Nuovo Osservatorio Spaziale in Banda X in Orbita per lo Studio di Buchi Neri e Ammassi Galattici


Partenza senza intoppi, stamattina, per ASTRO-H, dal Tanegashima Space Center di Kagoshima, Giappone. Credit: JAXA
Partenza senza intoppi, stamattina, per ASTRO-H, dal Tanegashima Space Center di Kagoshima, Giappone. Credit: JAXA

A chi è un fan sfegatato dell'astrofisica delle alte energie, un nuovo satellite è pronto per voi: alle 9:45 di stamattina, l'agenzia spaziale giapponese JAXA ha lanciato il sesto satellite dedicato all'astronomia in banda X, ASTRO-H, dal Tanegashima Space Center a Kagoshima, Giappone. L'osservatorio trasporta uno strumento all'avanguardia e due specchi costruiti in parte presso il Goddard Space Flight Center di Greenbelt, Maryland.

Il satellite ASTRO-H darà una svolta allo studio di una grande varietà di fenomeni ad alta energia nel cosmo, dai materiali super riscaldati e sul punto di cadere su un buco nero, all'evoluzione di grandi ammassi di galassie: i quattro strumenti a carico saranno in grado di osservare una banda di energie che spazia dai raggi X “molli” (intorno ai 300 electronvolt – eV) fino ai raggi gamma “molli” (intorno ai 600 000 eV). Per intenderci, l'energia della luce visibile varia da 2 a 3 eV!

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Lo schema mostra la posizione dei vari strumenti dentro ASTRO-H, i relativi telescopi e la banda di energie di cui ciascuno si occupa. Le misure dell'energia sono riportate in keV (1000 electronvolt), e sono milioni di volte più potenti dell'energia della luc visibile. Credits: JAXA/NASA's Goddard Space Flight Center

“Osserviamo raggi X da sorgenti in tutto l'universo, laddove le particelle di materia raggiungono energie sufficientemente elevate,” spiega Robert Petre, capo dello X-ray Astrophysics Laboratory del Goddard, nonché capo del progetto di ASTRO-H per gli Stati uniti. “Le energie crescono in una varietà di scenari, incluse le esplosioni stellari, campi magnetici estremi o altissima gravità, ed i raggi X ci permettono di indagare aspetti di questi fenomeni che sono inaccesibili agli strumenti che osservano ad altre lunghezze d'onda”.

La bellezza di ASTRO-H sta nel fatto che, rispetto al predecessore Suzaku che è rimasto attivo dal 2005 fino allo scorso anno, sarà in grado di vedere sorgenti addirittura 10 volte più deboli: e per riuscirci dovrà focalizzare quattro telescopi a raggi X co-allineati ed una serie di strumenti che provvederanno a coprire simultaneamente l'intera banda di energie osservabili.

L'osservatorio ASTRO-H, come appariva il 27 novembre 2015 presso lo Tsukuba Space Center, in Giappone. Credit: JAXA
L'osservatorio ASTRO-H, come appariva il 27 novembre 2015 presso lo Tsukuba Space Center, in Giappone. Credit: JAXA

ASTRO-H, che è stato informalmente ribattezzato Hitomi (“pupilla”) è stato sviluppato dall'Istituto di Scienze Spaziali ed Astronautiche, una divisione della JAXA, ed è stato costruito tramite una collaborazione internazionale guidata dalla JAXA stessa, con il contributo della NASA, dell'ESA e di altre istituzioni in Giappone ed in Canada. In questo momento il satellite ha dispiegato i suoi pannelli solari e sta operando normalmente.

Giulia Murtas

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