
L'immagine sopra mostra una proiezione globale delle immagini raccolte da MESSENGER intorno a Mercurio. Il mosaico è centrato a 0°N e 90°E. Nella porzione nord-ovest potete vedere il Bacino Rachmaninoff, mentre a sud il Bacino Rembrand. Poco a est del centro invece ci sono i grandi crateri Eminescu e Raditladi. Il bordo del bacino Caloris è appena visibile invece sul bordo est. Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washingto
Rieccoci su Mercurio!Dopo aver visto
la prima parte delle nuove immagini scattate da MESSENGER, siamo pronti per addentrarci nella seconda parte. Per iniziare in grande, ecco un mosaico globale di Mercurio. Alcune zone le abbiamo mappate a risoluzione più alta, e altre più bassa, ma MESSENGER è riuscita a mappare più del 99% del terreno. Abbiamo fatto molta strada dal lontano 1975, quando l'umanità aveva mandato la sua prima sonda ad esplorare Mercurio (Mariner 10). Ma quella missione era soltanto un sorvolo e ci fecce vedere solo una parte di uno degli emisferi di Mercurio, mentre MESSENGER, per la prima volta, è entrata in orbita intorno al pianeta. Può non sembrarvi un'impresa titanica, perché abbiamo la sensazione che essendo Mercurio più vicino a noi, non dovrebbe essere così difficile. In realtà serve un'enorme quantità di energia per riuscire a far passare la sonda nel punto giusto con la giusta velocità , per finire in orbita intorno ad un corpo così piccolo, con accanto la gravità del Sole! Ci sono voluti 2 sorvoli di Venere, un sorvolo della Terra e 3 sorvoli di Mercurio stesso, per ottenere la giusta triangolazione e velocità per riuscire ad inserirsi in orbita. Il tutto è durato ben 7 lunghi anni! Ci vuole meno tempo per arrivare su Giove! Quando la sonda è stata lanciata, le speranze erano alte ma anche le paure. Questa è stata una delle cose più difficili che siamo mai riusciti a fare nell'esplorazione spaziale.
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