Falcon 9 della SpaceX Nuovamente sulla Rampa di Lancio e Pronto per la Partenza


Razzo Falcon 9 sulla rampa di lancio. Credit: SpaceX
Razzo Falcon 9 sulla rampa di lancio. Credit: SpaceX

Questa notte la SpaceX si è nuovamente preparata – dopo una serie di scivoloni – al quinto tentativo di lancio del suo razzo Falcon 9, che trasporta il satellite per le comunicazioni SES-9. La finestra di lancio si aprirà alle 23:35 UTC (00:35 ora italiana) proseguendo poi per un'ora e mezza.

I problemi finora sono stati di varia natura. Il 24 febbraio, data del primo countdown, è stato stabilito che i venti non risultavano particolarmente favorevoli, ed inoltre che sarebbe stato necessario un altro giorno per raffreddare completamente l'ossigeno liquido da pompare nel razzo a due stadi: il Falcon 9 deve infatti poter operare al massimo delle sue possibilità per poter portare il suo prezioso carico – del considerevole peso di 5300 kg – nella sua orbita ad alta energia, e più il propellente è freddo più è denso (quindi ce ne sta di più nel serbatoio).

Il giorno seguente il tentativo di lancio è stato bloccato appena due minuti prima del tempo zero a causa della sequenza di carico dell'ossigeno liquido che non sarebbe riuscita a terminare per permettere il lancio.

Il successivo tentativo non è andato in porto letteralmente a causa di un'imbarcazione entrata nell'area di sicurezza, che ha causato ben 34 minuti di ritardo sul conto alla rovescia. Una volta rimossa questa, il propellente si era riscaldato troppo, e l'accensione è stata interrotta in quanto un motore sembrava avesse una perdita causata da una bolla di elio all'interno del propellente ormai in ebollizione. Infine, l'ultimo lancio – che sarebbe dovuto avvenire martedì scorso – è stato bloccato a causa di un fortissimo vento ad alta quota che non avrebbe permesso un'ascensione sicura per il razzo, portando al quinto ritardo. Insomma, una serie di sfortunati eventi.

Credit: SpaceX
Credit: SpaceX

Al momento le condizioni meteo sono stabili, ed il Falcon 9 inizierà ad essere caricato con circa 500 metri cubi di ossigeno liquido e 'Propellente-1' a partire da mezz'ora prima del tempo zero previsto per il lancio. L'operazione terminerà appena a 10 minuti dal lancio, permettendo la preparazione del processo di accensione dei nove motori che avrà luogo a 3 secondi dal lancio.

In seguito, i nove motori Merlin 1D appartenenti al primo stadio bruceranno carburante per 2 minuti e 36 secondi, accelerando il veicolo, di ben 70 metri d'altezza, fino alla considerevole velocità di 2.5 km/s. Dopo la separazione, il primo stadio prenderà la via del ritorno rimanendo su una traiettoria balistica, per poi giungere all'Autonomous Spaceport Drone Ship, collocato a 660 km da Cape Canaveral: poiché il primo stadio non può rallentare, sarà sottoposto a forze e temperature estreme non ancora affrontate in casi precedenti – incluso l'atteraggio avvenuto con successo a dicembre. Durante il ritorno, il razzo spiegherà la sua rete di quattro alette per dirigersi verso la 'Of Course I Still Love You' (letteralmente 'ovviamente ti voglio ancora bene') Drone Ship, seguito da un atterraggio che, se avrà successo, risulterà nel primo stadio a riposo sulle sue quattro gambe di atterraggio che marcherà il primo successo della SpaceX come atterraggio sul mare.

Satellite SES-9 per le comunicazioni. Credit: Boeing Satellite Systems
SES-9, satellite per le comunicazioni che partirà con il razzo Falcon 9. Credit: Boeing Satellite Systems

Il secondo stadio invece attiverà il suo piccolo motore MVac per circa sei minuti in modo da raggiungere l'orbita bassa di parcheggio, tirando il grosso carico lungo la strada. Il satellite SES-9 sarà inserito nella sua orbita geostazionaria al di sopra dell'equatore a circa 18 minuti dall'inserimento in orbita del secondo stadio, a 31 minuti dal lancio, e sarà pronto per l'operatività dopo una 'scalata' di 45 giorni per raggiungere la sua posizione prestabilita a 108.2 °E.

Giulia Murtas

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