Philae: Foto, Dati e Riassunto del Primo Giorno in Bilico sulla Cometa


Primo mosaico delle foto scattate dalla superficie della 67P/Churyumov-Gerasimenko, da Philae. Questa è la prima volta che abbiamo foto dalla superficie di una cometa!Credit. ESA
Primo mosaico delle foto scattate dalla superficie della 67P/Churyumov-Gerasimenko, da Philae. Questa è la prima volta che abbiamo foto dalla superficie di una cometa! Credit. ESA

Dopo la grande avventura vissuta ieri (qui trovate il riassunto), anche oggi è stata una giornata carica di novità! Nella notte gli scienziati ed ingegneri del team sono riusciti a capire meglio le dinamiche degli accadimenti durante la fase di rimbalzo dopo l'atterraggio, ed hanno una prima stima sulla posizione effettiva di Philae. Nel frattempo sono arrivate anche le prime immagini panoramiche dalla superficie, nuove fotografie dalla sonda Rosetta, e tanti dati dagli strumenti scientifici attivati già durante la discesa. La missione è sicuramente un successo dal punto di vista scientifico ed ingegneristico (specie alla luce di un atterraggio molto più difficile del previsto). Ma riuscire a farlo restare vivo per molto potrebbe rivelarsi molto più difficile del previsto. Il lander si trova in una posizione molto precaria, quasi verticale, con panelli solari non del tutto in luce, e questo renderà difficili anche le prossime due giornate di operazioni scientifiche. Ma andiamo con ordine.

1) Dinamiche dell'atterraggio e successivi balzi

Prima di tutto, ecco una serie di immagini in cui si vede come il sito dove Philae era atterrato inizialmente fosse eccellente! Estremamente ben illuminato e piatto! E' un vero peccato che sia poi rimbalzato a 1 km di distanza.

Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e zoom verso la posizione esatta dov'è avvenuto l'atterraggio. Credit: ESA
Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e zoom verso la posizione esatta dov'è avvenuto l'atterraggio. Credit: ESA
Zona del primo atterraggio sulla superficie della cometa. Credit: ESA
Zona del primo atterraggio sulla superficie della cometa. Credit: ESA
Immagine della superficie a 40 metri di distanza. Il sasso più grande in alto ha un diametro di 5 metri. Notate la polvere che lo ricopre, segno di attività sulla superficie. In alto a destra potete vedere parte del lander Philae. Credit: ESA
Immagine della superficie a 40 metri di distanza. Il sasso più grande in alto ha un diametro di 5 metri. Notate la polvere che lo ricopre, segno di attività sulla superficie. In alto a destra potete vedere parte del lander Philae. Credit: ESA

I motivi per cui è avvenuto il primo balzo sono ancora da chiarire del tutto. Sicuramente un ruolo fondamentale è stato giocato dalla mancata attivazione del getto di azoto che avrebbe dovuto spingere Philae sulla superficie, dove poi avrebbe usato gli arpioni per ancorarsi. Gli arpioni non hanno inizialmente funzionato ma hanno dato segni di vita dopo aver confermato la ricezione del segnale di avvenuto atterraggio. Non è chiaro se sarà possibile ritentare l'ancoraggio, ma a questo punto, vista anche la posizione precaria del lander, il team cercherà di evitare di inserire troppi movimenti che possono cambiare l'equilibrio e spostare o far cadere il lander. Prima di ulteriori tentativi servirà avere una migliore comprensione della struttura e composizione della superficie.

Il primo balzo ha portato Philae a spasso per 1 km circa, facendolo arrivare a quasi 2 km di altitudine, con una velocità di 0.38 cm al secondo. Dopo quasi 2 ore di viaggio, il lander si è nuovamente poggiato (probabilmente all'interno del sito d'atterraggio "B" visto sotto), ed è tornato a balzare una seconda volta per la durata di circa 7 minuti, a 3 cm/s.
I dati del movimento provengono dallo strumento ROMAP, che studia i campi magnetici presenti sulla cometa e può rilevare la distanza dalla superficie; dal rilevatore ad infrarossi a bordo del lander, che ha lo scopo di verificare la temperatura, e dai segnali elettrici provenienti dai sensori posti sui piedi.

Grafico mostra come si pensa siano avvenuti i due salti. Credit: ESA/CNES
Il grafico mostra come si pensa siano avvenuti i due salti. Credit: ESA/CNES
Ecco un modello 3D della cometa per valutare il balzo. I dati provengono da ROMAP. In rosso la posizione del primo atterraggio. Ora il lander si trova da qualche parte all'interno del rombo sulla destra. Credit: ESA
Ecco un modello 3D della cometa per valutare il balzo. I dati provengono da ROMAP. In rosso la posizione del primo atterraggio. Ora il lander si trova da qualche parte all'interno del rombo blu sulla destra. Credit: ESA
Sito B, valutato inizialmente  per un possibile atterraggio del lander Philae. Adesso forse si trova sul lato destro. Credit: ESA
Sito B, valutato inizialmente per un possibile atterraggio del lander Philae. Adesso forse si trova sul lato destro. Credit: ESA

2) Philae: Immagini dalla superficie

Quelle che vedete sono due versioni della prima immagine mai scattata della superficie di una cometa! Potete notare nella versione modificata la grande roccia soprastante. Gli scienziati sono molto interessati alla sua consistenza, perché che il materiale sulla cometa tende ad essere estremamente poco denso e friabile.

