Mimas luna di Saturno Nasconde un Oceano?


Una nuova ricerca incentrata sulla struttura interna della piccola luna Mimas (o Mimante) di Saturno, ha portato gli astronomi a due possibili ipotesi, entrambe estremamente eccitanti. La prima è che il nucleo ghiacciato di questa luna abbia una forma simile ad una palla da rugby, e sarebbe uno dei nuclei più incredibili e strani mai osservati. La seconda ipotesi è che la luna nasconda all'interno un oceano di acqua liquida. La ricerca è stata pubblicata oggi, 17 Ottobre 2014, sul giornale Science.

"I dati suggeriscono che c'è qualcosa che non va, per così dire, all'interno di Mimas" ha spiegato Radwan Tajeddine, ricercatore della missione Cassini, presso la Cornell University, New York. L'autore principale della ricerca aggiunge poi che "il movimento della materia all'interno di Mimas è il doppio di quanto previsto!" Secondo Tajeddine, entrambe delle due ipotesi espresse prima sarebbero davvero sorprendenti a guardare Mimas da fuori, perché la sua superficie piena di crateri non lascia intravedere segni di attività particolare nel sottosuolo.

Primo piano del Cratere Herschel sulla superficie di Mimas. Credit: JPL
Primo piano del Cratere Herschel sulla superficie di Mimas. Credit: JPL
Mimas illuminata dal Sole con Saturno sullo sfondo.  Credit: NASA/JPL
Mimas illuminata dal Sole con Saturno sullo sfondo. Credit: NASA/JPL
Superficie di Mimas osservata da molto vicino durante un sorvolo della sonda Cassini. Credit: NASA/JPL
Superficie di Mimas osservata da molto vicino durante un sorvolo della sonda Cassini. Credit: NASA/JPL

Nel caso in cui la luna avesse un nucleo deformato, potrebbe trattarsi di una traccia fossile della sua forma passata. Normalmente, appena formate, le lune ed i pianeti hanno nuclei ancora molto caldi, e ancora ricchi di elementi radioattivi. L'attività intensa e la rapida rotazione possono deformare il nucleo, ma dopo miliardi di anni, raffreddandosi, questo tende a trovare l'equilibrio di una forma sferica. Forse a Mimas è successo qualcosa che ha fatto congelare sul posto il suo nucleo, rendendolo quindi un perfetto fossile della formazione iniziale dei corpi del Sistema Solare, ed un esemplare unico da poter studiare.

Nel caso in cui, però, la luna possedesse un oceano, si aggiungerebbe alle poche altre simili di cui siamo certi: Europa, Ganimede e Callisto per Giove, Encelado e Titano per Saturno. Un oceano sarebbe ancor più sorprendente per la totale mancanza di segni di influenze geologiche sulla sua crosta.

Un paragone con altre lune simili per dimensione: Proteo (luna di Nettuno), Mimas (luna di Saturno), Miranda (luna di Urano), Encelado (luna di Saturno). Credit: Ted Stryk/NASA
Un paragone con altre lune simili per dimensione: Proteo (luna di Nettuno), Mimas (luna di Saturno), Miranda (luna di Urano), Encelado (luna di Saturno). Credit: Ted Stryk/NASA

I modelli creati da Taejeddine e dai suoi co-autori a partire dai dati sulla librazione orbitale di Mimas, la cui orbita è leggermente ovale e non perfettamente sferica, hanno portato alla scoperta del mistero riguardo al modo in cui la luna viene influenzata dalla gravità di Saturno, e quindi è stato possibile trovare indizi sulla sua struttura interna. Secondo lo scenario dell'oceano, questo sarebbe presente ad una profondità tra 24 e 31 km sotto la crosta. Mimas però è già molto piccola, avendo un diametro di appena 396 km (è il corpo sferico più piccolo nel Sistema Solare), quindi anche l'eventuale calore interno conservato dalla formazione iniziale sarebbe troppo esiguo per mantenere un oceano. L'idea più probabile è che in passato l'orbita di Mimas fosse molto più ellittica rispetto ad oggi, e questo maggior stress gravitazionale potrebbe aver compensato per l'energia necessaria a mantenere un oceano liquido.

Servono ancora altri dati per poter essere certi di quale delle due ipotesi sia più probabile, ma secondo gli autori un nucleo ghiacciato allungato darebbe una librazione un po' diversa rispetto a quanto osservato, perciò attualmente, a parità di prove, sembra più plausibile la teoria dell'oceano. Anche se rimane ancora da spiegare la mancanza dei segni chiari sulla superficie.

http://www.jpl.nasa.gov/news/news.php?feature=4342

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