Spazio all'Immaginazione 5° Edizione, Fuori Concorso: "Il concerto" di Giuseppe Savoia (Parte 1-2)


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Nell'ambito della V edizione di Spazio all'Immaginazione diamo spazio (fuori concorso) anche agli elaborati più complessi. Da oggi - e nei prossimi giorni - faremo la conoscenza di un romanzo breve a puntate, "Il concerto", in attesa che l'atmosfera si scaldi per la pubblicazione dei racconti di media lunghezza. Alla fine di ciascuna puntata è presente un glossario per i termini di fantasia. Ecco a voi dunque le prime due sezioni del romanzo, buona lettura!

Il concerto

Giuseppe Savoia

I PARTE

L’Hoclenia è vicina al cancello stellare ed attende che il varco sia connesso con quello del sistema planetario della stella Smula, il suo terzo pianeta è quello natale d’Eppegisu: Geimo.

L’undicenne pensa che sono passati due giorni da quando ha ricevuto il messaggio del nonno paterno Argedro, che gli diceva di tornare entro 7 giorni su Geimo o comunque il prima possibile.

Eppegisu teme che l’essere stato richiamato è per porre fine alla missione di ricerca dei suoi genitori e che il motivo possa essere una punizione non immediata per essere stato bocciato poco più di quindici giorni prima.

La porta stellare è connessa; l’astronave l’attraversa. Arrivato dall’altra parte Eppegisu torna ad osservare il sole natio: Smula.

L’astronave ha viaggiato già per 23 anre dell'istante in cui ha varcato il cancello stellare del sistema di Smula, tante altre astronavi hanno attraversato la porta stellare in ingresso o in uscita. L’Hoclenia è a circa meta strada tra il varco stellare ed il terzo pianeta.

JAE chiama Eppegisu: “Ho osservato un’astronave a forma di sferoide uscire dal cancello stellare.”.

“Da quando siamo passati sono entrate ed uscite dal sistema tante astronavi. Questa cosa ha di speciale?” Chiede Eppegisu.

“Ha la forma di sferoide con una parte a parallelepipedo sotto dove ci sono le gondole di propulsione. Terzo Navigatore non conosci un’astronave uguale?”

“Si quella dei Gub Vammagem. Non può essere la loro, sarà una uguale. I Gub Vammagem non possono entrare nella Federazione Geimaniana e rischiano di essere catturati dai geimaniani se attraversano lo spazio di questo sistema solare.”.

“Eppegisu, osserva le murate.”

JAE sullo schermo tattico della plancia mostra un ingrandimento di un fianco dell’astronave, lì è scritto in caratteri australes: “Gub Vammagem”.

“E’ la loro astronave, si chiama come il gruppo musicale.”. Dice Eppegisu.

“Ti metto in contatto con loro.”

L’undicenne muove la testa facendo un cenno negativo.

“Perché?” Chiede JAE.

“Non desidero, parlargli.”

“Non credi che potrebbero aver osservato l’Hoclenia come noi abbiamo scorto la Gub Vammagem? Non pensi che non gradirebbero che non li hai contattati? Ricordati che loro sono trentenni o ultratrentenni non pensi che potrebbero interpretare che non li hai contattati come una mancanza di rispetto?” Chiede JAE.

“Se dovessi incontrarli gli dirò che non volevo aspettare più di 4 anre e mezza la loro risposta. Ci vogliono 2 anre e poco meno di 20 giluri affinché il mio messaggio li raggiunga, poi devono rispondermi, nel frattempo quest’astronave ha continuato a viaggiare a 0,1 luxon, infine il loro messaggio deve raggiungere l’Hoclenia. ”

“Eppegisu, Li contatterai? Aspetti che siano loro i primi a contattarti?

“Non lo so, quando arriverò su Geimo ci penserò.”. Risponde Eppegisu.

“Come computer che controlla l’astronave devo avere la direttiva su cosa dovrei fare se ti contattano.”.

“Se arriva un loro messaggio, rispondigli che sto dormendo e che li contatterò al mio arrivo su Geimo.”.

Eppegisu riprende le sue attività abituali a bordo avendo sempre vicino Irka.

La mattina dopo l’Hoclenia atterra nella pianura a nord di Castellaquila accanto all’astronave “Indipendenza Vera”.

Eppegisu scende dall’astronave seguito dalla cagna Irka, che muove velocemente la coda, e vede una macchina parcheggiata ai bordi della rampa d’atterraggio e vicino in piedi suo nonno Argedro che l’aspetta.

