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4 febbraio 2012

La Luna Influisce sulle Piante e Sulla Semina?

La Luna vista in mezzo alle piante. Anche se non le influenza, sicuramente permette di fare delle foto molto belle. Credit: Sara Sacco/www.saccograniti.it


Pochi giorni fa, avevo scritto un'articolo in cui parlavo dei principali miti e leggende urbane (o in questo caso rurali) collegate all'influenza che la Luna ha su di noi (e in particolare la Luna Piena). Uno dei miti più grandi a riguardo è ovviamente quello dell'influenza sulla semina e sulla germinazione delle piante. Ho volutamente tralasciato questo argomento nel precedente articolo perché è così vasto e diffuso che si merita un articolo tutto per se.
Molte persone sono convinte che le fasi della Luna influenzano in qualche modo la germinazione dei semi, la crescita delle piante e la loro fioritura. Queste credenze sono tanto antiche quanto ancora diffusissime su tutto il pianeta. Ma c'è davvero qualche influenza della luna sulle piante?

Vediamo prima di tutto qual'è il materiale disponibile a favore di un'influenza lunare:
Ci sono diverse pubblicazioni, non scientifiche, che non solo sostengono che questo è vero, ma elaborano anche dettagliati calendari basati sul tipo di pianta e il posto dove ci si trova. Un'esempio molto diffuso è il "The Biodynamic Soweing and Planting Calendar", elaborato da Maria e Matthias Thun, ma ci sono anche siti come il "The Old Farmer's Almanac" e anche in Italia ne trovate diversi come "Giardinaggio.it" o "erbaviola.com". Quello che hanno in comune è il fatto che si basano su credenze popolari, e non c'è in nessuno di questi casi un collegamento a test empirici che mostrino la veridicità o meno di queste credenze. Alcune eccezioni ci sono tuttavia, in siti come "www.kaykeys.net" dove vengono spiegate alcune elaborazioni teoriche dello scorso secolo, da parte di Maria Thun e di altri ricercatori che hanno usato conoscenze astrologiche applicate all'agricoltura. Ma non ci sono riferimenti a pubblicazioni nella letteratura scientifica.
L'unico in cui si fa rifermento a delle vere pubblicazioni, contiene però soltanto delle frasi scelte. Si tratta di "www.ianslunarpages.org".

Si parla qui per esempio di un libro chiamato "Ecologia Agraria" di Girolamo Azzi. Qui viene descrito l'effetto fotoperiodico osservato nelle piante e la loro risposta alla diversa esposizione alla luce lunare. Azzi ha testato la reazione di diverse piante alla luce della luna e ha concluso che: "Seminare con una luna calante, e quindi agendo in tale modo da far si che l'intervallo tra la semina e la germinazione coincida approssimativamente con la luna nuova, farà si che la formazione degli organi riproduttivi venga considerevolmente ritardata o annullata, mentre i bulbi tendono a raggiungere una grandezza considerevole."
Questa conclusione particolare si riferisce ad un'articolo chiamato "Effetti della Luna sullo sviluppo della cipolla" comparso in "La Meteorologia Practica An. 17, No.6. Perugia 1936). Nello stesso articolo, Azzi sottolinea anche che si tratta di risultati non conclusivi e che il campione è molto piccolo (10 piante fatte crescere nell'arco di 2 anni).

Il grafico mostra le fasi lunari, cioè i cambi dell'illuminazione della luna durante la sua orbita intorno alla Terra. Credit: NASA

Ma guardiamo la letteratura scientifica successiva a riguardo. Un buon posto dove iniziare per fare chiarezza è un trattato scritto nel 1946 dal Dr. C.F.C. Beeson:

"La letteratura sulla luna e l'influenza sulle piante, può essere divisa in due gruppi: uno è composto da reiterazioni sulle credenze dei contadini, su miti e regole antiche e moderne, e simili dichiarazioni non comprovate; il secondo gruppo consiste in esperimenti con una base di dati numerici significativi per le analisi statistiche. Questo secondo gruppo a sua volta consiste in: a) esperimenti principalmente interni alla scuola antroposofica, che dimostrano l'esistenza degli effetti lunari sulla crescita delle piante; e b) esperimenti di orticoltori e silvicoltori, che dimostrano che non esistono simili effetti, e se anche esistono, non hanno alcun valore pratico nell'agricoltura."

