New Horizons Chiude Ufficialmente la Missione Principale e si Dirige Verso un Nuovo Obiettivo

Ripresa di una parte della cosiddetta "Sputnik Planitia", larga circa 400 km, ricoperta da distese fresche di ghiaccio, formatesi grazie ad un proceso geologico detto "convezione", per il quale la vecchia superficie di ghiacci viene rinnovata su larghe aree del pianeta. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI
Ripresa di una parte della cosiddetta "Sputnik Planitia", larga circa 400 km, ricoperta da distese fresche di ghiaccio, formatesi grazie ad un proceso geologico detto "convezione", per il quale la vecchia superficie di ghiacci viene rinnovata su larghe aree del pianeta. Credit: NASA/JHUAPL/SWRI

Dopo quasi un anno e mezzo dal flyby sul sistema di Plutone e delle sue lune avvenuto il 14 luglio 2015, ed oltre 50 Gb di dati inviati a terra, New Horizons può dire di aver concluso ufficialmente la sua missione primaria, e si dirige a tutta velocità verso il suo nuovo obiettivo, l’oggetto della Cintura di Kuiper denominato 2014 MU69.
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Ritorno a Casa per Gli Astronauti della Expedition 49

L'astronauta Kate Rubins (NASA), il cosmonauta Anatoly Ivanishin (Roscosmos) - al centro - e l'astronauta Takuya Onishi (JAXA) fuori dalla navicella Soyuz MS-01 a pochi minuti dall'atterraggio. Credit: NASA/Bill Ingalls
L'astronauta Kate Rubins (NASA), il cosmonauta Anatoly Ivanishin (Roscosmos) - al centro - e l'astronauta Takuya Onishi (JAXA) fuori dalla navicella Soyuz MS-01 a pochi minuti dall'atterraggio. Credit: NASA/Bill Ingalls

Dopo una missione durata ben 115 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, il cosmonauta Anatoly Ivanishin (Roscosmos) – comandante della Soyuz MS-01, e gli ingegneri di volo Takuya Onishi (JAXA) e Kate Rubins (NASA) sono finalmente tornati a casa.
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Da Kepler e Swift un Raccolto di Stelle “Zucca” Pronto per Halloween

Illustrazione della gigante arancio KSw71, dalla forma schiacciata a causa dell'elevatissima velocità di rotazione, a confronto con il nostro Sole. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/Francis Reddy
Illustrazione della gigante arancio KSw71, dalla forma schiacciata a causa dell'elevatissima velocità di rotazione, a confronto con il nostro Sole. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/Francis Reddy

Per la festa di Halloween le missioni Kepler e Swift della NASA non sono rimaste di certo indietro nell’immortalare delle stranissime “zucche cosmiche”: queste stelle, frutto di una fusione tra stelle simili al Sole ed orbitanti in stretti sistemi binari, ruotano su sé stesse ad una velocità talmente elevata da essere diventate di forma ellittica, producendo una quantità di raggi X ad un tasso 100 volte superiore ai livelli visti nel Sole stesso.
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Juno Ritarda il Prossimo Passo della Missione

Illustrazione d'artista che mostra Juno durante un passaggio ravvicinato sopra Giove. Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione d'artista che mostra Juno durante un passaggio ravvicinato sopra Giove. Credit: NASA/JPL-Caltech

Piccolo cambio di programma per la missione Juno: i responsabili della missione hanno deciso di posticipare di almeno un'orbita la prossima accelerazione della sonda da parte del suo motore principale, inizialmente prevista per il 19 ottobre.
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Hubble Osserva Gigantesce Bolle di Plasma Espulse da una Stella Morente

Questo grafico mostra il modello dell'espulsione di bolle di plasma da V Hydrae. Credits: NASA, ESA, and A. Feild (STScI)
Questo grafico mostra il modello dell'espulsione di bolle di plasma da V Hydrae. Credits: NASA, ESA, and A. Feild (STScI)

Caldissimi e giganteschi proiettili di gas, ciascuno con una massa addirittura doppia di quella del pianeta Marte, sono stati esplosi nei pressi di V Hydrae, una stella morente che si trova a 1200 anni luce dalla Terra.
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Settimana di Valutazioni di Nuove Tecnologie per Orion e Mars 2020

Illustrazione artistica del Mars Curiosity Landing: LVS sarà un sistema molto simile. Credits: NASA Image /JPL-Caltech
Illustrazione artistica del Mars Curiosity Landing: LVS sarà un sistema molto simile. Credits: NASA Image /JPL-Caltech

Sono state settimane ricche di prove per la NASA, che ha completato con successo una serie di test ai paracaduti del sistema Orion per voli con equipaggio a bordo e del sistema di visione del futuro rover programmato per l’esplorazione di Marte.
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Nuovi Studi in Arrivo per la Realizzazione di Futuri Orti su Marte

Immagine delle piantine di lattuga facenti parte di un test preliminare. A sinistra la piantina di controllo piantata nel terriccio normale; al centro, la piantina cresciuta nel terreno simil marziano con l'aggiunta di nutrienti; a destra, la piantina cresciuta senza l'aggiunta di nutrienti. Credits: NASA/Dimitri Gerondidakis
Immagine delle piantine di lattuga facenti parte di un test preliminare. A sinistra la piantina di controllo piantata nel terriccio normale; al centro, la piantina cresciuta nel terreno simil marziano con l'aggiunta di nutrienti; a destra, la piantina cresciuta senza l'aggiunta di nutrienti. Credits: NASA/Dimitri Gerondidakis

Nel lungo cammino che porterà gli esseri umani su Marte, una delle più grandi sfide da affrontare è quella di procurarsi il cibo sufficiente per un viaggio che come minimo – tra andata, permanenza e ritorno – dovrebbe durare circa due anni e mezzo.
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Incontro Tra Tecnologie Spaziali e Biomediche per la Ricerca sui Tumori

NGC 3718, NGC 3729 ed altre galassie, analizzate con le medesime tecnologie per il riconoscimento di similitudini astronomiche, ora utilizzate anche per lo studio di immagini tumorali. Credit: Catalina Sky Survey, U of Arizona, and Catalina Realtime Transient Survey, Caltech
NGC 3718, NGC 3729 ed altre galassie, analizzate con le medesime tecnologie per il riconoscimento di similitudini astronomiche, ora utilizzate anche per lo studio di immagini tumorali. Credit: Catalina Sky Survey, U of Arizona, and Catalina Realtime Transient Survey, Caltech

A prima vista, gli studi che hanno come obiettivo oggetti astronomici e la cura di malattie sembrerebbero agire su campi lontanissimi l’uno dall’altro. E invece, soprattutto negli ultimi anni, pare proprio che le tecnologie sviluppate in campo astronomico e spaziale stiano dando una grandissima mano allo sviluppo del campo biomedico su diversi fronti.
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