Sommario dei Pianeti di Star Wars che Esistono anche Nella Realtà


screen-shot-2015-06-16-at-11-14-39-am

In occasione della appena trascorsa Giornata di Star Wars l'universo noto continua a stupire: tra pianeti, lune ed asteroidi, molti dei mondi venuti alla ribalta con la serie di film di grandissimo successo si rispecchiano in corpi celesti reali e talvolta ben noti, sia all'interno dei confini del Sistema Solare che ben al di fuori. Ed ecco una carrellata di oggetti che potrebbero benissimo provenire dal passato della “galassia lontana” in cui la Forza regolava ogni cosa.

Tatooine 2 – Mondi che orbitano due soli

Credit: guim.co.uk
Credit: guim.co.uk

Uno dei pianeti più affascinanti dell'immaginario di Star Wars è sicuramente Tatooine, pianeta desertico, comparso per la prima volta nel IV episodio “Star Wars: A New Hope”, che orbita intorno a due stelle. Per tanto tempo la presenza di mondi intorno a sistemi binari è stato considerata scarsamente probabile: il motivo è dovuto al fatto che la formazione di pianeti è ostacolata dalle forze di marea che si creano tra le due stelle e le collisioni tra protopianeti appartenenti ai due diversi dischi. Nonostante questo, diversi esempi di pianeti con due soli sono stati trovati: tra di essi Kepler 16b, il cui sistema – composto da due stelle con una massa pari al 69% ed al 20% di quella del nostro Sole – si trova a 200 anni luce da noi. Rispetto al vero Tatooine però, Kepler 16b, che compie un'orbita ogni 229 giorni, non è sicuramente abitabile: si tratta di un gigante gassoso e freddo, all'incirca delle dimensioni di Saturno ma del 50% più denso, il che indica la presenza di elementi pesanti.

La Morte Nera diventata realtà

Mimas fa capolino dagli anelli di Saturno con in vista il cratere Herschel, che la fa assomigliare alla Morte Nera di Star Wars. Credit: NASA/JPL-CalTech
Mimas fa capolino dagli anelli di Saturno con in vista il cratere Herschel, che la fa assomigliare alla Morte Nera di Star Wars. Credit: NASA/JPL-CalTech

La celeberrima stazione spaziale risiede proprio all'interno del Sistema Solare: si tratta della piccola luna di Saturno Mimas, rotonda e dotata di un vasto cratere circolare (il cratere Herschel) che ricorda da vicino la lente focale del superlaser che permetteva alla Morte Nera “artificiale” di collimare un fascio laser in grado di distruggere pianeti.

Rivoli di lava sul gemello del pianeta Mustafar

Illustrazione artistica di CoRoT-7b. Credit: Space.com
Illustrazione artistica di CoRoT-7b. Credit: NASA/JPL/Space Science Institute

Mustafar è il pianeta interamente ricoperto di laghi di lava sul quale si è completata la trasformazione dell'animo di Anakin Skywalker ed avviene il duello finale con Obi-Wan. Gemello di Mustafar è sicuramente CoRoT-7b, pianeta roccioso situato a 480 anni luce da noi sul quale l'attività vulcanica è maggiore di quella della luna di Giove Io (che con oltre 400 vulcani è il corpo più attivo del Sistema Solare). Anche CoRoT-7b non si presta di certo facilmente ad ospitare vita: la temperatura raggiunta nel lato a giorno arriva a 2200 °C, mentre in quello buio scende fino a -210 °C. Il pianeta orbita intorno alla sua stella ad appena 2.5 milioni di km, 60 volte più vicino di quanto la Terra non sia rispetto al Sole, e l'attività dei vulcani è talmente intensa da supporre che l'atmosfera sia composta da roccia vaporizzata che pioverebbe nuovamente sulla superficie.

Il piccolo freddo mondo di Hoth

Illustrazione d'artista del pianeta OGLE-2005-BLG-390Lb. Credit: ESO
Illustrazione d'artista del pianeta OGLE-2005-BLG-390Lb. Credit: ESO

La maggior parte dei pianeti extrasolari scoperti si trovano vicini alla propria stella, in quanto sono più facili da individuare a causa del cambiamento di luminosità, o sono molto grandi (talmente tanto da vedere evidenti spostamenti della stella a causa dell'attrazione gravitazionale). Eppure, il pianeta di nome OGLE-2005-BLG-390Lb è diventato il più piccolo pianeta roccioso – e lontano dalla sua stella – conosciuto al di fuori del Sistema Solare. La stella ospite è una nana rossa situata a 28 000 anni luce da noi, con un quinto della massa del Sole e 50 volte meno luminosa: OGLE-2005-BLG-390Lb è circa 5.5 volte più massivo della Terra ed orbita ad una distanza più grande dal suo sole pari a 2.5 AU (unità astronomiche – la distanza Terra-Sole è 1 AU). Con la bellezza di -220 °C in superficie, difficilmente questo pianeta sarebbe abitabile – raggiunge quasi la temperatura di Plutone – ma di sicuro ricorda il pianeta ghiacciato di Hoth, una delle sedi della Ribellione.

