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Archivio 'astrobiologia'

21 maggio 2013

Lago Hillier: Un Misterioso e Bellissimo Lago Rosa in Australia

Fotografia del grande Lago Hillier, particolare per il suo colore rosa, lungo le coste dell'Australia.


Su altri pianeti troviamo sempre scenari tra i più surreali ed esotici, ma anche paesaggi che ci ricordano tanto la nostra Terra. Così anche sul nostro di pianeta, viceversa, possiamo trovare tanti paesaggi che sembrano quasi alieni! Uno di questi è sicuramente il Lago Hillier, con il suo enigmatico colore rosa. Questo piccolo lago si trova in Australia su un'isola chiamata Middle Island, la più grande delle isole del Recherche Archipelago, un gruppo di 105 isole e oltre 1.200 rocce emerse.
Questo lago è grande appena 600 metri in diametro, ma il suo colore lo rende davvero speciale. Tuttavia, il motivo per cui ha acquisito questa tinta rimane a tutt'oggi un mistero.

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20 maggio 2013

Opportunity Scopre ed Esamina Interessanti Depositi Argillosi su Marte

Quella roccia pallida in alto sopra il centro dell'immagine, grande più o meno come il vostro avambraccio, include una roccia chiamata "Esperance", che è stata analizzata in dettaglio dal rover Opportunity. Credit: NASA


Con ben 9 anni di scienza alle spalle, continua l'epopea del rover più longevo e resistente della storia! Opportunity ha da poco scoperto un deposito molto intrigante, con depositi di argilla, vicino a Cape York, sui margini di un gigantesco cratere. Questi erano gli ultimi giorni di permanenza del rover in questa zona, dopo 20 lunghi mesi di dettagliate analisi geologiche e chimiche. La roccia fratturata che il rover ha trovato, si chiama "Esperance" e sta fornendo nuovi indizi sull'ambiente marziano quando era più favorevole alla vita, con molta più acqua di oggi. Steve Squyres, della Cornell University, investigatore principale della missione, ha spiegato che la roccia è così importante geologicamente che gli scienziati hanno passato settimane a studiarla, anche se sapevano che avevano poco tempo per prepararsi al nuovo inverno in arrivo.

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17 maggio 2013

Mars Icebreaker Life: Proposta per Una Missione Che Trivelli nel Ghiaccio Marziano

Illustrazione artistica del lander Icebreaker Life. Credit: NASA


Per quanto le missioni fatte fino ad ora su Marte siano state di grandissimo successo e valore scientifico, hanno appena grattato sulla superficie del pianeta. Gli scienziati stanno lavorando a modalità nuove di esplorazione della crosta più profonda, e mentre gli europei si preparano a mandare il rover ExoMars, capace di arrivare a due metri sotto la superficie, anche alla NASA, ed in particolare all'Ames Research Center, si sta lavorando intorno ad idee di trivelle da spedire magari nelle regioni polari di Marte. "L'obbiettivo maggiore dell'esplorazione di Marte è la ricerca di vita passata o presente" spiega Christopher McKay, astrobiologo della NASA. "Ci sono montagne che mostrano che c'era acqua liquida sulla superficie e sulla Terra, dove c'è acqua c'è vita. Alcuni ricercatori hanno suggerito persino che la vita sulla Terra possa provenire da microbi Marziani arrivati qui tramite meteoriti (ipotesi chiamata panspermia)."

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17 maggio 2013

Acqua Risalente ad Almeno un Miliardo di Anni Fa Scoperta in Ontario

Acqua sul fondale di una miniera in Ontario, dov'è rimasta intrappolata per miliardi di anni. Credit: J. Telling


Un gruppo di scienziati, al lavoro in una miniera del Canada, in Ontario, hanno trovato un serbatoio di acqua che è rimasto isolato per almeno un miliardo di anni! I ricercatori hanno spiegato che non hanno ancora determinato se qualcosa è vissuto per tutto questo tempo al suo interno o meno, ma l'acqua presenta livelli alti di idrogeno e metano, ottimi ingredienti per il supporto della vita. Questa scoperta ha vaste implicazioni astrobiologiche.

