Racconto dell'esperimento più lungo del mondo: l'attesa delle "gocce di pece"

Esperimento sulla discesa della pece in corso. Credit: Università del Queensland

La storia della ricerca in Fisica è tappezzata da fatti curiosi. Tra quelli più strampalati è sicuramente da annoverare l'esperimento della “goccia di pece”.

La versione più importante, iniziata nel lontano 1927 all'Università del Queensland di Brisbane, in Australia, e che continua tuttora, è addirittura entrata nel Guinness dei Primati come esperimento più lungo della storia. Di cosa si tratta?
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Spazio tra le Righe: "Stringhe slacciate (Ozzac! Reprise) - di Luca Rettore"

Stringhe slacciate (Ozzac! Reprise)

di Luca Rettore

Come saprete il Dottor Draper è passato a miglior universo circa un mese fa. Mi manca il suo faccione barbuto e ancor più quel brivido lungo la schiena che mi percorreva ogni qualvolta uno strano luccichio faceva capolino nel suo sguardo penetrante. Oppure quando ti si avvicinava, quatto quatto, mentre eri di spalle ed intento ad osservare qualche raro fenomeno celeste di grande importanza e ti sussurrava nell’orecchio: “Mooomento Quaaantico!”. Lui lo definiva: “Il momento quantico dell’intuizione!”. Era quello il punto di partenza di una grande avventura che, quasi sempre, portava ad un irrimediabile disastro di proporzioni ciclopiche (a parte il brevettato riproduttore molecolare di magnesia aromatica che adesso, purtroppo, non usa più nessuno).
Dalla sua scomparsa il dislocatore di antimateria è stato oggetto di numerosi studi, valutazioni ed esperimenti correlati, ma purtroppo il processo di trasferimento non avviene. Nonostante un uso abnorme di energia, non vi è stato alcun risultato apprezzabile. Chi ci capiva davvero in questo campo era solo lui e tutti noi, qui, ci sentiamo un po’ come dei pinguini che vogliono imparare a volare.
Almeno fino ad ora.
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Spazio tra le righe: "Ozzac! - di Luca Rettore"

Ozzac!

di Luca Rettore

 

Era incredibile.
Rimasi a bocca aperta mentre l’immagine sullo schermo dai contorni pixelati diventava sempre più nitida ed inverosimile.
Un fenomeno di tale portata faceva vacillare la mente al solo pensiero.
L’oggetto luminoso più lontano mai osservato, la galassia Abell 1835 IR1916 a 13,23 miliardi di anni luce dalla Terra e con redshift uguale a 10, non esisteva più.
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Spazio tra le righe: "Bolla di Sapone - di Giulia Murtas"

Bolla di Sapone

di Giulia Murtas

Cosa succede quando, all'improvviso, per un colpo male assestato (o assestato benissimo, ma sbagliando di gran lunga mira), si viene a creare una lacerazione nello spazio che ci circonda, ma che dico spazio, nello spazio-tempo in cui siamo contenuti?

A dir la verità, ero fermamente convinto che uno “strappo” nel tessuto che delimita i confini del nostro universo potesse far parte solo della più fervida immaginazione degli scrittori di fantascienza. Questo finché, durante uno dei soliti litigi riguardo al turno per portare fuori l'immondizia, Y4dah3 mi prese e mi scagliò con tutta la forza che aveva contro l'ultimo limite dello spazio, il quale, da tempo utilizzato per scaricare energia potenziale e cinetica impresse nel lancio della mia persona al pari di un tappeto elastico – e per questo ormai consunto in quel dato punto – non resse il nuovo urto: semplicemente si aprì un buco nel quale venni trascinato, oltre la delimitazione delle nostra brave dimensioni standard che caratterizzano lo spazio-tempo.
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Spazio tra le righe: "De Aardappeleters: I mangiatori di patate - di Alessandro De Falco"

De Aardappeleters: I mangiatori di patate

di Alessandro De Falco

 

 

Vincent Van Gogh, I mangiatori di patate, aprile 1885

 

 

Si invita il gentile lettore di ammirare, durante la lettura,

il quadro “I mangiatori di patate” di Van Gogh

al quale questa storia è liberamente ispirata.

