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23 gennaio 2012

Reperti di Storia dell'Esplorazione Spaziale Sono Del Pubblico o Degli Astronauti?

Calcoli a mano fatti dall'astronauta Lovell, durante la missione Apollo 13. Credit: Heritage Auctions


Un ex-astronauta della NASA, Jim Lovell, è finito sotto i riflettori la scorsa settimana dopo che ha venduto un suo ricordino personale della sua carriera spaziale, ad un'asta privata. Si tratta di un librettino di 70 pagine, della famosa missione Apollo 13, che non è mai riuscita ad atterrare sulla Luna. Quest'asta ha riacceso un dibattito che dura da molto tempo, sulla proprietà delle fotografie e artefatti. Sono reperti a disposizione del pubblico o sono di proprietà degli astronauti?

Nel caso di Lovell, questo quadernetto è così valoroso perché l'astronauta aveva scritto su di esso i calcoli necessari per navigare la navicella Apollo 13 dopo che il suo serbatoio d'ossigeno era esploso. Si tratta sicuramente di un pezzo di storia molto importante e si capisce perché così tanti collezionisti lo desiderino. Finora il prezzo è arrivato a sopra $388.000.

Ma adesso la NASA si sta chiedendo se Lovell ha il diritto di vendere l'oggetto per profitto. Per adesso, i reperti messi in vendita sono tutti bloccati dalla società che gestisce le aste, la Heritage Auctions, in attesa di una decisione della NASA. Oltre al quadernetto c'è anche una targa di identificazione del modulo lunare, un controllore manuale della missione Apollo 9 venduto dall'ex-astronauta Rusty Scheweickart ed un guanto che Al Shepard portava durante la missione lunare Apollo 14.

Astronauti della missione Apollo 13. Da sinistra verso destra: Fred Haise, John Swigert e James Lovell. Credit: NASA/MSFC

Charles Bolden, amministratore della NASA, ha rilasciato una dichiarazione dicendo che ci sono stati dei "fraintendimenti fondamentali e tanti regolamenti poco chiari" riguardo agli oggetti che gli astronauti hanno preso dai programmi Mercury, Gemini, Apollo e Skylab.

Questi "fraintendimenti e regolamenti poco chiari" non sono una cosa nuova. L'estate scorsa, la NASA ha fatto causa a Ed Mitchell, astronauta della missione Apollo 14, per aver cercato di vendere la videocamera da 16mm che uso sulla Luna. La NASA ha dichiarato che Mitchell stava rubando la camera illegalmente, e gli ha fatto causa per i diritti di proprietà. Mitchell ha invece dichiarato che la camera sarebbe rimasta sulla Luna se non l'avesse riportata lui sulla Terra. Dal 1971 era rimasta a casa sua.

Mitchell non ha torto nella sua difesa perché negli anni '60 e '70, gli ufficiali della NASA dissero agli astronauti che potevano tenersi certi equipaggiamenti delle missioni.

Nel 2002, l'ex Direttore di Volo, Chris Kraft disse che aveva approvato questa politica. Gli astronauti Apollo avevano il permesso di tenere oggetti personali che hanno portato in volo, così come qualsiasi cosa avevano riportato dal modulo di allunaggio, e che altrimenti sarebbe rimasto abbandonato sulla Luna. Gli astronauti avevano una grande libertà nello scegliere quello che volevano tenere.

Immagine scattata il 31 Luglio 1971 che mostra il Modulo Lunare Falcon. Credit: NASA

"Era generalmente accettato che gli astronauti potevano riportare pezzi di equipaggiamento o hardware dalla loro missione per tenerseli come ricordi dei loro viaggi." ha spiegato Kraft.
Dopo la fine della corsa verso lo spazio, molti collezionisti hanno pagato letteralmente milioni per possedere un qualche piccolo pezzo di questa storia. Il problema della NASA non è con questi ex-astronauti che cercano di tenere questi pezzi di storia per loro, ma con chi cerca di guadagnare vendendo questi pezzi.

La lettera che Kraft scrive nel 2002 non spiega però se gli astronauti hanno o meno il diritto di vendere i loro ricordi. Nella sua recente lettera alla casa di aste, la NASA ha insistito nel sottolineare che soltanto l'agenzia stessa può approvare che simili artefatti possono essere venduti.

Bolden ha dichiarato che le discussioni sulla proprietà di questi reperti esploreranno "tutte le politiche, le legislazioni e altri mezzi legali" necessari per risolvere il problema "e assicurarsi che i reperti sono preservati e disponibili per tutte le persone Americane." L'agenzia ha intenzione di lavorare per una cooperazione con gli astronauti affinché tutto questo possa risolversi presto.

La decisione non sarà facile perché da una parte è vero che gli astronauti hanno fatto il loro lavoro, portando a compimento missioni difficilissime e sono andati fino alla Luna, ma è anche vero che la NASA è finanziata con i soldi delle tasse del popolo Americano. L'agenzia dice che i reperti dell'era Apollo dovrebbero essere disponibili per chiunque e tutti dovrebbero poterli vedere.

http://old.news.yahoo.com/s/ap/20120109/ap_on_re_us/us_nasa_lovell_checklist

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