Nuovi Studi in Arrivo per la Realizzazione di Futuri Orti su Marte


Immagine delle piantine di lattuga facenti parte di un test preliminare. A sinistra la piantina di controllo piantata nel terriccio normale; al centro, la piantina cresciuta nel terreno simil marziano con l'aggiunta di nutrienti; a destra, la piantina cresciuta senza l'aggiunta di nutrienti. Credits: NASA/Dimitri Gerondidakis
Immagine delle piantine di lattuga facenti parte di un test preliminare. A sinistra la piantina di controllo piantata nel terriccio normale; al centro, la piantina cresciuta nel terreno simil marziano con l'aggiunta di nutrienti; a destra, la piantina cresciuta senza l'aggiunta di nutrienti. Credits: NASA/Dimitri Gerondidakis

Nel lungo cammino che porterà gli esseri umani su Marte, una delle più grandi sfide da affrontare è quella di procurarsi il cibo sufficiente per un viaggio che come minimo – tra andata, permanenza e ritorno – dovrebbe durare circa due anni e mezzo.

Sicuramente grandi scorte di cibo preconfezionati saranno caricate a bordo, ma una grande importanza per migliorare la qualità del cibo nonché l’umore dell’equipaggio sarà data alla coltivazione diretta delle verdure a bordo: dopo gli esperimenti di coltura della lattuga romana sulla Stazione Spaziale Internazionale, il Kennedy Space Center della NASA sta ora collaborando con il Florida Tech Buzz Aldrin Space Institute di Melbourne (Florida) per valutare i tempi di crescita di diverse varietà di ortaggi all’interno di un giardino “marziano” in tutto e per tutto, da cui sarà possibile trarre risultati essenziali per la realizzazione di un vero e proprio orto sul Pianeta Rosso.

“Stiamo facendo progressi nella scienza per imparare qualcosa a riguardo della crescente produzione di ortaggi come supplemento alla dieta degli astronauti,” afferma Trent Smith, direttore del Progetto Veggie (unità utilizzata sulla ISS per esperimenti a livello biologico e sulla crescita delle piante) presso il Kennedy Space Center.

Marte però non sembra avere un suolo particolarmente accogliente per dei semi: la superficie è coperta da regolite, materiale vulcanico che di composti organici non contiene davvero nulla. Per di più il terreno contiene alcune sostanze particolarmente tossiche, il che aggiunge un’ulteriore sfida per la coltivazione.

Durante un periodo di tre settimane e mezzo Drew Palmer (professore di Biochimica ed Ecologia chimica al Florida Tech) e Brooke Wheeler (professore presso il College of Aeronautics al Florida Tech) hanno coltivato piantine di lattuga in diverse condizioni, dal solo suolo marziano – ricostruito tramite i risultati delle analisi del vero terreno presente su Marte – al suolo marziano con l’aggiunta di elementi nutrienti, per finire con un gruppo di controllo piantato nel comune terriccio. Dei 30 semi piantati il partenza nel semplice suolo ricostruito solo la metà è riuscita a crescere e con radici molto più deboli, mentre il sapore è rimasto identico a quello delle piante coltivate nel normale terriccio. Questo test preliminare ha permesso inoltre di notare che la germinazione è avvenuta con un tempo inferiore (due o tre giorni in più) rispetto al gruppo di piante di controllo, e ciò è importante per comprendere quali saranno i tempi di sviluppo di un raccolto su Marte rispetto a quelli sulla Terra.

Nei prossimi mesi altre varietà di piante, tra cui ravanelli, cavolo riccio, cavolo cinese, bietole, peperoncini, piselli e pomodori saranno piantati ed esaminati, con risultati preliminari che saranno disponibili già intorno alla metà del gennaio 2017 ed un report finale pianificato per marzo 2017. Le scoperte di studi come questoforniranno in futuro una solida base per lo sviluppo di tecnologie a supporto di una efficiente produzione di cibo ad una grande distanza dal nostro pianeta.

Giulia Murtas

Fonte: http://www.nasa.gov/feature/farming-in-martian-gardens

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