateri sono sempre molto importanti per i geologici perché possono dire tantissimo sulla composizione della crosta e sulla storia dell'evoluzione dell'oggetto colpito. Questo per esempio si trova in una regione di Vesta dove i crateri abbondano, nell'emisfero nord, e questo perché l'emisfero sud è dominato dal bacino Rheasilvia che ha coperto molte regioni di lava seppellendo molti crateri. L'immagine è centrata a circa 17° latitudine e 77° longitudine. E' stata ottenuta il 13 Dicembre da 191 km di altezza e mostra una zona grande 18 km per 18 km.

Immagine della superficie di Vesta ripresa da vicino, nella zona vicino al bacino Rheasilvia. Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Dopo aver visto un cratere fresco, torniamo alla complessa regione al confine tra i margini del bacino Rheasilvia e l'equatore. Oltre a tante linee di frattura molto antiche e di diverse forme e dimensioni, si possono notare anche tracce di materiale che ha sepolto letteralmente i crateri di una volta, in seguito probabilmente all'impatto che ha creato il bacino Rheasilvia stesso. L'immagine è stata ottenuta a -15° latitudine e 50°longitudine, il 13 Dicembre 2011 da circa 189 km e copre una superficie di 18 x 18 km. Questa è stata inoltre la primissima delle immagini scattate a bassa altitudine e alta risoluzione dalla sonda Dawn.

Gli scienziati hanno in mente di acquisire dati in bassa orbita per almeno altre 10 settimane. Gli obbiettivi scientifici primari sono quelli di imparare di più sulla composizione elementare di Vesta attraverso i rilevatori a neutroni e raggi gamma e di sondare la struttura interna dell'asteroide/protopianeta misurando in dettaglio il suo campo magnetico.
Una volta conclusa la missione intorno a Vesta, dopo un anno di indagini, la sonda Dawn partirà per un lungo viaggio che nel 2015 la porterà in orbita intorno al più grande corpo della Fascia di Asteroidi: il pianeta nano Cerere! Ma prima di allora dovremmo svelare ancora moltissimi misteri di Vesta, che si sta rilevando non solo molto più strano ed affascinante di quanto chiunque si sarebbe mai aspettato, ma anche come un protopianeta molto simile strutturalmente ai pianeti terrestri che si sono sviluppati completamente, come Marte, Terra, Venere e Mercurio.

Concept artistico della sonda Dawn con, sullo sfondo, Vesta e Cerere. Credit: NASA

La missione Dawn invece si sta rilevando, insieme alla missione MESSENGER, come una delle più grandi scommesse vinte dalla NASA perché sono entrambe missioni relativamente piccole con tantissima tecnologia nuova ma a costo molto basso, che hanno entrambe apportato molte più scoperte scientifiche di quanto ci si aspettava e hanno dimostrato l'enorme potenzialità di questo tipo di piccole missioni. Il 2011 dell'esplorazione spaziale planetaria è sicuramente dominato da loro.

http://www.jpl.nasa.gov/news/news.cfm?release=2011-391#2

Torna su