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Archivio 'Astrofisica'

31 maggio 2013

Svelati Segreti sulle Stelle Massicce Intorno al Buco Nero al Centro della Via Lattea

Immagine a raggi X della regione intorno al buco nero supermassiccio Sgr A* al centro della Via Lattea. Credit: NASA/CXC/Chandra


Tutte le grandi galassie hanno al loro centro dei massicci buchi neri e la nostra non fa ovviamente eccezione. Al centro della Via Lattea c'è un buco nero che ha una massa intorno a 4.1 milioni di volte quella del nostro Sole, chiamato Sgr A*! Ma oggi non parliamo del buco nero, ma delle stelle che gli orbitano intorno, chiamate "Stelle-S". Un gruppo di astronomi, con a capo Fabio Antonini, dell'Istituto di Fisica Teoretica del Canada, e David Merritt, dell'Istituto di Tecnologia di Rochester, sono riusciti recentemente a svelare alcuni nuovi misteri riguardo a questi corpi.

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31 maggio 2013

Una Meravigliosa Prospettiva sulla Grandezza dell'Universo Osservabile

Terra - 12.715 km in diametro


Sappiamo che l'universo è grande, ma è difficile avere un'idea di quanto lo sia. Specie perché parliamo di trilioni di miliardi di km, e per la mente umana è già difficile arrivare a farsi un'idea di quanto può essere grande l'Oceano Pacifico o il nostro pianeta. Noi però siamo bravi con le associazioni, e cominciamo ad avere una comprensione migliore delle distanze quando invece di paragonarle a semplici numeri, li paragoniamo ad altre cose a cui siamo abituati. Ecco una serie di stupende rappresentazioni che mostrano quando è grande davvero il nostro universo!

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30 maggio 2013

Grandi Sorprese e Problemi da Nuove Scoperte sull'Evoluzione Stellare

Questa immagine ottenuta dallo strumento WFI (Wide Field Imager) montato sul telescopio da 2,2 metri dell'MPG/ESO all'Osservatorio di La Silla in Cile mostra l'ammasso globulare NGC 6752 nella costellazione australe del Pavone. Studi di questo ammasso con il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO hanno rivelato inaspettatamente che molte stelle non entrano nella fase di perdita di massa alla fine della loro vita. Crediti: ESO


Gli astronomi si aspettano che le stelle simili al Sole espellano la gran parte dell'atmosfera nello spazio verso la fine della loro vita. Ma nuove osservazioni di un enorme ammasso stellare, effettuate con il VLT dell'ESO, hanno mostrato - contro ogni aspettativa - che la maggioranza delle stelle studiate semplicemente non raggiunge questo stadio nella propria vita. L'equipe internazionale ha trovato che la quantità di sodio nelle stelle è un indicatore molto chiaro di come esse arrivino alle ultime fasi di vita.

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27 maggio 2013

Nuova Simulazione svela come si Nutrivano le Galassie Primordiali

Immagine di un momento della nuova simulazione, che mostra una massiccia galassia in formazione, nei primi due miliardi di anni di storia dell'universo. Il gas di idrogeno è la nube che vedete intorno, come grigio, mentre le nuove stelle giovani sono blu, e le più anziane sono rosse. La simulazione ha svelato che il gas fluisce nelle galassie lungo filamenti piegati e lunghissimi di idrogeno, pieni di stelle giovani. Credit: University of Washington


Come esattamente nascono e si evolvono le galassie è a tutt'oggi uno dei campi di ricerca più difficile pieni di incognite. I principi di base sono abbastanza chiari, ma il diavolo sta nel dettaglio, giusto? E qui diventa molto difficile capire e distinguere come potrebbero essersi formate le primissime galassie nell'universo. La cosa più difficile è capire esattamente come si nutrivano. Cioè come hanno strappato tutto il gas di idrogeno intorno a loro, per creare vaste regioni di formazione stellare? Nuove simulazioni computerizzate di galassie che crescono nei primi due miliardi di anni della storia dell'universo, hanno permesso di svelare alcuni possibili scenari: l'idea è che le galassie si siano nutrite usando delle specie di cannucce cosmiche!

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27 maggio 2013

Stupenda Vista del Cuore della Nebulosa Trifida

Immagine della Nebulosa Trifida creata con i dati del Hubble Space Telescope e del Subaru Telescope. Credit: NASA/ESA/Subaru/ Martin Pugh/Robert Gendler


Nella costellazione del Sagittario, immersa tra le stelle, si può osservare la spettacolare Nebulosa Trifida, conosciuta anche come M20. Si tratta di una delle più grandi nebulose ad emissione che conosciamo e deve il suo nome alle tre linee scure di nubi di polvere che la dividono. La potete notare anche facilmente con telescopi piccoli, poco più a nord della brillante Nebulosa Laguna. Si tratta di una zona di intensa formazione di nuove stelle, vista qui in nuova luce grazie a Hubble ma anche al gigantesco osservatorio terrestre Subaru, con il suo specchio da 8.4 metri, dotato di potenti ottiche adattive per ridurre al minimo i disturbi dell'atmosfera.

