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Archivio 'MESSENGER'

29 aprile 2013

Un Piccolo Punto su Mercurio dove il Sole non Tramonta Mai (quasi)

Immagine di un cratere polare di Mercurio. Quello che la freccia indica è chiamato PEL (Peak of Eternal Light) cioè Picco di Luce Eterna. Credit: NASA/Caltech/MESSENGER


Con un'inclinazione dell'asse vicina allo zero, Mercurio ha molti crateri, specialmente ai suoi poli, che nel viaggio di 88 giorni che fa intorno al Sole, non vengono mai raggiunti dalla luce! Questo è quello che permesso agli scienziati di ipotizzare e scoprire anche la presenza di ghiaccio d'acqua sui fondali dei crateri polari di Mercurio. Ma succede anche l'opposto, con posti di Mercurio che sono quasi sempre sotto luce solare!

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2 aprile 2013

Forse Abbiamo Sulla Terra Un Meteorite Proveniente da Mercurio!

Campione in causa. Chiamato 'NWA 7325' il meteorite è al centro di nuove approfondite indagini per scoprire la sua origine. Credit: Stefan Ralew/sr-meterites.de


Anche se non siamo mai riusciti a recuperare noi dei frammenti dalla superficie di altri pianeti (soltanto con la Luna, comete e asteroidi siamo riusciti), abbiamo dei frammenti che sono caduti sulla Terra come meteoriti dopo essersi staccati dalla superficie di altri corpi come Vesta, la Luna e persino Marte, che per adesso è l'unico pianeta da cui sappiamo di avere meteoriti. Ma forse non per molto! Secondo una serie di nuove indagini mostrate durante la recente Conferenza delle Scienze Lunari e Planetarie, dal team di scienziati della missione MESSENGER, potrebbero esserci degli indizi a favore di questa tesi per almeno un particolare meteorite.

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30 novembre 2012

Tanto Ghiaccio D'Acqua e Composti Organici ai Poli di Mercurio!

Mosaico della superficie di Mercurio creato con i dati del secondo sorvolo di MESSENGER nel 2008. Credit: NASA/JPL


A Marzo di quest'anno, dopo la Conferenza delle Scienze Lunari e Planetarie, avevo raccontato di come dalle ultime ricerche veniva fuori che ai poli di Mercurio c'erano segni della presenza del ghiaccio d'acqua! Da allora sono stati fatti ulteriori e più approfonditi studi e quei segni iniziali si sono trasformati in segni molto più sicuri e robusti. A questo si aggiungono anche alcune nuove interessantissime scoperte che riguardano da vicino la sorprendente chimica e mineralogia di questo pianeta pieno di misteri! Ma andiamo per ordine, la prima cosa da segnalare e che il team scientifico dietro la missione MESSENGER, l'orbiter che da due anni esplora da vicino Mercurio, ha mostrato come ci sono regioni nei crateri polari sempre in ombra, che hanno una riflessività maggiore del 50% e questo è consistente con appunto il ghiaccio d'acqua!

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16 agosto 2012

MESSENGER: Nuove Straordinarie Immagini di Mercurio!

Porzione di un più vasto mosaico di tutta la superficie di Mercurio. In particolare questa è una sezione di una regione vulcanica. Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington


Continua imperterrita la missione della sonda MESSENGER che per il secondo anno sta mappando in dettaglio la superficie di Mercurio. Quest'anno l'orbita si è abbassata molto e le nuovo foto riescono a raggiungere una risoluzione molto maggiore, permettendo di vedere nuovi dettagli nella geologia di questo misterioso pianeta. La prima delle nuove immagini (visibile qui sopra) mostra una pianura vulcanica, molto liscia, che è stata pesantemente modificata da processi tettonici che hanno portato alla formazione di pieghe e creste. Queste creste sono visibili anche su Marte e sulla Luna e si formano quando la lava si raffredda facendo si che la crosta si contragga orizzontalmente. Nella foto sono visibili anche crateri sepolti o distrutti dall'avanzare di queste creste, oppure crateri che hanno a loro volta sepolto vecchie creste. Studiare la storia di queste creste sulla superficie di Mercurio può aiutare gli scienziati a capire qualcosa di più riguardo a come il pianeta si è deformato nel tempo.