Questa è la prima immagine mai ottenuta direttamente dalla superficie di una cometa. Non si vede molto se non uno dei piedi del lander. La superficie è molto scura e la luce è poca, quindi per vedere l'immagine in dettaglio servono esposizioni più lunghe in grado di catturare più luce. Credit: ESA
Questa è la prima immagine mai ottenuta direttamente dalla superficie di una cometa. Non si vede molto se non uno dei piedi del lander. La superficie è molto scura e la luce è poca, quindi per vedere l'immagine in dettaglio servono esposizioni più lunghe in grado di catturare più luce. Credit: ESA
Immagine ritoccata e migliorata mostra una roccia sopra il piede sospeso di Philae. Non è ancora chiaro a che distanza dal lander. Parte di Philae si trova al buio. Credit: ESA
Immagine ritoccata e migliorata mostra una roccia sopra il piede sospeso di Philae. Non è ancora chiaro a che distanza dal lander. Parte di Philae si trova al buio. Credit: ESA

Il lander è finito in una strana posizione, molto inclinata, quasi verticale. Almeno una delle gambe non poggia sul terreno.

Questa seconda foto mostra un'antenna dello strumento radio CONSERT dispiegata. La scia di luce ed i cerchi sono artifici dovuti alla luce del Sole che rimbalza sulla camera. L'immagine  mostra come il lander si trovi ora molto inclinato. Credit: ESA
Questa seconda foto mostra un'antenna dello strumento radio CONSERT dispiegata. La scia di luce ed i cerchi sono artifici dovuti alla luce del Sole che rimbalza sulla camera. L'immagine mostra come il lander si trovi ora molto inclinato. Credit: ESA
Immagine della terza camera del lander che mostra parte della superficie ed uno dei piedi poggiati su di essa. Credit: ESA
Immagine della terza camera del lander che mostra parte della superficie ed uno dei piedi poggiati su di essa. Credit: ESA
Questo si pensa possa essere uno dei "muri" accanto al lander che si trova in bilico. Credit: ESA
Questo si pensa possa essere uno dei "muri" accanto al lander che si trova in bilico. Credit: ESA
Particolare della superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ripresa vicino ai piedi del lander Philae. Credit: ESA
Particolare della superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ripresa vicino ai piedi del lander Philae. Credit: ESA
Rocce fotograte vicinissimo al sito del lander Philae.
Rocce fotograte vicinissimo al sito del lander Philae.
Antenna del lander Philae vista sopra una serie di rocce. Sotto si vede bene anche l'ombra dell'antenna. Credit: ESA
Antenna del lander Philae. Sotto si vede bene anche l'ombra della stessa. Credit: ESA
Mosaico parziale della superficie insieme ad uno dei piedi del lander Philae. Credit: ESA
Mosaico parziale della superficie insieme ad uno dei piedi del lander Philae. Credit: ESA

Gli scienziati stanno già studiando la superficie alla ricerca di indizi sulle sue caratteristiche. Ciò che può sembrare roccia e polvere, è in realtà un tipo di materiale diverso da qualsiasi altro nel sistema solare, ricco di minerali, materia organica e forse tracce d'acqua. In alcune zone il materiale sembra molto più bianco e chiaro. Questo può indicare una diversità nella composizione.

3) Dati scientifici e strumenti attivi.

Uno dei primi strumenti attivati anche durante la notte, mentre la sonda Rosetta era dall'altra parte della Churyumov-Gerasimenko, è stato CONSERT, lo strumento radio presente sia sulla sonda che sul lander Philae. Grazie a queste prime analisi avremo subito un'idea chiara diella struttura di base della cometa:

Ecco alcuni modelli dell'interno della Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, come immaginati in base alle attuali ipotesi più ricorrenti. Da sinistra a destra abbiamo: Interno unico e stratificato; interno diviso e non stratificato; interno diviso e stratificato. Questo ci dirò molto sulla storia della cometa e se si tratta o meno per esempio di due comete unite molto tempo fa. Questi dati verranno ottenuti grazie ai due strumenti radio CONSERT a bordo della sonda Rosetta e a bordo del lander Philae. I due misureranno come cambiano le onde radio mentre passano attraverso la cometa. Credit: ESA
Ecco alcuni modelli dell'interno della Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, come immaginati in base alle attuali ipotesi più ricorrenti. Da sinistra a destra abbiamo: Interno unico e stratificato; interno diviso e non stratificato; interno diviso e stratificato.
Questo ci dirà molto sulla sua storia, e se si tratta o meno di due comete unite molto tempo fa. Questi dati verranno ottenuti grazie ai due strumenti radio CONSERT a bordo della sonda Rosetta e a bordo del lander Philae. I due misureranno come cambiano le onde radio mentre passano attraverso la cometa. Credit: ESA

