Missione Voyager Celebra 30 Anni dall'Ultimo Incontro con Urano


Arrivando nel 1986, Voyager 2 trovò un globo azzurrino con delle strutture evanescenti. Un sottile strato di foschia nasconde le strutture delle nuvole del pianeta. Credits: NASA/JPL-Caltech
Arrivando nel 1986, Voyager 2 trovò un globo azzurrino con delle strutture evanescenti. Un sottile strato di foschia nasconde le strutture delle nuvole del pianeta. Credits: NASA/JPL-Caltech

L'unico incontro che l'umanità abbia mai avuto con il maestoso pianeta Urano è stato nel lontano 1986, quando, il 24 gennaio Voyager 2 ha dato il suo sguardo più ravvicinato al gigante azzurro. In appena 5.5 ore di intenso studio, da una distanza di 81 500 km, la sonda ha inviato a terra immagini mozzafiato del pianeta e delle sue molteplici lune.

“Sapevamo che Urano sarebbe stato diverso perché è inclinato sul suo fianco, e ci aspettavamo sorprese,” spiega Ed Stone, scienziato del progetto per la missione Voyager presso il California Institute of Technology di Pasadena. Stone ha lavorato al progetto sin dal 1972, mantenendo lo stesso ruolo fino ad oggi.

Ultimo sguardo ad Urano, mentre Voyager 2 si stava già dirigendo verso il successivo obiettivo, Nettuno. Credits: NASA/JPL-Caltech
Ultimo sguardo ad Urano, mentre Voyager 2 si stava già dirigendo verso il successivo obiettivo, Nettuno. Credits: NASA/JPL-Caltech

Urano non ha di certo deluso le aspettative. Si è rivelato essere il più freddo pianeta del Sistema Solare – nonostante non sia il più lontano dal sole – perché non ha una fonte interna di calore. Gli studiosi hanno stabilito che la sua atmosfera è composta per l'85% da idrogeno e per il 15% da elio. Si ha anche la prova della presenza di un oceano che ribolle a circa 800 km al di sotto della coltre di nubi.

Gli scienziati hanno scoperto che Urano ha un campo magnetico diverso da tutti quelli mai incontrati prima: nel caso di Mercurio, Terra, Giove e Saturno, il campo magnetico è allineato approssimativamente con l'asse di rotazione. “Quindi arrivammo ad Urano e vedemmo che i poli erano vicino all'equatore,” racconta Stone. “Nettuno si rivelò essere simile. Il campo magnetico non è centrato con il centro del pianeta.”

L'immagine in falsi colori e con alto contrasto rivelano sottili bande di nuvole concentriche che circondano il polo sud. Credits: NASA/JPL-Caltech
L'immagine in falsi colori e con alto contrasto rivelano sottili bande di nuvole concentriche che circondano il polo sud. Credits: NASA/JPL-Caltech

Questo campo magnetico di superficie si è rivelato essere addirittura più forte di quello di Saturno. I dati di Voyager 2 hanno aiutato gli scienziati a capire che la coda magnetica di Urano si attorciglia ad elica allungandosi per 10 milioni di km nella direzione opposta al sole. Comprendere come i campi magnetici planetari interagiscono con il sole è una chiave importante per sviscerare a fondo la vera natura dello spazio. Non solo studiare la connessione sole-pianeta ci darà utili informazioni per i viaggi spaziali, ma aiuterà a far luce sull'origine dei pianeti e sul loro potenziale per ospitare la vita.

Voyager osservò gli estesi anelli di Urano, scoprendone due nuovi. Credits: NASA/JPL-Caltech
Voyager osservò gli estesi anelli di Urano, scoprendone due nuovi. Credits: NASA/JPL-Caltech

Voyager 2 ha inoltre scoperto 10 nuove lune (sono 27 in totale) e 2 nuovi anelli che hanno aggiunto fascino al gigante gassoso. In particolare una luna ghiacciata, Miranda, ha rivelato in particolare un paesaggio variegato e la prova di attività geologica in un passato remoto. Nonostante sia appena 500 km di diametro, questo piccolo satellite mostra titanici canyon che potrebbero essere 12 volte più profondi del Grand Canyon in Arizona, e gli studiosi pensano che Miranda potrebbe essere fatta a pezzi e poi riassemblata.

Tre delle dieci lune scoperte da Voyager 2: Portia (1986 U1), Cressida (1986 U3) e Rosalind (1986 U4Credits: NASA/JPL-Caltech
Tre delle dieci lune scoperte da Voyager 2: Portia (1986 U1), Cressida (1986 U3) e Rosalind (1986 U4Credits: NASA/JPL-Caltech

Voyager 2 venne lanciata il 20 agosto 1977, 16 giorni prima della sua gemella Voyager 1. I progettisti della missione pianificarono l'incontro della Voyager 2 con Urano, in modo tale che la navicella ricevesse una spinta gravitazionale per aiutarla a raggiungere Nettuno, tre anni più tardi.

Giulia Murtas

Rispondi

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>