Top 10 Più Spettacolari Eruzioni Vulcaniche Viste dallo Spazio


Immagine dell'eruzione del Vulcano Sarychev, nelle Isole Kuril, Russia, a Nord-Est del Giappone. Fotografia del 12 Giugno 2009, dalla Stazione Spaziale Internazionale. Credit: NASA/Goddard/ISS

Un vulcano è come una frattura nella crosta della Terra, che permette al magma incandescente di uscire dalle profondità terrestri fino alla superficie. Insieme arrivano grandi quantità di cenere, gas e polvere, che rendono il tutto uno spettacolo tra i più minacciosi ed incredibili sul pianeta e non solo. Ma ecco un tour attraverso le più spettacolari eruzioni vulcaniche viste dallo spazio! Il primo caso è quello che vedete sopra, del Vulcano Sarychev, nelle Isole Kuril, Russia, a Nord-Est del Giappone. Il Picco Sarychev è uno dei più attivi vulcani in questa lunga catena geologicamente molto turbolenta, situata alla fine della più grande Isola Matua.

Prima di quest'eruzione, ripresa qui il 12 Giugno 2009, l'ultima risale al 1989, con altre precedenti nel 1986, 1976, 1954 e 1946. Il motivo per cui questa particolare fotografia è molto eccitante per i vulcanologi è la possibilità di analizzare alcuni fenomeni che avvengono nelle primissime fasi di un'esplosiva eruzione vulcanica. La colonna principale è solo una di una serie che si è innalzata sopra l'Isola Matua quel giorno. Il pennacchio visto qui sembra essere una combinazione di cenere marrone e vapore acqueo bianco. L'apparenza a "bolla" è data dall'arrivo del pennacchio nelle regioni più fredde dell'atmosfera dove il vapore contenuto inizia a condensarsi e l'atmosfera spostata crea l'apparente onda d'urto intorno. Si può anche notare la relativa mancanza di venti forti e come sotto viene nascosta una più grande nube di materiale piroclastico incandescente che sta coprendo la superficie.

2. Vulcano Kliuchevskoi, Russia:

Spettacolare pennacchio del Vulcano Kliuchevskoi, fotografato in Russia nel 1994. Credit: NASA

Nel 1994, sei astronauti della NASA hanno passato una settimana e mezza nello spazio, a bordo dello Space Shuttle Endeavour, per lavorare alla missione "Space Radar Laboratory 2". Durante questo periodo, hanno usato una particolare fotocamera a 70 mm, per riprendere la Terra. Tra le fotografie fatte, c'è anche questo scatto storico di una spettacolare eruzione del Vulcano Kliuchevskoi, nella Penisola di Kamchatka, Russia. L'eruzione è durata per svariati giorni ed il pennacchio ha raggiunto anche l'oceano.

3. Vulcano Pavlof, Alaska:

Vulcano Pavlof, fotografato il 18 Maggio 2013 dalla Stazione Spaziale Internazionale. Credit: NASA/ISS

Nel Maggio di quest'anno, un gigantesco vulcano di nome Pavlof ha fatto tremare l'Alaska, con un'eruzione durata per settimane e ripresa qui da una prospettiva obliqua, dalla Stazione Spaziale Internazionale. Il vantaggio di questa particolare prospettiva è la possibilità di vedere la struttura 3D del pennacchio di cenere, che spesso è oscurato nelle visioni dall'alto da parte dei satelliti spaziali.
Il vulcano si trova nell'Arco Aleutiano, a 1000 km sud-ovest da Anchorage. Il pennacchio che vedete è arrivato a ben 6.000 metri di altitudine estendendosi sopra l'Oceano Pacifico.

4. Vulcano Manam, Papua Nuova Guinea:

Eruzione del Vulcano Manam, fotografata dal satellite EO-1, della NASA, il 16 Giugno 2010, sopra la Papua Nuova Guinea. Credit: NASA

Il Vulcano Manam, nella Papua Nuova Guinea, ha rilasciato un sottile e lungo pennacchio il 16 Giugno 2010, proprio mentre una serie di nuvole si accumulavano sopra la cima del Vulcano. L'immagine sopra è stata scattata dal satellite Earth Observing-1 (EO-1), della NASA. Si vedono bene le distese di boschi e vegetazione che coprono i fianchi del vulcano e le nuvole sopra. Il pennacchio si intravede appena come un sottile velo blu-grigio, verso nord-ovest, nella direzione del Mare Bismarck.
Il vulcano è uno stratovulcano che ha dato nascita all'isola stessa e si trova a 13 km circa dalle coste della Papua Nuova Guinea.

