Mappa di un Disco Protoplanetario a Partire dalla Luce della sua Stella

Illustrazione d'artista di una giovane stella circondata dal suo disco protoplanetario. Dal disco si diparte del materiale che, muovendosi lungo le linee di campo magnetico della stella, vengono attirati e ricadono sulla superficie. Credit: NASA/JPL-Caltech
Illustrazione d'artista di una giovane stella circondata dal suo disco protoplanetario. Dal disco si diparte del materiale che, muovendosi lungo le linee di campo magnetico della stella, vengono attirati e ricadono sulla superficie. Credit: NASA/JPL-Caltech

Il telescopio spaziale Spitzer, in sinergia con quattro osservatori terrestri – il Mayall presso il Kitt Peak National Observatory (Arizona), SOAR e SMARTS in Cile e l'Harold L. Johnson (Messico) – sta sondando un neonato sistema stellare in una maniera del tutto innovativa: tramite “l'eco” della sua luce.
Continua a leggere...


47° Lunar and Planetary Science Conference – Crateri da Impatto su Cerere e Vesta ed Origine dei Punti Brillanti del Cratere Occator

Anaglifo del cratere Dantu (il cui diametro è di circa 120 km) e del suo picco centrale. Credit: P. Schenk, S. Marchi, D.P. O'Brien, M. Bland, T. Platz, T. Hoogenboom, G. Kramer, S. Schröder, M. de Sanctis, D. Buczkowski, M. Sykes, L.A. McFadden, O. Ruesch, L. Le Corre, B. Schmidt, K. Hughson, C.T. Russell, J. Scully, and C. Raymond. Lunar & Planetary Institute, Houston, TX (schenk@lpi.usra.edu); Southwest Research Institute, Boulder, CO; Planetary Science Insttitute, Tucson, AZ; USGeological Survey, Flagstaff, AZ; Max Planck Institute for Solar System Research, Göttingen, Germany; DLR, Planetary Research Berlin, Germany; National Institute of Astrophysics, Rome, Italy; JHU-APL, Laurel, MD; NASA Goddard Space Flight Center, Greenbelt, MD; University of Georgia, Atlanta, GA; University of California, Los Angeles, CA, Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, CA.
Anaglifo del cratere Dantu (il cui diametro è di circa 120 km) e del suo picco centrale. Credit: P. Schenk, S. Marchi, D.P. O'Brien, M. Bland,
T. Platz, T. Hoogenboom, G. Kramer, S. Schröder, M. de Sanctis, D. Buczkowski, M. Sykes, L.A. McFadden,
O. Ruesch, L. Le Corre, B. Schmidt, K. Hughson, C.T. Russell, J. Scully, and C. Raymond. Lunar &
Planetary Institute, Houston, TX (schenk@lpi.usra.edu); Southwest Research Institute, Boulder, CO; Planetary
Science Insttitute, Tucson, AZ; USGeological Survey, Flagstaff, AZ; Max Planck Institute for Solar System
Research, Göttingen, Germany; DLR, Planetary Research Berlin, Germany; National Institute of Astrophysics,
Rome, Italy; JHU-APL, Laurel, MD; NASA Goddard Space Flight Center, Greenbelt, MD; University of
Georgia, Atlanta, GA; University of California, Los Angeles, CA, Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, CA.

Grazie alla sonda Dawn, ed alle mappe ad altissima risoluzione – con scale anche di appena 35 metri per pixel – della superficie di Cerere, è stato possibile scoprire una ricca varietà di morfologie di crateri da impatto ben conservati. Il passo successivo, considerando le ipotesi fatte da precedenti studi, è quello di confermare o meno la somiglianza dei crateri del pianeta nano con quelli delle piccole lune ghiacciate di Saturno, molto simili tra di loro in dimensioni e densità.
Continua a leggere...


