EANA 2014 – Dal Pianeta Blu al Pianeta Rosso, la Somiglianza delle Evaporiti: la Vita Aliena non è mai Stata così Vicina


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Esempio di roccia evaporitica presente nel sottosuolo. Credit: Graziano Agolini

Dai luoghi esotici, misteriosi ed estremi della Terra, ecco che la ricerca della vita extraterrestre torna in Europa, e lo UK Centre for Astrobiology comincia a giocare in casa, e più precisamente alla Boulby Mine, nel Cleveland, Inghilterra, l'unica miniera del Regno Unito per l'estrazione dell'idrossido di potassio, ed una delle più profonde miniere d'Europa. Recentemente il programma scientifico della Boulby Underground Laboratory si è espanso con l'istallazione del BISAL (Boulby International Subsurface Astrobiology Lab), il primo laboratorio di ricerca astrobiologica situato sotto la superficie.

L'interesse nello studio di condizioni ambientali analoghe a quelle presenti su Marte (anche nel passato) ha avuto una forte crescita di pari passo con le varie missioni di esplorazione ad alto profilo della sua superficie, consolidandosi con le prove via via più evidenti del fatto che il pianeta rosso un tempo aveva un clima più temperato di quello odierno. Boulby è uno tra i siti ambientali che maggiormente può fornire informazioni a riguardo dell'evoluzione di un particolare tipo di suolo, analogo a quello presente su Marte, il che visto il clima inglese potrebbe sembrare un controsenso. Vediamo dunque la somiglianza per la quale l'analogia è possibile.

Boulby Lab
Spaccato del suolo che comprende la collocazione del BISAL, a circa 1.1 km dalla superficie. Chedit: BISAL

La miniera di Boulby sfrutta un deposito geologico risalente all'era del medio-tardo Permiano, dai 260 ai 250 milioni di anni fa, e più precisamente uno strato di evaporiti depositatosi sul fondo del Mare Zechstein, che in quell'epoca ricopriva parte dell'Europa nord-occidentale. Per chiarirci le idee, le evaporiti sono un particolare tipo di sedimenti minerari che – come dice il loro nome – si formano con la precipitazione dei sali minerali per via dell'evaporazione dell'acqua (la tecnica che si usa nelle saline per estrarre il sale: si fa pian piano evaporare l'acqua, mentre il sale, troppo concentrato, inizia a precipitare sul fondo). Ed infatti lungo i filoni della cava si ha di fronte una sequenza di cloruri e solfati. Ebbene, le evaporiti sono state ritrovate sulla superficie marziana! Rispetto a quelle di Boulby, che comprendono soprattutto minerali quali sylvite, anidridi, alite, polialite e gesso ed hanno un maggior contenuto di ferro, calcio, magnesio e biossido di silicio, quelle marziane (che si sono formate anche in un'era diversa, nel periodo compreso tra il medio-tardo Noachiano e l'inizio dell'Esperiano – circa 3,5/3 miliardi di anni fa) sono costituite da solfati, con la presenta di jarosite e gesso. Tuttavia è opportuno affermare che, proseguendo nello stadio evolutivo successivo, le evaporiti dovrebbero iniziare a somigliare – in forma e contenuti, ma soprattutto in contenuti – a quelle di Boulby!

A questo punto, il lettore mediamente attento dirà: - Tutto ciò è molto bello, ma cosa c'entra la ricerca di vita in tutto questo? -. C'entra, e prendendo l'esempio stesso di Boulby vediamo perché.

Halobacteria
Piccolo gruppo di alobatteri, al microscopio elettronico. Credit: NASA

Da molto tempo è risaputo che i microbi esistono nei depositi salini quali le evaporiti. A Boulby, ed in altre miniere con simili formazioni si è rilevata la presenza di organismi alofili all'interno dei carotaggi, ed in particolare di svariati tipi di alobatteri di generi Haloarcula e Halobacterium, microorganismi adattati per vivere in ambienti altamente ricchi di cloruro di sodio. Le evaporiti nel sottosuolo di Marte possono quindi aver giocato un ruolo molto importante nel preservare o nel testimoniare – sempre che ce ne sia stata – attività biologica su Marte.

Oltre a questo, la capacità delle evaporiti è anche quella di conservare altri “segni biologici”, quali – per fare un esempio terrestre – microfibre di cellulosa appartenute a piante ed alghe decomposte, o altri elementi di vita ora impossibile a causa della forte quantità di radiazioni ionizzanti, mutamenti nella temperatura e disseccamento presenti sulla superficie (mentre sotto questo livello la vita microbica potrebbe essere possibile poiché dotata di maggiore schermatura).

Giulia Murtas

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