Radioastronomia per Tutti: è arrivato Spider 230, il primo Radiotelescopio per osservazioni amatoriali


Radiotelescopio per amatori Spider 230. Credit: Filippo Bradaschia, PrimaLuceLab
Radiotelescopio per amatori Spider 230. Credit: Filippo Bradaschia, PrimaLuceLab

Per chi vorrebbe ripercorrere le orme di Penzias e Wilson e andare alla scoperta del cielo in banda radio, è finalmente possibile avere a disposizione un radiotelescopio per astrofili ed appassionati.

Spider 230 è un'invenzione tutta italiana: è stato infatti ideato da Filippo Bradaschia e Omar Cauz, appassionati di radioastronomia, e viene interamente prodotto nel nostro Bel Paese dall'azienda italiana PrimaLuceLab che ha sede a Pordenone.

La particolarità di questo strumento è soprattutto l'accessibilità e la praticità: di fatto, mentre per i telescopi classici che sondano il firmamento nella banda del visibile ci si trova di fronte ad una più che ampia scelta in quanto a tubi ottici, montature ed altre attrezzature annesse di ogni tipo, la radioastronomia amatoriale è quasi del tutto assente per via dei prezzi proibitivi di strumenti così delicati.

Schema dello Spider 230. Credit: RadioAstroLab
Schema dello Spider 230. Credit: RadioAstroLab

Spider 230 è un'antenna del diametro contenuto di 230 cm (da cui deriva appunto il nome), dotata di ricevitore (RAL10PL, messo a punto dalla ditta italiana RadioAstroLab) e software (RadioUniverse, sempre sviluppato da PrimaLuceLab) per l'analisi dei dati raccolti. Alla stregua di una ragnatela, la superficie parabolica riflettente dello strumento è costituita da una fitta rete di alluminio che permette di raccogliere le onde radio in maniera ottimale fino ad una frequenza di 12 GHz (la maglia di un radiotelescopio deve essere più fitta di un ottavo della lunghezza d'onda del segnale osservato per poter raccogliere le misure, per evitare che le onde ci passino attraverso e non rimbalzino invece sul piatto per poi finire sul ricevitore): la maglia del paraboloide risulta essere quadrata da 2x2 mm. Inoltre il supporto è forato in modo da sopportare al meglio l'esposizione al vento (che in caso di strumenti “estesi” come questo può incidere parecchio sulla qualità dell'osservazione). Spider 230 può anche essere comandato in remoto, tramite un semplice cavo Ethernet oppure tramite un sistema di antenne che permette (senza che vi siano interferenze con lo strumento) di regolarlo anche a svariate centinaia di metri di distanza. Un'ulteriore comodità è data dal fatto che è possibile utilizzare una montatura standard quale quella che sostiene i classici telescopi ottici, purché questa abbia una capacità di carico di almeno 25 kg.

Confronto fra il radiotelescopio Spider 230 ed un normale tubo ottico. Oltre alla varia strumentazione, è possibile acquistare  anche una piccola cupola a protezione della postazione. Credit: PrimaLuceLab
Confronto fra il radiotelescopio Spider 230 ed un normale tubo ottico. Oltre alla varia strumentazione, è possibile acquistare anche una piccola cupola a protezione della postazione. Credit: PrimaLuceLab

In pratica ci troviamo di fronte ad uno strumento molto semplice da montare ed utilizzare nonché molto versatile, e che potrebbe essere un'ottima via d'accesso alla divulgazione ed allo studio nelle scuole del campo della radioastronomia. Oltre ad essere (e non è poco) un'eccellente idea “made in Italy”.

Giulia Murtas

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