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Archivio 'Pulsar'

18 maggio 2013

Gigantesche Esplosioni Osservate In un Sistema Stellare Binario

Illustrazione artistica del sistema Circinus X-1 che mostra le due stelle che si orbitano in meno di 16.5 giorni, in un'orbita molto ellittica. La piccola sfera bianca è una stella a neutroni, grande solo 20 km in diametro, mentre la stella accanto è una normale stella rossa. Il materiale attirato crea un disco di accrescimento intorno alla stella a neutroni che rilascia stepitosi flash.Credit: University of Southampton


Solo recentemente fu inaugurato il nuovo grande radiotelescopio chiamato Karoo Array Telescope (KAT-7), in Sud Africa, come parte del futuro progetto Square Kilometer Array, da 3 miliardi di dollari. Ma in tempi record, appena acceso, ecco che arrivano già i primi risultati scientifici! I risultati sono stati pubblicati nel giornale "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society" e parlano di come il radiotelescopio da 26 metri ha permesso di osservare un sistema conosciuto come Circinus X-1, rilasciare dei potenti flash generati dalla materia che cade sul nucleo di una stella morta (una stella a neutroni), rilasciando spettacolari getti di materia visibili in dettaglio nei dati rilevati a onde radio.

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7 maggio 2013

Quanto Peserebbe Davvero il Martello di Thor?

Mjöllnir, il martello di Thor, nei fumetti della Marvel


Nella mitologia norrena (da cui trae ispirazione anche il Thor della Marvel), è il martello da guerra del Dio del Lampo e del Tuono. Si tratta di un manufatto magico realizzato dai Nani, dotato di enormi poteri sia distruttivi che fecondativo-protettivi e di fiabesche particolarità! Quello che ci interessa a noi e che nelle re-interpretazioni moderne della leggenda, così come ripresa dalla Marvel, Odino, padre di Thor, descrive il martello come fatto di un materiale chiamato Uru, che è stato forgiato dai nani usando "il cuore di una stella morente". Cosa potrebbe essere? Beh, una stella come il Sole può collassare in una nana bianca, concentrando la massa del Sole in una sfera grande quasi quanto la Terra. Dall'altro estremo, si può arrivare ad un buco nero, ma non è molto pratico per farci un martello. In mezzo, la soluzione ideale sarebbe una stella a neutroni, che è quello che rimane dopo la morte per supernova, delle stelle più massicce.

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29 aprile 2013

Nuovo Strepitoso Test per la Relatività di Einstein, in Condizioni Estreme

Questa rappresentazione artistica mostra l'esotica coppia di stelle, formata da una stella di neutroni, piccolissima ma molto pesante, che ruota su se stessa 25 volte ogni secondo, intorno a cui ogni due ore e mezza orbita una nana bianca. La stella di neutroni è una pulsar, chiamata PSR J0348+0432, che emette onde radio che possono essere intercettate dai radiotelescopi sulla Terra. È una coppia molto interessante di per sè, ma è anche un laboratorio unico di verifica dei limiti delle teorie fisiche.  Questo sistema produce onde gravitazionali, increspature dello spazio-tempo. Anche se queste onde (mostrate in figura come una griglia) non possono ancora essere rilevate direttamente dagli astronomi sulla Terra, possono essere stimate indirettamente misurando il mutamento dell'orbita del sistema quando perde energia.  Poichè la pulsar è così piccola, le dimensioni relative dei due oggetti non sono disegnate in scala.  Crediti:  ESO/L. Calçada
Alcuni astronomi hanno usato il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO, insieme a radio telescopi di tutto il mondo, per trovare e studiare una bizzarra coppia di stelle formata dalla stella di neutroni più massiccia finora nota intorno a cui orbita una nana bianca. Questa strana binaria permette di verificare la teoria della gravità di Einstein - la relatività generale - in modi che finora non erano possibili. Per il momento, le nuove osservazioni sono perfettamente in accordo con le previsioni della relatività generale, mentre non sono consistenti con alcune delle teorie alternative. I risultati sarannno pubblicati dalla rivista Science il 26 aprile 2013.

