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Archivio 'Estremofili'

1 maggio 2013

Bizzarri Vermi Emettono Acido per Divorare Scheletri di Balene

Sopra: vista esterna del verme della specie Osedax. Sotto: Stesso verme visto attraverso un filtro florescente per mettere in evidenza l'enzima che genera l'acido (in verde) ed i nuclei cellulari (in blu). Credit: Greg Rouse, Martin Tresguerres, Sigrid Katz


Negli ultimi anni, i ricercatori hanno iniziato a studiare e conoscere alcune delle più stranissime piccole creature che vivono sui fondali marini. Una delle specie più studiate è quella dei vermi marini che vivono nutrendosi delle ossa di carcasse di balene. Il genere è chiamato Osedax, e con ogni nuova spedizione marina, gli scienziati imparano qualcosa di nuovo e stupefacente riguardo a questi vermi! Nelle più recenti pubblicazioni, gli scienziati della Scripps Institution of Oceanography, dell'Università della California, San Diego, descrivono come esattamente fanno questi vermi a divorare le ossa. I nuovi risultati sono stati pubblicati oggi, 1 Maggio, sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B (Biological Sciences). I tre ricercatori, Martin Treseguerres, Sigrid Katz e Greg Rouse, spiegano come la specie Osedax è in grado di rilasciare un particolare acido che fonde l'osso, permettendo loro di ricavarne i nutrienti.

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16 aprile 2013

Una Lontana Supernova ha Letteralmente Lasciato Frammenti di Se in Batteri Terrestri

Resto di supernova Cassiopeia A, visto in un mosaico di diverse lunghezze d'onda, da infrarossi a raggi X. La supernova colpevole in questo caso è più vecchia ma l'evento è simile. Credit: NASA


Sedimenti scoperti in campioni presi dal fondale oceanico hanno mostrato livelli particolarmente alti di isotopi radioattivi di ferro, che potrebbero essere arrivati qui da una supernova, 2.2 milioni di anni fa, ed essere stati assorbiti e depositati da batteri che amano particolarmente nutrirsi di ferro. Se fosse confermato, le tracce di ferro scoperte sarebbero la prima impronta biologica di una specifica esplosione stellare!
Shawn Bishop, fisico dell'Università Tecnica di Monaco, in Germania, ha mostrato le sue scoperte nella riunione del 14 Aprile, della American Physical Society.

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16 aprile 2013

Scienziati Creano Nano-Tute per Far Sopravvivere Microorganismi nel Vuoto!

Microscopio Elettronico a Scansione.


Gli scienziati usano dei potentissimi microscopi elettronici a scansione (SEM) per studiare le piccolissime strutture del corpo dei già piccolissimi microorganismi. Ma c'è un problema: i SEM funzionano soltanto usando del vuoto molto alto, ed esporre i microorganismi a questo vuoto li fa morire in pochissimo tempo. Quindi, fino ad ora, è stato impossibile per gli scienziati riuscire ad analizzare il corpo di questi organismi da vivi, usando la grande potenza dei microscopi SEM. Ora però, Takahiko Hariyama, della Hamamatsu University School of Medicine, Giappone, insieme ad alcuni suoi colleghi, è riuscito a creare delle "nano-tute" per proteggere questi organismi, bombardandoli con raggi di elettroni e plasma. Nella ricerca pubblicata sulla rivista scientifica "Proceedings of the National Academy of Sciences", gli studiosi spiegano che queste nano-tute riescono a proteggere bene gli organismi dall'esposizione al vuoto e così sono adesso osservabili anche con i SEM.

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4 febbraio 2013

Scienziati Sviluppano Batteri che si Nutrono di Elettricità!