Quando Beeson parla di "scuola antroposofica" si riferisce a quella che poi sarebbe diventata la "agricoltura biodinamica". Questa scuola venne ondata nel 1913 da Rudolf Steiner(filosofo, esoterista e pedagogista austriaco). L'antroposofia, che si basa su un postulato di un mondo spirituale con cui siamo in contatto, hanno molto in comune con alcune parti della metafisica tedesca dell'800, ma poco o nulla con la scienza empirica. Oggi viene considerata dal mondo accademico una pseudoscienza, priva di qualsiasi fondamento razionale. Non ci sono pubblicazioni e sviluppi a riguardo ma solo tanti libri che sfociano spesso nella magia, e nelle più recenti influenze "new age".
Beeson quando parlava sopra della scuola, polemizzava in particolare contro Lily Kolisko, che scrisse diverse cose nel 1936, riguardo alle influenze spirituali sulla crescita delle piante. In questi c'erano molti riferimenti all'influenza della luna.
Esempi più recenti del lavoro della scuola biodinamica includono scritti sul gusto del vino, o sulla rotazione dei campi, e spesso si basano sui sviluppi successivi elaborati da Maria Thun, ma non hanno mai riscontrato alcun successo nella comunità scientifica, specialmente perché non è mai stato condotto alcun esperimento che indichi queste cose come plausibili.

Una delle considerazioni su cui la letteratura scientifica è invece in accordo è l'influenza della luce lunare su alcune piante:

Grazie a esperimenti in laboratorio, sappiamo che intensità di luce anche di solo 0.1 lux durante il periodo notturno, può influenzare il tempo fotoperiodico in alcune piante e animali. Col termine fotoperiodismo si indica quel complesso di reazioni che gli organismi presentano al ritmo ambientale giornaliero e stagionale dei periodi di luce (fotofase) e di oscurità (scotofase). Questo fenomeno ha una enorme importanza biologica perché influenza la morfologia, la fisiologia, l'etologia e l'ecologia dei viventi.

L'intensità della luna in un cielo senza nuvole ad una latitudine di 50', può arrivare a 0.3 lux e più di tre volte tanto nelle regioni tropicali. Questo fatto ha portato il ricercatore E. Bunning ed i suoi colleghi a indagare sulla possibilità che la luce lunare possa disturbare le misurazioni temporali delle piante. Con grande sorpresa è stato scoperto che alcune piante hanno dei meccanismi adattivi che apparentemente prevengono che la luce lunare interagisca con il fotoperiodismo!
La percezione fotoperiodica avviene attraverso le foglie. Nelle piante leguminose, soia, arachidi e trifoglio, dei specifici movimenti cambiano la posizione delle foglie da orizzontale (come durante il giorno) a verticale (durante la notte). Questo comportamento riduce l'intensità della luce che cade sulla superficie della foglia dalla luna di circa 85%-95%, fino ad un intensità così bassa che non può interferire con le percezioni della luminosità, da parte della pianta.

Avette mai guardato i trifogli di notte?

In alcune piante nictinastiche (piante in cui si osserva un movimento in risposta alla variazione giorno/notte), come l'Albizzia la Sainea o la Cassia, le foglie non solo si orientano verticalmente durante la notte, ma ruotano anche sul loro asse per far si che le foglie accoppiate si pieghino insieme, con la superficie superiore che ombreggia l'una l'altra. Questo comportamento è probabilmente dettato dal fatto che la superficie superiore della foglia è più sensibile alla luce rispetto alla parte inferiore.

Alcune piante a giorno breve (o brevidiurne), fioriscono di più quando sono cresciute con una fonte di luce a bassa intensità (0.5 lux circa), piuttosto che nel buio completo, durante la notte. In queste piante, la luce lunare probabilmente aumenta il numero di fiori che riescono a produrre con il loro regime brevidiurno. Ovviamente però vale solo per alcune rare piante.

Non sempre è così però. Per esempio, la fioritura della Pharbitis nil (Ipomoea), l'esposizione alla luce della luna piena per 8 o più ore, con un periodo scuro di circa 16,14 o 13 ore, ha leggermente inibito la sua fioritura. I ricercatori suggeriscono che nell'ambiente naturale, la luce lunare potrebbe al massimo avere un effetto leggermente ritardante dell'induzione dei fiori in alcune piante a giorno breve (brevidiurne) ma nessun effetto tale da avere impatti significativi sul risultato finale.

Ipomea Purpurea

Insomma sappiamo che in alcuni particolari casi, e solo per certe piante, l'esposizione alla luce lunare può influire sulla fioritura, anche se di poco. Non c'è invece alcuna prova che una semina fatta con una diversa fase lunare possa contribuire significativamente alla fioritura o meno della pianta.