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7 maggio 2013

Forse il Vento e non l'Acqua ha Scolpito il Monte Sharp nel Cratere Gale su Marte

Immagine di una parte della salita dietro il Monte Sharp, vista da Curiosity. Credit: NASA/JPL


Le grandi speranze degli scienziati della missione Curiosity, all'interno del Cratere Gale, su Marte, risiedono nell'ipotesi che l'intero cratere sia stato scolpito grazie all'intensa azione dell'acqua e che il monte alto 5.600 metri circa, possa essersi formato all'interno del lago stesso e conservi quindi sui suoi bordi i depositi rocciosi che ci raccontino dell'acqua passata da qui e quindi della passata abitabilità di Marte. Tuttavia, un gruppo di ricercatori della Princeton University e del Caltech, suggeriscono che forse il Monte Sharp è frutto dell'impatto geologico della polvere portata dal vento. Nella ricerca pubblicata sul giornale "Geology", spiegano che l'aria probabilmente si innalza fuori dal cratere Gale quando la superficie di Marte si riscalda durante il giorno, per poi tornare dentro la notte quando fa freddo. Questi venti, se da una parte sarebbero molto forti sulle pareti di Gale, finirebbero per morire ai margini della montagna centrale, lasciando sottili strati di polvere che accumulandosi hanno alla fine creato la montagna come la vediamo.

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6 maggio 2013

Opportunity e Curiosity Scoprono su Marte due Ambienti Acquosi Diversi Tra di Loro

Queste due immagini mettono a paragone due diverse rocce trovate da Opportunity da una parte e Curiosity dall'altra, in due ambienti acquosi diversi. A sinistra c'è la roccia Wopmay, trovata da Opportunity vicino al Cratere Endurance, mentre a destra c'è la Sheepbed, trovata da Curiosity nel deposito Yellowknife Bay, nel Cratere Gale. Credit: NASA/JPL


Sappiamo che su Marte c'era acqua, ma determinare esattamente quanta e dove si trovava non è facile. Così come non è facile capire per quanto tempo è restata sulla superficie, dove sia finita e sopratutto che composizione chimica poteva avere. Se vogliamo avere qualche idea delle possibilità che ha avuto la vita di iniziare sul pianeta rosso, ci serve avere una buona comprensione del suo passato acquoso. In questo senso, un grande aiuto ci arriva dall'esplorazione robotica in aree molto diverse tra di loro. Per esempio, sia il rover Opportunity, che il rover Curiosity, hanno scoperto tracce di terreno scolpiti dall'acqua, ma seppur molto simili, ognuno mostra la sua particolare storia, con non poche sorprese.

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4 maggio 2013

Densità Atmosferica degli Esopianeti Pesa sulla Loro Abitabilità

Illustrazione artistica di Kepler-20f, uno degli esopianeti recentemente scoperti. Credit: NASA/Ames/JPL-Caltech


Negli ultimi anni abbiamo scoperto centinaia di esopianeti e alcuni di essi sono anche molto intriganti dal punto di vista astrobiologo. Ma in questa fase primordiale di ricerca, quello a cui diamo la caccia è l'acqua. Stiamo cercando pianeti che possano, almeno in teoria, ospitare acqua liquida sulla superficie in base alla loro grandezza, massa e distanza dalla propria stella. Così, la maggior parte del lavoro di ricerca in senso astrobiologico, si concentra sullo studio della "zona abitabile" intorno alle stelle. Ma un nuovo contributo sulla ricerca dell'acqua arriva da un recente studio che ha esplorato come influisce la pressione atmosferica, e come non è detto che un pianeta che si trovi nella zona abitabile, abbia le carte in regola per esserlo. Non solo, questo fattore potrebbe cambiare quando e dove un pianeta è abitabile.