Misura Diretta Della Rotazione di un Super Pianeta Gassoso Compiuta da Hubble

Illustrazione artistica di 2M1207b, pianeta gassoso di massa pari a cinque volte quella di Giove, che orbita intorno ad una nana bruna (vista come un puntino rosso luminoso) alla riguardevole distanza di 8 miliardi di km. Il sistema si trova a 170 anni luce da noi. Credits: NASA, ESA, and G. Bacon/STScI
Illustrazione artistica di 2M1207b, pianeta gassoso di massa pari a cinque volte quella di Giove, che orbita intorno ad una nana bruna (vista come un puntino rosso luminoso) alla riguardevole distanza di 8 miliardi di km. Il sistema si trova a 170 anni luce da noi. Credits: NASA, ESA, and G. Bacon/STScI

Per la prima volta nella storia è stata misurata la velocità di rotazione di un pianeta extrasolare davvero estremo esclusivamente grazie ad una ripresa diretta. Gli astronomi, utilizzando il telescopio spaziale Hubble, sono stati in grado di effettuare la misura tramite l'osservazione del cambiamento di luminosità nella sua spessa atmosfera.
Continua a leggere...


Strepitose Immagini del Labirinto di Marte

Vista in prospettiva del Noctis Labyrinthus su Marte. La scena è immortalata dallo strumento High Resolution Stereo Camera di Mars Express il 15 luglio 2015 durante l'orbita n° 14632. Credit: ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO
Vista in prospettiva del Noctis Labyrinthus su Marte. La scena è immortalata dallo strumento High Resolution Stereo Camera di Mars Express il 15 luglio 2015 durante l'orbita n° 14632. L'immagine è centrata a 6°S / 265°E, e la risoluzione a terra è circa 16 metri per pixel. Credit: ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO

In un intricato schema di smottamenti e dune modellate dal vento, sulla superficie di Marte si staglia un vero e proprio labirinto di valli, fratture e tavolati. La regione, conosciuta con il nome di Noctis Labyrinthus (il “Labirinto della Notte”), giace sulla cresta ovest della Valles Marineris, uno dei canyon più grandi del Sistema Solare.
Continua a leggere...


Misteriose Increspature Ritrovate Attraverso il Disco di Accrescimento di una Giovane Stella

Questo set di immagini mostrano il disco di circa 64 miliardi di km di diametro e la stringa curiose increspature la cui origine è al momento sconosciuta. Si stima che la velocità del loro moto sia di 35.000 km/h. Credits: NASA, ESA, ESO, A. Boccaletti (Paris Observatory)
Questo set di immagini mostrano il disco di circa 64 miliardi di km di diametro e la stringa curiose increspature la cui origine è al momento sconosciuta. Si stima che la velocità del loro moto sia di 35.000 km/h. Credits: NASA, ESA, ESO, A. Boccaletti (Paris Observatory)

La scoperta è partita da una collaborazione internazionale: utilizzando i dati dello Hubble Space Telescope della NASA ed il Very Large Telescope dell'ESO (situato in Cile), gli astronomi hanno scoperto delle straordinarie strutture – mai viste prima – all'interno del disco di gas e polveri che circonda la giovane, nonché vicina, stella AU Microscopii (AU Mic). Le strutture, simili ad onde ed in moto senza posa, non sono assimilabili a niente di osservato in precedenza né di previsto dalla teoria sui dischi che circondano le stelle: questo nuovo fenomeno potrebbe fornire notevoli indizi su come i pianeti si formano all'interno dei dischi di polveri delle stelle.
Continua a leggere...


Curiosity "Annusa" la Storia dell'Atmosfera di Marte

Ingegneri al lavoro durante l'istallazione di SAM su Curiosity. Credit: NASA
Ingegneri al lavoro durante l'installazione di SAM su Curiosity. Credit: NASA

Dopo aver concluso l'esame dettagliato degli strati rocciosi al sito di “Pahrump Hills” nel cratere Gale quest'inverno, Curiosity si dedica ora ad un nuovo esperimento per comprendere meglio la storia dell'atmofera marziana tramite l'analisi dello Xeno, un gas nobile pesante.
Continua a leggere...