Un'altra idea molto comune e diffusa è che in qualche modo, siccome la Luna crea le maree nel caso degli oceani, deve avere un simile effetto anche sulle piante e quindi anche sulla semina.
La Luna ed il Sole insieme creano le maree sugli oceani della Terra (l'effetto gravitazionale è infatti così potente che la crosta terrestre stessa si allunga da una parte all'altra durante il giorno, per questi effetti di marea!). Ma le maree sono eventi che si sentono su scala molto grande. Avvengono perché c'è una differenza nell'effetto gravitazionale su una parte di un'oggetto (come la Terra) comparato ad un'altro. Ecco come funziona:

Illustrazione delle maree. Credit: astro.psu.edu

L'oceano sulla Terra che è esposto alla Luna viene tirato verso la Luna stessa più di quanto viene tirato verso il centro del pianeta. Questo crea un'alta marea. Dall'altra parte della Terra però, avviene la marea oposta, perché il centro della Terra viene tirato verso la Luna più di quanto l'oceano sulla parte opposta lo è. Il risultato essenzialmente è che questo effetto gravitazionale tira il pianeta via dall'oceano (una forza negativa che effettivamente sposta gli oceani, allontanandoli dal pianeta!).
Tuttavia, non c'è alcuna differenza misurabile nell'effetto gravitazionale della Luna su un lato del nostro corpo piuttosto che l'altro lato. Anche nel caso di un grande lago, gli effetti delle maree sono estremamente piccoli. Prendete alcuni tra i più grandi laghi del mondo, come il Grande Lago tra gli USA ed il Canada. Le maree qui non sorpassano mai i 5 cm, secondo i dati del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), che aggiunge anche: "Queste variazioni minori sono mascherate però dalle più grandi fluttuazioni nei livelli del lago prodotti dai venti e dai cambi nella pressione barionica. Di conseguenza, i Grandi Laghi sono considerati essenzialmente non influenzati dalle maree."

Questo ovviamente non significa che le maree non esistono proprio su scala piccola. Gli effetti della gravità diminuiscono con la distanza ma ci sono. La vera domanda è quanto sono potenti. Secondo Straghtdope.com, in una delle pubblicazioni, dei ricercatori hanno calcolato che una madre che tiene suo figlio in braccio, esercita un'attrazione gravitazionale 12 milioni di volte maggiore sul suo figlio dell'effetto di marea che genera in noi la Luna, semplicemente perché è più vicina. Un'altra analogia molto bella è questa, dell'astronomo George O. Abell: "una zanzara sul vostro braccio eserciterà molta più attrazione gravitazionale su di voi di quanto non lo possa fare la Luna".

Questa sequoia, chiamata "Redwood Grizzly Giant" è tra le più grandi al mondo, ma ancora non basta perché la gravità lunare possa creare anche il minimo movimento. Credit: wikimedia

Insomma la gravità della Luna è così debole che neanche la massa di un'intera sequoia adulta potrebbe sentirne gli effetti perché è troppo piccola!

L'unica pubblicazione scientifica a riguardo risale al 1998, da parte di Erns Zurcher ed alcuni suoi colleghi. La pubblicazione fu pubblicata su Nature, e si parlava di una possibile correlazione osservata tra lo spessore del tronco degli alberi e le maree. I ricercatori dicevano che alcuni abeti rossi fatti crescere in appositi contenitori a temperatura controllata, in continuo buio, subivano una fluttuazione del diametro del tronco, in base alla marea. Hanno attribuito questi cambiamenti ad un flusso ritmico reversibile dal simplasto all'apoplasto, influenzato dalla Luna. Questa conclusione è davvero incredibile, dato che ci si aspetterebbe che il diametro del tronco vai solo con il potenziale osmotico o la tensione nel legno stesso (xilema) o nel floema (tessuto di conduzione della linfa). Le modifiche in quest'ultimo avvengono giornalmente per via della traspirazione però.

Tuttavia, nel 2000, un'altro team ha ripreso in mano la pubblicazione di Zurcher, rifacendo le analisi con un campione più ampio e con misurazioni più precise. Questa seconda pubblicazione arriva da un gruppo di ricercatori che fanno parte del Dipartimento di Fisica dell'Università della Finlandia, il Dipartimento di Ecologia Forestale Finalndese, del Istituto di Fisica di Helsinki, dell'Università Tecnologica di Helsinki e del Istituto Geodetico Finlandese.
Questi ricercatori hanno analizzato le variazioni nello spessore del tronco e dello xilema di alcuni Pini Scozzesi (Pinus Sylvestris). I dati sono stati raccolti in periodi da 1 a 4 mesi. Alla fine del loro esame non è stato trovato nessun tipo di variazione in base alle maree, ne nello spessore del tronco, ne nello spessore dello xilema. Specificano che è probabile che le cose osservate da Zurcher siano dovute alle condizioni di test, perché l'assenza di traspirazione indotta da ritmi diurni può portare ad alcune variazioni nella forza delle cellule viventi e quindi anche nel diametro. Questi tipi di ritmi circadiani sono associati con il gonfiarsi e rimpicciolirsi delle cellule, e sono stati osservati anche nei movimenti delle foglie di alcuni alberi.