Il bambino va incontro al nonno, i due si abbracciano, mentre Irka gli gira intorno.

Argedro ed Eppegisu tornano al portellone dell’astronave e prendono le borse che poi ripongono nel bagagliaio dell’auto.

Argedro apre le porte dell’auto, Irka sale dietro, Argedro al posto di guida ed Eppegisu a fianco.

L’auto parte e si avvia verso Castellaquila.

“Sua Maestà ti ha convocato al castello, mi ha detto che devi andarci entro un anra dal tuo arrivo.”. Dice Argedro che fa una pausa e continua: “Eppegisu hai prestato attenzione alle parole che ho detto? Non ho detto nonno Giurrego vuole che vai al castello a salutarlo.”.

“Ho capito, nonno. Devo andare per forza.” Risponde l’undicenne che continua: “Già so quello che mi vuole dire.”. Quest’ultima frase il bambino l’ha pronunciata con un tono irritato.

Il veicolo attraversa le mura di Castellaquila, percorre le strade del centro e poi si ferma sotto la casa d’Argedro ed Ataga.

“Vieni sopra, saluta la nonna e poi vai subito da nonno Giurrego.”.

Argedro ed Eppegisu salgono. Il bambino appena entrato saluta ed abbraccia la nonna.

“Nonna, devo andare dal re, già so quello che deve dirmi e non mi piacerà. Irka viene con me.”

“Devi prima ascoltare il re. Non puoi sapere cosa ti dirà prima di averlo ascoltato.”

“Sono intelligente, già, lo so. Mi dirà che la missione per cercare i miei genitori è finita. E’ la punizione che mi darà per la bocciatura.”.

“Eppegisu se dovevi essere punito per la bocciatura, non saresti ripartito dopo la pubblicazione dei risultati degli scrutini. Saresti stato fermato subito.” Ribatte Ataga che continua: “Ti ripeto vai ed ascolta prima. Hai circa sei mesi di tempo prima che finisca il secondo periodo che Sua Maestà ti accordato per le ricerche. Il re non viene mai meno alla parola data.”.

Eppegisu saluta i nonni e va al castello, Il bambino ed il cane, dopo pochi giluri, arrivano davanti al fossato. Il ponte lavatoio s’abbassa, quando è giù l’undicenne ed Irka l’attraversano.

Eppegisu incontra il nonno materno pochi giluri dopo. Nella stanza trova ad aspettarlo anche Icro, il cugino più giovane di sua mamma. Il bambino saluta prima Giurrego e poi Icro.

“Eppegisu, Icro, vi ho chiamato per darvi una notizia che per voi sarà importante. Eppegisu suppongo che già immagini qualcosa.”.

L’undicenne annuisce.

Re Giurrego riprende a parlare: “Il 5979 è un anno speciale per la dinastia Niastro fra una quindicina di giorni ricorre il millecentesimo anniversario che abbiamo iniziato a regnare su Xoron ed alla fine del mese di Giemsi, per il calendario calandriano il mese di Gipesasta, saranno millecinquecento anni che regniamo in Calandria e sui calandriani. Ho deciso di far organizzare molte manifestazioni per i 1100 anni di regno della nostra dinastia su Xoron.”. Il re fa una pausa: “Eppegisu, Icro vi devo comunicare la notizia che non vi lascerà indifferenti. Eppegisu siccome sei stato bocciato, tuo nonno si comporterà di conseguenza.”. Re Giurrego sorride, mentre Eppegisu pensa e si domanda che nesso hanno i festeggiamenti per il 44° giubileo dinastico con la sua bocciatura. Forse i nonni vogliono punirlo durante i festeggiamenti.

“Icro, Eppegisu, secondo le vostre convinzioni e gusti musicali farò venire ad esibirsi nella capitale la migliore banda rock del momento…i Gub Vammagem!”

“Siii.” Grida Icro che inizia a saltare ed a fare altri strilli. Eppegisu pur avendo 11 anni ed essendo di nove anni più giovane resta in silenzio.

“I Gub Vammagem non hanno mai suonato a Xoron.” Dice eccitato Icro che poi aggiunge: “Presto terranno un concerto ad Epralom.”.

“No!” Risponde secco, re Giurrego che smorza l’entusiasmo del nipote e continua: “Due concerti…Suoneranno nel Parco La Delizia il 4 e 11 Tralosasta.”.

