Spazio all'Immaginazione 5° Edizione, Fuori Concorso: "Il concerto" di Giuseppe Savoia (Parte 9-10)


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Il concerto

Giuseppe Savoia

IX PARTE

La mattina del 4 tralosasta Eppegisu si sveglia eccitato, è il giorno del concerto.

Lascia la casa dei prozii e va all’ambasciata calandriana. Pranza insieme al nonno Giurrego, allo zio Jephos, al cugino Zonlafo ed ad Icro, cugino di sua madre e suo zio. Durante il pranzo re Giurrego comunica al nipote che la mattina ha portato l’Hoclenia da Castellaquila all’astroporto d’Epralom.

Nel pomeriggio arriva l’auto diplomatica che porta il principe Markon. Eppegisu ed Icro salgono in auto insieme al principe rentaniano.

Il veicolo è scortato da altre due macchine che trasportano le guardie personali del principe. Il convoglio si ferma davanti ad un ingresso laterale del Parco La Delizia. Markon, Eppegisu, Icro e le guardie scendono dalle auto. Le sei guardie sono vestite con giubbotti leggeri ma come qualsiasi giovane ammiratore dei Gub Vammagem che sarà presente al concerto così da confondersi con il pubblico. I lasciapassare che hanno Markon, Eppegisu, Icro e le sei guardie della scorta permettono l’accesso al parco da un ingresso laterale, mentre tutto il pubblico deve entrare solo dall’ingresso principale, l’unico aperto, quando ci sono i concerti, e fare la fila mostrando il biglietto.

Eppegisu, Markon ed Icro si mettono davanti al palco ai pochi amtros dal suo bordo.

Il luogo dove ci sarà il concerto è un ampio anfiteatro naturale ai piedi della montagna a nord-est d’Epralom e su un versante poco scosceso. Il dorso della montagna è stato adattato con ampi terrazzamenti collegati tra loro da scalini. Il palco è giù davanti ai terrazzamenti. Agli angoli posteriori destro e sinistro del palco ci sono due palazzine, una serve per gli artisti l’altra per i tecnici, sotto il palco il deposito per gli attrezzi. Il luogo del concerto circa centottanta anni prima era nato come teatro ed auditorium all’aperto, negli ultimi anni ha ospitato ogni estate e primavera inoltrata concerti. L’ampiezza del posto permette di ospitare anche più di centomila spettatori.

“Quanti biglietti sono stati venduti?” Chiede il principe Markon in golosiano.

“107850 per questo concerto ed altrettanti per quello dell’11 tralosasta. Solo 150 biglietti invito gratis per ogni concerto.”. Risponde Eppegisu.

“108.000 spettatori per due concerti sono 216.000 in totale.”. Risponde Markon.

“Sono tutti spettatori diversi. Chi ha comprato il biglietto per il concerto del 4 tralosasta non gli è stato consentito di comprarne un altro per quello dell’11. Chi è stato invitato a questo concerto non lo sarà al prossimo. Nessuno assisterà ad entrambi i concerti.”. Risponde Eppegisu.

“Siamo privilegiati non abbiamo pagato per un concerto storico.”. Dice Icro.

Il ventenne ha una borsa la apre e mostra l’attrezzatura per registrare il concerto ha anche un cavalletto dove sistemare la videocamera.

“Ai diritti dei Gub Vammagem non ci pensi?” Chiede Eppegisu.

“Non finiranno all’elemosina se mi faccio una registrazione non ufficiale del concerto.”. Ribatte Icro.

“L’hai visto il loro impresario? Hai visto la sua mole? Mi prende in braccio come se fossi un lattante, se ti vede fa di te polpette.”. Ribatte Eppegisu.

La zona riservata al pubblico è gremita. E’ tardo pomeriggio.

Esce sul palco il presentatore che inizia a parlare: “Signore e signori diamo il benvenuto all’augusto personaggio che ha portato i migliori musicisti moderni ad esibirsi in questo luogo. Ci mancava un solo gruppo il migliore e tra poco più di due anre suonerà qui. Signore e signori il re di Calandria e dei Calandriani, Principe dello Jetan Occidentale ma sarebbe stato re di Xoron se quest’isola era ancora indipendente, Conte di Castellaquila, Granduca dell’Impero Vosupi, Principe delle Isole Treulesie, Duca dal popolo kelfiano…Sua Maestà Giurrego.”.

Il pubblico tributa un lungo applauso.

