Successo per i Primi Test in Orbita Degli Strumenti di ExoMars


Vista del bordo di un grande cratere ancora enza nome, a nord del cratere Da Vinci, nei pressi dell'equatore di Marte. La risoluzione è di 7.2 metri per pixel. Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/CaSSIS/UniBE
Vista del bordo di un grande cratere ancora enza nome, a nord del cratere Da Vinci, nei pressi dell'equatore di Marte. La risoluzione è di 7.2 metri per pixel. Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/CaSSIS/UniBE

Il Trace Gas Orbiter della missione ExoMars ha per la prima volta testato in orbita l’intero set di strumenti di cui è dotato, ottenend risultati che fanno presupporre un grande potenziale per le future osservazioni intorno al Pianeta Rosso.

Frutto di una collaborazione tra ESA e Roscosmos, TGO è arrivato a Marte lo scorso 19 ottobre e si muove lungo un’orbita ellittica raggiungendo 230 km dalla superficie nel suo punto più vicino. Negli scorsi giorni (dal 20 al 28 novembre) l’orbiter ha compiuto, nel corso di due orbite, alcuni test e le misure di calibrazione sui quattro strumenti che formano il suo carico scientifico: dai dati provenienti dalla prima orbita, i ricercatori hanno potuto trarre una stima del tipo di osservazioni che si potranno ottenere quando TGO entrerà nella nuova orbita quasi circolare a circa 400 km dal suolo, prevista per la fine del 2017.

Primi spettri ripresi dallo strumento Nadir and Occultation for Mars Discovery (NOMAD), a bordo del Trace Gas Orbiter. In alto, le misure nell'infrarosso mostrano la chiara presenza di vapore acqueo. In basso, la prima analisi dello spettro nel visibile ed ultravioletto che mostra lo spettro solare e l'assorbimento di alcune lunghezze d'oda da parte dell'atmosfera. Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/NOMAD/BISA/IAA/INAF/OU
Primi spettri ripresi dallo strumento Nadir and Occultation for Mars Discovery (NOMAD), a bordo del Trace Gas Orbiter. In alto, le misure nell'infrarosso mostrano la chiara presenza di vapore acqueo. In basso, la prima analisi dello spettro nel visibile ed ultravioletto che mostra lo spettro solare e l'assorbimento di alcune lunghezze d'oda da parte dell'atmosfera. Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/NOMAD/BISA/IAA/INAF/OU

I due strumenti che si occuperanno del principale obiettivo della missione – mappare i gas rarefatti di grande importanza (come metano, vapore acqueo, diossido di azoto e acetilene) che compongono circa l’1% dell’atmosfera di Marte – hanno dimostrato di poter acquisire spettri dell’atmosfera ad alta sensibilità: in particolare, l’Atmospherical Chemistry Suite si è concentrato sull’individuazione di anidride carbonica, mentre il Nadir and Occultation for Mars Discovery ha scandagliato le lunghezze d’onda dell’infrarosso certificando la presenza dell’acqua. Alle loro osservazioni si sommano quelle di FREND, strumento in grado di individuare il flusso di neutroni proveniente dalla superficie, generato dalle interazioni dei raggi cosmici (particelle cariche ad altissima energia) con atomi e molecole della stessa atmosfera.

Non c’è solo interesse per l’atmosfera: uno straordinario risultato è stato ottenuto anche dal Colour and Stereo Surface Imaging System, strumento che ha prodotto una ricostruzione 3D di una regione del Noctis Labyrinthus da due delle 11 immagini stereografiche acquisite durante il primo flyby ravvicinato del 22 novembre, in cui l’orbiter è arrivato a 235 km dalla superficie sopra la regione Hebes Chasma, appena a nord del complesso di canyon Valles Marineris. Le immagini ottenute sono risultate straordinariamente nitide, e grazie al test appena compiuto la qualità delle prossime osservazioni non potrà far altro che aumentare.

Prima ricostruzione stereografica da parte del Colour and Stereo Surface Imaging System (CaSSIS). Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/CaSSIS/UniBE
Prima ricostruzione stereografica da parte del Colour and Stereo Surface Imaging System (CaSSIS). Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/CaSSIS/UniBE

Come racconta Håkan Svedhem, scienziato del Progetto TGO per l’ESA: “Siamo estremamente felici ed orgogliosi di vedere che tutti gli strumenti stiano lavorando così bene nell’ambiente di Marte, e questa prima impressione dà una fantastica anteprima di cosa avverrà quando inizieremo a raccogliere dati per davvero alla fine dell’anno prossimo.”

Giulia Murtas

Fonte: http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/ExoMars/First_views_of_Mars_show_potential_for_ESA_s_new_orbiter

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