Una Nuova Generazione di Batterie Potrebbe Alimentare i Microsatelliti Del Futuro

Daniel Perez, University of Miami, tiene in mano un pezzo del prototipo della struttura del nuovo tipo di batteria a stato solido. Credit: NASA/Dimitri Gerondidakis
Daniel Perez, University of Miami, tiene in mano un pezzo del prototipo della struttura del nuovo tipo di batteria a stato solido. Credit: NASA/Dimitri Gerondidakis

Buone notizie per la ricerca che si basa sui microsatelliti: è attualmente in corso la ricerca su un nuovo prototipo di batteria a stato solido che potrebbe aumentare enormemente la capacità di carico di questi veicoli.
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Possibili Perdite di Ossigeno Nella Fascia di Abitabilità Per Pianeti Intorno a Nane Rosse

Credits: NASA Goddard/Conceptual Image Lab, Michael Lentz, animator/Genna Duberstein, producer
Credits: NASA Goddard/Conceptual Image Lab, Michael Lentz, animator/Genna Duberstein, producer

Nella continua ricerca di pianeti sempre più simili alla Terra – con condizioni tali da poter ospitare forme di vita – la fascia di abitabilità è un importante parametro da tenere in conto: si tratta infatti della zona né troppo vicina né troppo lontana dalla stella nella quale un pianeta può mantenere acqua allo stato liquido sulla propria superficie. Tuttavia, una nuova ricerca pubblicata il 6 febbraio sul The Astrophysical Journal Letters mostra la necessità di fornire una nuova definizione per la fascia di abitabilità, basata anche sull’impatto dell’attività stellare.
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Spiegazione Geometrica in Arrivo per le Emissioni Delle Pulsar

Geminga: NASA/CXC/PSU/B. Posselt et al; Infrarosso: NASA/JPL-Caltech; B0355+54: Banda X: NASA/CXC/GWU/N. Klingler et al; Infrarosso: NASA/JPL-Caltech; Illustrazioni: Nahks TrEhnl
Geminga: NASA/CXC/PSU/B. Posselt et al; Infrarosso: NASA/JPL-Caltech; B0355+54: Banda X: NASA/CXC/GWU/N. Klingler et al; Infrarosso: NASA/JPL-Caltech; Illustrazioni: Nahks TrEhnl

Due pulsar, caratterizzate da una forte emissione nella banda X, sono state recentemente oggetto di riprese a lunga esposizione del Chandra X-ray Observatory della NASA. Le pulsar analizzate, Geminga e B0355+54, fanno entrambe parte della Via Lattea, e le loro osservazioni sono state integrate con i dati nell’infrarosso dello Spitzer Space Telescope (dai quali provengono le immagini delle stelle presenti nel campo di vista).
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Nuovi Dati di RaD-X Per la Protezione Dalla Radiazione Cosmica

Il modulo RaD-X in ascesa verso la stratosfera per la misura della radiazione cosmica proveniente dalle tempeste solari e dallo spazio. Credit: NASA
Il modulo RaD-X in ascesa verso la stratosfera per la misura della radiazione cosmica proveniente dalle tempeste solari e dallo spazio. Credit: NASA

Nuovi studi del Radiation Dosimetry Experiment (RaD-X) della NASA sulla radiazione cosmica ad elevate altitudini mostrano l’effetto che ha sull’atmosfera, ed aiuteranno a migliorare gli strumenti in dotazione ai piloti per l’analisi dei livelli di radiazione presente nelle regioni che attraversano in volo.
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Nuovi Dati di SOFIA Mostrano la Vera Composizione della Superficie di Cerere

Lo strato superficiale che ricopre il pianeta nano Cerere è composto da una polvere di pirosseno "secco" (privo di composti con molecole d'acqua), proveniente dallo spazio, mescolato allo strato nativo dato da carbonati, ghiaccio d'acqua e composti con molecole d'acqua. Credits: Pierre Vernazza, LAM–CNRS/AMU
Lo strato superficiale che ricopre il pianeta nano Cerere è composto da una polvere di pirosseno "secco" (privo di composti con molecole d'acqua), proveniente dallo spazio, mescolato allo strato nativo dato da carbonati, ghiaccio d'acqua e composti con molecole d'acqua. Credits: Pierre Vernazza, LAM–CNRS/AMU

