11 gennaio 2012
Ritirato Il Telescopio Spaziale RXTE, della NASA
Dopo 16 intensi anni nello spazio, il telescopio RXTE (Rossi X-Ray Timing Explorer), della NASA, ha fatto la sua ultima osservazione. L'osservatorio è stato al centro di molte scoperte e ci ha svelato alcuni degli ambienti più estremi dell'universo, intorno a nane bianche, stelle a neutroni e buchi neri. Gli ultimi dati ricevuti dalla missione RXTE sono del 4 Gennaio, e dopo una serie di test ingegneristici e controlli vari, il Goddard Space Flight Center ha chiuso la missione spegnendo ogni attività .
RXTE ha sorpassato di gran lunga i suoi obbiettivi scientifici originali e lascia gli astronomi con una ricompensa scientifica che durerà ancor per molti anni. I dati provenienti dalla missione hanno dato frutto a ben 2.200 pubblicazioni scientifiche e 92 tesi di dottorato, oltre alle 1.000 rapide notifiche che hanno allertato gli astronomi di tutto il globo di nuova attività astronomica.
"Questa navicella ed i suoi strumenti sono stati chiusi per via della loro età , e alla fine, RXTE aveva già compiuto tutto quello per cui l'avevamo messo la su, e anche di più!" ha spiegato Tod Strohmayer, scienziato a capo della missione, presso Goddard.
La decisione di chiudere RXTE è arrivata in seguito alle raccomandazioni di un'attenta valutazione indipendente di tutte le missioni di astrofisica operative presso la NASA.
"Due giorni dopo abbiamo cercato nuovamente eventuali segnali dalla sonda per verificare che nessun sistema sia stato chiuso male o che si fosse ri-attivato autonomamente, ma non c'è stato alcun problema." ha spiegato Deborah Knapp, direttore della missione RXTE presso il Goddard.
Il satellite, che pesa più di 3 tonnellate, rientrerà nell'atmosfera tra il 2014 ed il 2023. La data precisa dipenderà molto dall'attività solare in questo periodo.
Per celebrare la lunga e produttiva carriera del telescopio, gli astronomi terranno una sessione speciale sulle scoperte del RXTE, presso la 219esima riunione della American Astronomical Society (AAS).
La missione ci ha aperto una nuova finestra su come lavorano le stelle a neutroni ed i buchi neri. Usando i suoi dati, gli astronomi hanno stabilito l'esistenza di stelle a neutroni altamente magnetizzate (conosciute come magnetar) e hanno scoperto le prime pulsar a millisecondo in accrescimento, una fase precedentemente sconosciuta del ciclo di formazione di una pulsar radio "riciclata". L'osservatorio ha anche fornito le prime prove del fenomeno di "frame-dragging" nelle vicinanze di un buco nero, un effetto previsto dalla relatività generale di Einstein.
RXTE portava con se 3 strumenti tra cui due potevano essere puntati verso specifici target: PCA (Porportional Counter Array) ed il HEXTE (High Energy X-ray Timing Experiment). Il PCA è stato sviluppato al centro Goddard per coprire la zona bassa del range di energia. HEXTE è invece stato fornito dall'Università di California, San Diego, per esplorare la fasia superiore del range di energia.
Gli strumenti misuravano le variazioni nelle emissioni a raggi X su una scala temporale molto corta (di solo pochi microsecondi) e per la durata di molti mesi, su un grande spettro energetico (da 2.000 a 250.000 volt). Per fare un paragone, l'energia di un'esame a raggi X per i denti è intorno ai 60.000 electron volt.
Un terzo strumento era il ASM (All-Sky Monitor), ed è stato sviluppato dal MIT. Questo strumento scansionava l'80% dell'intero cielo ogni orbita, dando agli astronomi la capacità di monitorare l'imprevedibile e molto variabile cielo a raggi X, registrando interi registri delle storie delle fonti più brillanti la fuori. Inoltre ha permesso agli astronomi di essere al corrente immediatamente se qualche evento particolare avveniva.
La comunità astronomica ha riconosciuto l'importanza del RXTE con 5 grandi premi. Tra questi ci sono 4 premi Rossi (1999, 2003, 2006 e 2009) dalla Divisione per Studi Astrofisici ad Alta Energia, dell'AAS, ed il Premio Spinoza NWO, del 2004, il più grande premio scientifico Olandese, offerto dalla Netherland Organization for Scientific Research.
La missione fu lanciata con il nome iniziale XTE, su un razzo Delta II 7920, il 30 Dicembre 1995, da Cape Canaveral. Fu battezzato RXTE nel 1996 in onore di Bruno Rossi, un professore del MIT e pioniere dello studio astronomico a raggi X e della fisica del plasma, morto nel 1993.
http://www.nasa.gov/topics/universe/features/rxte-complete.html