(a) variazione nell'accelerazione per via della gravità, causata dalla Luna; (b) diametro dello xilema in Finlandia (c) diametro dello xilema in Scozia (d) diametro del tronco in Finlandia. Non c'è alcuna correlazione con la gravità lunare. Credit: Heron Publishing/T. Vesala/S. Sevanto

Questi ritmi potrebbero facilmente coincidere con la periodicità delle maree perché la periodicità naturale della traspirazione è simile, ma non c'è alcun tipo di indicazioni di una correlazione tra la le fasi lunari, le maree e lo spessore degli alberi.

In conclusione, le tradizioni sulla semina in base alle fasi lunari molto probabilmente hanno a che fare con la necessità degli agricoltori di avere, sin dall'antichità, un calendario naturale. Inoltre, come tutte le altre credenze e superstizioni, hanno una grande eredità nella mitologia e nei riti propiziatori per la fertilità. Non c'è tuttavia alcuna base scientifica per questa pratica. Le luminosità lunare può influire sui bioritmi delle piante, ma questo si sente soltanto per alcuni tipi di piante ed in maniera trascurabile.

fonti e risorse:

http://www.pnas.org/content/62/4/1018.full.pdf

http://fr.wikipedia.org/wiki/Nyctinastie

http://it.wikipedia.org/wiki/Fotoperiodismo

http://www.theecologist.org/green_green_living/gardening/269708/holistic_gardening.html

http://www.ianslunarpages.org/Lunar_gardening.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Antroposofia

http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/magazine/8008167.stm

http://www.howplantswork.com/wp-content/uploads/2009/07/beeson_1946.pdf

http://www.skepdic.com/fullmoon.html

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20393759

http://www.howplantswork.com/wp/wp-content/uploads/2009/08/vesala_et_al.pdf

  1. Pietro Medagli

    Articolo veramente interessante!

  2. Alberto

    Complimenti veramente Adrian! Tu fai!!! ;-)

  3. Laura Carpignano

    Eppure anche la luna come gli altri astri, stelle, pianeti e soli viaggiano insieme a noi nelle grandi spirali delle galassie nel vortice dell'evoluzione.Noi umani siamo della stessa materia delle stelle e così il regno animale, vegetale e minerale. Tutto ha una coscienza.
    La scienza non può spiegare tutto, è solo frutto della mente dell'uomo.
    Love
    Laura

    • Leonardo

      E' vero, la scienza è il frutto della mente dell'uomo.
      Ma la superstizione è il frutto dell'ignoranza.

  4. Lello Vitello

    Ottimo, avrò qualcosa da citare!
    Se la scienza non può spiegare tutto, figuriamoci l'ignoranza!

  5. tiopepe

    I contadini , e sottolineo, tutti i contadini di tutto il mondo da migliaia d'anni seminano tutti alla stessa maniera cioè attendendo la fase calante della luna per fare che le colture producano al meglio. Se semini i rapanelli in fase crescente ti vanno in canna, se imbottigli il vino con la luna sbagliata lo rovini...provare per credere...con buona pace degli scienziati...

    • Certo, come ho detto nell'articolo, tutti i contadini del mondo hanno da sempre avuto necessità di orientarsi nel tempo per programmare le coltivazioni in accordo con le stagioni, e la luna è un metro naturale (tant'è che abbiamo sincronizzato i mesi così).
      Ma in diverse parti del mondo, diverse culture interpretano in maniera diversa le fasi lunari. alcune coltivano con la fase calante altre no.
      Il risultato è lo stesso in entrambi i casi perché il fattore non è determinante di per se. Non è la Luna ad esercitare un influsso sono altre cose come il clima, la chimica dietro la composizione del suolo, gli interventi successivi, etc.

      Riguardo all'imbottigliare del vino, vivo vicino alla zona del Chianti, e qui il vino viene imbottigliato in base alla stabilità chimica del prodotto, non importa che luna c'è nel cielo.

      Inoltre, non c'è alcun studio empirico che abbia mai dimostrato una qualsiasi correlazione tra la produzione del vino e le fasi lunari.