“Non uno ma due concerti. Eccezionale!” Dice Icro entusiasta ed a voce alta che poi continua: “I Gub Vammagem non si esibiscono su Geimo dal 5969, quell’anno diedero 4 concerti nella Federazione Geimaniana due nel continente Psikawa gli altri nel continente Eovodria e tutti in altrettante località dell’emisfero boreale. I concerti si tennero anche in località sulla terra ferma. Questi sono i primi loro due concerti a Xoron, i primi nell’emisfero australe ed i primi su un’isola del nostro pianeta.”.

“Mi sono informato, i Gub Vammagem non si esibiscono in pubblico da oltre un anno questi sono i primi due concerti in assoluto da, quando hanno iniziato questa pausa.”. Aggiunge il re.

“Saranno due concerti storici.” Dice Icro che si gira verso Eppegisu: “Non dici niente?”

“Eppegisu, Icro è più grande ed è incontenibile nel suo entusiasmo. Tu invece sei rimasto impassibile. Non preoccuparti per la scuola, prima scherzavo. Non hai avuto altre punizioni oltre alla bocciatura e tuo nonno ha usato tutta la sua influenza politica e capacità organizzative per portarti a Xoron un gruppo rock che ti piace ed i cui componenti sono tuoi amici.”.

Re Giurrego fa una pausa: “Non pretendevo che facessi i salti di gioia come Icro ma almeno mostrarmi gratitudine. Perché ti comporti così?”

Re Giurrego si rivolge ad Icro: “La buona notizia l’hai saputa. Ora lasciaci soli.”

“Va bene, zio. Arrivederci.” Icro si rivolge al bambino: “Ciao Eppegisu.”. L’undicenne ricambia il saluto e poi Icro lascia la stanza e si avvia all’uscita del castello.

“Ora siamo soli! Pretendo una spiegazione.”

“Nonno credo che l’amicizia con i Gub Vammagem sia finita dopo l’ultima volta che li ho incontrati”

“Tu prima di diventare loro amico, sei diventato amico di penna del figlio del batterista. E’ vero?”

“Si nonno.”

“Hai litigato con il figlio del batterista?”

“No. Non ho litigato con Xedron.”

“Dimmi la verità. Hai litigato con questo bambino, hai fatto una delle tue monellerie e suo padre si è risentito?”

“No nonno.” Risponde Eppegisu.

“Sono convinto che mi portano rancore e più di tutti Terbor Quant.”.

“E’ il batterista?” Chiede re Giurrego.

“No, è il cantante e l’autore dei testi di quasi tutte le canzoni del gruppo.”

“Perché dovrebbero portarti rancore? Perché il cantante del gruppo in particolare?”

Eppegisu non risponde e resta in silenzio per molti noscedi.

Suo nonno non insiste lo saluta e lo congeda.

Quattro anre dopo Giurrego si mette in contatto con l’astronave dei Gub Vammagem, comunicando in lingua golosiana, cinque anre dopo ha la risposta. I musicisti hanno scritto che considerano Eppegisu ancora un loro amico, lo vogliono bene come un figlio, che non ha litigato con Xedron con cui è ancora in amicizia. I musicisti terminano il messaggio esprimendo la loro gioia a rincontrare Eppegisu e conoscere la famiglia reale di Calandria.

Eppegisu il pomeriggio passeggia per Castellaquila accompagnato da Irka. Incontra alcuni amici dai quali il cane si fa accarezzare. Resta in loro compagnia per circa un anra.

Eppegisu riprende il giro ed incontra un ragazzo di due anni più grande Igliu Geco che inizia a canzonarlo perché è stato bocciato, Eppegisu gli risponde a tono e ragazzo inizia ad alzare la voce. Irka ringhia, mostra i denti, alza il pelo e fa un abbaio forte. Il ragazzo inizia a correre ed Eppegisu con un ordine secco ferma il cane. Igliu Geco si nasconde impaurito nel portone di una casa vicina.

Eppegisu incontra anche la sua maestra delle elementari ed il professore di golosiano che ha avuto nell’ultimo anno scolastico. Entrambi i docenti salutano con affetto l’undicenne e gli fanno gli auguri per il prosieguo delle ricerche dei suoi genitori.

Eppegisu incontra seduti ad un bar alcuni adulti che lo sfottono perché ritengono inutili e ridicole le ricerche che il bambino conduce dei suoi genitori.

Il più anziano del gruppo, sostenitore sfegatato del politico Oligiu Pantano, si rivolge all’undicenne: “Tu pecora nera dei Sequoia Jetan non vaghi per i pianeti ed i sistemi solari per cercare i tuoi genitori lo fai allo scopo di non frequentare la scuola e poi stando lontano poiché sei il nipote del re puoi essere agevolato senza che noi compatrioti possiamo esserne a conoscenza”.