“Sua Altezza Reale Jephos, l’erede al trono di Calandria ovvero il Principe di Ceguna, Principe dello Jetan Occidentale e Conte di Zobros. Il principino Zonlafo.

I tre membri dei Niastro salutano dal palco.

Re Giurrego prende il microfono: “Benvenuti al Parco La Delizia, benvenuti a questo festival organizzato in occasione del nostro 44° giubileo dinastico come inizio della nostra dinastia a Xoron. Sapete che i Niastro discendono da Apollo, dal nostro capostipite tutti i maschi ereditano i talenti di essere ottimi arcieri e suonatori di ogni tipo di strumento a corda. Alcuni uomini anche di essere ottimi medici mentre questo avviene per tante donne della nostra stirpe. L’abilità di saper suonare gli strumenti a corda ci fa essere esperti di musica perciò nei festeggiamenti del millecentesimo anniversario che abbiamo iniziato a regnare come dinastia su Xoron dovevano esserci una serie di concerti di ogni genere musicale. Ha detto bene il presentatore se Xoron fosse rimasta indipendente ora regneremmo su Xoron e voi sareste nostri sudditi. Non ci siamo dimenticati dei più giovani così vi abbiamo organizzato due concerti con la musica che più vi piace e con il gruppo migliore del momento…i Gub Vammagem. Non vi annoieremo con discorsi politici perciò vi salutiamo augurandovi buon divertimento, felicità e salute.”.

Il pubblico applaude si alza e scandisce più volte il nome del re.

Il sovrano saluta così fa anche suo figlio Jephos e suo nipote Zonlafo. I tre Niastro lasciano il palco.

Un giluro dopo il presentatore annuncia il primo gruppo di supporto che si esibirà prima dei Gub Vammagem. A questi musicisti seguono altri quattro gruppi. In totale le esibizioni dei cinque gruppi xoroniani sono durate due anre. Nel frattempo è scesa la notte.

Il pubblico aspetta e dopo circa quindici giluri il presentatore esce sul palco: “Signore e signori…Congan, Foge, Quant, Xobes…i Gub Vammagem!”

Il nome del gruppo l’annunciatore l’ha detto con enfasi e gridando.

Il palco è ancora buio e si sente un primo giro armonico con i rullanti ed i piatti della batteria, dopo qualche noscedo un secondo uguale.

Le luci si accendono i musicisti iniziano a suonare in modo vivace. Foge ha la sua chitarra a due manici, Xobes è al basso, Congan già suona energicamente la batteria. La canzone è la prima del quinto album. Alla fine del brano c’è un lungo applauso. Il secondo pezzo è la prima canzone del quarto album, poi ci sono altre due canzoni molto rocciose. Alla fine di ogni brano ci sono lungi applausi molto entusiasti. Dopo otto canzoni Terbor Quant annuncia un brano inedito Xonoh Dakor Xobes passa alla tastiera.

Eppegisu riconosce la canzone dopo poche note l’ha già sentita alle prove a villa “Smula Nascente”. Nelle canzoni successive Xobes suona la tastiera, alcune sono melodiche altre rocciose.

Il concerto entra nella sua terza anra e Xonni Foge prende un archetto di violino. Il chitarrista si gira verso il pubblico alla sua destra con l’archetto tocca il ponte della chitarra emettendo una coppia di note poi platealmente alza il braccio e l’archetto in alto come se mostrasse una spada. Ha dato così il tributo ad una parte di pubblico. Il musicista si gira di novanta gradi rivolto verso il pubblico di fronte e come fatto prima emette un alta coppia di note con archetto e chitarra: il secondo omaggio. Proprio davanti ad Eppegisu, Markon, Icro e tutti coloro che sono dietro. Xonni si gira di altri novanta gradi rivolto verso il pubblico alla sua sinistra e tributa la terza coppia di note. Il chitarrista si nuove si altri novanta gradi dando questa volta le spalle al pubblico ma trovandosi di fronte ai tecnici la quarta coppia di note è in loro onore che con il loro lavoro permettono lo spettacolo. Anche dopo la seconda, terza e quarta coppie di note Xonni ha alzato braccio ed archetto in alto. Il chitarrista fa un altro giro ripetendo gli stessi gesti e l’omaggio a destra, al centro a sinistra ad ai tecnici.

