Possibili Perdite di Ossigeno Nella Fascia di Abitabilità Per Pianeti Intorno a Nane Rosse

Credits: NASA Goddard/Conceptual Image Lab, Michael Lentz, animator/Genna Duberstein, producer
Credits: NASA Goddard/Conceptual Image Lab, Michael Lentz, animator/Genna Duberstein, producer

Nella continua ricerca di pianeti sempre più simili alla Terra – con condizioni tali da poter ospitare forme di vita – la fascia di abitabilità è un importante parametro da tenere in conto: si tratta infatti della zona né troppo vicina né troppo lontana dalla stella nella quale un pianeta può mantenere acqua allo stato liquido sulla propria superficie. Tuttavia, una nuova ricerca pubblicata il 6 febbraio sul The Astrophysical Journal Letters mostra la necessità di fornire una nuova definizione per la fascia di abitabilità, basata anche sull’impatto dell’attività stellare.
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Nuovi Dati di SOFIA Mostrano la Vera Composizione della Superficie di Cerere

Lo strato superficiale che ricopre il pianeta nano Cerere è composto da una polvere di pirosseno "secco" (privo di composti con molecole d'acqua), proveniente dallo spazio, mescolato allo strato nativo dato da carbonati, ghiaccio d'acqua e composti con molecole d'acqua. Credits: Pierre Vernazza, LAM–CNRS/AMU
Lo strato superficiale che ricopre il pianeta nano Cerere è composto da una polvere di pirosseno "secco" (privo di composti con molecole d'acqua), proveniente dallo spazio, mescolato allo strato nativo dato da carbonati, ghiaccio d'acqua e composti con molecole d'acqua. Credits: Pierre Vernazza, LAM–CNRS/AMU

Dalle molte osservazioni passate di telescopi a terra ed in orbita, la superficie di Cerere sembrava possedere una composizione ricca di carbonio, caratteristica tipica di molti degli oggetti presenti nella fascia degli asteroidi. Eppure c’è una novità: dagli ultimi dati acquisiti dallo Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy della NASA (SOFIA) nelle lunghezze del medio infrarosso, risulta che la composizione superficiale di Cerere sia del tutto diversa da quella che ci si aspettava.
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Successo per i Primi Test in Orbita Degli Strumenti di ExoMars

Vista del bordo di un grande cratere ancora enza nome, a nord del cratere Da Vinci, nei pressi dell'equatore di Marte. La risoluzione è di 7.2 metri per pixel. Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/CaSSIS/UniBE
Vista del bordo di un grande cratere ancora enza nome, a nord del cratere Da Vinci, nei pressi dell'equatore di Marte. La risoluzione è di 7.2 metri per pixel. Credit: ESA/Roscosmos/ExoMars/CaSSIS/UniBE

Il Trace Gas Orbiter della missione ExoMars ha per la prima volta testato in orbita l’intero set di strumenti di cui è dotato, ottenend risultati che fanno presupporre un grande potenziale per le future osservazioni intorno al Pianeta Rosso.
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Nuova Luce sul Mistero Della Stella Contemporaneamente Vecchia e Giovane

La stella  IRAS 19312+1950 (indicata dalla freccia, ha delle caratteristiche che la fanno sembrare contemporaneamente estremamente vecchia ed estremamente giovane. Credit: NASA/JPL-Caltech
La stella IRAS 19312+1950 (indicata dalla freccia, ha delle caratteristiche che la fanno sembrare contemporaneamente estremamente vecchia ed estremamente giovane. Credit: NASA/JPL-Caltech

È un vero e proprio mistero quello che circonda l’età di IRAS 19312+1950, stella massiva collocata in profondità all’interno della Via Lattea: per anni gli studiosi hanno individuato segnali che identificavano la stella sia come estremamente vecchia che come estremamente giovane.
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Nuovo Studio Smentisce Parte dei Modelli sull'Evoluzione delle Molecole Organiche nello Spazio

Immagine della nebulosa NGC 7023 realizzata con la combinazione dei dati a tre diverse lunghezze d'onda. In rosso e verde sono evidenziati i dati di SOFIA, in blu quelli di Spitzer. Credit: NASA/DLR/SOFIA/B. Croiset, Leiden Observatory, and O. Berné, CNRS; NASA/JPL-Caltech/Spitzer
Immagine della nebulosa NGC 7023 realizzata con la combinazione dei dati a tre diverse lunghezze d'onda. In rosso e verde sono evidenziati i dati di SOFIA, in blu quelli di Spitzer. Credit: NASA/DLR/SOFIA/B. Croiset, Leiden Observatory, and O. Berné, CNRS; NASA/JPL-Caltech/Spitzer

Fino a pochissimo tempo fa alcuni modelli – utili a descrivere l’evoluzione dei materiali organici, i mattoncini base per la vita – si basavano sul fatto che la radiazione di una stella giovane e molto massiva spezza le grandi molecole organiche in altre più piccole, anziché aiutare la loro formazione: nuovi dati sperimentali mostrano invece che avviene l’esatto contrario.

