Onde Gravitazionali da una Nuova Collisione di Buchi Neri Individuate da LIGO

Onde gravitazionali dall'evento GW151226 individuate dagli strumenti di LIGO di Hanford (a sinistra) e di Livingstone (a destra). Le immagini mostrano l'ultimo secondo di riprese prima della fusione definitiva tra i due buchi neri, che aumenta man mano che questi si avvicinavano l'uno all'altro. Credit: B. P. Abbott et al. (LIGO Scientific Collaboration and Virgo Collaboration)
Onde gravitazionali dall'evento GW151226 individuate dagli strumenti di LIGO di Hanford (a sinistra) e di Livingstone (a destra). Le immagini mostrano l'ultimo secondo di riprese prima della fusione definitiva tra i due buchi neri, che aumenta man mano che questi si avvicinavano l'uno all'altro. Credit: B. P. Abbott et al. (LIGO Scientific Collaboration and Virgo Collaboration)

Dopo il grandioso successo del 14 settembre 2015, quando per la prima volta le onde gravitazionali generate dalla fusione di due buchi neri sono state osservate, un altro sistema binario di buchi neri si è fatto vivo attraverso l'impianto dell'Advanced Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (LIGO), che ha potuto osservare la loro collisione il 26 dicembre 2015, alle ore 03:38:53 UTC.
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Una Rete di Pulsars per Catturare Onde Gravitazionali a Bassa Frequenza

Le onde gravitazionali sono increspature nello spazio-tempo, generate da oggetti con una gravità mostruosa come sistemi binari di buchi neri. Viaggiando nel tessuto dello spazio-tempo, le onde modificano le traiettorie dei fasci radio provenienti dalle pulsar in direzione della Terra. Credit: David Champion
Le onde gravitazionali sono increspature nello spazio-tempo, generate da oggetti con una gravità mostruosa come sistemi binari di buchi neri. Viaggiando nel tessuto dello spazio-tempo, le onde modificano le traiettorie dei fasci radio provenienti dalle pulsar in direzione della Terra. Credit: David Champion

Tutti sono d'accordo nel definire storica la recente scoperta da parte dell'interferometro LIGO delle onde gravitazionali, generate nello specifico dalla fusione di due mostruosi buchi neri, ognuno dei quali di circa 30 masse solari. Ma l'individuazione di questo fenomeno così elusivo sta per fare un nuovo grandioso passo avanti: come rivelato da uno studio del North American Nanohertz Observatory for Gravitational Waves (NANOGrav), onde gravitazionali a basse frequenze potrebbero essere presto individuabili dai radiotelescopi già esistenti.
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LIGO Ascolta il Canto delle Onde Gravitazonali

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Modello artistico dello spazio intorno a due buchi neri in orbita stretta l'uno intorno all'altro. Credit: LIGO/Caltech

A distanza di cento anni dalla predizione di Einstein, la teoria è ormai realtà: gli interferometri di LIGO ha individuato le onde gravitazionali provenienti dalla fusione di due buchi neri – e dalla nascita di un titanico buco nero – ai lontani confini dell'universo. La prova, finalmente arrivata da un'osservazione diretta, ha portato l'ultima, fondamentale conferma dell'esattezza della predizione più grande della Relatività Generale, pubblicata da Einstein nel 1915.
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Propulsione di LISA Pathfinder Avvenuta con Successo

Illustrazione di LISA Pathfinder, la missione che sta testando attualmente la tcnologia per eventuali future missioni alla ricerca di onde gravitazionali. Credit: ESA
Illustrazione di LISA Pathfinder, la missione che sta testando attualmente la tcnologia per eventuali future missioni alla ricerca di onde gravitazionali. Credit: ESA

Mentre alcune tecnologie vengono sviluppate per far muovere le sonde interplanetarie per migliaia di km, altre – come il Disturbance Reduction System – hanno l'obiettivo opposto: tenere una navicella più ferma possibile.
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Le Pulsar Potrebbero Svelarci Pieghe nello Spaziotempo

Animazione dell'onda di luce nelle nubi intorno alla pulsar del Granchio. Credit: NASA/CXC/Harvard
Animazione dell'onda di luce nelle nubi intorno alla pulsar del Granchio. Credit: NASA/CXC/Harvard

Un team internazionale di scienziati ha sviluppato una nuova tecnica molto promettente che potrebbe far diventare le pulsar, già ora orologi cosmici superbi, in orologi ancor più precisi. Questo importante progresso, guidato dai scienziati dell'Università dell'Università di Manchester, e pubblicato su "Science Express", potrebbe migliorare la ricerca di onde gravitazionali e aiutare gli scienziati a studiare l'origine dell'universo. La diretta scoperta di onde gravitazionali, che passano sopra questi orologi cosmici facendoli cambiare, potrebbe permettere agli scienziati di studiare un evento violentissimo come quello di una collisione tra due buchi neri supermassicci, e aiutare a capire l'universo poco dopo la sua formazione con il Big Bang.
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Buco Nero Viene Espulso Da Galassia

Immagine di Hubble. Il cerchio bianco segna il centro della galassia, e il cerchio rosso segna la posizione del Buco Nero

Si pensa che i buchi neri supermassicci si trovano al centro delle più grandi galassie. Ma lontano in una galassia remota, gli astronomi hanno forse trovato il caso di un gigantesco buco nero che sembra venga espulso dalla galassia ad una velocità altissima. Questo oggetto è stato appena scoperto da Marianne Heida, uno studente dell'Università di Utrecht in Olanda, ed è stato confermato da un team internazionale di astronomi che dicono che il buco nero è stato probabilmente gettato via dalla galassia come risultato della fusione di due buchi neri più piccoli.
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