Inizia l’assolo muovendo l’archetto su e giù lungo il ponte e muovendo la mano sinistra sulla tastiera per creare i vari suoni, facendo delle scale. Cambia effetto muovendo su e giù l’archetto ma nello stesso tempo la sinistra non suona sulla tastiera toccando le singole corde ma scorrendo in contemporanea tutte le dita sulle sei corde portando la mano verso fuori quando alza l’archetto e verso il corpo della chitarra quando abbassa l’archetto.

Finito l’assolo Xonni cambia chitarra e prende una Zender. Xobes è alla tastiera.

I Gub Vammagem suonano la prima canzone dell’album di prossima pubblicazione.

Terminato il pezzo Terbor Quant annuncia la quarta canzone dell’album IV Xonni Foge riprende velocemente la chitarra con due tastiere. Il chitarrista nel suonare questa canzone usa tre volte la tastiera a dodici corde e altrettante quella a sei. Terminato il brano il pubblico applaude con grande entusiasmo. I Gub Vammagen lasciano il palco. Le luci si spengono.

Tutti i 108.000 spettatori compresi Eppegisu, Icro e Markon iniziano a gridare: “Vammagem, Vammagem.”. Ripetendo questo grido in modo regolare. Il pubblico grida per alcuni giluri.

Improvvisamente i Gub Vammagem tornano sul palco accolti dall’urlo di tutto il pubblico.

I musicisti suonano il secondo pezzo del quarto album poi la prima canzone del secondo album improvvisando sulla parte strumentale centrale ed allungandola rispetto alla versione studio. La terza canzone è ancora del secondo album al centro del brano c’è l’assolo di chitarra che Xonni fa con entrambe le mani sulla tastiera.

Terminata la canzone Terbor Quant al microfono in xoroniano dice: “Buonasera Epralom. Felicità e salute a tutti.”

Posa il microfono a terra. I quattro musicisti fanno un inchino verso il pubblico ed un altro verso i tecnici e poi lasciano il palco. Il concerto è finito.

Eppegisu vede l’orologio e così può stimare la durata del concerto in due anre e 45 giluri.

Il pubblico inizia ad andare via. Le guardie del corpo di Markon Darkate dicono ai due undicenni ed Icro di aspettare che quasi tutto il pubblico sia defluito per andarsene. Icro leva la videocamera dal cavalletto e rimette nella borsa tutto l’occorrente per la registrazione del concerto.

“Questo è stato un concerto storico. Eppegisu quando avrò 60 anni e tu 51 potremo ancora dire con orgoglio che c’eravamo.”. Dice Icro.

“E’ stato bellissimo dal primo all’ultimo brano.”. Afferma Markon.

“Ogni volta che senti un concerto dei Gub Vammagem è unico. Questo perché improvvisano non fanno quasi mai le canzoni in modo fedele alla versione studio. Vuol dire che suonano dal vivo veramente non come certi musicisti da strapazzo che fanno finta di suonare invece c’è la registrazione.”. Afferma Eppegisu.

Il pubblico ormai ha sgombrato. Icro, Eppegisu, Markon e le sei guardie del corpo vanno verso l’uscita.

“A me è venuta voglia di fare pipì.” Dice Eppegisu.

“Anche a me.” Aggiunge Icro.

“Io non vado da oggi pomeriggio non so come ho resistito fino adesso.”. Dice Markon.

Icro si guarda intorno osservando gli alberi e le siepi ai lati del viale che stanno percorrendo. Esce dal viale e s’inoltra tra le siepi, Eppegisu lo segue. I due calandriani incrociano dei giovani che escono dalle siepi. Markon invece è esortato dalle guardie ad aspettare che prima abbiano ispezionato la zona. Il principe si libera anche lui è poi si ricongiunge ad Eppegisu ed Icro riprendendo il cammino verso l’uscita.

L’auto diplomatica, che ha atteso fuori all’ingresso principale, dopo aver preso a bordo i due undicenni ed il ventenne, inizia a percorrere lentamente le strade trafficate dei quartieri settentrionali d’Epralom. Il traffico è causato proprio dallo spostamento contemporaneo degli spettatori del concerto. Tantissimi vigili, poliziotti e militari sono in strada per la sicurezza nonostante l’orario. Icro è accompagnato all’Esagonale ed Eppegisu a casa dei prozii.

Eppegisu prima di salire dai prozii saluta il principe Markon sapendo che l’indomani partirà.

Icro ed Eppegisu vanno a dormire tardi.

