Orion: Foto e Video HD del Lancio, Orbita e Rientro


Momento del lancio della navicella Orion con il razzo Delta IV Heavy. Credit: NASA
Momento del lancio della navicella Orion con il razzo Delta IV Heavy. Credit: NASA

L'importanza storica di questa giornata è stata sottolineata in mille modi diversi in queste ore, ma una delle cose più belle dell'esplorazione spaziale e l'astronomia in generale è l'impatto visivo che questi due campi di studio riescono ad avere sul pubblico, al di là di mille parole. Orion è un primo mattone di un edificio molto più grande che sta nascendo in seno alla NASA. Le sue tecnologie oggi sono state messe letteralmente alla prova oggi, la prova del fuoco (e anche la prova della radiazione, visto il doppio passaggio attraverso le fasce radioattive di Van Allen), e saranno fondamentali per rendere Orion (o derivati nati da quest'esperienza) in grado un giorno di portare e riportare astronauti verso destinazioni nello spazio profondo.

Al di là di futuri piani per Marte, Orion è già riuscita a suscitare un entusiasmo nel pubblico come non si vedeva dai tempi delle classiche missioni Shuttle. Tutti respirano davvero aria di un nuovo inizio per l'esplorazione spaziale umana dopo questo lancio, ed è quasi un peccato pensare che dovremo attendere altri 4 anni per vedere un nuovo lancio di Orion (sebbene il prossimo sarà in parte anche nostro, degli Europei, dato che porterà un modulo di servizio in costruzione ora all'ESA).

Un gruppo di persone alle 6 di mattina, al Jetty Park, vicino alla rampa di lancio presso Cape Canaveral, aspettano il lancio nonostante il vento ed il freddo. Il 4 dicembre poi il lancio è stato rimandato.
Un gruppo di persone alle 6 di mattina, al Jetty Park, vicino alla rampa di lancio presso Cape Canaveral, aspettano il lancio nonostante il vento ed il freddo. Il 4 Dicembre poi il lancio è stato rimandato.

Sono però presenti tutti gli ingredienti per sperare che Orion riesca davvero a portarci su Marte o altrove, in futuro. Prima di tutto è la più avanzata e più sicura navicella spaziale mai costruita, ed è la prima a poter riportare astronauti nello spazio profondo dai tempi delle missioni Apollo. Se serviva una prova a dar forza a queste parole, oggi l'abbiamo avuta con una missione in cui pressoché nulla è andato storto!

Riflessi del Delta IV Heavy insieme alla navicella Orion della NASA. Credit: KSP/NASA/ULA
Riflessi del Delta IV Heavy insieme alla navicella Orion della NASA. Credit: KSP/NASA/ULA
Delta IV Heavy sulla rampa di lancio a Cape Canaveral. Credit: NASA
Delta IV Heavy sulla rampa di lancio a Cape Canaveral. Credit: NASA
Vista ravvicinata del Delta IV Heavy mentre veniva riportato sulla rampa di lancio il 5 Dicembre 2014. Credit: NASA
Vista ravvicinata del Delta IV Heavy mentre veniva riportato sulla rampa di lancio il 5 Dicembre 2014. Credit: NASA
Momento del lancio del razzo Delta IV Heavy insieme alla navicella Orion. Credit: NASA
Momento del lancio del razzo Delta IV Heavy insieme alla navicella Orion. Credit: NASA
Momento del lancio del razzo Delta IV Heavy insieme alla navicella Orion. Credit: NASA
Momento del lancio del razzo Delta IV Heavy insieme alla navicella Orion. Credit: NASA
Momento del lancio del razzo Delta IV Heavy insieme alla navicella Orion. Credit: NASA
Momento del lancio del razzo Delta IV Heavy insieme alla navicella Orion. Credit: NASA
Momento del lancio del razzo Delta IV Heavy insieme alla navicella Orion. Credit: NASA
Momento del lancio del razzo Delta IV Heavy insieme alla navicella Orion. Credit: NASA

Ecco il video del lancio del razzo Delta IV Heavy con Orion per la missione EFT-1:

Ed ecco invece la versione completa del viaggio dell'Orion in orbita terrestre, con la separazione degli stadi del razzo e poi del sistema di espulsione di sicurezza.

