Philae: Atterraggi, Rimbalzi e Brividi! Riassunto e Foto della Superficie


Immagini della discesa verso la superficie della Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Credit: ESA
Immagini della discesa verso la superficie della Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Credit: ESA

Dopo una giornata storica e ricca di continui colpi di scena, il lander Philae è diventata la prima sonda ad atterrare su una cometa! Fra tante cose che hanno funzionato perfettamente, come gli strumenti scientifici avviati con successo e già in grado di raccogliere moltissimi dati, o la discesa che ha portato esattamente nella regione dove si cercava di atterrare, o i piedi che si sono aperti come previsto e si sono avvitati nella superficie, ci sono stati però anche diversi problemi. Prima di tutto, il getto che doveva spingere il lander contro la superficie per dargli modo di ancorarsi meglio con gli arpioni, non è partito. Allo stesso tempo nemmeno gli arpioni si sono attivati e ancora non è detto che verranno usati. Questi due problemi hanno portato ad almeno due rimbalzi sulla superficie.

Secondo lo strumento ROMAP, infatti, sembrerebbe che il lander abbia toccato la superficie più volte: una alle h 16:33, un'altra alle h 18:26, ed un'altra ancora alle h 18:33. Il lander è rimasto nel vuoto per molto tempo, e questo significa che la posizione di Philae potrebbe essersi spostata molto rispetto a quella prevista.

Ecco il momento di esultanza per la conferma dell'atterraggio!

ESA - Philae landed! from Michele De Paola on Vimeo.

I dati che tutti attendevano con più ansia erano quelli telematici, perché permettevano di capire se il lander fosse fermo e stabile sulla superficie cometaria. Con una velocità di fuga di appena 1 metro al secondo (ossia la velocità necessaria per sfuggire alla gravità di un corpo), sarebbe bastato un balzo solo un po' più potente per far lasciare definitivamente la cometa al piccolo lander, o almeno spostarlo molto molto lontano. Oltre a questi dati, tutti ovviamente aspettavano di vedere le immagini panoramiche dello strumento CIVA. Le foto della superficie sono state scattate, ma purtroppo un problema con il ritorno di immagini verso la Terra ce le ha rimandate completamente nere, o con strisce e barre. Non è ancora chiaro che cosa sia andato storto, specialmente perché CIVA funzionava perfettamente durante la discesa, ma il team sta già cercando di ottenere nuove foto e allo stesso tempo recuperare i dati delle foto passate.
Tutti gli altri strumenti però funzionano perfettamente.

Grandangolo sul lander Philae, ottenuto da Rosetta. Credit: ESA
Grandangolo sul lander Philae, ottenuto da Rosetta. Credit: ESA
Zoom della camera OSIRIS di Rosetta su Philae. Credit: ESA
Zoom della camera OSIRIS di Rosetta su Philae. Credit: ESA
Zoom della camera OSIRIS di Rosetta su Philae. Credit: ESA
Zoom della camera OSIRIS di Rosetta su Philae. Credit: ESA
Immagine della superficie a pochi metri di distanza. Credit: ESA
Immagine della superficie a pochi metri di distanza. Credit: ESA
Immagine della cometa ottenuta appena iniziata la discesa verso la superficie da parte del lander, grazie alla camera ROLIS. Sul lato destro si nota una delle gambe del lander. Credit: ESA
Immagine della cometa ottenuta appena iniziata la discesa verso la superficie da parte del lander, grazie alla camera ROLIS. Sul lato destro si nota una delle gambe del lander. Credit: ESA
Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e zoom verso la posizione esatta dov'è avvenuto l'atterraggio. Credit: ESA
Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e zoom verso la posizione esatta dov'è avvenuto l'atterraggio. Credit: ESA

C'è ancora molta speculazione intorno ai problemi vissuti, e all'effettivo ancoraggio del lander. Poco dopo queste trasmissioni, Philae è passato in buio radar mentre la sonda era dall'altra parte della cometa, e le conferenze ESA sono state rimandate al giorno successivo. Il team sta lavorando nel frattempo sui tantissimi dati raccolti durante la discesa, e sta cercando di capire la struttura della superficie e le dinamiche dell'atterraggio. Resta da valutare se il sistema di avvitamento dei piedi abbia comunque permesso un minimo ancoraggio e se in futuro sarà opportuno cercare di usare comunque gli arpioni o meno. Il problema con il loro eventuale utilizzo è dato dal fatto che una forte spinta contro il terreno potrebbe nuovamente rialzare il lander, e quindi, in mancanza di una sufficiente gravità, ed in assenza del getto d'azoto che servirebbe per mantenere la sonda sul terreno, si dovrà valutare prima la struttura della superficie e forse sondarla con lo strumento SD2.
Oggi alle ore 14:00 italiane, sul sito dell'ESA dedicato alla missione ci sarà una nuova conferenza con gli aggiornamenti.

http://blogs.esa.int/rosetta/
http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Rosetta
https://twitter.com/elakdawalla
http://www.esa.int/ESA

Nel frattempo continuiamo a parlarne anche nel forum. Vieni a dirci la tua vai al topic

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