Sono ormai giorni che cammino ininterrottamente per questo luogo deserto. Non so dove mi trovo. Sono in Africa? In Asia? In Europa? O forse in America? Probabilmente sono sempre stato qui.
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Intervista a Enrico Colzani, Osservatorio Astronomico di Sormano: Considerazioni della "Tribù con gli occhi al cielo"

Enrico Colzani presso l'Osservatorio Astronomico di Sormano. Credit: Enrico Colzani

 

Parafrasando il titolo del celebre apologo di Calvino, scritto in occasione del lancio dello Sputnik e del primo missile balistico intercontinentale, introduciamo l'intervista ad Enrico Colzani, Presidente del Gruppo Astrofili Brianza e Direttore dell'Osservatorio Astronomico di Sormano, che ci propone alcune importanti delucidazioni riguardo al lavoro delle vere "tribù con gli occhi al cielo" moderne, i vari gruppi di astrofili che in Italia supportano il lavoro dei numerosi Osservatori.

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Intervista a Graziano Ventre, Osservatorio Astronomico di Sormano: Come "non perdersi" sulla volta celeste

Graziano Ventre presso i telescopi della sua postazione osservativa. Credit: Graziano Ventre

Gli antichi si sa, basavano la loro intera vita sull'osservazione dei cambiamenti nel cielo notturno; ciò è accaduto fino ad un "ieri" non molto distante. Al giorno d'oggi però il rapporto con le stelle si è di gran lunga ridimensionato: l'approccio risulta sempre più complicato ed il problema dell'inquinamento luminoso contribuisce rendendo più difficoltosa una buona visione della volta celeste. Ma come si fa ad "imparare" a barcamenarsi tra mappe celesti e strumentazione varia (o anche solo ad orientarsi un minimo ad occhio nudo)? Per chi vuole avvicinarsi all'osservazione del cielo notturno e non sa da dove incominciare, ecco i consigli e le delucidazioni di Graziano Ventre, membro del Gruppo Astrofili Brianza e dell'Osservatorio Astronomico di Sormano.
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Intervista a Ivan Proserpio, Osservatorio Astronomico di Sormano: Astronautica vecchia e nuova

Ivan Proserpio. Credit: Ivan Proserpio

La corsa allo spazio ha certamente fatto sognare intere generazioni: tutti da grandi sarebbero diventati degli astronauti! Ma dagli anni '60 - '70 ad oggi, cosa è cambiato nell'astronautica? Quali sono i compiti dei moderni esploratori dello spazio? Lo chiediamo ad Ivan Proserpio, socio dell'Osservatorio Astronomico di Sormano.

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Intervista a Piero Sicoli, Osservatorio Astronomico di Sormano: Proiettili dal firmamento

Piero Sicoli presso il telescopio dell'Osservatorio Astronomico di Sormano. Credit: Piero Sicoli

Asteroidi e comete sono sempre stati fonte di stupore e terrore per l'uomo, che ci fosse un grado di pericolosità reale (per i primi) o presunta (per le seconde), ma sono stati capaci di ispirare anche una grande curiosità riguardo alla loro natura. Chi (o forse è meglio dire cosa) sono? Da dove vengono? Dove stanno andando? Ma soprattutto...ci colpiranno? L'Osservatorio Astronomico di Sormano  si contraddistingue a livello internazionale soprattutto nell'attività di monitoraggio dei NEO (Near Earth Objects) che transitano particolarmente vicino al nostro pianeta. In questa breve intervista Piero Sicoli, socio dell'Osservatorio di Sormano, ci offre qualche delucidazione riguardo allo studio di questi corpi celesti.

 
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