Mariprofundus ferrooxydans vista al microscopio insieme alle soluzione in cui è contenuta. Credit: PLoS ONE


Un gruppo di ricercatori ha scoperto un modo per crescere batteri ferro-ossidanti usando elettricità al posto del ferro! Questo rappresenta un grande vantaggio tecnico che permetterà di studiare meglio questi organismi che un giorno potranno essere impiegati per trasformare l'elettricità in carburante. Lo studio è stato pubblicato il 29 Gennaio sulla rivista scientifica mBio, della American Society of Microbiology.

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4 febbraio 2013

Pezzi di Legno sul Fondale Marino diventano Oasi per la Vita

Frammento di uno dei pezzi di legno lasciati per un anno sul fondale marino del Mediterraneo. Credit: Christina Bienhold, MPI/Marine Microbiology


Gli alberi non crescono sui fondali marini, ma se dei pezzi di legno arrivano a quelle profondità, queste possono diventare, anche se solo temporaneamente, delle incredibili oasi di vita! Un team di ricercatori del Max Planck Institute, in Germania, ha mostrato come un pezzo di legno sprofondato può diventare un habitat eccezionalmente attrattivo per una grande varietà di microorganismi ed invertebrati. Usando robot per l'esplorazione marina, hanno poi confermato la loro ipotesi che animali presenti intorno alle sorgenti marine sarebbero attratti dal legno per l'attività batterica che può produrre acido solfidrico durante il degrado del legno.

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27 novembre 2012

Straordinaria Scoperta Indica che la Vita è Abbondante Anche sotto il Ghiaccio di Laghi Antartici

Superficie del Lago Vida. Credit: Peter Doran


E' sepolto sotto una massiccia lastra di ghiaccio spessa ben 27 metri, è ben 6 volte più salato della normale acqua marina, e con una temperatura media di -13°C, è uno degli ambienti acquatici più freddi sul pianeta! Eppure... il Lago Vida, nel remoto continente Antartico, è ricchissimo di forme di vita!
Un gruppo di scienziati ha recentemente estratto per la prima volta alcuni campioni dell'acqua di questo lago e ha scoperto abbondanti e diversissime forme di batteri. "Il Lago Vida non è un bel posto dove andare a vivere" spiega Peter Doran, ricercatore nel campo delle scienze terrestri presso l'Università di Illinois e membro del team di esplorazione di questo lago che è il più grande dei laghi della McMurdo Dry Valley, nel deserto dell'Antartide. "E' incredibile che qualcosa però voglia vivere in questo ambiente freddo buio e salato."

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16 novembre 2012

Gli Incredibili Microorganismi che Sopravvivono Nella Stratosfera Terrestre!

Shuttle Endeavour sullo sfondo al confine tra la stratosfera e la mesosfera. Credit: NASA


Quando Felix Baumgartner è saltato dalla stratosfera il mese scorso, probabilmente non era l'unico organismo vivente che si trovava in quella regione! Recenti studi hanno confermato che diversi microbi riescono a vivere nella stratosfera, cioè quella regione atmosferica situata tra 18 e 50 km di altitudine (Baumgartner è saltato da 39km). Per moltissimo tempo i biologi hanno ritenuto che fosse impossibile trovare forme di vita in questa regione per via della pressione atmosferica troppo bassa, la radiazione cosmica e solare troppo alta e l'assenza di forme di nutrimento o acqua.
"La scoperta di vita a queste altitudini sfida la nostra nozione di confine della biosfera" ha spiegato David Smith dell'Università di Washington, Seattle.

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15 novembre 2012

Scienziati Scoprono Possibili Molecole Usate per Sistemi Genetici Prima del RNA e DNA

RNA e DNA al confronto. Su queste catene si basa tutta la vita che conosciamo sulla Terra. Credit: wikimedia