5. Vulcano Puyehue-Cordón Caulle, Cile:

Fotografia di uno dei pennacchi del complesso vulcanico di Puyehue-Cordón Caulle, in Cile, fotografato qui il 4 Giugno 2011, dalla camera MODIS del Satellite Terra, della NASA. Credit: NASA/GSFC/JeffSchmaltz/MODIS

Dopo il suo risveglio, il 4 Giugno 2011, il Complesso Vulcanico di Puyehue-Cordón Caulle, in Cile, ha continuato una potentissima eruzione fino al 6 Giugno, coprendo di cenere le zone intorno e bloccando il traffico aereo nella zona. Il pennacchio è arrivato fino a 12.000 metri di altitudine ed è qui stato ripreso dalla sonda Terra, della NASA.

6. Vulcano Eyjafjöll (Eyjafjallajokull), Islanda:

Spettacolare vista del gigantesco pennacchio del vulcano Eyjafjallajokull, diretto verso l'Europa continentale dalle coste dell'Islanda. Credit: NASA

Questo strano incomprensibile nome islandese, Eyjafjallajokull, in italiano potrebbe essere tradotto con: Ghiacciaio dei Monti delle Isole; Eyjafjallajokull è un gigantesco ghiacciaio con un'area di 100 km^2 e ospita un vulcano (chiamato Eyjafjöll) che nel 2010 ha rilasciato un'eruzione particolarmente grande, tanto da bloccare il traffico aereo in tutta l'Europa, arrivando anche nei cieli dell'Italia. Erano 187 anni da quando il vulcano non eruttava.

7. Vulcano Nyriagongo, DR. Congo:

Fotografia del Vulcano Nyiragongo, nella Repubblica Democratica del Congo. Fotografia del satellite Terra, della NASA. Credit: NASA/Terra/MODIS

Due grandi vulcani presenti nell'Est Africa, Nyamuragira e Nyragongo, insieme rappresentano il 40% delle eruzioni in tutta l'Africa. I due vulcani si trovano sui fianchi della Western Rift, una gigantesca frattura nella crosta della Terra, lunga migliaia di km che va dal centro dell'Africa fino al sud del Medio-Oriente. Oltre a produrre grandi fiumi di lava, i due vulcani periodicamente producono anche laghi di lava che poi vengono dispersi durante le eruzioni più potenti che fessurano i fianchi del cratere.
I lago di lava all'interno del vulcano Nyiragongo, visto qui sopra, è stato svuotato e riempito svariate volte negli ultimi decenni. La prova di questo sta negli strati geologici che si sono accumulati sui fianchi del cratere.

8. Vulcano Shinmoe-dake, Giappone:

Grande pennacchio di cenere si disperde sopra l'oceano dal Vulcano Shinmoe-dake, in Giappone, visto qui dal satellite Terra. Credit: NASA/Terra/Jeff Schmaltz/MODIS

Quest'immagine a colori naturali, ottenuta dal satellite Terra, della NASA, mostra la grande quantità di cenere rilasciata dal Vulcano Shinmoe-dake, in Giappone. Il pericolo principale è per la popolazione della città di Miyazaki. Molti voli sono stati cancellati, treni bloccati e scuole chiuse per settimane. L'immagine è stata acquisita il 4 Febbraio 2011. L'eruzione era iniziata il 26 Gennaio 2011.

9. Vulcano Merapi, Indonesia:

Pennacchio di cenere del Vulcano Merapi, Java, Indonesia. Credit: NASA/MODIS

A 2.911 metri di altitudine, il Vulcano Merapi è uno dei più alti dell'Asia, ed anche uno dei più attivi vulcani in Indonesia, con eruzioni continue da almeno dieci anni. Il vulcano si trova a poche decine di km dalla grande città di Yogykarta, al centro di Java. Più di 50.000 persone vivono sotto il vulcano, direttamente sotto il tiro di un'eventuale grande eruzione piroclastica. Il vantaggio tuttavia è che l'attività storica di questo vulcano, a distanza di millenni, ha fornito delle terre agricole particolarmente ricche e fertili.

10. Vulcano Etna, Italia:

Spettacolari eruzioni multiple dell'Etna, viste nell'Ottobre del 2002 dalla Stazione Spaziale Internazionale. Credit: ISS

All'Etna siamo molto più famigliari, essendo non solo il più grande vulcano italiano ma europeo. Con le diverse eruzioni ad esso connesso, il complesso vulcanico dell'Etna ha creato un paesaggio unico intorno a se, modellando continuamente la regione che occupa in Sicilia. La sua storia affonda le radici nel distante Quaternario, circa 600.000 anni fa. Al suo posto si ritiene vi fosse un ampio golfo nel punto di contatto tra la placca continentale euroasiatica e la placca continentale dell'Africa. L'attrito tra le due ha dato origine poi alle prime eruzioni sottomarine di lava basaltica e la nascita dei grandi coni vulcanici tipici. Tra i 200.000 anni e 100.000 anni fa, questi coni hanno iniziato poi un lungo processo che avrebbe portato ad un progressivo innalzarsi del complesso, alternato a vari collassi e riprese di nuovi coni.

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