Hubble Scopre Supernovae che si Trovano “Nel Posto Sbagliato al Momento Sbagliato”

Queste immagini di Hubble mostrano galassie elittiche egnate da lunghe linee di polvere scura, segno di una recente fusione di due galassie. Le "X" il figura indicano i punti in cui sono esplose delle supernovae associate alle galassie. Credits: NASA, ESA, and R. Foley (University of Illinois)
Queste immagini di Hubble mostrano galassie elittiche egnate da lunghe linee di polvere scura, segno di una recente fusione di due galassie. Le "X" il figura indicano i punti in cui sono esplose delle supernovae associate alle galassie. Credits: NASA, ESA, and R. Foley (University of Illinois)

Gli studiosi sono stati affascinati negli ultimi tempi da una serie di stelle esplose inaspettatamente, tutti quanti sistemi isolati al di là dei tipici accoglienti confini delle loro galassie. Un nuovo studio su 13 resti di supernovae, integrato dall'archivio dati dello Hubble Space Telescope, sta aiutando gli astronomi a spiegare come mai alcune giovani stelle esplodano prima di quanto ci si aspetti e vengano lanciate dalla deflagrazione in un posto isolato lontano dalla loro galassia ospite.
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Flare da Record Osservato da Strumenti in Tutto il Mondo

Il 14 giugno scorso un flare da record proveniente dal buco nero supermassivo della galazzia 'blazar' 3C 279 è stato identificato da vari strumenti in tutto il mondo. Qui abbiamo il confronto con la pulsar della Vela, la sorgente di raggi gamma stabile più brillante del cielo in queste lunghezze d'onda. Credit: NASA/DOE/Fermi LAT Collaboration
Il 14 giugno scorso un flare da record proveniente dal buco nero supermassivo della galazzia 'blazar' 3C 279 è stato identificato da vari strumenti in tutto il mondo. Qui abbiamo il confronto con la pulsar della Vela, la sorgente di raggi gamma stabile più brillante del cielo in queste lunghezze d'onda. Credit: NASA/DOE/Fermi LAT Collaboration

Circa 5 miliardi di anni fa, una titanica perturbazione si è formata in una regione nei pressi del buco nero supermassivo al centro della galassia 3C279. Il 14 giugno scorso, l'impulso luminoso ad altissima energia prodotto da questo evento è infine giunto fino alla Terra, dove ha fatto partire le rilevazionti degli strumenti a bordo del Fermi Gamma-ray Space Telescope della NASA e degli altri satelliti. Gli astronomi da tutto il mondo hanno orientato tutti gli strumenti verso la galassia per osservare questo flare breve ma da record in quanto a potenza con maggiori dettagli.
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"Boom" di Formazione Stellare nella Via Lattea: ma il Sole è Arrivato in Ritardo

Immagine artistica di un ipotetico cielo stellato osservato da un pianeta situato in una galassia di circa 10 miliardi di anni fa. Le nubi di polveri rosa celano la creazione di nuove stelle. Credit: NASA/ESA/Z. Levay (STScI)
Immagine artistica di un ipotetico cielo stellato osservato da un pianeta situato in una galassia di circa 10 miliardi di anni fa. Le nubi di polveri rosa celano la creazione di nuove stelle. Credit: NASA/ESA/Z. Levay (STScI)

In una delle più spettacolari riprese del cielo, condotte insieme da vari osservatori, gli astronomi hanno potuto scoprire che galassie simili alla Via Lattea sono state sottoposte ad un vero e proprio “baby boom” stellare durante i primi periodi della loro esistenza , sfornando nuove stelle alla prodigiosa velocità di 30 volte quella dell'attuale tasso di formazione.
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Herschel e Planck Scoprono una “Miniera d'Oro” Galattica

Mappa del cielo realizzata dal Planck alle lunghezze d'onda submillimentriche (545 GHz). In nero si identifica la posizione delle sorgenti osservate. Le immagini inserite ai lati sono di Herschel (SPIRE): i contorni indicano la densità di galassie. Credit: ESA and the Planck Collaboration/ H. Dole, D. Guéry & G. Hurier, IAS/University Paris-Sud/CNRS/CNES Description
Mappa del cielo realizzata dal satellite Planck alle lunghezze d'onda submillimentriche (545 GHz). In nero si identifica la posizione delle sorgenti osservate. Le immagini inserite ai lati sono di Herschel (SPIRE): i contorni indicano la densità di galassie. Credit: ESA and the Planck Collaboration/ H. Dole, D. Guéry & G. Hurier, IAS/University Paris-Sud/CNRS/CNES

I dati di due missioni che coinvolgono telescopi spaziali europei, Planck ed Herschel, parlano chiaro: l'azione congiunta dei due strumenti ha permesso di identificare alcuni tra i più antichi e rari ammassi galattici nel lontano universo. Le riprese di tutto il cielo effettuate da Planck hanno rivelato i raggruppamenti di galassie brillanti, mentre i dati registrati da Herschel hanno portato i ricercatori ad ispezionare queste “gemme galattiche” più da vicino, e confermare la scoperta.
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Suzaku ed Heschel Collegano il "Vento" generato da un Buco Nero con un Flusso di Gas Adatto alla Formazione Stellare

Immagine a filtro rosso della galassia IRAS F11119+3257 ripresa dallo stromento di 2,2 metri di diametro dell'Università delle Hawaii. E' possibile vedere sulla sinistra una debole struttura da ricondursi ad un flusso di gas espulso dal centro galattico. Sullo sfondo, campo ripreso dallo Sloan Digital Sky Survey. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/SDSS/S. Veilleux
Immagine a filtro rosso della galassia IRAS F11119+3257 ripresa dallo stromento di 2,2 metri di diametro dell'Università delle Hawaii. E' possibile vedere sulla sinistra una debole struttura da ricondursi ad un flusso di gas espulso dal centro galattico. Sullo sfondo, campo ripreso dallo Sloan Digital Sky Survey. Credit: NASA's Goddard Space Flight Center/SDSS/S. Veilleux

