New Horizons Chiude Ufficialmente la Missione Principale e si Dirige Verso un Nuovo Obiettivo


Ripresa di una parte della cosiddetta "Sputnik Planitia", larga circa 400 km, ricoperta da distese fresche di ghiaccio, formatesi grazie ad un proceso geologico detto "convezione", per il quale la vecchia superficie di ghiacci viene rinnovata su larghe aree del pianeta. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI
Ripresa di una parte della cosiddetta "Sputnik Planitia", larga circa 400 km, ricoperta da distese fresche di ghiaccio, formatesi grazie ad un proceso geologico detto "convezione", per il quale la vecchia superficie di ghiacci viene rinnovata su larghe aree del pianeta. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI

Dopo quasi un anno e mezzo dal flyby sul sistema di Plutone e delle sue lune avvenuto il 14 luglio 2015, ed oltre 50 Gb di dati inviati a terra, New Horizons può dire di aver concluso ufficialmente la sua missione primaria, e si dirige a tutta velocità verso il suo nuovo obiettivo, l’oggetto della Cintura di Kuiper denominato 2014 MU69.

Il flusso di dati – interrotto durante le manovre programmate della sonda e negli eventi per cui è stata richiesta l’attenzione delle antenne a terra su altre missioni nello spazio profondo – è terminato lo scorso martedì alle 9:48 (orario UTC), con l’arrivo delle ultime informazioni da parte della camera spettrale LEISA e dallo strumento Ralph ad un’antenna della stazione del Deep Space Network di Canberra, Australia. Alla distanza a cui si trova ora New Horizons, pari a 5.5 miliardi di km, le informazioni hanno impiegato ben cinque ore ed otto minuti per raggiungerci.

L'atmosfera di Plutone è praticamente quasi del tutto libera dalle nuvole: eppure, analizzando le riprese del Long Range Reconnaissance Imager e del Multispectral Visible Imaging Camera, sono stati individuati alcuni possibili candidati per nuvole di condensazione. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI
L'atmosfera di Plutone è praticamente quasi del tutto libera dalle nuvole: eppure, analizzando le riprese del Long Range Reconnaissance Imager e del Multispectral Visible Imaging Camera, sono stati individuati alcuni possibili candidati per nuvole di condensazione. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI

A questo punto, dopo una verifica finale dei dati ottenuti, il team della missione procederà a pulire gli strumenti a bordo per liberare la memoria in previsione della raccolta di informazioni nel corso dell’estensione della missione, durante la quale avverrà l’incontro ravvicinato con il freddo mondo di 2014 MU69. Il nuovo target, scoperto appena due anni fa con le osservazioni dello Hubble Space Telescope e di dimensioni comprese tra 21 e 40 km di lunghezza, verrà raggiunto il 1 gennaio del 2019 e sorvolato ad una distanza di circa 3000 km dalla superficie.

“Non siamo mai stati su niente come MU69 qualcosa che è rimasto freddo per gli interi 4 miliardi di anni (sin dal Sistema Solare primordiale), e che, in aggiunta, è abbastanza piccolo da non possedere lo stesso grado di processi geologici che vediamo su Plutone e Caronte, oggetti molto più massivi che sono sottoposti a processi planetari,” spiega Alan Stern, ricercatore di punta per New Horizons presso il Southwest Research Institute di Boulder, Colorado.

Nei prossimi mesi, il compito di New Horizons sarà quello di studiare questo strano mondo, più rosso nel visibile rispetto a Plutone – colore che potrebbe inserire l’oggetto all’interno delle strutture che facevano parte del disco primordiale di polveri e rocce da cui sono nati i pianeti – alla ricerca di possibili lune intorno ad esso ed allo studio della sua forma, la cui conoscenza potrà permettere un flyby più agevole.

Giulia Murtas

Fonte: https://spaceflightnow.com/2016/10/27/final-pluto-data-transmission-received-from-flyby-probe/

Rispondi

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>