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1 maggio 2013

Bizzarri Vermi Emettono Acido per Divorare Scheletri di Balene

Sopra: vista esterna del verme della specie Osedax. Sotto: Stesso verme visto attraverso un filtro florescente per mettere in evidenza l'enzima che genera l'acido (in verde) ed i nuclei cellulari (in blu). Credit: Greg Rouse, Martin Tresguerres, Sigrid Katz


Negli ultimi anni, i ricercatori hanno iniziato a studiare e conoscere alcune delle più stranissime piccole creature che vivono sui fondali marini. Una delle specie più studiate è quella dei vermi marini che vivono nutrendosi delle ossa di carcasse di balene. Il genere è chiamato Osedax, e con ogni nuova spedizione marina, gli scienziati imparano qualcosa di nuovo e stupefacente riguardo a questi vermi! Nelle più recenti pubblicazioni, gli scienziati della Scripps Institution of Oceanography, dell'Università della California, San Diego, descrivono come esattamente fanno questi vermi a divorare le ossa. I nuovi risultati sono stati pubblicati oggi, 1 Maggio, sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B (Biological Sciences). I tre ricercatori, Martin Treseguerres, Sigrid Katz e Greg Rouse, spiegano come la specie Osedax è in grado di rilasciare un particolare acido che fonde l'osso, permettendo loro di ricavarne i nutrienti.

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19 aprile 2013

Kepler: Scoperti Due Pianeti Potenzialmente Abitabili e Ricoperti di Oceani

I due nuovi pianeti scoperti, Kepler-62e e Kepler-62f sono due super-Terre all'interno della zona abitabile di una distante stella solare. Il più grande dei pianeti visibili qui, Kepler-62f, è quello più lontano e potenzialmente coperto da ghiaccio. Kepler-62e invece è sullo sfondo e si trova vicino alla sua stella, che lo riscalda rendendolo umido e pieno di oceani. Viene visto nell'immagine anche un pianeta gigante che fa parte del sistema, ed ha le dimensioni di Nettuno.Credit: David. A. Aguilar (CfA)


Potrebbe trattarsi della notizia più eccitante nel campo delle scoperte sugli esopianeti da anni a questa parte! Un team internazionale di scienziati, analizzando i dati della missione Kepler, della NASA, ha scoperto un sistema planetario con due pianeti piccoli, potenzialmente rocciosi, che si trovano all'interno della zona abitabile della loro stella. La stella, Kepler-62, è un po' più piccola ed un po' più fredda del nostro Sole ed è casa di un sistema di 5 pianeti. I due mondi, Kepler-62e e Kepler-62f sono i più piccoli esopianeti mai scoperti all'interno della zona abitabile e potrebbero entrambi essere coperti in vasti oceani liquidi o coperti di ghiacci, in base anche all'atmosfera che hanno.

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16 aprile 2013

Una Lontana Supernova ha Letteralmente Lasciato Frammenti di Se in Batteri Terrestri

Resto di supernova Cassiopeia A, visto in un mosaico di diverse lunghezze d'onda, da infrarossi a raggi X. La supernova colpevole in questo caso è più vecchia ma l'evento è simile. Credit: NASA


Sedimenti scoperti in campioni presi dal fondale oceanico hanno mostrato livelli particolarmente alti di isotopi radioattivi di ferro, che potrebbero essere arrivati qui da una supernova, 2.2 milioni di anni fa, ed essere stati assorbiti e depositati da batteri che amano particolarmente nutrirsi di ferro. Se fosse confermato, le tracce di ferro scoperte sarebbero la prima impronta biologica di una specifica esplosione stellare!
Shawn Bishop, fisico dell'Università Tecnica di Monaco, in Germania, ha mostrato le sue scoperte nella riunione del 14 Aprile, della American Physical Society.

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