Dalla combinazione delle osservazioni del satellite a raggi X giapponese Suzaku e l'Heschel Space Observatory dell'ESA nell'infrarosso, gli scienziati hanno riconnesso un violento “vento” prodotto nei pressi di un buco nero al centro di una galassia ad un torrente esterno di gas freddo largo circa un migliao di anni-luce. I risultati trovati convalidano in tutto e per tutto un meccanismo di feedback a lungo sospettato, che permetterebbe ad un buco nero di influenzare l'evoluzione della sua galassia ospite.
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Universo Profondo in 3D: dalle Osservazioni di Hubble alla Ricostruzione di MUSE

L'immagine sullo sfondo è il montaggio ripreso dallo Hubble Space Telescope della regione di cielo dello Hubble Deep Field South. Ad essa si aggiungono vari oggetti all'epoca non ripresi, ma visti ora da MUSE. Credit: ESO/MUSE Consortium/R. Bacon
L'immagine sullo sfondo è il montaggio ripreso dallo Hubble Space Telescope della regione di cielo dello Hubble Deep Field South. Ad essa si aggiungono vari oggetti all'epoca non ripresi, ma visti ora da MUSE. Credit: ESO/MUSE Consortium/R. Bacon

La creazione di mappe del profondo cielo è assolutamente vitale per gli studiosi che cercano di comprendere le dinamiche dell'Universo quando esso era ancora molto giovane. Tramite riprese a lunga esposizione di svariate regioni, gli astronomi hanno creato una grande quantità di campi profondi che hanno permesso di svelare gran parte dei suoi segreti: e tra di essi, il più celebre è sicuramente l' Hubble Deep Field, ripreso in varie giornate dallo Hubble Space Telescope nel 1995, e seguito due anni più tardi da un'analoga ripresa dell'emisfero celeste australe, l'o Hubble Deep Field South.
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Hubble: Spettacolare Immagine di una Galassia Polverosa

Hubble fotografa la galassia lenticolare NGC 4526. Cliccate qui per ingrandire. Credit: NASA/ESA/ Judy Schmidt

Questa piccola galassia che somiglia ad una nuvola è conosciuta come NGC 4526 ed è visibile qui in tutta la sua bellezza grazie ad Hubble Space Telescope, che ha permesso agli scienziati di riprendere in dettaglio anche le braccia più esterne, così diffuse e ricche di polvere da sembrare un alone che copre una galassia centrale. Questa categoria di galassie, conosciute come lenticolari, si trovano a metà strada tra quelle a spirale come la Via Lattea e le super-giganti ellittiche.
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Hubble Fotografa Galassia a 13.2 Miliardi di Anni Luce

Le galassie in primo piano appartengono all'ammasso galattico Pandora, che con la sua gravità crea una lente che ci permette di vedere la luce molto più debole e lontana di una galassia a 13.2 miliardi di anni luce, ingrandita qui nei riquadri. L'effetto lente gravitazionale ha distorto la luce della galassia in tre punti diversi. Credit: NASA/ESA/STScl Per vedere l'immagine grande clicca qui.

Guardando attraverso una gigantesca lente di ingrandimento creata con la gravità di centinaia di massicce galassie, l'Hubble Space Telescope è riuscito a trovare i segni di tre piccolissime e pallide galassie primordiali risalenti ad un periodo in cui l'universo aveva appena 500 milioni di anni (contro i 13.7 circa che ha attualmente). "Questo oggetto è un esempio unico di quella che ci aspettiamo essere un'abbondante popolazione di galassie estremamente piccole e deboli a circa 500 milioni di anni dal Big Bang" spiega Adi Zitrin, del Caltech. "La scoperta ci dice che galassie come questa esistono, e che dovremo continuare a guardare e cercarne altre ancora più pallide, così da poter comprendere meglio il modo in cui il nostro universo si è evoluto nel tempo."
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Mappa della Formazione Stellare in Galassie Primordiali

Alcuni astronomi hanno usato il telescopio APEX per sondare un enorme ammasso di galassie che si sta formando nell'Universo primordiale, scoprendo che gran parte della formazione stellare avviene non solo nascosta dalla polvere, ma anche in luoghi inaspettati. Questa è la prima volta in cui è stato possibile completare un censimento della formazione stellare in un oggetto come questo.
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Spiegato Il Gigantesco e Misterioso Anello di Gas del Leone

Anello del Leone, Leo Ring, nebulosa, gas idrogeno, astronomia, astrofisica
L'Anello del Leone: immagine ottica con distribuzione di gas di idrogeno in giallo-arancione. Invece le inquadrature nella parte destra sono zone dense del anello tracciate ma sovrapposte a immagini ottiche

Un team internazionale di astronomi ha svelato l'origine del gigantesco anello di gas nel gruppo del Leone di galassie. Con l'aiuto del Canda-France-Hawaii Telescope, gli scienziati sono stati in grado di rilevare delle impronte ottiche nell'anello che corrispondono a regioni di formazione stellare. Questa osservazione esclude quindi la natura primordiale del gas, che è di origine galattica. Grazie a simulazioni numeriche fatte al CEA, uno scenario per la formazione dell'anello è finalmente stata proposto: una violenta collisione tra due galassie, poco più di un miliardo di anni fa. I risultati saranno pubblicati nel "Astrophysical Journal Letters."
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