SOFIA Trova l'Anello Mancante tra le Supernovae e la Formazione Planetaria

Riprese del resto di supernova Sagittarius A East effettuate da SOFIA. Nell'immagine è segnata in bianco la regione di polvere tiepida che andrà a fornire materiale per futuri pianeti rocciosi. Il resto di supernova è mostrato qui ai raggi X (blu): in rosso è visibile l'emissione data dall'onda d'urto che si scontra con il mezzo interstellare (verde). Credit: NASA/CXO/Herschel/VLA/Lau et al
Riprese del resto di supernova Sagittarius A East effettuate da SOFIA. Nell'immagine è segnata in bianco la regione di polvere tiepida che andrà a fornire materiale per futuri pianeti rocciosi. Il resto di supernova è mostrato qui ai raggi X (blu): in rosso è visibile l'emissione data dall'onda d'urto che si scontra con il mezzo interstellare (verde). Credit: NASA/CXO/Herschel/VLA/Lau et al

La notizia è ufficiale: lo Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy (SOFIA) ha svelato il ruolo delle supernovae all'interno della formazione di nuovi sistemi planetari. Le supernovae infatti sono in grado di accumulare la gran parte dei materiali necessari per la “realizzazione” di pianeti rocciosi come la Terra.
Continua a leggere...


Esocomete: Censimento delle Comete intorno ad un'altra stella

Illustrazione artistica delle esocomete intorno alla stella Beta Pictoris. Credit: ESO
Illustrazione artistica delle esocomete intorno alla stella Beta Pictoris. Credit: ESO

Lo strumento HARPS dell'Osservatorio La Silla, in Cile, ha prodotto il più completo censimento mai ottenuto delle comete presenti intorno ad un'altra stella! Si tratta di Beta Pictoris, una stella a 63 anni luce da noi, con un'età di appena 20 milioni di anni. La giovane stella è ancora circondata da grandi dischi di detriti, proprio come lo era il nostro Sistema Solare all'origine. Le comete, i resti di quell'epoca, sono testimoni degli stessi processi che hanno vissuto le comete del nostro Sistema, ma intorno ad un'altra stella. Flavien Kiefer (IAP/CNRS/UPMC) ha guidato la squadra di astronomi francesi che ha effettuato le nuove osservazioni ed il censimento. "Beta Pictoris è un obbiettivo molto eccitante! Le dettagliate osservazioni delle sue esocomete ci danno nuovi indizi riguardo ai processi che avvengono nei giovani sistemi planetari."
Continua a leggere...


Dettagli Senza Precedenti Sulla Nascita di Stelle e Pianeti

Impressione artistica di un disco protoplanetario che sta lasciando pian piano il posto ai pianeti che si stanno formando. Credit: NASA
Per la prima volta, gli astronomi sono riusciti ad osservare sistemi solari nella loro creazione con un incredibile dettaglio. Il lavoro del team di astronomi capitanato da Joshua Eisner e le loro scoperte, sono pubblicate sul giornale peer review "Astrophysical Journal", e forniscono una miglior conoscenza del modo in cui il gas di idrogeno del disco protoplanetario viene incorporato nella stella. Accoppiando entrambi i telescopi Keck in cima al Mauna Kea nelle Hawaii con strumenti specifici chiamati ASTRA(ASTrometric and phase-Referenced Astronomy), Eisner insieme ai suoi colleghi sono stati in grado di guardare profondamente dentro a dischi protoplanetari(nubi di gas e polvere che ruotanti che nutrono la stella crescente al suo centro,oltre che poi eventualmente portare alla formazione di pianeti e asteroidi che popolano il sistema solare).
Continua a leggere...