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9 giugno 2012

Mars Express: Nuove Tracce dell'Evoluzione Climatica di Marte

Immagine a colori naturali della regione Arabia Terra su Marte. A destra c'è il cratere Danielson, grande 60 km in diametro, mentre a sinistra, il Cratere Kalocsa, grande 33 km in diametro. Credit: ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)


La sonda Mars Express, della ESA, ha scattato alcune nuove immagini ad alta risoluzione di uno spettacolare cratere su Marte che mostra i segni di significative fluttuazioni nel passato clima del pianeta, dovute probabilmente ai cambiamenti nel suo asse di rotazione. Le immagini ritraggono i crateri Danielson e Kalocsa, all'interno della regione Arabia Terra. Il cratere Danielson porta il nome dell'ingegnere George E. Danielson che ha progettato molte delle camere usate per le sonde spaziali dirette verso Marte. Il cratere Kalocsa invece porta il nome di un piccolo paesino dell'Ungheria, famoso per le grandi osservazioni astronomiche fatte li.

Il cratere Danielson, come tanti altri nella regione Arabia Terra, è pieno di depositi sedimentari stratificati, che in questo caso sono stati pesantemente erosi nel tempo. All'interno del cratere ci sono particolari strutture chiamate butte (colline isolate, dai lati fortemente inclinati e dalla cima piatta), che in questo caso mostrano stratificazioni sui fianchi. Questi butte stratificati vengono chiamati yardangs.
Anche sulla Terra si possono trovare molte strutture simili nelle regioni desertiche, come nel Nord Africa, Asia Centrale o Arizona.

Prospettiva generata al computer che mostra l'interno del cratere Danielson, ripreso con la camera HRSC a bordo della sonda Mars Express. Credit: ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)

Nel caso del Cratere Danielson, si pensa che i sedimenti siano stati cimentati li per via dell'acqua, forse grazie a qualche serbatoio antico presente nel sottosuolo, prima che fosse eroso dal vento.
L'orientamento degli yardang porta gli scienziati a pensare che fortissimi venti da nord-nordest(dalla parte in basso a destra nell'immagine in apertura), siano stati responsabili sia per i sedimenti originali portati qui sia per l'erosione successiva nella storia più secca del pianeta.
Si può notare anche la presenza di un campo di dune più scure che taglia in due gli yardang. Si pensa che questa parte coperta di sabbia si sia formata in un periodo molto più tardo.

Riproduzione topografica della regione fotografata dalla sonda Mars Express, centrata sul Cratere Danielson (a destra) ed il Cratere Kalocsa (a sinistra). Il rosso è alto, il blu è basso. Credit: ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)

Immagine in 3D anaglifico dei crateri Danielson e Kalocsa. Per vedere l'effetto servono occhiali rosso-ciano normalissimi. Credit: ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)

Il fondale del cratere Danielson è pieno di strati sedimentari separati tra di loro in maniera uniforme con più o meno lo stesso spessore. Alcuni scienziati ritengono che questo indica fluttuazioni periodiche nel clima di Marte, create forse dai regolari cambiamenti nella rotazione dell'asse del pianeta. I differenti strati sono stati depositati infatti tutti in epoche molto diverse. Per contrasto, il più piccolo cratere Kalocsa ha una topografia molto differente. Qui non troviamo sedimenti stratificati. Si pensa che questo sia dovuto al fatto che il suo fondale è molto più alto rispetto a quello del Cratere Danielson, ed inoltre, probabilmente questo cratere non è situato sopra un'antico serbatoio d'acqua.
Un'altra ipotesi è che il cratere è più giovane del suo vicino, ed è stato quindi creato quando non c'era più l'acqua.

http://www.esa.int/esaSC/SEMD285XX2H_index_0.html

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