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23 aprile 2012

Mercurio è Un Pianeta Pieno di Grandi Sorprese

Immagine di Mercurio, incentrata sul grande Bacino Rembrandt e al Cratere Kipling. Data l'orbita molto ellittica della sonda MESSENGER, gli astronomi possono ottenere anche immagini molto ampie della superficie del pianeta. Credit: NASA/Johns Hopkins University APL/Carnegie Institution of Washington


Fino a non molti anni fa, Mercurio era uno dei meno conosciuti pianeti del sistema solare interno. La missione MESSENGER sta però rivoluzionando la nostra comprensione di questo mondo. I nuovi risultati arrivati dallo strumento MLA (Mercury Laser Altimeter) e dalle misurazioni gravitazionali, ci stanno mostrando che il pianeta più vicino al Sole ha una crosta molto sottile, tutta piegata e rugosa, e sia dentro che fuori è molto diverso da come lo immaginavamo, oltre ad essere unico tra tutti i pianeti.

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22 marzo 2012

MESSENGER: Ghiaccio d'Acqua ai Poli di Mercurio?

Mosaico ottenuto dalle immagini di MESSENGER che mostra il polo sud di Mercurio. Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington


In questi giorni in Texas si sta tenendo la 43°Riunione delle Scienze Lunari e Planetarie, e ieri si è parlato delle ultime scoperte per quanto riguarda Mercurio. Il team di MESSENGER ha mostrato moltissime novità ed è stata una conferenza davvero ricca. Una delle cose più discusse però è stata la possibilità che ci siano grandi depositi di acqua sotto forma di ghiaccio ai poli di Mercurio. Questo potrebbe sembrarvi davvero assurdo... infondo Mercurio è il primo pianeta dal Sole, sulla superficie illuminata si arriva a temperature ben sopra i 400°C, come possono esserci depositi di ghiaccio? In realtà c'è una cosa che spesso viene dimenticata quando si parla di Mercurio. Il pianeta ha la minore inclinazione del Sistema Solare: meno di 1°. Questo significa che ci sono intere zone dei poli dove il Sole non arriva mai a battere. Questo avviene in particolare all'interno di quei crateri che poi riescono anche a parare i depositi sotto i loro bordi.

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14 febbraio 2012

MESSENGER: Un Tour Attraverso Le Nuovissime Immagini di Mercurio - Parte II

L'immagine sopra mostra una proiezione globale delle immagini raccolte da MESSENGER intorno a Mercurio. Il mosaico è centrato a 0°N e 90°E. Nella porzione nord-ovest potete vedere il Bacino Rachmaninoff, mentre a sud il Bacino Rembrand. Poco a est del centro invece ci sono i grandi crateri Eminescu e Raditladi. Il bordo del bacino Caloris è appena visibile invece sul bordo est. Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washingto


Rieccoci su Mercurio!Dopo aver visto la prima parte delle nuove immagini scattate da MESSENGER, siamo pronti per addentrarci nella seconda parte. Per iniziare in grande, ecco un mosaico globale di Mercurio. Alcune zone le abbiamo mappate a risoluzione più alta, e altre più bassa, ma MESSENGER è riuscita a mappare più del 99% del terreno. Abbiamo fatto molta strada dal lontano 1975, quando l'umanità aveva mandato la sua prima sonda ad esplorare Mercurio (Mariner 10). Ma quella missione era soltanto un sorvolo e ci fecce vedere solo una parte di uno degli emisferi di Mercurio, mentre MESSENGER, per la prima volta, è entrata in orbita intorno al pianeta. Può non sembrarvi un'impresa titanica, perché abbiamo la sensazione che essendo Mercurio più vicino a noi, non dovrebbe essere così difficile. In realtà serve un'enorme quantità di energia per riuscire a far passare la sonda nel punto giusto con la giusta velocità, per finire in orbita intorno ad un corpo così piccolo, con accanto la gravità del Sole! Ci sono voluti 2 sorvoli di Venere, un sorvolo della Terra e 3 sorvoli di Mercurio stesso, per ottenere la giusta triangolazione e velocità per riuscire ad inserirsi in orbita. Il tutto è durato ben 7 lunghi anni! Ci vuole meno tempo per arrivare su Giove! Quando la sonda è stata lanciata, le speranze erano alte ma anche le paure. Questa è stata una delle cose più difficili che siamo mai riusciti a fare nell'esplorazione spaziale.