La capitale dell'Impero

Ripresa della Nuova Zelanda dallo spazio realizzata dall'astronauta della NASA Ron Garan il 15 aprile 2011. Credit: Ron Garan, Fragile Oasis
Ripresa della Nuova Zelanda dallo spazio realizzata dall'astronauta della NASA Ron Garan il 15 aprile 2011. Credit: Ron Garan, Fragile Oasis

Vi stupirà sapere che, tra i pianeti entrati per le loro peculiarità nella lista di mondi fuoriusciti dalla saga di Star Wars figura anche la Terra. Effettivamente, con la costruzione sempre più ardita di grattacieli futuristici nelle megalopoli, il nostro pianeta potrebbe avvicinarsi moltissimo a Coruscant, capitale dell'Impero, pianeta interamente coperto da una sola città. Tuttavia la Terra è ancora lontano da essere interamente ricoperta: come anche un altro famosissimo esempio in letteratura, Trantor (capitale dell'Impero Galattico descritto nei libri di Asimov), per essere autosufficiente necessiterebbe di almeno una ventina di “pianeti agricoli” intorno. In un certo senso è consolante sapere che l'evoluzione non ha raggiunto certi picchi, con la perdità di molti straordinari panorami terrestri.

Un nascondiglio per il Millennium Falcon

Primo piano dei crateri di Vesta, compiuto dalla sonda Dawn. Credit: NASA/JPL/Space Science Institute
Primo piano dei crateri di Vesta, compiuto dalla sonda Dawn. Credit: NASA/JPL/Space Science Institute

Con il prossimo oggetto si resta sempre dentro il Sistema Solare. Nell'episodio V “Star Wars: The Empire Strikes Back” le truppe dell'Impero son lanciate all'inseguimento della mitica astronave Millennium Falcon di Han Solo e Chewbecca, che per depistarle si nascondono all'interno di un asteroide. Se l'asteroide fosse reale sicuramente potrebbe essere Vesta, il secondo più grande del Sistema Solare e la cui superficie è ricca di picchi acuminati e crateri e canyon spaventosamente profondi.

Crea anche tu un'armata di cloni su Kamino, il mondo d'acqua

Illustrazione dedicata alla superterra GJ 1214b, ricoperta da un unico oceano d'acqua. Credit: David A. Aguilar, CfA
Illustrazione dedicata alla superterra GJ 1214b, ricoperta da un unico oceano d'acqua. Credit: David A. Aguilar, CfA

Il pianeta coperto interamente da un oceano d'acqua e sul quale è stata costruita l'armata dei cloni con il contributo genetico di Jango Fett non è solo reale, ma anche talmente vicino che gli studiosi hanno potuto analizzare la sua atmosfera: si tratta i GJ 1214b, superterra che orbita intorno ad una nana rossa a 40 anni luce da noi. Il pianeta roccioso è circa tre volte più grande della Terra, ma 6.5 volte più massivo, ed è dotato di una sottile atmosfera di idrogeno ed elio. Alla distanza a cui è collocato, GJ 1214b dovrebbe essere talmente caldo da trasformare tutta l'acqua sulla superficie in vapore: nonostante la temperatura, la gravità è così elevata che la pressione ambientale riesce a mantenere l'acqua allo stato liquido in superficie.

Il calore di Bespin, il gigante gassoso

Credit: Jeffrey Hall, Lowell Observatory
Credit: Jeffrey Hall, Lowell Observatory

Sempre appartenente all'episodio V ecco un altro pianeta materializzarsi nella realtà: Bespin, un gigante gassoso intorno al quale è stata costruita una città volante amministrata da Lando Carlissian. In realtà esiste ben un'intera classe di pianeti come Bespin: si tratta dei “Gioviani caldi”, giganteschi pianeti gassosi che orbitano vicino alle proprie stelle. Se si dovesse scegliere un rappresentante particolare di questa categoria, forse la decisione ricadrebbe su TrES-4, il più grande esopianeta mai scoperto, collocato a 1400 anni luce da noi. Avendo 1.7 volte la massa di Giove (ma con un raggio molto maggiore) TrES-4 raggiunge una densità davvero esigua, appena 0.2 grammi a centimetro cubo: per questo motivo è possibile che parte della sua alta atmosfera venga persa nello spazio e formi una sorta di “coda di cometa” durante la sua veloce orbita intorno alla stella madre, della durata di appena tre giorni e mezzo.

Lune speciali: Endor e Yavin 4

Il pianeta Endor, illustrato come se fosse ripreso dallo spazio. Credit: Wikia
Il pianeta Endor, illustrato come se fosse ripreso dallo spazio. Credit: Wikia

Nella saga di Star Wars i satelliti naturali dei pianeti più grandi assumono ruoli fondamentali: tra di essi, la Luna Boscosa di Endor, pianeta natale degli Ewok interamente coperto di foreste, e Yavin 4 – satellite del pianeta gassoso rosso Yavin – sul quale si fonda la principale base militare dell'Alleanza Ribelle. Nonostante le lune dei pianeti extrasolari non siano ancora state osservate, le tecniche per verificare la presenza di forme di vita esistono già in parte: fondamentale sarà infatti l'individuazione di gas come l'ossigeno. Nonostante si possa - e si debba – pensare a forme i vita il cui ciclo non si basa sull'ossigeno, l'importanza di questo gas è dato dalla sua produzione: essendo un elemento particolarmente reattivo, l'ossigeno tende a fare reazione con le rocce presenti sul suolo e dopo un tempo relativamente breve la sua concentrazione nell'atmosfera diventerebbe esigua. In un pianeta già ben sviluppato, se la concentrazione di ossigeno supera una certa soglia significa che c'è un qualcosa di vivo (le piante ad esempio) che lo immette continuamente nell'atmosfera. E chissà, molti satelliti di pianeti inospitali potrebbero anche essere più accondiscendenti nell'ospitare forme di vita.

Giulia Murtas

Rispondi

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>