Sguardo al Sito di Atterraggio per il Modulo Schiaparelli


Sito di atterraggio del modulo Schiaparelli della missione ExoMars 2016 presso il Meridiani Planum, in un mosaico della High Resolution Stereo Camera, montato con riprese del 23, 26 e 29 agosto 2005 e 1 agosto 2010. Credit: ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO
Sito di atterraggio del modulo Schiaparelli della missione ExoMars 2016 presso il Meridiani Planum, in un mosaico della High Resolution Stereo Camera, montato con riprese del 23, 26 e 29 agosto 2005 e 1 agosto 2010. Credit: ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO

La missione ExoMars 2016, realizzata nell’ambito di una collaborazione tra l’ESA e la Roscosmos e partita da Baikonur il 14 marzo 2016, arriverà proprio questo ottobre al suo incontro con Marte. In previsione di questo evento, il modulo Schiaparelli ha tracciato i confini della regione sulla quale effettuerà il suo atterraggio.

Schiaparelli – Entry, Descent and Landing Demonstrator Module – si staccherà il 16 ottobre dall’Exomars Trace Gas Orbiter per poi affrontare, tre giorni più tardi, una folle discesa verso il suolo della durata di appena sei minuti.

La regione in cui atterrerà, delimitata da un’ellisse di 100 x 15 km, è denominata Meridiani Planum ed è situata nell’emisfero sud in prossimità dell’equatore: si tratta di una regione già nota in quanto anche il rover Opportunity, nel 2004, venne fatto scendere all’interno della stessa ellisse nei pressi del cratere Endurance, ed è caratterizzata dal un suolo relativamente piatto e liscio che soddisfa le richieste per un atterraggio sicuro del modulo Schiaparelli.

Vista in prospettiva del Meridiani Planum, realizzata a partire dalle immagini della high-resolution stereo camera della sonda dell'ESA Mars Express. Credit: ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO
Vista in prospettiva del Meridiani Planum, realizzata a partire dalle immagini della high-resolution stereo camera della sonda dell'ESA Mars Express. Credit: ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO

Nonostante il modulo abbia come scopo quello di testare le tecnologie per un atterraggio sicuro sul Pianeta Rosso, una piccola batteria di strumenti scientifici permetterà di raccogliere dati su vento, umidità, pressione e temperatura in una zona ricca di dettagli interessanti, come depositi di sedimenti di argilla e solfati, formatisi probabilmente grazie alla presenza di acqua, e campi di dune, presenti all’interno di un grande numero di crateri. Le tempeste di polveri che potranno essere analizzate, in aggiunta alle prime misure di campi elettrici sulla superficie e della concentrazione della polvere nell’atmosfera, forniranno indizi su quale sia il ruolo delle forze elettriche nella formazione delle tempeste stesse.

Per poter realizzare la mappa dell’intero sito di atterraggio sono state utilizzate le immagini del Mars Express High Resolution Stereo Camera del 23, 26 e 29 agosto 2005 e del 1 agosto 2010: la sonda Mars Express dell’ESA, in orbita intorno a Marte dal 2003, sarà utilizzata ancora – insieme ad altri orbiter – per la trasmissione dei dati durante il breve periodo in cui Schiaparelli sarà attivo sulla superficie.

Giulia Murtas

Fonte: http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Mars_Express/Spotlight_on_Schiaparelli_s_landing_site

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