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13 febbraio 2012

MESSENGER: Un Tour Attraverso Le Nuovissime Immagini di Mercurio - Parte I

Vista di Mercurio da terminatore a limbo. La foto è stata scattata da MESSENGER l'11 Gennaio 2012. Vicino al centro dell'immagine potete vedere anche il grande cratere Basho, (80km in diametro). Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington


Prima abbiamo visto le nuove immagini di Vesta, ottenute dalla sonda Dawn, e c'è una cosa che questa missione ha in comune con la missione MESSENGER: fanno entrambe parte del programma Discovery, della NASA. Si tratta del programma per missioni a bassissimo costo, che spesso è usata per missioni con tecnologie ancora sperimentali o rischiose. Ma entrambe le missioni hanno lasciato tutti a bocca aperta, ottenendo tantissimi dati e facendo scoperte su scoperte, più di quanto chiunque si sarebbe mai aspettato da loro. Nel 2011, Dawn è diventata la prima sonda spaziale umana ad orbitare intorno ad asteroide nella Fascia degli Asteroidi, e MESSENGER è diventata la prima sonda ad orbitare intorno a Mercurio! Da allora, MESSENGER ha ottenuto più di 80.000 immagini ad alta risoluzione della superficie e moltissimi dati sul campo magnetico di Mercurio e la composizione mineralogica della sua superficie. In questi due articoli (questa è la prima parte), andremmo ad esplorare le più recenti immagini ottenute da MESSENGER.
Molto spesso, quando si parla di Mercurio, si ha l'idea di un posto anonimo, non diverso dalla Luna, ma in realtà, come vedremmo, Mercurio è davvero un corpo unico! Non solo è l'unico dei pianeti terrestri, oltre alla Terra, ad avere un nucleo liquido e campo magnetico forte, ma è pieno di misteri e strutture sulla superficie che ancora non riusciamo a spiegarci. Mercurio è veramente molto più speciale di quanto si potrebbe pensare.

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5 dicembre 2011

MESSENGER: Incredibile Vista Laterale Della Superficie di Mercurio!

Mosaico di 9 immagini oblique della superficie di Mercurio, riprese dalla sonda MESSENGER mentre guardava verso l'orizzonte passando vicino al pianeta. Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington


Dagli orbiter planetari siamo abituati a ricevere immagini della superficie vista dall'alto o leggermente di traverso, ma la sonda MESSENGER ed il suo team di scienziati hanno lasciato tutti di stucco con una nuova straordinaria immagine che mostra la superficie da molto vicino e da una prospettiva davvero inedita! La nuova immagine è un mosaico di 9 immagini riprese dalla NAC (Narrow Angle Camera) che ha ripreso alcuni scatti durante un sorvolo con un'inclinazione particolare. Quest'immagine fornisce una visione approfondita della topografia della superficie, ricca di crateri, scarpate e creste. La regione osservata e quella chiamata "Formazione Van Eyck", ed è adiacente al famoso Bacino Caloris. Combinando le immagini, il team non è solo riuscito a creare una delle immagini più spettacolari della ricerca planetaria degli ultimi anni, ma ha trovato un nuovo modo molto efficace di studiare la geologia di Mercurio.

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5 novembre 2011

I Misteriosi Aloni su Mercurio Potrebbero Essere Causati Da Geyser di Idrogeno

Uno dei esempi più noti di aloni sulla superficie di Mercurio è quello del cratere Tyagaraja, grande 97 km in diametro e parzialmente coperto da aloni. Credit: NASA/AAAS/Science


Generalmente si pensa a Mercurio come una pianeta piccolo, morto, pressoché simile alla nostra Luna. In realtà, le apparenze ingannano, specialmente se le apparenze si basano solo su poche osservazioni a bassa risoluzione. Ma da quando abbiamo l'orbiter MESSENGER della NASA, abbiamo l'opportunità di osservare la superficie di Mercurio in grande dettaglio, e questo sta rivoluzionando la nostra visione del primo pianeta intorno al Sole. Solo qualche settimana fa veniva annunciata la scoperta di misteriosi aloni in molti punti della superficie del pianeta e questi hanno lasciato i geologi planetari senza parole, si tratta di qualcosa che non solo nessuno si sarebbe mai immaginato ma che ancora non trova una certa spiegazione. Le immagini hanno generato molto clamore e tante pubblicazioni scientifiche in pochissimo tempo.

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