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24 maggio 2013

Fisici Suggeriscono la Possibile Esistenza di Altri Tipi di Materia Oscura

Osservazioni della materia oscura che mostrano come questa sia distribuita su una vasta rete di regioni dense (bianche) e vuote (scure), le regioni più grandi bianche visibili qui sono circa la dimensione della nostra luna nel cielo notturno. Credit: Van Waerbeke, Heymans/CFHTLens


Un team di fisici dell'Università di Harvard ha proposto una nuova ipotesi secondo cui potrebbe esserci un tipo di materia oscura non ancora descritta da nessuno degli attuali modelli astrofisici. Nella loro pubblicazione, rilasciata oggi su "Physical Review Letters, il team suggerisce che è possibile che non tutta la materia oscura si fredda e senza alcun tipo di interazione barionica (cioè con la materia "normale").

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24 maggio 2013

Scoperta di un'Anomala Stella Magnetar Potrebbe Avere Grandi Implicazioni Astrofisiche

Illustrazione artistica di una magnetar e la vista del campo osservato da Chandra (a sinistra). Credit: NASA/CXC/Harvard


L'universo è pieno di cose strane ed incredibili, ma un posto speciale è sicuramente occupato dalle magnetar! Si tratta del nucleo densissimo che rimane dopo la morte di alcune stelle molto molto massicce! Ma c'è di più: queste densissime palle a neutroni eruttano sporadicamente rilasciando intensissimi lampi di radiazione ad altissima energia! Sappiamo pochissimo ancora di loro, e questa nuova osservazione fatta dal Chandra X-Ray Observatory, della NASA, ha permesso di scoprire alcune nuove cose che dimostrano come questi oggetti siano diversi da come ce li siamo fino ad ora immaginati.

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24 maggio 2013

Auguri al Very Large Telescope dell'ESO che Celebra 15 Anni di Successi

Poster del VLT e di alcune delle immagini più celebri che ha ripreso negli anni. Credit: ESO


Il Very Large Telescope, dell'ESO, compie 15 anni e per festeggiare riprende una spettacolare regione di gas incandescente, culla di tante nuove stelle giovani, chiamata IC 2944! Si tratta dello strumento ottico più avanzato al mondo e la sua attività ha cambiato drasticamente quello che gli astronomi riescono a fare da Terra, dando enormi contributi alla ricerca astronomica in tutti i cambi, dall'astrofisica allo studio dell'evoluzione planetaria. La nuova immagine ottenuta che potete vedere qui sotto, rivela densi grumi di polvere che si stagliano sulla nube rosata di gas come gocce opache di d'inchiostro, che galleggiano in un mare rosa! Le zone scavate che vedete sono prodotte dalla radiazione intensa delle stelle giovani intorno.

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23 maggio 2013

Hubble Svela le Incredibili Forme della Grande Nebulosa Anello

Incredibile immagine di Hubble svela la natura della Nebulosa Anello, grazie all'uso anche dei dati infrarossi del Large Binocular Telescope, Credit: NASA


Con la sua famosa forma ad anello, la Nebulosa Anello è tra le più popolari strutture riprese nello spazio ed è da anni che compare su tutti i libri e le illustrazioni. Si tratta sicuramente di una delle più iconiche immagini riprese da Hubble, ma per molto tempo sono rimasti tanti misteri riguardo alla sua vera natura e struttura. Questa nuova serie di osservazioni nell'ottico ed infrarosso, ha permesso di mostrare la struttura 3D dell'intera nebulosa, svelando dettagli mai visti prima.

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22 maggio 2013

Osservatorio di Neutrini in Antartide Rileva Particelle Inspiegabilmente Energetiche

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Sono stati recentemente svelati i risultati delle nuove analisi di uno dei più giganteschi osservatori astrofisici al mondo, sepolto sotto i ghiacci del Polo Sud. L'osservatorio (IceCube), ha svelato 2 dei neutrini più energetici mai rilevati e ulteriori 26 neutrini ad energie incredibilmente alte. Questi ultimi sono meno energetici dei due precedenti ma sono lo stesso molto più energetici di quanto può essere spiegato con soltanto i raggi cosmici che colpiscono l'atmosfera (una delle fonti principali della pioggia di neutrini sulla Terra). Le particelle potrebbero quindi essere segnali di qualche altro misterioso processo astrofisico lontano nell'universo profondo.

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