X PARTE

La mattina Eppegisu si sveglia abbastanza presto pur avendo dormito poco. Prepara le poche cose che ha con se, il resto è sull’astronave. Irka è eccitata come ogni volta che il suo padrone sta per uscire.

Eppegisu telefona a villa “Smula Nascente” chiedendo dei Gub Vammagem, ma gli rispondono che stanno dormendo. Il bambino è dispiaciuto perché dovrà partire senza salutarli.

La prozia Fisoa Arula abbraccia Eppegisu così fa anche il prozio Linaco.

“Ti raccomando. Stai attento.” Dice la prozia.

“Non vi preoccupate.” Risponde l’undicenne.

“Buon viaggio. A presto.” Dice Linaco.

“Buon viaggio, auguri. A presto.” Aggiunge la prozia Fisoa Arula.

Eppegisu fa un fischio al cane che arriva di corsa muovendo freneticamente la coda. La prozia apre la porta ed il bambino esce saluta con un cenno ed è subito in strada seguito dal cane.

Si sente chiamare dall’alto sono i prozii: “Arrivederci zia Fisoa Arula, arrivederci zio Linaco.”.

I prozii rispondono poi il bambino ed il cane si allontanano.

Eppegisu va all’Esagonale dove trova re Giurrego, la regina Fisoa, la nonna paterna Ataga, lo zio Jephos, il cugino Zonlafo ed Icro.

Si trattiene per una quindicina di giluri il tempo di salutare tutti. E’ dispiaciuto che il nonno Argedro non c’è perchè aveva degli impegni importanti, ma i suoi saluti arrivano tramite la nonna.

Re Giurrego dispone di far accompagnare Eppegisu fino all’ingresso dell’astroporto con un auto.

Icro e Zonlafo vengono con lui. L’undicenne parla del concerto con Icro entrambi sono entusiasti per quello che hanno vissuto la sera precedente. L’undicenne apprende che suo cugino Zonlafo andrà con lo zio Jephos al concerto dell’11 tralosasta.

Fuori all’astroporto Eppegisu fa scendere il cane dal bagagliaio, saluta Icro e Zonlafo ed entra.

L’undicenne con il suo molosso si sta incamminando diretto alla pista dove è stazionata l’Hoclenia, quando si sente chiamare.

Si volta e vede i Gub Vammagem. Irka muove la coda ha riconosciuto i musicisti ed è contenta di aver visto Quant. Eppegisu torna indietro andandogli incontro, gli artisti si avvicinano a loro volta.

“Stavamo dormendo, ma ci siamo svegliati per venirti a salutare.”. Dice Xonoh Dakor Xobes.

“Siamo venuti come il nostro impresario ci ha avvertito. Non ci siamo nemmeno abbottonati le camicie, ma non ti illudere non è un trattamento speciale in tuo onore.”. Dice Terbor Quant.

“Sono contento che siete venuti.” Dice Eppegisu.

“Non avevo alcuna intenzione di mancare. Dovevo salutarti per forza prima che partissi.”. Dice Xonoh Congan.

“Ti raccomando non metterti nei guai.” Dice Xonni Foge che poi continua: “Non abbiamo voluto fare una registrazione ufficiale. Non suonavamo da tempo, mentre il tuo parente si è fatta una registrazione. Rezor Zramp se ne accorto.”

“Ditegli di non mandare in prigione Icro per questo. Sono vostro amico.” Ribatte Eppegisu.

“Abbiamo previsto la registrazione ufficiale per il concerto dell’11. Non pretenderemo i nostri diritti d’autore per il filmato che ha fatto il tuo parente. Ricordagli che però la registrazione deve tenerla solo per il suo uso personale e non commercializzarla.”. Risponde Xonni.

“Sei contento che siamo venuti a suonare sul tuo pianeta?” Chiede Xonoh Congan.

“Si, contentissimo. Super contentissimo. Icro dice che questo concerto ed il prossimo saranno ricordati anche fra 50 anni.”.

Xonni ride: “Magari! Non credo si ricorderanno del nostro gruppo tra 50 anni. Tuo figlio non ascolterà la nostra musica.”.

“Xonni, potresti sbagliarti. La vostra musica è eccezionale. Secondo me anche i miei nipoti l’ascolteranno.”.

“E’ sia!” Risponde Terbor Quant. Il cantante abbraccia Eppegisu.