  6. Alessandra Cristaldi

    io sono laureata in scienze, la mia ragione si rifuita di credere a qualcosa di non sperimentato... eppure se semino o faccio talee in luna crescente, i vegetali spuntano prima... e mio fratello, che è ginecologo, dice che con certe fase lunari il reparto di ostetricia si riempie, mentre in altre è tutto tranquillo... non so come spiegarlo

    • per entrambe le cose che hai citato ho mostrato sopra abbondanti esami statistici che mostrano come non c'è alcun flusso maggiore di pazienti in base a certe fasi lunari, e non c'è nessun legame tra piante e fasi della luna.
      Non c'è da spiegare nulla, il campione che puoi avere a disposizione con la tua esperienza è purtroppo troppo piccolo per esprimerti in un senso o nell'altro, e per questo che vengono usati campioni molto vasti, ed i risultati indicano chiaramente che non c'è alcuna influenza

    • Sago1985

      Ti prego dimmi che tuo fratello scherzava.. È un medico Dio santo!! Che figura ci facciamo..

      • Dario

        vogliamo parlare della laurea in "scienze"? presa al bau bau institute?

      • Alessandra Cristaldi

        università degli studi di torino, laurea in scienze naturali 110/110 lode,anno 1990.
        e ti assicuro che quando ho partorito, non ci credevo, "si era fatta la luna" dicevano in reparto, fatto sta che ha partorito persino una mia amica in anticipo di 15 gg. c'erano così tanti parti tutti insieme che sono riuscita a vedere un'ostetrica solo dopo 15 ore dal momento del mio ricovero!!

  7. Emanuele Gastaldo

    Non sono d'accordo, io ho fatto acuni annio di scuola Agraria e abbiamo sperimentato le differenze di semina, secondo le lune e le differenze sono evidenti.
    Sul vino, per rispondere ad Adrian, i vinio messi in vendita per la grande produzione, vengono pastorizzati e conseguentemente sono vini "morti", ma se si tratta del vino fatto per uso personale, le fasi lunari sono determinanti.
    Persino la vicinanza o meno del mare, modifica le caratteristiche del vino, parliamo sempre di vini naturali, ne cambia il gusto e la vivacità.

    • :) non serve che tu sia d'accordo o meno, i risultati sono questi e li ho postati sopra. Se avette fatto esperimenti, raccogliete i dati e pubblicateli.

      le caratteristiche del vino vengono ovviamente detterminate da tante caratteristiche, persino dalla concentrazione di umidità nell'aria durante le stagioni, ma la luna non rientra in queste caratteristiche perché fisicamente non può in alcun modo influenzare ne gravitazionalmente ne in altro modo il terreno o la pianta.

  8. Articolo interessante, non ho ancora avuto il tempo di leggere le fonti e risorse e lo farò presto . Vorrei sapere se sono stati fatti studi documentati sull'influenza delle fasi lunari sulle semine, trapianti, potature delle piante. Se qualcuno ha fatto questi studi, e qualcuno ne è a conoscenza, avrei piacere di conoscere chi lo ha fatto per poter visionare i risultati. Saluti Giorgio Scattolin.

  9. copeve

    perche un evento sia scentificamente provato deve poter essere riprodotta in qualsiasi momento con il medesimo risultato,se no i grandi schenziati non la riconoscono,CHE SCIOCCHI!!! e come dice l'autore:"per citare un piacevole esempio" se tua madre partorisse di nuovo con le medesime condizioni con cui sei venuto al mondo tu ,il risultato non sarebbe il medesimo. allora noi non siamo approvati dalla scienza! POVERI VOI .
    vedete il metodo scientifico va bene con le cose molto semplici,chimica,meccanica,l'acqua bolle a 100 °c ecc ecc ma le cose di fino come la creazione della vita fino a dio o come lo volete chiamare,vanno comprese con quello che si puo chiamare il sesto senso.usare il ragionamento il metodo scientifico su queste cose e come misurare larea complessiva di tutti i campi da calcio contando uno a uno tutti i fili d'erba,che bimbi che siete.certo una volta finito sapremo il numero esatto,ma non sarebbe meglio fare un calcolo aprossimativo e arrivare alla soluzione un centinaio di anni prima?

  10. Andrea

    Bellissimo articolo.
    Ora però dovresti venire a spiegarlo ai "vecchi" del mio paese. Nel migliore dei casi finiresti come Giordano Bruno. :)

  11. Massimo

    Complimenti, bel lavoro di fonti! Ormai link2universe è diventato il vostro secondo levoro, eh?

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