Un altro strumento già attivo, e che sta raccogliendo moltissimi dati, è ROMAP, il misuratore di campi magnetici sulla cometa. Non ci si aspetta che la cometa abbia un suo campo magnetico attivo, ma si pensa che alcuni minerali presenti possano essere stati magnetizzati all'origine della sua formazione. ROMAP è in grado di rilevare anche piccolissimi cambiamenti nei campi magnetici ed è già al lavoro da quando è stato sganciato dalla sonda Rosetta.

Anche SESAME, lo strumento acustico ed elettrico (composto da tre diversi sotto-strumenti) per emettere ed ascoltare onde acustiche ed impulsi elettrici è già attivo ed al lavoro per sondare il sottosuolo della zona dove ora si trova Philae.

Le camere CIVA (sui lati) e ROLIS (sul fondo) stanno ottenendo nuove immagini con il variare delle condizioni di luminosità e domani dovremmo avere un'idea migliore di dove si trova ora di preciso il lander.

Anche i mini-laboratori chimici interni COSAC e Ptolemy sono già attivi e pronti per lo studio dei campioni raccolti dalla trivella SD2. Il problema resta però l'estrema precarietà del lander. Prima di usare questi strumenti che potrebbero spostare l'equilibrio del lander, gli scienziati cercheranno di ottenere quanti più dati scientifici possibili nell'attuale posizione, e valutare se un movimento mirato possa o meno spostare il lander in futuro.

4) Energia e Precarietà di Philae. Quanto sopravviverà?

Ecco una prima animazione molto cruda della possibile posizione in cui si trova il piccolo lander Philae.  Credit: djellison (da unmannedspaceflight.com)
Ecco una prima animazione molto cruda della possibile posizione in cui si trova il piccolo lander Philae. Credit: djellison (da unmannedspaceflight.com)

Attualmente il lander sta ricevendo appena 90 minuti di luce diretta ogni 12 ore, invece delle 6/7 previste per il sito J. Attualmente sono già in uso sia la batteria primaria che secondaria, e gli scienziati stanno cercando di creare una nuova lista prioritaria degli esami scientifici da fare. Alcuni, che rischiano maggiormente di destabilizzare Philae, sono stati posticipati per dar precedenza agli strumenti che non ne inficiano la posizione.
Di questo passo, il lander finirà le batterie tra appena 60 ore. Il team spera di riuscire ad ottenere il massimo dei dati possibili e valutare all'ultimo se è il caso di tentare una manovra che sposti il lander da lì. Non sarà facile, perché i rischi di perdere la sonda sono molti.

Mosaico e posizione di Philae e le immagini scattate. Credit: ESA
Mosaico e posizione di Philae. Credit: ESA
Proiezione delle immagini scattate dal lander Philae. Credit. ESA/Matthias Malmer
Proiezione delle immagini scattate dal lander Philae. Credit. ESA/Matthias Malmer

Nella sua attuale posizione potrebbe comunque finire in letargo fino a quando non riceverà più luce, ossia quando la cometa si troverà molto più vicina al Sole. Il team potrebbe poi risvegliare il lander. Nel frattempo, ogni ora di luce a disposizione verrebbe interamente dedicata a riscaldare per quanto possibile l'elettronica di bordo del lander, onde evitare di perderlo completamente per il freddo, come successo su Marte al rover Spirit.

5) Indagini dall'orbita grazie a Rosetta

Nel frattempo la sonda Rosetta sta cercando di capire in che punto del Sito B si trovi esattamente Philae, ed ha iniziato a scattare alcune fotografie, la cui esposizione un po' alta, però, rende difficile vedere con chiarezza le eventuali tracce. Domani dovrebbero arrivare ulteriori foto più nitide e ravvicinate.

Primo mosaico alla ricerca di Philae. La croce rossa rappresenta il posto del primo atterraggio. Credit: ESA
Primo mosaico alla ricerca di Philae. La croce rossa rappresenta l'area del primo atterraggio. Credit: ESA

I prossimi aggiornamenti arriveranno domani con una conferenza, alle ore 14:00 (ore italiane) sul canale ESA dedicato alla missione.

Qui invece potete seguire l'intera conferenza avvenuta oggi, con tutte le interviste e le domande finali.

http://new.livestream.com/ESA/cometlanding/videos/67965864

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Una risposta a “Philae: Foto, Dati e Riassunto del Primo Giorno in Bilico sulla Cometa”

  1. Piccolofalco75

    Non si potrebbe usare gli specchi di Rosetta per riflettere un po di luce solare?

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