Xonoh Dakor Xobes è il secondo ad abbracciare e salutare l’undicenne seguito da Xonni Foge.

L’ultimo è Xonoh Congan che abbraccia Eppegisu con più forza dei compagni. Lo trattiene tra le braccia poi addirittura lo prende in braccio, per una decina di noscedi e lo rimette a terra.

“Piccolo! Ti auguro di ritrovare i tuoi genitori. Ti auguro ogni bene nella vita. Questi auguri te li faccio con tutto il cuore. Ti raccomando non litigare mai con Xedron. Mi auguro che voi due restiate per sempre amici.”. Il batterista apre le braccia.

Il bambino si rivolge al musicista: “Mi hai salutato come se non dovessimo vederci più. Ci rivedremo presto.”

“Da quando ti abbiamo salvato dalla strega all’incontro al castello è passato più di un anno. Spero di rivederti presto. Buona fortuna, Eppegisu.” Risponde Xonoh Congan.

L’undicenne saluta con la mano i musicisti. Terbor accarezza il cane.

I Gub Vammagem lasciano la pista dell’astroporto.

Eppegisu ed Irka si portano davanti al portello d’ingresso dall’Hoclenia, lo varcano e si recano in plancia. Eppegisu si siede sulla poltrona di comando, il suo cane si mette steso lì vicino. L’undicenne ordina a JAE di iniziare la procedura di lancio.

L’Hoclenia decolla poco dopo ed in meno di un giluro è fuori dall’atmosfera.

Eppegisu dai pannelli trasparenti dalla plancia vede ancora una volta allontanarsi il suo pianeta natale.

I giorni su Geimo con i suoi amici sono finiti, sono stati intensi e belli. Ora riprende la missione tra le stelle.

FINE

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Glossario

Anra = frazione del tempo in uso sul pianeta Geimo composta di 60 giluri oppure 3600 noscedi. Equivale ad 1 ora e 2, 4912504 secondi terrestri oppure a 3602,4912504 secondi terrestri.

Amtros = Unità di misura delle distanze a livello internazionale o interstellare in uso su tutti i pianeti della “Confederazione dei Mondi e Nazioni Pacifiche” e sui pianeti e stati in rapporti con la Confederazione. Equivale a 0,76 metri ovvero 76 centimetri. Amtros ha multipli e sottomultipli su base 10 in modo equivalente al sistema metrico decimale. Il chilo amtros equivale a 1000 amtros cioè 760 metri.

Credito Golosiano = Moneta d’oro che ha corso legale sul pianeta Golos. Il suo valore è dato dal peso d’oro contenuto nella moneta cioè 950 millesimi del peso complessivo più un appezzamento che varia a seconda della richiesta da un 25% ad un 50% in più del valore intrinseco. Questa valuta è usata anche su altri pianeti affiancata alle monete locali in seguito ad accordi bilaterali con il governo golosiano.

Giemsi = Nono mese dei dodici del calendario xoroniano. Corrisponde al mese di Gipesasta nel calendario calandriano.

Giluro = frazione del tempo in uso sul pianeta Geimo è composto da 60 noscedi equivale a 60,04152084 secondi terrestri cioè 1 minuto e 0,04152084 secondi terrestri.

Gipesasta = Nono mese dei dodici del calendario calandriano. Corrisponde al mese di Giemsi nel calendario xoroniano.

Luxon = unità di misura delle velocità. E’ il rapporto della velocità di un oggetto o particella con la velocità della luce. Si esprime di conseguenza sempre con uno zero seguito da cifre dietro la virgola. E’ usato per misurare la velocità di qualsiasi oggetto si muove nello spazio.

Noscedo = frazione del tempo in uso sul pianeta Geimo equivale a 1,000692014 secondi terrestri.

Tralosasta = Secondo mese del calendario xoroniano. Trovandosi Xoron nell’emisfero australe di Geimo è un mese estivo.

Zender = Marca di chitarra elettrica usata da molti musicisti su vari pianeti della “Confederazione dei Mondi e Nazioni Pacifiche”.

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Link a Parte 1-2: http://www.link2universe.net/2018-09-02/spazio-allimmaginazione-5-edizione-fuori-concorso-il-concerto-di-giuseppe-savoia-parte-i-ii/

Link a Parte 3-4: http://www.link2universe.net/?p=28698

Link a Parte 5-6: http://www.link2universe.net/?p=28700

Link a Parte 7-8: http://www.link2universe.net/?p=28702

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