Eppegisu per rispetto ad una persona anziana e per educazione non risponde, pensa che questo vecchio non ha nemmeno rispetto per il suo re. L’undicenne fa cenno al cane di seguirlo e si allontana.

“Che bambino maleducato! Che delinquente! Se ne va senza salutare.” Dice l’anziano.

Ognuno dei presenti al bar ha parlato a voce bassa per non innervosire Irka, che tutti temono.

La sera dopo aver girato per Castellaquila e giocato con i coetanei Eppegisu torna a casa dei nonni paterni. Cena e tre anre dopo va a dormire.

II PARTE

Un anra e mazza dopo si sveglia ed inizia a girarsi nel letto pensa ai Gub Vammagem ed il pensiero successivo li collega alla strega Lotrena Azorià. Pensa a quando l’ha conosciuta ed al male che la megera ha tentato di fargli.

Il bambino inizia a piangere, poco dopo entra nella stanza Ataga Mancino che chiede: “Eppegisu, perché piangi? Hai fatto un incubo?”

“No.”

“Dimmi la verità! Ricordati che le cose che si sognano negli incubi non sono vere.”.

“Non è vero nonna, ci sono cose che si sognano negli incubi che sono vere.”. Ribatte Eppegisu che poi continua: “Non ho fatto nessun incubo. Ci sono delle cose a cui pensavo che mi hanno fatto piangere.”.

“Cosa? Racconta!”

“Non posso.”

“Racconta. Manterrò il segreto.”

“No se racconto questi fatti sarò punito e tu penserai male di me.”.

“Ti giuro che qualsiasi cosa è, non sarai punito e non giudicherei mai male mio nipote.”.

“Giurami che continuerò le ricerche dei miei genitori. Solo così racconterò tutto.”

“Lo giuro!” Risponde Ataga.

Eppegisu racconta come ha conosciuto Lotrena Azorià, com’è stato ingannato da questa reldessa, il male che stava per fargli e che i Gub Vammagem gli hanno salvato la vita.

Ataga osserva il nipote sbigottita ed in silenzio per alcuni istanti e poi l’abbraccia.

“Non ci sono motivi per cui dovresti essere giudicato male, tutti possono essere ingannati da una femmina perfida.”.

“Nonna c’è un’altra cosa che devo dirti.”

“Dimmi.”

“Dopo che i Gub Vammagem mi portarono in salvo sulla loro astronave la Prima Emegra, l’astronave della strega, attaccò l’Hoclenia, JAE rispose al fuoco, vinse lo scontro costringendo la Prima Emegra alla quasi immobilità avendo distrutto tre dei quattro motori. JAE si mise in comunicazione con me chiedendomi se volessi distruggere l’astronave nemica. Potevo dargli il colpo di grazia invece ho risparmiato la strega perché non volevo uccidere i suoi tre figli che non avevano colpe e due di loro sono più piccoli di me. Ho risparmiato la strega che ha continuato a fare cose cattivissime. Ho sbagliato, ecco perché mi giudicherai male.”.

“Invece sono fiera di te. Hai saputo fare distinzione tra le varie responsabilità individuali. Hai fatto un gesto di grande pietà, salvando chi non meritava, per salvare tre innocenti.”.

“Neanche un anno dopo Lotrena Azorià ha ucciso 666 bambini tra i 4 ed i 9 anni, 444 maschi e 222 femmine. Se quel giorno avessi ucciso la strega, oggi tutti quei bambini sarebbero ancora vivi.”. Ribatte Eppegisu che inizia a piangere: “Sono morti per colpa mia.”. Dice l’undicenne che ora piange a dirotto e singhiozzando.

Nella stanza entra Argedro che osserva il nipote e chiede: “Perché sta piangendo? Mi avete svegliato.”

Ataga mentre abbraccia il nipote inizia a raccontare quello che gli ha detto Eppegisu.

“Nonna avevi giurato di mantenere il segreto.”.

“Mantengo il segreto. Dillo a tuo nonno è come se lo sapessi solo io. Tuo nonno deve sapere queste cose. Noi siamo due dei tuoi quattro tutori.”

Ataga riferisce ogni particolare ad Argedro di quello che è accaduto ad Eppegisu e di ciò che lo turba.

“Eppegisu quanto tempo fa sono accaduti questi fatti?” Chiede Argedro.

