Misteriose Increspature Ritrovate Attraverso il Disco di Accrescimento di una Giovane Stella


Questo set di immagini mostrano il disco di circa 64 miliardi di km di diametro e la stringa curiose increspature la cui origine è al momento sconosciuta. Si stima che la velocità del loro moto sia di 35.000 km/h. Credits: NASA, ESA, ESO, A. Boccaletti (Paris Observatory)
Questo set di immagini mostrano il disco di circa 64 miliardi di km di diametro e la stringa curiose increspature la cui origine è al momento sconosciuta. Si stima che la velocità del loro moto sia di 35.000 km/h. Credits: NASA, ESA, ESO, A. Boccaletti (Paris Observatory)

La scoperta è partita da una collaborazione internazionale: utilizzando i dati dello Hubble Space Telescope della NASA ed il Very Large Telescope dell'ESO (situato in Cile), gli astronomi hanno scoperto delle straordinarie strutture – mai viste prima – all'interno del disco di gas e polveri che circonda la giovane, nonché vicina, stella AU Microscopii (AU Mic). Le strutture, simili ad onde ed in moto senza posa, non sono assimilabili a niente di osservato in precedenza né di previsto dalla teoria sui dischi che circondano le stelle: questo nuovo fenomeno potrebbe fornire notevoli indizi su come i pianeti si formano all'interno dei dischi di polveri delle stelle.

Il soggetto, AU Mic è una stella particolarmente vicina a noi, collocata appena a 32 anni luce da noi nella costellazione australe del Microscopio. È una stella ottimale da osservare: il suo disco di polveri è infatti visto di taglio rispetto alla Terra, e questo permette di visualizzare meglio alcuni dettagli. Gli astronomi hanno scandagliato accuratamente il disco di AU Mic alla ricerca di segni di strutture grumose o distorte che potrebbero offrire la prova di formazione planetaria. Attraverso lo strumento SPHERE dell'ESO (Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet Research), montato sul Very Large Telescope, i ricercatori si sono trovati di fronte ad una struttura davvero insolita vicinissima alla stella.

Le immagini di SPHERE mostrano una serie di caratteristiche inspiegabili nel disco, che possiedono una forma ad arco od onda diversa da tutto ciò che abbiamo mai osservato prima d'ora,” spiega Anthony Boccaletti, dell'Obsérvatoire de Paris, autore principale della pubblicazione.

Le immagini rivelano un treno di archi simili ad onde, simili ad increspature nell'acqua. Dopo aver individuato le strutture nei dati di SPHERE, il team è andato a ricontrollare precedenti immagini del disco riprese da Hubble nel 2010 e 2011: quest'ultime non sono state riconosciute nelle osservazioni iniziali e tuttavia, una volta che gli astronomi hanno riprocessato le immagini di Hubble, non solo sono stati in grado di identificarle, ma hanno realizzato che variano anche nel tempo! Queste increspature non solo si stanno muovendo, ma si stanno muovendo anche velocemente.

Sembra che le increspature più lontane dalla stella si muovano più velocemente di quelle più vicine. Almeno tre di queste strutture si stanno muovendo così velocemente che stanno fuggendo dall'attrazione gravitazionale della stella. Velocità così elevate presentano la possibilità che queste strutture siano causate da oggetti – quali pianeti – che interagiscono gravitazionalmente con il materiale del disco. Il team ha inoltre presentato una serie di possimili fenomeni come spiegazione, inclusa la collisione di due oggetti massivi e simili ad asteroidi che rilasciano grandi quantità di polvere ed onde a spirale innescate dalla instabilità formatasi dalla gravità del sistema.

Una spiegazione per le strane strutture le collegano ai flares della stella. AU Mic è una stella con una elevata attività di flaring – rilascia spesso grandi ed improvvisi scoppi di energia da o presso alla sua superficie,” spiega il co-autore Glenn Schneider dello Steward Observatory di Phoenix, in Arizona. “Uno di questi flares potrebbe avere forse rilasciato qualcosa in direzione di uno dei pianeti – se di pianeti trattasi – come una violenta frustata I materiale, che potrebbe ora propagarsi attraverso il disco, spinti dalla forza del flare.”

Il team, i cui risultati sono stati pubblicati oggi su Nature, ora ha pianificato il proseguimento delle osservazioni di AU Mic e del suo sistema, per cercare di capire che cosa sta accadendo. Ma per ora, queste curiose strutture rimangono un mistero.

Giulia Murtas

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