Mappa di un Disco Protoplanetario a Partire dalla Luce della sua Stella

Illustrazione d'artista di una giovane stella circondata dal suo disco protoplanetario. Dal disco si diparte del materiale che, muovendosi lungo le linee di campo magnetico della stella, vengono attirati e ricadono sulla superficie. Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione d'artista di una giovane stella circondata dal suo disco protoplanetario. Dal disco si diparte del materiale che, muovendosi lungo le linee di campo magnetico della stella, vengono attirati e ricadono sulla superficie. Credit: NASA/JPL-Caltech

Il telescopio spaziale Spitzer, in sinergia con quattro osservatori terrestri – il Mayall presso il Kitt Peak National Observatory (Arizona), SOAR e SMARTS in Cile e l'Harold L. Johnson (Messico) – sta sondando un neonato sistema stellare in una maniera del tutto innovativa: tramite “l'eco” della sua luce.
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Spitzer Dà un'Occhiata ai Cambiamenti Climatici di un Pianeta Extrasolare

Animazione di un possibile scenario per la superterra 55 Cancri e, pianeta roccioso grossomodo pari a due volte la dimensione della Terra. Credit: NASA/JPL-Caltech
Animazione di un possibile scenario per la superterra 55 Cancri e, pianeta roccioso grossomodo pari a due volte la dimensione della Terra. Credit: NASA/JPL-Caltech

Il telescopio spaziale Spitzer della NASA ha completato con successo la prima mappa della temperatura di un pianeta extrasolare. Il candidato è una super-terra di nome 55 Cancri e, e si trova nel vicinato del Sistema Solare, ad appena 40 anni luce di distanza.
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Scoperti Oggetti Simili a Pianeti Giganti che Viaggiano da Soli nello Spazio

Immagine d'artista di un giovane pianeta gassoso che viaggia da solo nello spazio.Credit: Credits: NASA/JPL-Caltech
Immagine d'artista di un giovane pianeta gassoso che viaggia da solo nello spazio.Credit: Credits: NASA/JPL-Caltech

A 95 anni luce da noi, all'interno di un gruppo composto da una ventina di giovani stelle e denominato associazione TW Hydrae, è stato scoperto viaggiare tutto solo un oggetto simile ad un pianeta. Il corpo in questione è stato ribattezzato 2MASS J11193254-1137466 (per accorciare il nome lo si può definire 2MASS J1119-1137), e la sua massa è compresa secondo le stime tra 4.3 e 7.6 volte quella di Giove, il che lo rende un oggetto al limite tra un pianeta gassoso molto massivo ed una piccola nana bruna.
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Grandissimi Risultati nella Ricerca sulle Onde d'Urto Ottenuti con i Voli di BOSCO

Un velivolo Air Force Test Pilot School T-38 passa di fronte al Sole a velocità supersoniche, creando onde d'urto immortalate con la tecnica fotografica schlieren. Credit: NASA Photo / Ken Ulbrich
Un velivolo Air Force Test Pilot School T-38 passa di fronte al Sole a velocità supersoniche, creando onde d'urto immortalate con la tecnica fotografica schlieren. Credit: NASA Photo / Ken Ulbrich

Con il Sole sullo sfondo e la tecnologia – il cui brevetto è ancora in sospeso – del Background Oriented Schlieren using Celestial Objects (BOSCO) sono state immortalate delle immagini uniche delle onde d'urto create da un aeromobile al momento del superamento della velocità del suono. Le centinaia di dati raccolti in due voli avvenuti con successo permetteranno agli ingegneri della NASA di proseguire nello sviluppo di un nuovo aeromobile supersonico che produrrà un leggero tonfo al posto di un violento boom sonico.
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New Horizons Mappa l'Ambiente del Sistema Solare Esterno

Lo spazio esaminato da New Horizons tra l'orbita di Nettuno e Plutone permetterà di creare un modello della concentrazione e delle variazioni delle radiazioni nel Sistema Solare esterno, date dalle particelle cariche provenienti dal vento solare e da espulsioni di massa coronale. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio, the Space Weather Research Center (SWRC) and the Community-Coordinated Modeling Center (CCMC), Enlil and Dusan Odstrcil (GMU)
Lo spazio esaminato da New Horizons tra l'orbita di Nettuno e Plutone permetterà di creare un modello della concentrazione e delle variazioni delle radiazioni nel Sistema Solare esterno, date dalle particelle cariche provenienti dal vento solare e da espulsioni di massa coronale. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio, the Space Weather Research Center (SWRC) and the Community-Coordinated Modeling Center (CCMC), Enlil and Dusan Odstrcil (GMU)

La ragione del grandioso successo della missione New Horizons è sicuramente stata la ripresa emozionante del sistema di Plutone in tutti i suoi più intimi dettagli, che ha permesso all'umanità di dare un'occhiata approfondita al suolo ed all'ambiente atmosferico del pianeta nano. La sonda tuttavia si è occupata di un altro importantissimo progetto: per tre anni è stata impegnata con le misurazioni del vento solare in una regione che solo pochissime navicelle hanno potuto attraversare e che – rispetto alle missioni più vicine al Sole ed alle Voyager che si sono occupate di una zona più lontana – è rimasta un intervallo cruciale da esaminare.
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Nuovi Membri della Expedition 47 in Partenza per Missione di Sei Mesi sulla ISS