Dalle molte osservazioni passate di telescopi a terra ed in orbita, la superficie di Cerere sembrava possedere una composizione ricca di carbonio, caratteristica tipica di molti degli oggetti presenti nella fascia degli asteroidi. Eppure c’è una novità: dagli ultimi dati acquisiti dallo Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy della NASA (SOFIA) nelle lunghezze del medio infrarosso, risulta che la composizione superficiale di Cerere sia del tutto diversa da quella che ci si aspettava.
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Successo per i Primi Test in Orbita Degli Strumenti di ExoMars

Vista del bordo di un grande cratere ancora enza nome, a nord del cratere Da Vinci, nei pressi dell'equatore di Marte. La risoluzione è di 7.2 metri per pixel. Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/CaSSIS/UniBE
Vista del bordo di un grande cratere ancora enza nome, a nord del cratere Da Vinci, nei pressi dell'equatore di Marte. La risoluzione è di 7.2 metri per pixel. Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/CaSSIS/UniBE

Il Trace Gas Orbiter della missione ExoMars ha per la prima volta testato in orbita l’intero set di strumenti di cui è dotato, ottenend risultati che fanno presupporre un grande potenziale per le future osservazioni intorno al Pianeta Rosso.
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New Horizons Chiude Ufficialmente la Missione Principale e si Dirige Verso un Nuovo Obiettivo

Ripresa di una parte della cosiddetta "Sputnik Planitia", larga circa 400 km, ricoperta da distese fresche di ghiaccio, formatesi grazie ad un proceso geologico detto "convezione", per il quale la vecchia superficie di ghiacci viene rinnovata su larghe aree del pianeta. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI
Ripresa di una parte della cosiddetta "Sputnik Planitia", larga circa 400 km, ricoperta da distese fresche di ghiaccio, formatesi grazie ad un proceso geologico detto "convezione", per il quale la vecchia superficie di ghiacci viene rinnovata su larghe aree del pianeta. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI

Dopo quasi un anno e mezzo dal flyby sul sistema di Plutone e delle sue lune avvenuto il 14 luglio 2015, ed oltre 50 Gb di dati inviati a terra, New Horizons può dire di aver concluso ufficialmente la sua missione primaria, e si dirige a tutta velocità verso il suo nuovo obiettivo, l’oggetto della Cintura di Kuiper denominato 2014 MU69.
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Ritorno a Casa per Gli Astronauti della Expedition 49

L'astronauta Kate Rubins (NASA), il cosmonauta Anatoly Ivanishin (Roscosmos) - al centro - e l'astronauta Takuya Onishi (JAXA) fuori dalla navicella Soyuz MS-01 a pochi minuti dall'atterraggio. Credit: NASA/Bill Ingalls
L'astronauta Kate Rubins (NASA), il cosmonauta Anatoly Ivanishin (Roscosmos) - al centro - e l'astronauta Takuya Onishi (JAXA) fuori dalla navicella Soyuz MS-01 a pochi minuti dall'atterraggio. Credit: NASA/Bill Ingalls

Dopo una missione durata ben 115 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, il cosmonauta Anatoly Ivanishin (Roscosmos) – comandante della Soyuz MS-01, e gli ingegneri di volo Takuya Onishi (JAXA) e Kate Rubins (NASA) sono finalmente tornati a casa.
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Da Kepler e Swift un Raccolto di Stelle “Zucca” Pronto per Halloween

Illustrazione della gigante arancio KSw71, dalla forma schiacciata a causa dell'elevatissima velocità di rotazione, a confronto con il nostro Sole. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/Francis Reddy
Illustrazione della gigante arancio KSw71, dalla forma schiacciata a causa dell'elevatissima velocità di rotazione, a confronto con il nostro Sole. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/Francis Reddy

Per la festa di Halloween le missioni Kepler e Swift della NASA non sono rimaste di certo indietro nell’immortalare delle stranissime “zucche cosmiche”: queste stelle, frutto di una fusione tra stelle simili al Sole ed orbitanti in stretti sistemi binari, ruotano su sé stesse ad una velocità talmente elevata da essere diventate di forma ellittica, producendo una quantità di raggi X ad un tasso 100 volte superiore ai livelli visti nel Sole stesso.
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