Come tutti sanno, tutta la vita presente sul nostro pianeta si basa sulla trasmissione di un codice genetico, il DNA. Ma prima dell'avvento di questa catena estremamente complessa di molecole, il materiale genetico veniva trasmesso attraverso una forma più semplice: l'RNA. Ma prima ancora? Secondo gli scienziati la risposta potrebbe essere l'AEG, cioè un piccola molecola che quando si lega in lunghe catene forma quella che teoreticamente potrebbe essere diventata poi la struttura di base per la nascita degli acidi peptidonucleici, cioè le prime molecole usate per la trasmissione genetica. L'AEG è stato creato in laboratorio dall'industria farmaceutica per usarlo come possibile silenziatore di alcuni geni, per cercare di rallentare gli effetti di alcune disfunzioni genetiche. La teoria sulla sua presenza nelle forme di vita primordiale ha un grande problema però: l'AEG non era mai stato osservato in natura. Un gruppo di scienziati dagli USA e la Svezia ha però annunciato da poco la scoperta di catene di AEG all'interno di alcuni cianobatteri, che si ritiene siano alcuni dei più primitivi organismi rimasti sulla Terra.

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8 ottobre 2012

Sequenziati i Geni di Microorganismi Estremi che Vivono in Siti Contaminati di Uranio e Metalli Pesanti

Vecchia foto di un deposito di acqua inquinata di uranio presso il sito di Rifle, in Colorado. Credit: wikimedia


Ricorderete tutti il grande disastro avvenuto nel 2010, nel Golfo del Messico, con le grandi fughe di petrolio dai siti di estrazione oceanica della Deepwater Horizon. Con grande sorpresa di tutti, oltre all'intervento umano, anche moltissimi batteri sono arrivati in soccorso e sono riusciti a smaltire una buona parte del petrolio nell'acqua! Ma questo non è tutto quello che questi straordinari microorganismi riescono a fare! Anzi, spesso vengono usati anche per pulire depositi di metalli estremamente tossici. Microbi vari riescono a trasformare questi metalli solubili in residui solidi, prevenendo così la possibilità che questi finiscano per filtrare attraverso il terreno in fiumi e acque. Ma di questi microorganismi si sa poco e non si conoscono neanche tutti! Adesso, un gruppo di scienziati della UC Berkeley ha scavato fino ad una profondità di 3 metri sotto uno di questi siti di metalli pesanti per analizzare e sequenziare i geni della comunità microbica presente, per capire come fanno a resistere e come riescono ad assimilare materiali così tossici.
Tra i tanti interessi dietro questa ricerca, c'è anche un grande interesse astrobiologico, circa la capacità degli estremofili ad adattarsi a condizioni estremi che potrebbero essere comuni su altri pianeti dentro e fuori dal nostro Sistema Solare.

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1 ottobre 2012

Scoperti vicino al Vesuvio Microorganismi che si Nutrono di Uranio!

Metallosphaera sedula vista al microscopio. Credit: Gertrud et al.


Negli ultimi due decenni il campo dell'astrobiologia ha fatto passi giganteschi in avanti, sopratutto nella ricerca di metodi in cui gli organismi viventi sulla terra sono riusciti ad adattarsi alle situazioni più estreme. Questi organismi vengono chiamati estremofili e dimostrano che la vita è più dura a morire persino di Bruce Willis. Una nuova ricerca pubblicata da scienziati della North Carolina State University ha dimostrato come organismi molto simili tra di loro, in ambienti estremi come pozzi caldissimi di soluzioni acide o ambienti ricchi di metalli molto pesanti, possono evolversi in maniera completamente diversa.
In particolare, un organismo unicellulare scoperto in una sorgente termale vicino al Vesuvio, in Italia, riesce a combattere l'estrema tossicità dell'uranio nutrendosi del metallo pesante, acquisendone l'energia. Un'altro simile organismo che invece vive in un deposito di uranio in una miniera in Germania, riesce a proteggersi dalla tossicità dell'uranio indirettamente, bloccando i suoi processi cellulari per un tipo di coma cellulare quando i livelli di tossicità sono tropo alti.
La cosa più interessante è che queste due risposte evolutive agli stress ambientali, così diverse tra di loro, provengono da organismi che sono al 99.99% identici dal punto di vista genetico.

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