I tre membri della Expedition 47 in partenza stasera per la ISS. Da sinistra: Jeff Williams (ingegnere di volo, NASA), Alexey Ovchinin (comandante in capo della Soyuz, Roscosmos) e Oleg Skripochka (ingegnere di volo, Roscosmos). Credit: Gagarin Cosmonaut Training Center
I tre membri della Expedition 47 in partenza stasera per la ISS. Da sinistra: Jeff Williams (ingegnere di volo, NASA), Alexey Ovchinin (comandante in capo della Soyuz, Roscosmos) e Oleg Skripochka (ingegnere di volo, Roscosmos). Credit: Gagarin Cosmonaut Training Center

Due russi ed uno americano sono pronti alla partenza per la Stazione Spaziale Internazionale. E no, non è l'inizio di una barzelletta: l'equipaggio della Expedition 47, composto da Alexey Ovchinin (comandante della Soyuz) e dai veterani Oleg Skripochka e Jeff Williams (ingegneri di volo), partirà questa sera alle 22:26 ora italiana per una missione di sei mesi, a bordo del razzo Soyuz FG.
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Un Morso sulla Superficie di Plutone

Credits: NASA/JHUAPL/SwRI
Credits: NASA/JHUAPL/SwRI

Sulla superficie di Plutone, ai confini dell'emisfero ovest, il team di scienziati della missione New Horizons ha individuato ciò che assomiglia tanto ad un gigantesco 'morso'. Il sospetto è che questo sia causato da un processo di sublimazione, che potrebbe aver trasformato il metano – in forma di ghiaccio sulla superficie del pianeta – in gas, disperdendolo nell'atmosfera ed esponendo lo strato di ghiaccio d'acqua al di sotto di esso.
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Osservazioni della Missione IBEX Inchiodano il Campo Magnetico Interstellare

Il nastro di IBEX è una sottile striscia di particelle che viaggiano verso il sole dalle regioni esterne al confine magnetico del Sistema Solare. Credit: SwRI
Il nastro di IBEX è una sottile striscia di particelle che viaggiano verso il sole dalle regioni esterne al confine magnetico del Sistema Solare. Credit: SwRI

Non ci è voluto molto dal lancio della missione IBEX (Interstellar Bounday Explorer) della NASA, avvenuta nel 2008, affinché saltasse fuori una stranezza in una sottile fettina di spazio. Moltissime particelle cariche si ritrovavano disposte in un lungo e stretto corridoio, con una concentrazione maggiore rispetto a qualsiasi altra direzione. L'origine di questo curioso fenomeno è rimasta sconosciuta a lungo – ma ora si è riusciti a portare un po' di chiarezza in questa faccenda.
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Una Rete di Pulsars per Catturare Onde Gravitazionali a Bassa Frequenza

Le onde gravitazionali sono increspature nello spazio-tempo, generate da oggetti con una gravità mostruosa come sistemi binari di buchi neri. Viaggiando nel tessuto dello spazio-tempo, le onde modificano le traiettorie dei fasci radio provenienti dalle pulsar in direzione della Terra. Credit: David Champion
Le onde gravitazionali sono increspature nello spazio-tempo, generate da oggetti con una gravità mostruosa come sistemi binari di buchi neri. Viaggiando nel tessuto dello spazio-tempo, le onde modificano le traiettorie dei fasci radio provenienti dalle pulsar in direzione della Terra. Credit: David Champion

Tutti sono d'accordo nel definire storica la recente scoperta da parte dell'interferometro LIGO delle onde gravitazionali, generate nello specifico dalla fusione di due mostruosi buchi neri, ognuno dei quali di circa 30 masse solari. Ma l'individuazione di questo fenomeno così elusivo sta per fare un nuovo grandioso passo avanti: come rivelato da uno studio del North American Nanohertz Observatory for Gravitational Waves (NANOGrav), onde gravitazionali a basse frequenze potrebbero essere presto individuabili dai radiotelescopi già esistenti.
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Nuove Mappe ed Animazioni Sulla Temperatura Atmosferica di Titano

Animazione che mostra la variazione di temperatura su Titano nel corso degli anni. In alto a destra il globo mostra il pianeta come visto dal sole, e la stellina gialla il punto in cui i raggi arrivano diretti. Credit: NASA/JPL-Caltech/GSFC
Animazione che mostra la variazione di temperatura su Titano nel corso degli anni. In alto a destra il globo mostra il pianeta come visto dal sole, e la stellina gialla il punto in cui i raggi arrivano diretti. Credit: NASA/JPL-Caltech/GSFC

Dopo un attento studio portato avanti dal 2004 al 2016, sono finalmente disponibili le mappe che mostrano la variazione delle temperature superficiali su Titano, luna di Saturno. Le misure, fatte tramite il Composite Infrared Spectrometer (CIRS) in dotazione alla sonda Cassini, sono state registrate ad intervalli di due anni, in modo da avere una visione d'insieme sul lungo periodo.
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