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8 aprile 2013

AMS-02 Getta Nuova Luce sulla Materia Oscura

Astronauta lavora al montaggio dell'AMS-02 sulla Stazione Spaziale Internazionale. Credit: ESA


L'esprimento AMS-02, montato sulla Stazione Spaziale Internazionale, sta cercando segni riguardo all'origine di quella che è la materia oscura nell'Universo. Il progetto ha portato da poco i primissimi risultati, che indicano un possibile nuovo fenomeno dietro l'origine di questa massa invisibile e forse ci svelerà di cosa si tratta davvero!
AMS-02 sta per Alpha Magnetic Spectrometer, ed è composto da 7 strumenti che monitorano i raggi cosmici provenienti dallo spazio. Stando fuori dalla protezione dell'atmosfera terrestre, gli strumenti hanno ricevuto un bombardamento costante di particelle ad alta energia. L'AMS-02 ha registrato per ogni particella la sua velocità, energia e direzione.

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30 novembre 2012

Le Primissime Osservazioni di Onde Gravitazionali Sono Imminenti?

Illustrazione delle pieghe nello spazio-tempo create dall'interazione di due oggetti molto massicci. Credit: wikimedia


Le onde gravitazionali sono forse tra le cose più eccitanti che gli astronomi stanno cercando di osservare e sono uno dei campi più all'avanguardia nella moderna astrofisica e cosmologia. Si tratta di "pieghe" nello spaziotempo causate da eventi particolarmente catastrofici che vedono protagonisti oggetti dalle grandissime masse che esercitano potenti campi gravitazionali. Si parla per esempio della collisione di due stelle a neutroni, o di due buchi neri! In questo senso, l'evento più spettacolare (e anche più facile) da vedere è la collisione tra due buchi neri supermassicci al centro di una galassia! Diversi esperimenti stanno già da tempo in ascolto, ma per riuscire a capire quando riusciremmo a rilevare le prime onde gravitazionali, serve capire prima quanto spesso questo tipo di collisioni avvengono. Una recente pubblicazione scientifica rilasciata dall'astrofisico Sean McWilliams e un'altro paio di suoi colleghi scienziati della Princeton University, mostra che fino ad ora abbiamo severamente sottostimato la frequenza di simili collisioni. I loro calcoli suggeriscono che la collisione tra nuclei galattici è di almeno un ordine di magnitudo più grande e di conseguenza ci sono moltissimi più eventi da cui potrebbero arrivare i segnali, quindi la probabilità che le prime osservazioni siano vicine aumenta notevolmente.

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3 luglio 2012

Intensa Sorgente a Raggi-X Potrebbe Essere la Pulsar Più Veloce Mai Scoperta

Immagine del resto di supernova SNR MSH 11-61A con al suo interno la sorgente di raggi-X IGR J-1104-6103, che si pensa essere una pulsar in rapidissimo movimento. Credit: NASA/JPL/Chandra/XMM-Newton


Un gruppo internazionale di ricercatori ha usato tre diversi telescopi (Chandra X-ray Observatory della NASA, XMM-Newton della ESA ed il Parkes Radio Telescope, in Australia) per scoprire quella che è la pulsar più veloce mai osservata! Le prove per la straordinaria velocità con cui questo corpo viaggia nello spazio arrivano in parte dalle osservazioni a raggi-X di Chandra (visibili in verde nell'immagine sopra) e dall'XMM-Newton (in viola), ma anche dai dati infrarossi del progetto 2MASS e dai dati ottici del Digitized Sky Survey (in bianco in quest'immagine). La grande area di raggi-X diffusa intorno alla pulsar è stata prodotta da una supernova che ha lasciato dietro di se una nube di detriti conosciuta come "resto di supernova" SNR MSH 11-61A. Le onde d'urto causate dall'esplosione della supernova hanno riscaldato il gas vicino fino ad una temperatura di diversi milioni di gradi Kelvin, facendolo brillare nelle lunghezza d'onda dei raggi-X.

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12 marzo 2012

RXTE Osserva Comportamento Termonucleare Di Una Particolarissima Stella a Neutroni

Immagine dell'ammasso stellare globulare Terzan 5, che ospita il sistema T5X2. Credit: ESA/Hubble/NASA


Le stelle a neutroni sono la cosa più vicina ai buchi neri che gli astronomi possono osservare direttamente. Sono dei corpi davvero estremi, che concentrano una massa mezzo milione di volte più grande della Terra, in una sfera non più grande di una città. In queste condizioni estreme, gli atomi non esistono più e la stella è composta quasi tutta da neutroni. Nell'Ottobre 2010, una stella a neutroni vicino al centro della nostra galassia è esplosa rilasciando centinaia di lampi a raggi-X alimentati da una serie di esplosioni termonucleari sulla superficie della stella. Un telescopio spaziale della NASA, chiamato Rossi X-Ray Timing Explorer (RXTE) ha catturato questo fenomeno lungo circa un mese in straordinario dettaglio. Usando questi dati, un team internazionale di astronomi è riuscito a riempire un vuoto che durava da decenni, tra teoria e osservazioni.

