Spazio all'Immaginazione 5° Edizione, Sezione Racconti Brevi: "Dopo di noi... i gatti." di Giuseppe Grimaldi


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Dopo di noi... i gatti.

Giuseppe Grimaldi

Ogni civiltà, ogni essere vivente, ogni mondo vive una nascita, un’evoluzione e una decadenza fino all’estinzione. Diciamo pure chiaramente, nulla è eterno, almeno nulla di ciò che materialmente conosciamo e partendo dal presupposto che ogni essere vivente merita una possibilità proprio come la abbiamo avuta noi esseri umani, anche gli altri esseri viventi la meritano. Dall’acqua abbiamo conquistato la terra ferma e in seguito ci siamo evoluti a bipedi pensanti, anche se come esseri intelligenti potevamo trattare il nostro pianeta un po’ meglio e questa la pagheremo, speriamo solo noi.

La domanda che mi pongo spesso è quando il genere umano non esisterà più chi sarà a capo dell’evoluzione sul pianeta Terra? Mi sono anche dato una risposta. I nostri bellissimi e pelosi mici. Per me i prossimi sono loro, i gatti. Hanno più probabilità di qualsiasi altra specie animale di evolversi, di sviluppare il loro cervello e il loro fisico, forse si trasformeranno anche loro in esseri bipedi e indosseranno vestiti e useranno strumenti costruiti proprio da loro. Io vedo questo nei gatti e immagino tra migliaia se non milioni di anni, delle città maestose erette dai nostri amici felini. È improbabile? Se ci pensiamo bene lo era anche per noi, eravamo esseri monocellulari acquatici, ora siamo quello che siamo e non era di certo scontata la nostra evoluzione. Un gatto è indipendente ma anche coraggioso, curioso, affettuoso, farà molta strada in futuro e spero che nelle loro memorie resti una qualche traccia dell’esistenza degli esseri umani, quantomeno per imparare a non commettere i nostri stessi errori. È una mia fantasia? Forse. Del resto se gli universi paralleli esistono ogni storia che raccontiamo potrebbe essere vera. Già immagino un grosso micio su due piedi che corre per le vie della sua città perché ha fatto tardi al lavoro e che vive infinite storie con i suoi amici, i suoi colleghi o le persone che ama. Spero solo che non perdano il loro manto peloso perché sono troppo carini e troppo coccoloni già cosi. Potrebbero fare meglio di come abbiamo fatto noi e arriveranno perfino ad esplorare altri mondi oltre alla Terra, conosceranno altre civiltà, altri esseri intelligenti perché di sicuro non siamo soli nell’universo, ci sono troppe galassie e altrettanti pianeti per pensarlo e anche se la nascita e l’evoluzione della vita è considerato un evento rarissimo, per la legge dei grandi numeri è improbabile anche cosi che non ci sia vita da qualche altra parte del cosmo. Di fatto se ci penso una civiltà arrivata al culmine della propria evoluzione sicuramente ha attraversato anche periodi negativi come guerre e pestilenze e se sono sopravvissuti a loro stessi e hanno imparato dai loro errori saranno degli esseri superiori al di sopra di inutili egoismi personali senza per forza doversi fondere con delle macchine che assicuri loro una maggiore longevità, ecco i gatti possono farcela a raggiungere questo obbiettivo, per noi invece? Se non la smettiamo e in tempi brevi potrebbe essere già tardi. Quale civiltà infatti durerebbe a lungo anteponendo una cosa inutile come il denaro al valore della stessa vita umana? Perché oggi è questo lo status della nostra esistenza, una singola persona vale quanto il denaro posseduto e sarebbe inutile negare un dato di fatto come questo. Per i gatti non sarà cosi, certo anche loro avranno delle regole ma le hanno anche adesso e variano a seconda del loro modo di vivere da randagi o gatti domestici. Certamente non si uccidono tra di loro per avere dei vantaggi al contrario di noi che abbiamo imparato a farlo fin dagli albori della nostra civiltà. Proprio in questo