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Cassini ed i Canali di Titano Ricchi di Idrocarburi Liquidi

Per scoprire il flusso di liquidi all'interno dei canyon su Titano, Cassini ha inviato onde radio a terra raccogliendo dati sull'altezza delle strutture geologiche presenti. In alto a sinistra è situata la rete di canali Vid Flumina, sulla quale lo studio si è concentrato. Credit: NASA/JPL-Caltech/ASI
Per scoprire il flusso di liquidi all'interno dei canyon su Titano, Cassini ha inviato onde radio a terra raccogliendo dati sull'altezza delle strutture geologiche presenti. In alto a sinistra è situata la rete di canali Vid Flumina, sulla quale lo studio si è concentrato. Credit: NASA/JPL-Caltech/ASI

La prima prova diretta dell’esistenza di canali in cui scorrono liquidi su Titano – luna di Saturno – è finalmente arrivata con l’ultima scoperta da parte della sonda Cassini della NASA, che ha individuato non solo canyon inondati da idrocarburi liquidi, ma ha evidenziato anche la loro profondità (qualche centinaio di metri), mai osservata in altre strutture sulla superficie del pianeta.
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Nuova Mappa in Radio Svela il Lato Nascosto di Giove

Immagine radio, media di 10 ore di lavoro del VLA, composta da tre diverse lunghezze d'onda: 2 cm in blu, 3 cm in oro e 6 cm in rosso. La regione rosata intorno al pianeta è generata dalla radiazione di sincrotone, dovuta agli elettroni che spiraleggiano intrappolati dal campo magnetico di Giove. Credit: Imke de Pater, Michael H. Wong (UC Berkeley), Robert J. Sault (Univ. Melbourne)
Immagine radio, media di 10 ore di lavoro del VLA, composta da tre diverse lunghezze d'onda: 2 cm in blu, 3 cm in oro e 6 cm in rosso. La regione rosata intorno al pianeta è generata dalla radiazione di sincrotone, dovuta agli elettroni che spiraleggiano intrappolati dal campo magnetico di Giove. La risoluzione permette di valutare i dettagli delle nubi tra i 30 ed i 90 km di profondità. Credit: Imke de Pater, Michael H. Wong (UC Berkeley), Robert J. Sault (Univ. Melbourne)

Al di là della superficie coperta da nubi colorate, l'atmosfera di Giove è stata sondata nella banda radio rivelando il movimento delle correnti di grandi masse di gas di ammoniaca in quella che a tutti gli effetti si è classificata come la mappa più dettagliata mai prodotta per il pianeta.
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Tracce di Polvere Interstellare Intercettate Vicino a Saturno

Credit: ESA; dust grain inset: NASA/JPL; Immagine di Saturno: NASA/JPL/Space Science Institute
Credit: ESA; dust grain inset: NASA/JPL; Immagine di Saturno: NASA/JPL/Space Science Institute

Chiunque si occupi delle faccende domestiche lo sa, alla fine la polvere riesce ad entrare sempre dappertutto. Con lo stesso spirito d'iniziativa, anche se su scala enormemente superiore, la polvere interstellare proveniente dall'esterno del Sistema Solare è stata ritrovata nei dintorni di Saturno.
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Primo Workshop di Astrochimica in Italia in Svolgimento a Firenze

Copertina ufficiale del I Workshop di Astrochimica in Italia. Credit: NASA/Jenny Mottar
Copertina ufficiale del I Workshop di Astrochimica in Italia. Credit: NASA/Jenny Mottar

L'Astrofisica è un campo vastissimo, che, mescolandosi con altre discipline quali la Chimica e la Biologia fonda dei nuovi rami di ricerca che permettono di scoprire l'evoluzione dei corpi celesti – dalle stelle ed i pianeti alle galassie – in una maniera del tutto innovativa. In onore proprio dell'Astrochimica, con la quale si può sondate l'evoluzione del gas e delle polveri del mezzo interstellare, è stato indetto il primo Workshop di Astrochimica in Italia, un evento della durata di due giorni (10-11 marzo) focalizzato sulla condivisione di metodi osservatvi, modelli di evoluzione e pianivicazione di future collaborazioni.
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Misura Diretta Della Rotazione di un Super Pianeta Gassoso Compiuta da Hubble

Illustrazione artistica di 2M1207b, pianeta gassoso di massa pari a cinque volte quella di Giove, che orbita intorno ad una nana bruna (vista come un puntino rosso luminoso) alla riguardevole distanza di 8 miliardi di km. Il sistema si trova a 170 anni luce da noi. Credits: NASA, ESA, and G. Bacon/STScI
Illustrazione artistica di 2M1207b, pianeta gassoso di massa pari a cinque volte quella di Giove, che orbita intorno ad una nana bruna (vista come un puntino rosso luminoso) alla riguardevole distanza di 8 miliardi di km. Il sistema si trova a 170 anni luce da noi. Credits: NASA, ESA, and G. Bacon/STScI

Per la prima volta nella storia è stata misurata la velocità di rotazione di un pianeta extrasolare davvero estremo esclusivamente grazie ad una ripresa diretta. Gli astronomi, utilizzando il telescopio spaziale Hubble, sono stati in grado di effettuare la misura tramite l'osservazione del cambiamento di luminosità nella sua spessa atmosfera.
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