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21 dicembre 2011

Una Bolla Cosmica Visibile a Raggi X Intriga Gli Astronomi

Il curioso ornamento intorno alla SXP 1062: una pulsar circondata dal proprio resto di supernova, dove la sua esplosione all'interno della Piccola Nube di Magellano. I dati a raggi X ottenuti da Chandra sono visti in blu, mentre i dati ottici sono in rosso e verde. Credit: NASA/CXC/Chandra


Nel vivo della stagione natalizia, questa nuova immagine montata dai dati raccolti da svariati telescopi, ci mostra un insolito ornamento cosmico molto natalizio! I dati provengono dal Chandra X-Ray Observatory, della NASA e dal XMM-Newton, della ESA, che hanno unito le loro forze per andare alla scoperta di una giovanissima pulsar circondata ancora dal velo di polvere e gas rilasciato dalla morte della stella da cui ha avuto origine, dopo un evento supernova. La pulsar si trova all'interno di una galassia nana che orbita la nostra Via Lattea, chiamata la Piccola Nube di Magellano. Questa è la prima volta che un simile corpo, circondato dai resti di una supernova, viene trovato in questa galassia.

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23 novembre 2011

Le Pulsar Sono Dei Giganteschi Magneti Permanenti?

Pulsar della Vela, vista ai raggi X dal Chandra Space Observatory. Credit: NASA/CXC/PSU/G. Pavlov et al.


Le stelle a neutroni sono tra i fenomeni più bizzarri nell'universo. Poche altre cose possono rivaleggiare la densità di questi resti delle esplosioni di supernove. Le stelle a neutrini emettono intensissime radiazioni dai loro poli magnetici, e quando una stella a neutroni è allineata in modo tale che questi "ragi" di radiazione arrivano alla Terra, possiamo rilevare dei pulsi, per questo le chiamiamo pulsar.
Quello che finora è stato sempre un mistero, è come esattamente i campi magnetici di una pulsar si formano e si comportano. I ricercatori credevano che i campi magnetici si formano dalla rotazione delle particelle cariche, e quindi dovrebbero essere allineati con l'asse di rotazione della stella a neutroni. In base ai dati delle osservazioni, i ricercatori sanno però che non è questo il caso. Cercando di risolvere il mistero, Johan Hansson e Anna Ponga (Lulea University of Technology, Svezia) hanno pubblicato una ricerca in cui viene esposta una nuova teoria su come si sono venuti a formare i campi magnetici delle stelle a neutroni.

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11 novembre 2011

Una Nuova Missione NASA Per Dare La Caccia Alle Stelle Zombie!

Illustrazione artistica di una stella a neutroni ed il suo campo magnetico. Credit: NASA


Le stelle a neutroni sono da molto chiamate le stelle zombie dell'universo, e anche a buona ragione visto che brillano anche se tecnicamente sono stelle morte, e occasionalmente si nutrono delle stelle vicine a loro. Questi oggetti nascono quando una stella massiccia finisce il suo combustibile e collassa sotto la propria gravità spingendo la materia che la compone a ricompattarsi verso il suo nucleo, gettando tutti gli strati esterni nello spazio, con un'esplosione che può brillare persino più forte di 1 miliardo di soli insieme. Il nucleo, compresso dalla gravità fino a densità altissime (tanto che un cucchiaino di questo composto peserebbe un miliardo di tonnellate, sulla Terra, continua a vivere anche dopo questa morte stellare. Anche se la fusione nucleare che sosteneva la stella è ormai finita, continua a brillare grazie al calore rimasto dalla sua esplosiva formazione, e per via della radiazione generata dal suo estremo campo magnetico, che è diventato intensamente concentrato dopo il collasso del nucleo, tanto da arrivare ad essere un trilione di volte più potente di quello della Terra.

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