Il bambino pensa e risponde: “Ho conosciuto Lotrena Azorià l’11 tralonto 5977 il giorno dopo il 12 tralonto ha tentato di uccidermi.”.

“Sono passati circa 14 mesi.” Dice Argedro che continua: “Solo ora lo sappiamo.”. Afferma seccato e con un tono di voce alto.

“Non lo sgridare. L’importante è che tutto è finito bene.” Ribatte Ataga.

“Sono in debito con questi musicisti e lo sei anche tu, Eppegisu.”. Afferma Argedro.

Eppegisu pensa che lui è responsabile della morte di Gargon il figlio di Terbor Quant morto perché nella maledizione lanciata dalla strega un bambino doveva morire al posto d’Eppegisu. L’undicenne non fa partecipi i nonni di questo suo pensiero. Qualche giluro dopo Eppegisu finisce di piangere.

I tre parlano per un poco di tempo. Due anre più tardi Eppegisu si è completamente calmato ed addormentato.

La mattina all’inizio della nona anra Argedro si reca al castello ed incontra re Giurrego e Fisoa Medusa, la regina.

Argedro racconta la disavventura d’Eppegisu con Lotrena Azorià e la relazione che questa ha con i Gub Vammagem.

“Dobbiamo ringraziare i Gub Vammagem per averci salvato nostro nipote.” Dice re Giurrego che continua: “La strega invece la farò cercare e darò un premio a chi mi porta la sua testa.”.

“Maestà, volete vendicarvi.” Afferma Argedro.

“No, voglio giustizia.”

“Non apprezzo la musica dei Gub Vammagem, però devo ammettere che sono dei bravi giovani si sono comportati bene con nostro nipote.”. Dice Argedro.

“E’ vero!” Afferma il re che poi continua: “Neanche a me piace la loro musica, ma a molti giovani ed adolescenti in tutta Xoron piace, così anche a Castellaquila. Il figlio di mia sorella, Icro è fissato con questo gruppo, si sente le loro canzoni tutti i giorni; me l’ha detto Oclarina. Sono convinto che averli chiamati a suonare al festival musicale per il XLIV giubileo dinastico a Xoron sarà una mossa che manterrà la popolarità della stirpe dei Niastro.”.

I due con suoceri parlano ancora un poco prima che Argedro lasci il castello.

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Glossario

Anra = frazione del tempo in uso sul pianeta Geimo composta di 60 giluri oppure 3600 noscedi. Equivale ad 1 ora e 2, 4912504 secondi terrestri oppure a 3602,4912504 secondi terrestri.

Amtros = Unità di misura delle distanze a livello internazionale o interstellare in uso su tutti i pianeti della “Confederazione dei Mondi e Nazioni Pacifiche” e sui pianeti e stati in rapporti con la Confederazione. Equivale a 0,76 metri ovvero 76 centimetri. Amtros ha multipli e sottomultipli su base 10 in modo equivalente al sistema metrico decimale. Il chilo amtros equivale a 1000 amtros cioè 760 metri.

Credito Golosiano = Moneta d’oro che ha corso legale sul pianeta Golos. Il suo valore è dato dal peso d’oro contenuto nella moneta cioè 950 millesimi del peso complessivo più un appezzamento che varia a seconda della richiesta da un 25% ad un 50% in più del valore intrinseco. Questa valuta è usata anche su altri pianeti affiancata alle monete locali in seguito ad accordi bilaterali con il governo golosiano.

Giemsi = Nono mese dei dodici del calendario xoroniano. Corrisponde al mese di Gipesasta nel calendario calandriano.

Giluro = frazione del tempo in uso sul pianeta Geimo è composto da 60 noscedi equivale a 60,04152084 secondi terrestri cioè 1 minuto e 0,04152084 secondi terrestri.

Gipesasta = Nono mese dei dodici del calendario calandriano. Corrisponde al mese di Giemsi nel calendario xoroniano.

Luxon = unità di misura delle velocità. E’ il rapporto della velocità di un oggetto o particella con la velocità della luce. Si esprime di conseguenza sempre con uno zero seguito da cifre dietro la virgola. E’ usato per misurare la velocità di qualsiasi oggetto si muove nello spazio.

Noscedo = frazione del tempo in uso sul pianeta Geimo equivale a 1,000692014 secondi terrestri.

Tralosasta = Secondo mese del calendario xoroniano. Trovandosi Xoron nell’emisfero australe di Geimo è un mese estivo.

Zender = Marca di chitarra elettrica usata da molti musicisti su vari pianeti della “Confederazione dei Mondi e Nazioni Pacifiche”.

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