momento, mentre scrivo quello che state leggendo, Mouse mi zampetta sulla tastiera e devo correggere di volta in volta quello che ho in mente di scrivere. Si lo so che Mouse significa topo e non sarebbe un nome adatto ad un gatto ma lo abbiamo chiamato così perché appena nato era un batuffolino grigio che piangeva per avere del latte, era più somigliante ad un topo che ad un gatto. Poi c’è Bat, il compagno di avventure di Mouse, bat perché essendo tutto nero e con gli occhi verdi al buio sembra un pipistrello. Fatto è che quando non si vedono questi due o perché uno dorme nella poltrona nell’altra stanza al buio o l’altro se ne sta ore ed ore nel davanzale della finestra a guardare fuori come se facesse la guardia, si cercano emettendo dei miagolii come se si chiamassero, questo denota preoccupazione e forse anche ansia per la paura di restare da soli suppongo anche perché sono nati e cresciuti insieme, questa manifestazione emotiva potrebbe essere empatia o oserei dire affetto per il compagno di vita. Mouse e Bat hanno anche una maestra che quando non si scontrano per giocare o per stabilire chi comanda, insegna loro le abilità nel cacciare e nel sapersela cavare da soli. Parliamo di Lola. Lola è una gattina più grande di età rispetto ai due mici, è domestica anche se per la maggiore vive fuori dalla casa ed entra solo per mangiare, dormire o quando fuori in inverno c’è brutto tempo, la sua attività principale sembra essere la caccia e di prede devo dire che ne ha prese proprio tante, dai topi che già da qualche anno sono scomparsi attorno alla mia casa, agli uccelli ma non disdegna neanche farfalle, lucertole o qualche scarafaggio di passaggio, una cosa che ho notato è che non va a caccia per sfamarsi e non solo perché è ghiotta di croccantini e pollo, semplicemente lei uccide le sue prede e le lascia lì in bella vista con buona sorpresa di noi tutti, come se volesse farci notare la sua bravura nel tenere lontano da noi questi animali fastidiosi. Lo so dovevo scrivere una storia di fantasia, ma non vi sembra che lo sia? Mouse, Bat e Lola potrebbero essere gli antenati di una civiltà che verrà dopo quella umana e se il genere umano non sparisse del tutto forse saremo così diversi da accettare il loro aiuto, noi il nostro non glielo abbiamo offerto. Come dicevo prima, andranno lontano, esploreranno il Sistema Solare e con molta probabilità anche la galassia, perché le loro costruzioni, i loro veicoli, i loro strumenti non saranno pensati con lo scopo di farci una barca di soldi ma semplicemente perché serviranno allo scopo e quindi non dovranno aspettare di stanziare i soldi necessari per assemblare un’astronave adatta ai viaggi nel cosmo ma la costruiranno semplicemente perché serve e devono soddisfare un impellente bisogno di conoscenza e di espansione magari alleandosi col tempo con una qualche civiltà di qualche altro pianeta che condivida lo stesso loro modo di pensare e sarà allora che la civiltà terrestre sarà grande e maestosa. Pensateci cosa potrebbe fare un popolo evoluto senza il bisogno o l’influenza del denaro, non sarebbe un mondo fantastico? Ed eccovi una storia di fantasia, anche se mi piace sperare che possa essere possibile magari in un futuro non troppo lontano. Ora mouse non zampetta più sulla tastiera e si è addormentato accanto al pc permettendomi finalmente di scrivere, mentre Bat mangia i croccantini nella ciotola e Lola secondo voi dove potrebbe essere a quest’ora del pomeriggio? Ovvio è fuori ad inseguire chissà quale povera creatura indifesa ma so che presto rientrerà a casa per stare con noi e per mangiare perché Lola ma anche Mouse e Bat sanno di avere una famiglia su cui possono contare e io credo in questo. Sono uno sciocco sognatore? Può darsi o semplicemente sono un pazzo ma sono i pazzi che scopriranno i segreti dell’universo e non le persone normali e i gatti