Missione ExoMars: Atterraggio Problematico per il Lander Schiaparelli


Lander Schiaparelli in discesa con il suo paracadute, il un'immagine d'artista. Credit: ESA/ATG medialab
Lander Schiaparelli in discesa con il suo paracadute, il un'immagine d'artista. Credit: ESA/ATG medialab

Finale parzialmente positivo – anche se con un po’ di amaro in bocca – per il lander Schiaparelli della missione ExoMars 2016 dell’ESA: dopo le prime positive notizie giunte nel corso delle fasi della discesa in superficie, il piccolo lander sembra essersi schiantato al suolo per un problema ai retrorazzi, spentisi dopo appena pochi secondi di accensione.

Schiaparelli è stato programmato in modo da inviare segnali per ciascuna fase in cui è stata suddivisa la discesa: per monitorarlo, l'ESA ha stabilito un network di satelliti e radiotelescopi in grado di fornire un quadro completo della situazione in ogni istante.

Alle 15:45, dopo tre giorni di caduta libera verso il pianeta, è arrivata l’agognata conferma del risveglio del lander dall’ibernazione con la ricezione del suo debole segnale – inviato da un’antenna UHF – direttamente a terra dal Giant Metrewave Radio Telescope, un complesso sistema di radiotelescopi situato a Pune (India), adattato per l’ascolto di Schiaparelli appositamente per questa occasione.

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La ricezione da terra è stata un vero e proprio esperimento condotto con successo nonostante le interferenze di fondo, ed ha permesso (ritardo a parte dei 9 minuti e 47 secondi che la luce impiega a percorrere la distanza tra i due pianeti) di captare il segnale del lander praticamente in tempo reale: le informazioni provenienti invece dalla sonda madre, il Trace Gas Orbiter, impegnata anch’essa in una manovra di frenata per sistemarsi in orbita marziana ma con le antenne puntate su Schiaparelli, sono state inviate stamattina.

Un secondo segnale, che ha confermato il buon funzionamento del lander, è arrivato alle 16:55, dopo che, circa dieci minuti prima, quest’ultimo è entrato nell’atmosfera marziana affrontando una discesa di soli sei minuti. La telemetria di Schiaparelli è stata seguita da quel punto da un’altra delle missioni dell'ESA che è stata progettata anche per assistere alla procedure di atterraggio di diversi rover in passato, la Mars Express, la quale ha inviato circa un’ora e mezza più tardi quadro dettagliato sulle ultime fasi dell’atterraggio.

Fasi di discesa del lander Schiaparelli. Credit: ESA/ExoMars
Fasi di discesa del lander Schiaparelli. Credit: ESA/ExoMars

Dopo la conferma dei primi step della discesa (l’apertura del paracadute, la rimozione dello scudo termico e l’accensione dei retrorazzi), il segnale captato da Mars Express è sfortunatamente risultato troppo confuso per poter capire l’esito dell’atterraggio. A supporto per le comunicazioni, due ore più tardi, è arrivato il Mars Reconnaissance Orbiter (satellite NASA/JPL), il cui ruolo sarebbe dovuto essere quello di avere il primo contatto radio con il lander e fornire dati importanti sullo status della missione che Schiaparelli avrebbe dovuto registrare durante tutta la fase di attività. Anche in questo caso però, nonostante un’accurata analisi compiuta stamattina subito dopo l’arrivo dei dati del MRO, nessun segnale decisivo è stato identificato.

Dalle informazioni pubblicate dall’ESA nel corso della conferenza stampa di stamattina alle 10:00, sembra che tutto sia andato per il meglio fino a 50 secondi dall’impatto con il suolo, quando i retrorazzi che avrebbero dovuto frenare l’ultima parte della caduta sono rimasti accesi per appena 3-4 secondi, un tempo troppo breve per effettuare un atterraggio in sicurezza.

Non tutto però è da considerarsi negativo: oltre agli strumenti che avrebbero dovuto lavorare a terra, Schiaparelli aveva il grande compito di raccogliere dati proprio sulla discesa. In totale sono stati raccolti comunque circa 600 Mb di dati che saranno preziosi per lo sviluppo della prossima fase della missione, che vedrà nel 2020 la partenza di un nuovo orbiter e di un nuovo lander. Nel frattempo la missione principale, condotta dal TGO, resta un grande successo per l’ESA e andrà nei prossimi mesi a sondare i misteri dell’atmosfera di Marte.

Giulia Murtas

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