Gli astronauti della Expedition 42, a bordo della ISS, guardano in diretta il lancio di Orion con un razzo Delta IV Heavy. Credit: NASA/ISS
Gli astronauti della Expedition 42, a bordo della ISS, guardano in diretta il lancio di Orion con un razzo Delta IV Heavy. Credit: NASA/ISS
Piano di volo per la navicella Orion. Credit: NASA
Piano di volo per la navicella Orion. Credit: NASA
Uccelli passano davanti alla nube rimasta dopo il lancio del Delta IV Heavy. Credit: NASA
Uccelli passano davanti alla nube rimasta dopo il lancio del Delta IV Heavy. Credit: NASA
Arrivo nello spazio di Orion ed il secondo stadio insieme ai booster  laterali del Delta IV Heavy. Credit: NASA
Arrivo nello spazio di Orion ed il secondo stadio insieme ai booster laterali del Delta IV Heavy. Credit: NASA
Poco prima della separazione dei booster laterali del Delta IV Heavy. Credit: NASA
Poco prima della separazione dei booster laterali del Delta IV Heavy. Credit: NASA
Vista del primo stadio del razzo insieme alla navicella Orion poco prima del rilascio della protezione esterna di Orion. Credit: NASA
Vista del primo stadio del razzo insieme alla navicella Orion poco prima del rilascio della protezione esterna di Orion. Credit: NASA
Navicella Orion durante il rilascio della protezione esterna ed il sistema di espulsione durante le emergenze. Credit: NASA
Navicella Orion durante il rilascio della protezione esterna ed il sistema di espulsione durante le emergenze. Credit: NASA

Dopo questa prima fase, le camere a bordo della sonda hanno ripreso dai finestrini l'entrata nella prima orbita bassa, con splendide riprese della Terra, sebbene in bassa risoluzione (quelle ad alta definizione saranno rilasciate nei prossimi giorni).

Illustrazione di com'era Orion insieme al primo stadio mentre si alzava nell'orbita alta. Credit: NASA
Illustrazione di com'era Orion insieme al primo stadio mentre si alzava nell'orbita alta. Credit: NASA
Fitoplancton (la parte in verde) nel Golfo del Messico. Credit: NASA
Fitoplancton (la parte in verde) nel Golfo del Messico. Credit: NASA
Caraibi viste dalla navicella spaziale Orion. Credit: NASA
Caraibi viste dalla navicella spaziale Orion. Credit: NASA
Golfo del Messico e luce della Terra visti dalla navicella Orion. Credit: NASA
Golfo del Messico e luce della Terra visti dalla navicella Orion. Credit: NASA
Golfo del Messico e luce della Terra visti dalla navicella Orion. Credit: NASA
Golfo del Messico e luce della Terra visti dalla navicella Orion. Credit: NASA

Dopo di che si passa ad una graduale salita, con le foto che mostrano la Terra.

Terra dall'alta orbita di Orion. Credit: NASA
Terra dall'alta orbita di Orion. Credit: NASA
Terra dall'alta orbita di Orion. Credit: NASA
Terra dall'alta orbita di Orion. Credit: NASA
Terra dall'alta orbita di Orion. Credit: NASA
Terra dall'alta orbita di Orion. Credit: NASA
Terra dall'alta orbita di Orion. Credit: NASA
Terra dall'alta orbita di Orion. Credit: NASA
Terra dall'alta orbita di Orion. Credit: NASA
Terra dall'alta orbita di Orion. Credit: NASA
Terra dall'alta orbita di Orion. Credit: NASA
Terra dall'alta orbita di Orion. Credit: NASA
Vista fuori dal finestrino dalla navicella Orion. Credit: NASA
Vista fuori dal finestrino dalla navicella Orion. Credit: NASA

Nel frattempo, mentre la navicella Orion si preparava a fare ritorno sulla Terra, da qualche parte nell'oceano Pacifico, un drone robotico di nome Ikhana, stava osservando il cielo ed il mare in attesa dell'arrivo di Orion, per guardare in dettaglio il rientro, l'apertura dei suoi 11 paracadute e lo splashdown finale.