a loro modo sono tutti pazzerelli. I gatti ce la faranno, ci supereranno in molti campi ma soprattutto nel buon senso, quello che è mancato a noi quando guardo i telegiornali e leggo le riviste e apprendo che nei prossimi decenni nei nostri oceani ci sarà più plastica che pesci se non correremo ai ripari per trovare una soluzione. Credo che un’intelligenza artificiale non riuscirà a darci la soluzione, tantomeno ci salverà dall’estinzione, ai nostri mici non accadrà, saranno coesi con tutti gli altri animali. Le nostre slot machine, le sigarette, i vizi malsani della nostra società contemporanea saranno sostituiti con locali adibiti con attrezzature tira graffi, il loro Sanremo lo vincerà chi avrà la miagolata più fluida e alle olimpiadi arriverà primo il gatto capace di emettere le migliori fusa del mondo mentre corre velocemente su una pista morbida e calda come piace a loro. A questo punto della mia storia fantasiosa o quasi entra in scena Miky, siamo nel secolo 13.000 o giù di lì, di quello che un tempo era il calendario inventato dagli umani, ormai in disuso perché il tempo viene percepito e misurato in modo molto diverso dalla precedente civiltà umana e diverso è anche il pianeta a partire dalla temperatura media che nei secoli passati si è abbassata di cinque o sette gradi, nonostante il sole visibile nel cielo appare più grande di un tempo e forse lo è davvero. Di diverso c’è anche l’aspetto della Terra, delle città che i gatti hanno costruito, dell’inquinamento che è quasi inesistente anche se non è dappertutto cosi perché i segni della precedente civiltà umana si vedono ancora e nel globo esistono zone, per fortuna isolate con una forte concentrazione di radiazioni nocive ad ogni forma di vita. Quindi un pianeta più luminoso, leggermente più grande e ospitale, le acque hanno il loro colore naturale di azzurro e dallo spazio i gatti possono osservare una Terra più colorata, più gradevole alla vista. Ma torniamo al nostro Miky, che ancora non vi ho presentato, Miky è un gattone di dodici anni, adulto e paragonabile ad un uomo di 35 anni, ha appena subito una delusione d’amore perché Miscia la gattina con cui è stato per quasi due anni gattofili lo ha lasciato per un grosso siamese e ignorante. Miky cammina lungo un viale della sua città per andare al lavoro in una fabbrica di lettiere per i gatti disabili e di tanto in tanto lungo la via attraversa quelle che chiameremo le gattare, spazi chiusi con dei morbidi tessuti a forma di quadrato dove delle belle gattine amano tirare graffi alle pareti e dove possono attendere un eventuale micione di passaggio. Intendiamoci però, non sono i mici che scelgono le micie ma al contrario. Arrivato all’ingresso della fabbrica viene intercettato da due grossi gattoni grigi dall’aria seria e per niente allegra. I grigi sono gatti del governo micioso della città e gli chiedono senza troppi complimenti di svolgere un lavoro per loro, ma per farlo deve seguirli e questo significa mancare al lavoro senza giustificazione. I grigi lo portano dentro un edificio peloso, all’apparenza anonimo e poco curato. Sanno che miky ha studiato lingue e percorsi comportamentali anomali e un tempo lavorava presso un istituto di formazione per gatti poco miagolanti e introversi. Lo conducono presso una sala enorme, una sorta di laboratorio per animali da studiare e in fondo alla sala un enorme gabbia affusolata con dentro un essere dal colore rosa, con peli e capelli lunghi, sporco e maleodorante. “è quello che cosa è”, chiede miky stupito e quasi spaventato, ebbe come risposta vari “non lo sappiamo ancora”, ma gli fu data una vaga spiegazione sulle origini di quell’essere dieci volte più grande di loro. Fu trovato per caso da alcuni gatti escursionisti presso la foresta fossile nella parte orientale del pianeta, mentre vagava apparentemente senza meta si ritrovò davanti