1 febbraio 2012
Giappone Approva La Missione Hayabusa 2

Illustrazione artistica della sonda Hayabusa 2 mentre si avvicina all'asteroide 199 JU3. Credit: Akihiro Ikeshita/JAXA
Nel 2010, una piccola navicella spaziale Giapponese, di nome Hayabusa, completava la sua incredibile ed avventurosa missione interplanetaria verso l'asteroide Itokawa, riportando con successo alcuni campioni sulla Terra! Dopo anni di viaggio e miliardi di km percorsi, nel 2005, la sonda, arrivata intorno all'asteroide ha iniziato a mostrare segni di malfunzionamenti ed è quasi fallita, salvo tornare viva improvvisamente. Molto acciaccata, la sonda è comunque riuscita nell'impresa di ottenere alcuni granelli della superficie dell'asteroide e tra mille altre difficoltà ha completato il lunghissimo viaggio di ritorno sulla Terra, conclusosi poi nei cieli sopra l'Australia. Adesso, il governo Giapponese, ha approvato una seconda missione, chiamata Hayabusa 2. Questa volta, la sonda sarà lanciata nel 2014 per incontrarsi con l'asteroide 1999 JU3 verso la metà del 2018. I campioni dovrebbero essere riportati sulla Terra nel tardo 2020.
1999 JU3 è grande approssimativamente 914 metri in diametro, cioè poco più grande di quanto non lo era Itokawa, il target della prima missione. A differenza di quest'ultimo, questo nuovo asteroide è molto più sferico nella forma.
Come al solito per qualsiasi agenzia spaziale, anche la JAXA sta lavorando con budget molto stretti, data l'attuale recessione economica globale, e le scadenze sono tutte vicine. Per questo gli scienziati ed ingegneri stanno lavorando nonstop per cercare di essere pronti per il 2014. C'è anche una finestra di lancio di riserva, per il 2015,ma se neanche per quella data la sonda sarà pronta al lancio, la missione dovrà restare ferma per un'altro decennio prima di poter partire e incontrare l'asteroide 1999 JU3.
Uno dei problemi principali della precedente missione, Hayabusa, è stato il mini-lander, MINERVA, che è stato progettato per atterrare, raccogliere i campioni e rispedirli sulla Terra. Ha sofferto diversi problemi e ha fallito l'atterraggio sull'asteroide. Soltanto una piccolissima frazione del materiale è rimasto nella capsula, ma più per fortuna, ed è stato un forte limite al successo della missione. I granelli microscopici sono stati confermati pochi mesi fa e sono attualmente sotto studio in vari laboratori di tutto il mondo.
Per evitare di ripetere le brutte esperienze di Hayabusa, saranno necessarie diverse modifiche fondamentali. La prossima navicella userà un motore di propulsione ionica aggiornato, basato su quello di Hayabusa, ma con notevoli miglioramenti. Inoltre saranno riscritti da capo i programmi per il sistema di navigazione e di guida. Saranno create antenne migliori ed un nuovo più avanzato sistema di controllo delle altitudini.

Illustrazione artistica della sonda Hayabusa 2, vicino all'asteroide 1999 JU3, mentre lascia scendere il lander che dovrà detonare un carico sulla superficie e raccogliere i campioni. Credit: JAXA

Illustrazione del lander di Hayabusa 2, insieme alla sonda, sulla superficie di 1999 JU3. Credit: JAXA
Riguardo alle attività di raccolta di campioni da parte della missione Hayabusa 2, verrà usato un "missile" a lenta discesa che detonerà una volta in contatto con la superficie. Al contrario dei vecchi proiettili ad alta velocità usati per la prima missione, questo sistema permetterà un maggiore controllo e un maggiore rilascio di materiale. Come nel caso della precedente missione, l'obbiettivo principale sarà raccogliere quanto più materiale dalla superficie per riportarlo poi sulla Terra.