Drone Ikhana, usato dalla NASA per la sorveglianza del Pacifico per lo splashdown di Orion. Credit: NASA
Drone Ikhana, usato dalla NASA per la sorveglianza del Pacifico per lo splashdown di Orion. Credit: NASA
Alba sull'Oceano Pacifico vista dal Drone Ikhana, della NASA, in attesa di Orion. Credit: NASA
Alba sull'Oceano Pacifico vista dal Drone Ikhana, della NASA, in attesa di Orion. Credit: NASA
Alba sull'Oceano Pacifico vista dal Drone Ikhana, della NASA, in attesa di Orion. Credit: NASA
Alba sull'Oceano Pacifico vista dal Drone Ikhana, della NASA, in attesa di Orion. Credit: NASA
Alba sull'Oceano Pacifico vista dal Drone Ikhana, della NASA, in attesa di Orion. Credit: NASA
Alba sull'Oceano Pacifico vista dal Drone Ikhana, della NASA, in attesa di Orion. Credit: NASA
Alba sull'Oceano Pacifico vista dal Drone Ikhana, della NASA, in attesa di Orion. Credit: NASA
Alba sull'Oceano Pacifico vista dal Drone Ikhana, della NASA, in attesa di Orion. Credit: NASA
Alba sull'Oceano Pacifico vista dal Drone Ikhana, della NASA, in attesa di Orion. Credit: NASA
Alba sull'Oceano Pacifico vista dal Drone Ikhana, della NASA, in attesa di Orion. Credit: NASA
Ecco la tabella di marcia con tutti i momenti salienti da tenere d'occhio in vista del lancio di questo pomeriggio. Credit. NASA
Ecco la tabella di marcia con tutti i momenti salienti da tenere d'occhio in vista del lancio di questo pomeriggio. Credit. NASA

Nel suo viaggio, la navicella Orion ha attraversato due volte le fasce di Van Allen, mettendo alla prova la sua elettronica, i computer e l'avionica in generale. Sarà misurato l'impatto dell'esposizione alle radiazioni e l'efficacia delle misure protettive adoperate per mantenere al sicuro eventuali astronauti in viaggio verso Marte, o altrove. Orion è arrivata oggi a 5800 km dalla Terra e da lì ha iniziato una discesa per rientrare nell'atmosfera ad oltre 32.000 km! Lo scudo termico è stato esposto a temperature fino a 2200°C. Internamente, presunti astronauti avrebbero subìto tra 8 e 8.3 G, rispetto agli attuali 4.2 cui sono sottoposti al rientro sulla Terra dalla ISS con la Soyuz.

La Terra da 143 km di altitudine, poco prima dell'impatto dello scudo termico con l'atmosfera. Credit: NASA
La Terra da 143 km di altitudine, poco prima dell'impatto dello scudo termico con l'atmosfera. Credit: NASA
Primo piano dello scudo termico che ha resistito oggi all'entrata in atmosfera di Orion a 32.000 km/h ed a temperature due volte quelle della lava! Credit: NASA/Kennedy Space Center
Primo piano dello scudo termico che ha resistito oggi all'entrata in atmosfera di Orion a 32.000 km/h ed a temperature due volte quelle della lava! Credit: NASA/Kennedy Space Center
Fiamme intorno allo scudo termico di Orion nell'entrata nell'atmosfera. Credit: NASA
Fiamme intorno allo scudo termico di Orion nell'entrata nell'atmosfera. Credit: NASA

Ecco il video completo della discesa, l'apertura dei paracadute e lo splashdown:

Il video rozzo direttamente ottenuto dal drone Ikhana:

Orion vista come puntino caldo, negli infrarossi, dal drone Ikhana. Credit: NASA
Orion vista come puntino caldo, negli infrarossi, dal drone Ikhana. Credit: NASA
Charles Bolden, amministratore della NASA, entusiasta per la discesa nell'atmosfera di Orion. Credit: NASA
Charles Bolden, amministratore della NASA, entusiasta per la discesa nell'atmosfera di Orion. Credit: NASA
Navicella Orion poco prima del recupero. Credit: NASA
Navicella Orion poco prima del recupero. Credit: NASA
Apertura dei primi paracadute sopra le nuvole ed il blu sottostante dell'oceano. Credit: NASA
Apertura dei primi paracadute sopra le nuvole ed il blu sottostante dell'oceano. Credit: NASA
Vista dei paracadute principali di Orion durante l'apertura. Credit: NASA
Vista dei paracadute principali di Orion durante l'apertura. Credit: NASA
Vista dei paracadute principali di Orion durante l'apertura. Credit: NASA
Vista dei paracadute principali di Orion durante l'apertura. Credit: NASA
Discesa nell'atmosfera della navicella Orion della NASA. Credit: NASA
Discesa nell'atmosfera della navicella Orion della NASA. Credit: NASA
Vista dei paracadute principali di Orion durante l'apertura. Credit: NASA
Vista dei paracadute principali di Orion durante l'apertura. Credit: NASA
Orion nell'acqua dopo lo splashdown. Credit: NASA
Orion nell'acqua dopo lo splashdown. Credit: NASA
Vista negli infrarossi di Orion nelle acque, ottenuta dal drone Ikhana. Credit: NASA
Vista negli infrarossi di Orion nelle acque, ottenuta dal drone Ikhana. Credit: NASA
Navicella Orion poco prima del recupero. Credit: NASA
Navicella Orion poco prima del recupero. Credit: NASA
Centro controllo missione a Houston, Texas, dove è stata gestita la missione EFT-1 di Orion. Credit: NASA
Centro controllo missione a Houston, Texas, dove è stata gestita la missione EFT-1 di Orion. Credit: NASA
Orion nelle acque del Pacifico. Credit: NASA
Orion nelle acque del Pacifico. Credit: NASA

Se guardate bene, si vede che uno dei palloni della navicella non si è gonfiato come previsto, e uno è gonfio a metà. Non è un problema grave, dato che servono come supporto ulteriore alla frenata, ma è l'unica piccola cosa andata non nominalmente in una missione altrimenti perfetta!

Illustrazione di come sarà in futuro la navicella Orion con integrato anche il modulo di servizio dell'ESA (la parte centrale con i panelli solari). Oggi è stata simulata come peso morto, per essere pronti però per il prossimo viaggio, EM1, nel 2018, insieme anche al razzo SLS. Credit: NASA
Illustrazione di come sarà in futuro la navicella Orion con integrato anche il modulo di servizio dell'ESA (la parte centrale con i panelli solari). Oggi è stata simulata come peso morto, per essere pronti però per il prossimo viaggio, EM1, nel 2018, insieme anche al razzo SLS. Credit: NASA
Traiettoria della prossima missione Orion, insieme al modulo europeo, sulle spalle di un razzo SLS, nel 2017/2018. Credit: NASA
Traiettoria della prossima missione Orion, insieme al modulo europeo, sulle spalle di un razzo SLS, nel 2017/2018. Credit: NASA

Il futuro ci riserva molte certezze dopo questa missione, come uno strumento strepitoso e già estremamente affidabile: Orion. Non solo una nuova navicella per lo spazio profondo, ma una navicella modulare, versatile e riutilizzabile (diversamente dalle vecchie Apollo, per esempio). Insieme allo sviluppo dei razzi Space Launch System, promettono di aprirci le porte del Sistema Solare come mai successo prima.
Molto però dipenderà dalla volontà politica (spesso volatile tra un'amministrazione e l'altra) dei prossimi governi USA. SLS e Orion sono progetti pluriennali che necessitano di impegni e visione a lunga durata.

Ecco la presentazione dei razzi Space Launch System della NASA:

http://www.nasa.gov/orion/

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