i gatti e cercò di toccarli avvicinandosi a loro, il suo gesto fu interpretato come ostile e chiamando aiuto i gatti riuscirono ad immobilizzarlo avvertendo anche le autorità governative. L’essere emetteva degli strani suoni ma era chiaro il suo disagio, la gabbia che lo imprigionava non era grande e i movimenti erano ostacolati per lo spazio insufficiente. Miky dapprima lo osservava con attenzione e curiosità poi capì che il prigioniero non aveva toccato nessuno dei cibi a lui offerti perché non mangiava crocchette di pesce stagionato o cubetti di latte di foca e propose di offrirgli del cibo che comprendesse dei vegetali, immangiabili per i gatti. Di fatto quella proposta ebbe successo perché uno dei gatti bianchi scienziati presenti nel laboratorio uscì dall’edificio per raccogliere delle barbabietole a crescita spontanea nel campo accanto all’edificio e furono mangiate dall’essere enorme. Miky non si espresse subito nella sua opinione e si riservò di studiare quell’essere per molte ore, fino a quando dopo aver consultato delle memorie nel suo dispositivo di vita mocciosa, fece sentire agli altri la sua opinione. “potrebbe essere un uomo!”. Una creatura del passato, quando i gatti si muovevano ancora a quattro zampe e miagolavano senza senso per ottenere cibo e carezze. Era un’altra epoca e i documenti su quella linea temporale non sono molti e neanche molto comprensibili. Alcuni scienziati non presero bene quella notizia perché erano a conoscenza dei danni provocati dall’animale uomo al loro habitat naturale e etichettarono “l’uomo” come pericoloso e ostile. Fu immobilizzato e con grande sforzo riportato nella foresta fossile dove era stato trovato, non era un essere adatto a vivere nelle città mocciose e la decisione di liberarlo fu la più saggia, anche se a quel gesto ne seguì un altro che mise in dubbio le credenze dei gatti. L’uomo, che poi era una donna, appena si vide libera accennava ad una corsa per scappare da quelle creature pelose che la avevano fatta prigioniera, ma solo dopo pochi metri si fermò di colpo per guardare i gatti, i suoi occhi si intenerirono e tornando indietro ne abbracciò uno, accarezzandolo e baciandolo. Immaginate la sorpresa e la paura del gatto grigio nell’essere preso in quel modo anche se non ci volle molto per capire che le intenzioni di quell’essere rosa non erano ostili. Si credeva che gli umani erano creature spaventose, senza sentimenti e forse era cosi nel passato, ma gli uomini di quel tempo, gli ultimi rimasti non erano cosi, anzi al contrario erano esseri pacifici e saggi, creature molto rare in quel tempo e per questo difficili da individuare. La donna si allontanò nella foresta, raggiungendo pochi altri come lei che la stavano aspettando felici per il suo ritorno, infatti la credevano scomparsa. I mici tornarono nella loro città, consapevoli di una nuova verità, gli uomini non erano cattivi, almeno non gli uomini di quel tempo ed erano ormai superati da una nuova civiltà, la loro. Decisero di non interferire nella vita degli uomini perché tutto sommato in un tempo lontano li avevano aiutati ad evolversi in quello che erano diventati nel loro tempo. Purtroppo però le speranze di sopravvivere per delle creature che erano regrediti non erano molte e sarebbero passati poche centinaia di anni per vedere l’estinzione definitiva della specie umana sulla Terra. È una storia triste? Non più di tanto a mio avviso, perché siamo vittime delle nostre scelte e non abbiamo il diritto di sopprimere inutilmente altri esseri viventi, potremmo essere più saggi, più logici, essere competitivi senza per forza danneggiare chi vuole per giusta causa superarci, ma non lo faremo. Perché? Perché l’uomo è cosi e non passerà molto che la natura ci sostituisca con delle creature più meritevoli di noi, come i gatti.

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